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sabato 23 maggio 2009

La favola di Vetrinopoli

A Vetrinopoli era una splendida giornata di Sole, come sempre:
gli uccelli cantavano e sembravano dividersi con dovizia gli immensi spazi di cui Vetrinopoli disponeva, chiarendo che l' habitat non è un' invenzione ma un fatto.
Allora, i piccioni vivevano il centro della città mentre lì, per le campagne, erano per lo più i merli,
le gazze e i passeri a prender maggior possesso della zona;
sul mare poi danzavano beatamente i gabbiani grandi e forti come se i veri guardiani delle coste
fossero solo loro...
D' un tratto però gli uccelli volarono via e lasciarono gli abitanti di Vetrinopoli.
Nei primi giorni ci si sentiva un pò sgomenti poichè quei posti, un tempo resi vivi dalla presenza degli uccelli, davano l' impressione di morire pian piano, e anche la vista degli abitanti sembrava patirne, poichè non si potevan più ammirare le parabole dei pennuti che svolazzavano nell' aere in prossimità di un orizzonte rosso che si butta nel mare;
ma il deprimersi di questo senso non comportava grossi patemi visto che gli abitanti di Vetrinopoli
avevano già perso il " dono delle orecchie " ( non sentivano più bene ), forse per il cerume che copioso rendeva afono qualsiasi suono emesso da chicchessia.
E poi, a Vetrinopoli era proprio una libertà particolare quella di non voler sentire alcuno, rappresentava una conquista ed una possibilità che con tanti sforzi gli abitanti di Vetrinopoli si erano garantito.
Era, inoltre, stabilito per legge e sommamente vietato vendere e comprare qualsiasi articolo per la pulizia delle orecchie.
Ma questa grossa civiltà poteva fregiarsi di tante libertà conquistate nel tempo, una pletora di diritti civili aquisiti con immensi sforzi..
avevano costituito, non ascoltandosi più, una struttura sociale d' avanguardia:
un meccanismo che si sostanzia solo nell' effetto visivo; non serve parlare, basta mirarsi per vivere nella società di Vetrinopoli:
i Vetrini e le Vetrine dovendo per forza comunicare ( per vivere) avevano imparato a darsi lustro in ogni dove per acquiatare la veste più ambita confezionata dal più elegante e innovativo stilista di Vetrinopoli, il famosissimo Gianni Prestigio.
E' infatti a lui che si rivolgono i cittadini per comprare l'abito che da qesti prende il nome.
Col Prestigio addosso "preconfezionato" i Vetrini potevano pavoneggiarsi e si auspicavano di colpire con l'effetto luccicante di quell'abito tutte le Vetrine che gionzolavano bellamente per la città.
Le Vetrine tutte imbellettate e truccatissime venivano dalla grande Scuola dell'Artefattesimo, tutte istruite al culto del mostrare agli altri la propria bellezza o presunta tale; molte di loro avevano anche vinto dei master in Zoccolagine, ma la lmaggior parte di loro aveva fatto la Scuola Elementare di Dabbenaggine, di via Menefraga.
Tutto andava a gonfie vele, gli abitanti di Vetrinopoli sapevano bene che per giudicare una persona bastava guardar la superficie; e il metro di giudizio più in voga veniva direttamente da un assunto matematico: quanto più ampio è il ventaglio dei possedimenti ostentati, tanto più meritevole è una persona di affrancarsi affetti, vantaggi, privilegi e posizioni di prim'ordine.
Tutti allora, a Vetrinopoli, si davano un gran da fare per comprare quei beni che potevano conquistare i cuori delle Vetrine e queste ultime , correvano da un parrucchiere all'altro, dall'estetista ai solarium per vedersi belle e appetibili specie a quelli che avevano acquistato il Prestigio.
Visto che il levoro andava bene, molti fra i Vetrini poterono comperarsi un Prestigio e fu così che per competere fra loro alcuni dovettero spendere una somma sconsiderata per acquistare l' invenzione dell'ingenere meccanico più ispirato, sua Persona Verolino Importanza. Fecero una corsa spietata per accaparrarsi questa macchina:
l'Importanza, una super-accessoriata delux che correva fino a 300Km/h col tettuccio scoperto e con due ruote alte quasi 2 m (proprio per destare una certa importanza).
Molti che non la potevano avere, rossi di invidia si indebitarono e fu così che Vetrinopoli iniziò a perdere gra parte della ricchiezza di cui godeva.
Ma un grande ingegnere delle nuove tecnologie, Girolamo Tuttimicercano, per limitare la vendita di Importanza si mise a costruire un marchingegno sofisticatissimo che costava certamente meno dell'auto e perciò faceva gola specie a chi non poteva permettersi l'Importanza.
Scoppò il boom per comprare il "Micercano" che si illuminava e segnalava la presenza di una possibile video-comunicazione.
Per un pò funzionò, perchè le Vetrine sembravano rapite da chi possedeva quest'ultima tecnologia; i Vetrini allora fecero di tutto, anche quando non potevano permetterselo più cercarono con tutte le forze di comprare Prestigio, Importanza e Micercano con grave detrimento delle risorse e delle finanze di Vetrinopoli.

Angelo

L'Onda non si arresta! Confermati gli arresti per Alessandro e Domenico

E' arrivata la notizia che l'Onda sperava di non ricevere: il gip ha deciso per la conferma degli arresti di Alessandro e Domenico, restano alle Vallette. Quindi è assolutamente confermato il presidio di domani sera fuori dal carcere, gli studenti e le studentesse dell'Onda torneranno alla cinta del penitenziario per portare la loro solidarietà agli arrestati e per continuare la battaglia per la loro scarcerazione.
Nel frattempo oggi pomeriggio l'Onda milanese ha fatto un'incursione al rettorato della Statale, tappezzando gli uffici del rettore Decleva per esigere la liberazione del loro compagno Alessandro e chiedendo al rettore dell'università frequentata da Alex, oltre che presidente della Crui promotrice del G8 University Summit, di prendere posizione.

Guarda l'appuntamento torinese: presidio fuori dalle Vallette, Alex e Domenico liberi!

Alessandro e Domenico liberi subito!

Nella straordinaria giornata dell'Onda del 19 maggio 2 compagni sono stati arrestati, Alessandro e Domenico. Alessandro, studente milanese della Statale ed esponente dei Circoli degli emigrati sardi, è stato tratto in arresto durante gli scontri di piazza in corso Marconi. Domenico, torinese, è stato invece fermato prima del corteo, l'accusa che gli viene rivolta è di detenzione di materiale esplosivo.


Questa mattina vi sono state le udienze per le convalida o meno degli arresti al carcere delle Vallette. Entro stasera, massimo domattina, vi sarà il pronunciamento del gip sui compagni detenuti alle Vallette. In parallelo, questa mattina vi è stato un primo momento di solidarietà con gli arrestati: gli studenti e le studentesse dell'Onda Anomala torinese e milanese hanno tenuto un presidio fuori dal carcere, con i familiari e con gli avvocati. Sono stati appesi 2 striscioni: "Alessandro e Domenico liberi subito!", "L'Onda non si arresta! Alessandro e Domenico liberi subito!".


Nell'eventualità che il gip non decidesse per la scarcerazione immediata di Alessandro e Domenico, l'Onda di Torino ha già indetto un nuovo presidio per domani sera alle 18 fuori dalle Vallette, per far arrivare la solidarietà ai compagni, per richiedere la loro l'immediata liberazione.


Ma la solidarietà e la presa di posizione dell'Onda non è ferma al territorio torinese: questa mattina negli atenei di tutt'Italia sono comparsi striscioni e scritte richiedenti l'immediata liberazione di Alessandro e Domenico. "L'Onda non si arresta! L'Onda vi travolge!"

19 Maggio - Torino: L'Onda perfetta. In 10.000 contro il G8, cariche e scontri nella zona rossa

L'Onda anomala torna ad invadere le strade, a bloccare le città e a rilanciare il conflitto intorno al nesso formazione-lavoro a partire dalla contestazione dell'illeggittimo e insostenibile G8 University Summit . Diecimila studenti a Torino decidono di attraversare il centro dopo il concentramento al Block G8 Building, sanzionando banche e agenzie interinali, urlanco ancora che "Noi la crisi non la paghiamo". Tutta l'Onda decide di violare la zona rossa, di non accettare divieti rispetto alla libertà di movimento e di tentare di raggiungere il luogo dell'illeggittimo summit della lobby baronale dei rettori: abbiamo difeso il corteo dalle cariche e denunciamo l'uso pesante e spropositato di lacrimogeni lanciati ad altezza uomo contro gli studenti. Ancora un'altra Onda che travolge il G8 dell'Università, ancora un'altra volta manifestiamo il nostro dissenso, giorno dopo giorno in ogni facoltà costruiamo l'autoriforma, la riappropiazione di reddito, la produzione autonoma di saperi!
Comunicato dell'Onda - L'Onda Perfetta è l'onda migliore, quella da cavalcare che vale una vita per tutti i surfisti. Quella espressasi questa mattina a Torino è stata l'Onda migliore possibile. Abbiamo dimostrato, a mesi di distanza dalla mobilitazione dell'autunno, dopo che in molti già ci davano per morti, di esserci e di essere.Oggi siamo scesi in piazza per una nuova grande mareggiata, invadendo le strade di una Torino blindata per proteggere Baroni e feudatari dell’università in crisi. Siamo giunti da tutta Italia (qualcuno anche da oltre confine) per esprimere tutta la nostra contrarietà a questo insostenibile G8 dell’università. Abbiamo respinto l'arroganza del G8 dei rettori, asserragliati al castello del Valentino, tentando di stanarli, provandoci, credendoci, con la determinazione e la partecipazione di chi sa che in ballo c'è il proprio futuro.

Abbiamo contestato l’illegittimità del G8 University Summit ribadendo che i rettori e la CRUI, che promuoveva il vertice, sono i rappresentanti (il)legittimi di una università che sopravvive tra le macerie. Noi siamo invece l’espressione concreta di una rappresentanza impossibile che non delega a nessuno istanze, vertenze, progetti.

10.000 studenti da tutta Italia in una marcia veloce, gioiosa ma incazzata, determinata e convinta, che in fretta e furia ha raggiunto la sede del summit, senza dimenticarsi di colpire i simboli della crisi (banche e agenzie del lavoro), per tentare di sfondare il muro di un esercito frapposto tra i propri bi-sogni e le autorità di un'università che di sostenibile non ha assolutamente nulla.


Oggi, abbiamo fatto presente, ancorauna volta, che la crisi noi non la pagheremo e che anzi utilizzeremo qualsiasi occasione per rovesciarle contro.
Sapendo che questo è solo un momento di passaggio, tra lo straordinario autunno che ci siamo lasciati alle spalle e quello a venire, denso di aspettative e nuovi spazi di azione dentro la crisi.
A fine corteo, un’assemblea pubblica, collettiva e condivisa cui hanno partecipato tutte le articolazioni locali dell’onda, ha deciso di assumersi nella totalità gli eventi e le pratiche messe in campo in questa giornata di conflittualità e riappropriazione di spazi e visibilità. L’assemblea ha inoltre espresso solidarietà ai due arrestati, richiedendone l’immediata liberazione. Non li lasceremo soli!

Ecco l’onda perfetta…

Onda Anomala_Italia
Block G8 Building, Torino (h 16)

MEDIASET IN SCIOPERO - BELLA NOTIZIA (OSCURATA)

Udite udite. E diffondete. Forse è l'unico modo per permettere a questa notizia di raggiungere più orecchie possibile: i lavoratori di Mediaset sono in sciopero. Difendono i loro salari e chiedono che vengano ripristinate le "normali relazioni sindacali". Ma oggi devono prima di tutto lottare contro il silenzio. La loro astensione dal lavoro, infatti, sembra non interessare a nessuno. Di loro non parlano neanche le agenzie di stampa. Paradossale ma vero: accade "qualcosa" - qualcosa di inedito, c'è da dire - nella più grande azienda di comunicazione italiana, e i protagonisti faticano a bucare lo schermo. Ma tant'è, a Berluscolandia.I fatti: Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per oggi uno sciopero dei lavoratori della Videotime di Roma. La Videotime è la società licenziataria di Mediaset-Rti che lavora nei centri di produzione "Palatino" e "Elios". Qui vengono registrati programmi molto seguiti: dal Tg5 a Matrix a Forum. I lavoratori della Videotime si occupano anche del programma "Uomini e Donne" di Maria De Filippi, che però viene registrato a Cinecittà. Si tratta dei tecnici, della parte di produzione, dei parrucchieri, dei truccatori, dei sarti. Insomma, di tutto il personale che serve per mettere in piedi un programma. Ebbene, dall'anno scorso sono tempi di magra. Mediaset dice di essere in crisi (ricavi netti nell'anno 2008: +9%, utile netto: +14,3%) e per questo stringe la cinghia: niente più diaria per gli esterni, fermi i passaggi di livello, diminuzione dei premi di produzione, azzeramento della politica retributiva. Questo è quanto denunciano i sindacati: "Un esempio - spiega Roberto Crescentini, delegato fistel-Cisl della Rsu di Videotime - sabato registriamo Matrix. I lavoratori hanno chiesto di lavorare in straordinario. Ma l'azienda ha chiesto ai parrucchieri solo quattro ore di lavoro, e non sette. Alla domanda: perché? La risposta è stata: l'azienda è in crisi. Figurarsi - dice Crescentini - noi siamo i primi a non voler affossare l'azienda e a capire che è in corso una grave crisi economica e finanziaria. Ma Mediaset è in crisi?". La domanda è pertinente, visto che, racconta Crescentini: "Alla puntata di Forum in cui era ospite Barbara D'Urso, Mediaset ha pagato un parrucchiere 1.300 euro. Come anche viene pagato tutti i giorni un parrucchiere per la conduttrice Rita Dalla Chiesa, ad un prezzo che ci pare esorbitante, visto il momento: 700 euro". Insomma, dicono i lavoratori, se bisogna fare sacrifici che li facciano tutti.
Secondo il dato dei sidnacati lo sciopero è andato benissimo: l'adesione ha sfiorato il tetto del 95%. Ultima chicca: il Comitato di redazione del Tg5 ha inviato un comunicato di solidarietà ai lavoratori di Videotime. Il comunicato, a quanto pare, doveva essere letto durante l'edizione odierna. Ma è stato stoppato. Ci sono notizie più importanti.

A 17 anni dalla strage di Capaci

PALERMO - «A diciassette anni dalla strage di Capaci, la giunta dell'Associazione nazionale magistrati ha scelto di ricordare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani con una frase del Mahatma Gandhi: «Il mondo di oggi ha bisogno di persone che abbiano amore e lottino per la vita almeno con la stessa intensità con cui altri si battono per la distruzione e la morte».

NAPOLITANO E MARONI - In tutta Italia e in particolare a Palermo, viene ricordata la figura di Giovanni Falcone. Presente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al convegno su «Legalità, impresa e sviluppo» nell'aula bunker dell'Ucciardone e alla cerimonia di commemorazione di Giovanni Falcone e delle altre vittime della strage di Capaci. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni alle 8,30 sarà alla caserma Lungaro per incontrare i familiari delle vittime delle stragi, e alle 9,15 interverrà presso l'aula bunker e successivamente deporrà una corona di alloro alle 11 in via D'Amelio e alle 12 a Capaci.

L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA - «Le idee di Falcone e Borsellino non sono state uccise dal tritolo e da 17 anni camminano su gambe forti: quelle di una nuova società civile e di un nuovo modo di sentire del mondo politico e imprenditoriale che lottano contro la mafia e contro la cultura mafiosa». Così il presidente dell'Ars, Francesco Cascio: «In Sicilia si respira un vento nuovo anche se la strada per il riscatto e per lo sviluppo dell'isola è ancora in salita. Le recenti operazioni delle forze dell'ordine sono importanti successi per mettere all'angolo la criminalità organizzata. La politica - ha concluso il presidente dell'Ars -deve sapere cogliere i segnali positivi che emergono dalla società civile, approvando quelle leggi, come le misure contro il racket, che tolgono linfa al parassitismo mafioso che soffoca la rinascita della Sicilia».

VEDOVA AGENTE SCHIFANI - Rosaria Schifani, la vedova di Vito, agente della scorta di Giovanni Falcone che fu ucciso nell'attentato a Falcone: «Non si può andare avanti giudicandosi a vicenda, come se ognuno di noi fosse titolare di diritti sugli altri. Così scattano diffidenze, astio, distanza. Non possiamo fare come i mafiosi che s'ammazzano fra loro». In un'intervista esclusiva che sarà pubblicata sul pediodico «S». Rosaria Schifani chiede al fronte antimafia di sfuggire «alle gelosie interne, a quei chiacchiericci, divisioni, malumori, troppi distinguo, acidità, incomprensioni, piccolezze. Con qualcuno pronto a dire che la mia antimafia è meglio della tua, che la mia è pura e la tua no». «Credo che siano nate tante cose importanti negli ultimi anni a Palermo - dice -. Penso ai ragazzi di Addiopizzo, ai volontari di Libera, alle testimonianze che imprenditori coraggiosi fanno in tribunale. Il mio dubbio è però che i continui attriti e i malumori dell'antimafia portino se non a una vittoria della mafia, a una sua rivincita in alcuni quartieri dove i soliti personaggi aggiungono fiele e denigrazione».

LUMIA - «L'insegnamento di Falcone è ancora vivo e attuale, - afferma il senatore del Partito Democratico Giuseppe Lumia - molte delle sue intuizioni sono ancora da attuare. Nella lotta al riciclaggio e al sistema delle collusioni siamo appena all'inizio. È giunto il momento di andare fino in fondo con coraggio, pronti anche a far emergere le più dure verità sulle responsabilità della politica e delle istituzioni relative al periodo stragista avviato da Cosa nostra negli anni 92 e 93». «La politica - prosegue - deve fare la sua parte adottando dei provvedimenti che metterebbero in ginocchio le mafie: consentire agli inquirenti di accedere velocemente, attraverso password, all'anagrafe tributaria per indagare sui patrimoni dei boss; rendere obbligatoria la denuncia delle estorsioni per tutti gli operatori economici e scatenare così una rivolta senza precedenti; aumentare la durata delle pene per i reati di stampo mafioso; riorganizzare il 41 bis per impedire la comunicazione dei boss con l'esterno delle carceri; ridurre il numero delle stazioni appaltanti, la cui frammentazione nel territorio riduce l'efficacia dei controlli e favorisce le infiltrazioni mafiose; istituire un'agenzia dei beni confiscati per rendere più efficace il loro riuso sociale; consentire la tracciabilità dei flussi di denaro soprattutto nel mondo degli appalti pubblici». «I tempi sono maturi - conclude Lumia - per sferrare un attacco decisivo. La politica non può più tergiversare».

BELGRADO - E dalla lontana Belgrado giunge la notizia che l’aula 2 della Sezione speciale del Tribunale distrettuale sarà intitolata al magistrato italiano. L’annuncia in una nota del ministero della Giustiza serbo, informando che, prima dell’inaugurazione della targa, sarà tenuta una presentazione della «stretta cooperazione italo-serba tra organi giudiziari e tra i ministeri della Giustizia».

Lettera di Nichi Vendola a tutte le forze di opposizione (parlamentari e non) su emergenza democratica

da Nichi Vendola SINISTRA E LIBERTA' a:

- Pierferdinando Casini - Leader nazionale UDC
- Lorenzo Cesa - Segretario nazionale UDC
- Antonio Di Pietro - Presidente Italia dei Valori
- Dario Franceschini - Segretario nazionale PD
- Flavia D'Angeli - Portavoce nazionale Sinistra Critica
- Oliviero Diliberto - Segretario nazionale PdCI
- Marco Ferrando - Portavoce nazionale PCdL
- Paolo Ferrero - Segretario nazionale PRC
- Marco Pannella - Leader nazionale Radicali Italiani
- Luciana Sbarbati - Segretaria naz. Mov. Repubblicani Europei


Carissima, Carissimo

vi sono molti, troppi, inquietanti segnali che indicano che il nostro paese sta attraversando una fase particolare, e per molti versi originale, nella quale il sistema democratico che tutti noi abbiamo conosciuto e nel quale abbiamo vissuto e operato è messo a serio rischio.
Sta crescendo nel nostro paese una vera e propria emergenza democratica rispetto alla quale tutti noi abbiamo il dovere e la necessità di reagire in modo adeguato e tempestivo.
Per questa ragione mi assumo la responsabilità di scrivere a te a ai segretari di tutte le forze dell’opposizione e di proporvi un incontro a brevissimo termine per assumere assieme le iniziative adeguate, come compete ad un’opposizione parlamentare ed extraparlamentare, come è la forza politica cui appartengo, non certo per sua scelta.

Conviene evitare paragoni con il passato, sempre difficilmente proponibili, ma certamente abbiamo avuto modo, e con noi le italiane e gli italiani, di cogliere nei recenti comportamenti della maggioranza, del governo e segnatamente del Presidente del Consiglio, atteggiamenti, comportamenti, dichiarazioni e atti che entrano in collisione con le regole più elementari di una repubblica democratica e parlamentare.
Non credo sia sfuggito a nessuno il carattere ricattatorio del discorso pronunciato da Silvio Berlusconi di fronte all’assemblea di Confindustria. Un Presidente del Consiglio che controlla direttamente o indirettamente quasi l’intero sistema mediatico minaccia di rivolgersi direttamente al popolo per sovvertire gli assetti costituzionali aggirando o, peggio, ignorando con esplicito disprezzo il Parlamento.
Questo atteggiamento arrogante e, temo, non privo di venature eversive era già evidente nella vicenda apertasi con la sentenza sul caso Mills. Siamo di fronte ad un assurdo: chi è stato destinatario di un atto di corruzione viene condannato dalla Magistratura, mentre il suo eventuale corruttore è protetto da una legge vigente, contro la quale l’opposizione si è fortemente battuta, che lo sottrae a qualunque tipo di giudizio. Non compete a noi entrare nel merito della vicenda giudiziaria. Così come il Presidente del Consiglio non dovrebbe abbandonarsi ad una pubblica sequela di insulti rivolti alla Magistratura giudicante in ragione di una sua presunta intenzione persecutoria motivata addirittura da una altrettanto presunta collocazione politica dei singoli magistrati.
Ma noi non possiamo assistere impassibili ad una nuova recrudescenza di dichiarazioni e atti che mirano a sottoporre la Magistratura sotto il controllo politico dell’Esecutivo, stravolgendo l’equilibrio dei poteri di uno stato democratico e la sua Costituzione.
E’ da notare come tali comportamenti costituiscano di per sé un motivo di uno scontro ora strisciante, ora esplosivo con le più alte cariche dello stato, a cominciare dal Presidente della Repubblica, i cui ripetuti, ponderati e preziosi interventi a tutela degli equilibri istituzionali e della nostra Costituzione sono stati disattesi e persino svillaneggiati dal Presidente del Consiglio.
La stessa vicenda della oscura relazione tra il presidente del consiglio e la famiglia Letizia non può essere confinata nella sfera del privato, il confine tra pubblico e privato essendo, come segnalano tutti i migliori studiosi delle moderne democrazie, diverso per chi ricopre cariche istituzionali e per il comune cittadino. E di fronte a denunce che partono dagli stessi famigliari del Presidente del Consiglio, non credo si possa tacciare di indebita invasione nel privato la richiesta formale di pubblici chiarimenti da parte di chi un ruolo pubblico riveste.
La mia elencazione potrebbe continuare ma sarebbe superflua poiché già così la misura appare colma. Ad un’emergenza democratica si deve rispondere con un’eccezionale sussulto democratico nel paese e nelle istituzioni. Non credo che il Parlamento possa limitarsi ad attendere che il Presidente del Consiglio decida, a seconda dei suoi desideri e delle sue convenienze, se presentarsi di fronte ad esso o meno. L’opposizione parlamentare è in possesso di precisi strumenti regolamentari per giungere, nel modo e nelle forme opportune, a un dibattito parlamentare la cui urgenza mi sembra ormai massima.

Per questo mi rivolgo a Voi, pur in un momento come l’attuale che ci vede in competizione nella campagna elettorale per le elezioni dei Parlamento Europeo e di molti Consigli provinciali e comunali. L’imminente confronto elettorale non può fare venire meno, neppure per un attimo, il nostro senso di responsabilità verso la Costituzione italiana e l’ordinamento democratico del nostro paese.
Mi auguro quindi che vogliate concordare con la necessità di un’immediata riunione di tutte le forze dell’opposizione, presenti o no nell’attuale Parlamento, per concordare e assumere tutte le iniziative unitarie, nel Parlamento italiano e in quello europeo, nelle Istituzioni locali, nella società civile per fare uscire il nostro Paese indenne dall’attuale emergenza democratica che lo investe.
In attesa di un Vostro tempestivo cenno di riscontro, Vi saluto augurando a tutti noi un presente e un futuro di democrazia e libertà.



Nichi Vendola
Sinistra e Liberta’



Roma, 22 maggio 2009

venerdì 22 maggio 2009

A Padova serve il permesso di soggiorno per la maturità

Vuoi sostenere l'esame di maturità? Se sei straniero a Padova ci vuole il permesso di soggiorno.Così recita la circolare urgente diffusa il 4 maggio scorso dalla preside di un istituto professionale di Padova, il Leonardo Da Vinci. E’ una delle ricadute perverse del pacchetto sicurezza.

Una richiesta perentoria: gli alunni sotto elencati devono portare entro domani 5 maggio 2009 una fotocopia del permesso di soggiorno da esibire, su richiesta, alla commissione esami di terza area e depositare nel fascicolo personale, segue l’elenco di nomi.
Così recita la circolare urgente diffusa il 4 maggio scorso dalla preside di un istituto professionale di Padova, il Leonardo Da Vinci. La segnalazione è arrivata al Progetto Melting Pot Europa, ai Cobas Scuola ed all’Associazione Razzismo Stop di Padova che in una conferenza stampa hanno denunciato l’accaduto.
Già negli scorsi giorni, a Genova, un’altra preside era intervenuta durante le lezioni scrivendo alla lavagna i nomi degli alunni senza il permesso di soggiorno.
Oggi tocca anche a Padova, in uno tra gli istituti con la maggior densità di alunni stranieri. E’ una di quelle ricadute perverse del pacchetto sicurezza che comincia a produrre i suoi effetti ancor prima di essere approvato. Era stato così per i medici-spia, quando negli ospedali erano comuncate le segnalazioni degli irregolari, mentre la legge che cancellava il divieto di denuncia era ancora al vaglio del Senato.

Per quanto riguarda la scuola, la legislazione in vigore [per l’iscrizione scolastica è stata inserita una deroga alla richiesta del permesso anche nel pacchetto sicurezza] prevede all’art 45, comma 1, del testo Unico, senza lasciare spazio a dubbi, che i minori stranieri presenti sul territorio nazionale abbiano diritto all’istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani. L’iscrizione dei minori stranieri nelle scuole italiane di ogni ordine e grado avviene nei modi e alle condizioni previsti per i minori italiani. Essa può essere richiesta in qualunque periodo dell’anno scolastico. I minori stranieri privi di documentazione anagrafica ovvero in possesso di documentazione irregolare o incompleta sono iscritti con riserva. E al comma 2 specifica che l’iscrizione con riserva non pregiudica il conseguimento dei titoli conclusivi dei corsi di studio delle scuole di ogni ordine e grado.

A prescindere dall’avere o non avere il permesso di soggiorno quindi, un minore straniero può iscriversi alle scuole di ogni ordine e grado e la prevista iscrizione con riserva, per chi non è in possesso dei documenti, non può inibire il conseguimento del titolo di studio.
Si presume quindi che al diritto all’iscrizione debba essere conseguente anche un diritto ad ottenere il titolo.
Ma il dibattito intorno l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno irregolare sembra aver condizionato qualche preside troppo zelante che preventivamente all’approvazione ha ordinato agli alunni di portare il permesso in vista di una eventuale richiesta della commissione.

Anche se la legge non specifica nessun divieto di richiesta del permesso di soggiorno per gli esami di maturità, rappresenta una discriminazione la richiesta di un qualsiasi documento aggiuntivo a quelli prescritti dalla legge, aggravata proprio dal fatto di avvenire su base etnica. Quando ognuno di noi si iscrive all’anagrafe deve esibire i documenti richiesti, nessuno ha titolo di chiedere per esempio il contratto di lavoro, o se le multe pendenti sono state pagate o un qualsiasi altro certificato. La preside in questione non ha alcun titolo per chiedere un documento non previsto dalla normativa per svolgere gli esami di stato, tantomeno ha il diritto, ma questo attiene ad una presunta deontologia professionale ed alla sensibilità morale, di intimorire senza alcuna motivazione gli alunni prevedendo che la commissione possa richiedere il permesso di soggiorno.
Ma in questo periodo di sicurezza a pacchetti, di respingimenti e negazione dei diritti sembra valere tutto.

Un problema ulteriore sembra quello che riguarda gli studenti stranieri che prima dell’esame di maturità [questo è il caso di Padova] hanno compiuto la maggiore età.
Il diritto all’istruzione è infatti garantito ai minori, ma immaginate cosa vogliia dire studiare per 5 anni per poi vedersi negato il diritto al titolo di studio proprio nel rush finale?
L’Associazione Razzismo Stop ed il Progetto Melting Pot Europa, investiti insieme ai all’Adl Cobas scuola dicono che: «la preside avrebbe dovuto al limite preoccuparsi di proteggere i suoi alunni da eventuali richieste discriminatorie della commissione d’esami, far valere i loro diritti e non a sua volta far ricadere sugli stranieri il problema».

A Padova proprio per sabato 23 maggio, alle ore 16, davanti alla stazione fs, è previsto un happening anti-razzista lanciato dall’Associazione Razzismo Stop e dall’Associazione Difesa Lavoratori, tema della giornata sarà ovviamente l’opposizione al pacchetto sicurezza. L’accaduto non potrà che spostare nuovamente l’attenzione sul tema della scuola, dopo le classi separate e i presidi spia, ora nuovi diritti negati per gli esami di maturità.

Mafia, nuovo colpo ai Badalamenti

PALERMO - Badalamenti. Uno dei cognomi 'illustri' di mafia, torna alla ribalta con una operazione internazionale dei carabinieri del Ros che stanno eseguendo arresti e sequestri in Italia, Spagna, Venezuela e Brasile su richiesta della Procura distrettuale antimafia di PalermoIn manette venti persone, indagate per associazione mafiosa, corruzione, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e trasferimento fraudolento di valori. In corso anche un sequestro di beni, aziende e quote societarie, del valore di oltre 5 milioni di euro.

L'inchiesta, non a caso chiamata 'centopassi', ha permesso di sgominare il clan guidato da Leonardo Badalamenti, figlio di Tano storico boss di Cinisi, il cui nome è legato alla morte di Peppino Impastato (delitto per cui venne condannato all'ergastolo) e ad alcune rivelazioni rese dal primo pentito di mafia, Tommaso Buscetta, al giudice Giovanni Falcone.

Al centro delle indagini del Ros alcuni imprenditori ritenuti espressione di famiglie mafiose, attivi sia in toscana sia nella realizzazione di opere residenziali e turistiche in provincia di Palermo. L'organizzazione era impegnata nella gestione di titoli di credito venduti per centinaia di milioni di dollari, ai danni di istituti di credito esteri.
da La Repubblica

TRENO IN BIANCO E NERO

Compagne/i...di viaggio, appunto, vi racconto un cosa.

Oggi con i miei colleghi ho accompagnato le mie classi a Tuglie, per visitare il museo della civiltà contadina. Carino. Ci siamo andati in treno, ferrovie Sud Est.
All'andata tutto bene, un' intera carrozza riservata a noi, perfino l'aria condizionata. Al ritorno un gran caldo ma, soprattutto, un pugno nello stomaco...
Tre vagoni: a bordo del primo, gente varia, sul secondo noi, sul terzo solo ragazzi neri.
Non so che nome avreste dato voi a quella situazione, quale categoria mentale sarebbe riaffiorata alla vostra mente. Io ho avvertito l'urgenza di pronunciare a voce alta due parole: SEGREGAZIONE RAZZIALE.
Trovo che tutto ciò sia molto triste e terribilmente pericoloso, indipendentemente dalle circostanze che possano variamente determinare certi fatti.
Sarebbe ora di riuscire a rompere il ghiaccio, di programmare un'iniziativa per l'estate in modo da lanciare un segnale di solidarietà, ma anche culturale, nei confronti di tutti questi fantasmi che sempre più popolano i nostri luoghi.
Dobbiamo sradicare quella legge non scritta che si è insinuata tra "noi" e "loro" e che ci toglie la parola. Nessuno fa un passo vero l'altro, semmai ci si limita ad osservarsi, spesso con occhi che vorrebbero raccontarsi tante cose.
Tutti come paralizzati da catene invisibili che ci rendono muti.
Invece no, anche qui a Nardò dovremmo trovare il modo per incontrarci, ascoltare e, anche, far sapere che in Italia non siamo tutti come Maroni e Borghezio. In fondo, quali elementi concreti ha questa gente per capirlo? Avremmo dovuto scendere tutti in piazza quando hanno cominciato a rispedire all'inferno della tortura e dei lager tutta quella povera gente che fuggiva dalla fame. Non lo abbiamo fatto e questo, a mio avviso, è una colpa. Non possiamo renderci complici di un razzismo che sempre più pericolosamente ci gira intorno. Bisogna reagire, o i nostri figli si vergogneranno per noi.
Non è facile, lo so bene, davanti a certe cose spesso ci si arrende, impotenti o sopraffatti, ma...
...forse ci aiuterebbe qualche viaggio in treno.
Ferrovie Sud Est.

Grazie per avermi "ascoltata".
Claudia Cantatore

giovedì 21 maggio 2009

ASPETTA E SPERA……………

Nel giorno della Liberazione, 25 Aprile, come Movimento Per La Sinistra Nardò, abbiamo cercato di organizzare delle proiezioni per cercare di dare un senso ad una ricorrenza perfettamente snobbata.
Tra i filmati mandati in onda, c’era anche una piccola inchiesta fotografica, trasformata in video da Andrea Sciacca, nella quale si denunciava la ormai dilagante moda di fare qua e la, svastiche, croci celtiche, vere e proprie minacce nei confronti dei ragazzi che la pensano diversamente (ma soprattutto di uno in particolare Leuzzi), inni all’infame del ventennio ecc. ecc. ecc.
La ricorrenza era stata organizzata in collaborazione con il comune; gli esponenti presenti, se non ricordo male, erano solo due; Tommaso Malcangi, segretario –da pochissimo se non sbaglio- del partito socialista; Daniele Piccione, assessore agli affari generali. Dopo la proiezione delle interviste ai partigiani e del filmato-denuncia, si poteva intervenire liberamente e da entrambi –senza alcuna pressione- è volata la promessa che quelle scritte sarebbero state cancellate quanto prima.
Ovviamente noi quella promessa l’abbiamo considerata come un piccolo passo verso la defascistizzazione di questo paese e da quel momento abbiamo cercato di fare piccole “pressioni” per sollecitare le operazioni di pulizia dei muri.
Dopo le prime volte che siamo andati in comune, ci è stato chiesto di portare un cd con le foto in questione. Questo cd è stato portato prontamente. Dopo il cd ci è stato detto di aspettare perché si dovevano avvertire le scuole (per il momento verranno cancellate solo le scritte sui muri degli edifici scolastici) e abbiamo fatto anche questo. Ora cosa ci diranno che si deve aspettare Settembre perché le scuole chiudono e quindi è inutile ??????
Una piccola risposta –concreta- è arrivata da parte dell’ ufficio dell’assessorato agli affari generali con una richiesta indirizzata al sig. sindaco, che ora riporterò:

11 Maggio 2009
OGGETTO: Trasmissione CD con scritte naziste (io direi nazifasciste) sui muri delle scuole (e non solo)
Al Sig. Sindaco
Dott. Antonio Vaglio
Gentile Sindaco,
nel corso delle manifestazioni per il 25 Aprile è stato sollevato, da parte di numerosi giovani rappresentanti di movimenti ed organi politici neretini (vi posso garantire che questi numerosi giovani ecc. ecc. eravamo noi del MovimentoPerLaSinistra), il problema delle scritte inneggianti il partito fascista, con simboli e slogan nazisti, presenti sui muri di quasi tutti gli edifici scolastici cittadini e su monumenti storici. Mi è stato fatto pervenire l’allegato CD, perché fosse inoltrato alla sua attenzione, contenente un piccola ma circostanziato dossier sul deprecabile fenomeno. Anche la segnaletica stradale non è immune da queste scritte: in particolare, sui segnali stradali all’ingresso di Nardò, sia da Lecce che da Galatone, l’insegna del Gemellaggio con Atlit presenta alcuni adesivi di “Forza Nuova” che, non casualmente, coprono il nome della cittadina israeliana.
Certo della Sua sensibilità, Le chiedo di voler disporre per la copertura delle scritte e sollecitare ad un incontro con i Dirigenti Scolastici per sensibilizzarli sulla problematica, in modo da individuare e concordare le modalità di intervento più opportune.
Nel ringraziarLa per l’attenzione, invio cordiali saluti.

L’ASSESSORE AGLI AFFARI GENERALI
(Dott. Daniele Piccione)

Siamo fiduciosi e continueremo a vigilare in qualunque momento, qualsiasi cosa che non rientri in quei valori fondanti della COSTITUZIONE italiana che sono stati incisi con il SANGUE DEI PARTIGIANI.
COME IERI, ORA E SEMPRE RESISTENZA.

SCIVOLANDO IN DITTATURA

Cinque Domande

PRIMA DOMANDA:
Perché ha firmato il Lodo Alfano che consente l'impunità a Silvio Berlusconi nel processo Mills?
SECONDA DOMANDA:
Perché non si è auto escluso dal Lodo Alfano dato che non risultano reati a Lei imputati?
TERZA DOMANDA:
Perché ha firmato il Lodo Alfano in un solo giorno quando invece poteva rimandarlo alle Camere?
QUARTA DOMANDA:
Perché ha firmato il Lodo Alfano senza consultare la Corte Costituzionale per un parere preventivo?
QUINTA DOMANDA:
Perché ha firmato il Lodo Alfano sapendo che in precedenza era stato bocciato dalla Corte Costituzionale il Lodo Schifani che del Lodo Alfano è una fotocopia?

mercoledì 20 maggio 2009

"PULIAMO" LA SCUOLA


La scuola prima di tutto è un luogo pubblico dove i giovani come me devono confrontarsi,crescere, vivere esperienze, istruirsi, crearsi, preferibilmente senza nessuna sorta di pressione o di mancato rispetto. Si basa tutto sul rispetto. Io vivo la mia scuola giorno per giorno per ben 6 ore e quando trovo un attimo di libertà provo a rilassarmi passeggiando per i corridoi. Purtroppo proprio qui provo un certo nervosismo in quanto

sono costretto a leggere e rileggere, anche senza volerlo, scritte o manifesti di propaganda di una politica che non approvo assolutamente. Io mi ritengo rispettoso nei confronti di tutti i miei coetanei perchè, per mia fortuna, so che potrei suscitare il fastidio di qualcuno se tappezzassi la scuola di adesivi con la mia idea politica. Loro no, loro continuano a farlo fregandonese del luogo pubblico e del rispetto per gli altri.


Scritta: Che per noi voleva dire ama con un ideale ma per tutto il mondo era il simbolo del male. Ma noi siamo ancora qui per ricordare! (Da notare la croce celtica al posto del punto del punto esclamativo)

Luca, ITC Vanoni Nardò

RESISTERE NELLA DITTATURA

La democrazia, così per come la intendeva Montesquieu, si basa sulla divisione dei poteri: esecutivo, legislativo e giudiziario.
Chiamo a raccolta le donne e gli uomini di senso che vogliano affidarsi allo studio della realtà.
Diciamo le cose come stanno: legislativo, esecutivo, giudiziario, stampa, televisione...
è tutto nello mani di un manipolo di criminali, che sta dietro la "figurina" di Berlusconi.
La democrazia secondo Berlusconi è una dittatura di fatto. Apriamo gli occhi e cominciamo a RESISTERE; potremmo cominciare già oggi a farlo, rivolgendo, come ha fatto il nostro presidente delle Puglie, un dignitossissimo, modestissimo, delicatissimo vaffanculo a Gasparri, alla squadra di governo a Mills, a Noemi... a tutta questa porcheria che non è più Democrazia.





VAFFANCULO!!!

PROGRAMMA SINISTRA PER IL SALENTO -NARDO'-



Clicca per ingrandire

IN DIFESA DELLA LAICITA'

Sul vostro blog leggo con piacere la difesa della scuola pubblica ed io aggiungerei laica.
A proposito di laicità ho letto con disappunto l'accondiscendenza del sindaco di Nardò ad interrompere il lavoro degli uffici e guidare sul Comune la visita pastorale del vescovo.
Vaglio ritiene, come primo cittadino, di esibirsi anche come primo cittadino credente, dimenticando il rispetto dei principi di laicità ed imparzialità e anche di uguaglianza.
Egli dovrebbe, accantonando il suo animo clericandi, ignorare che la religione cattolica non è più religione di Stato e per assurdo, continuando ad interrompere i servizi comunali, dovrebbe permettere la visita di esponenti degli altri credi o di diversa concezione della vita.
Sarà bene sollecitarlo ad istituire il registro per le unioni di fatto, il registro telematico per i testamenti biologici, nonchè istituire il servizio di cremazione, destinando una idoerna sede per i funerali laici, come previsti già dalla legge nazionale e da quella regionale sulla dispersione o conservazione autonoma delle ceneri.
Vaglio all'ospitato vescovo avrebbe, più che donare una targa d'argento con una irregolare spesa comunale, dovuto ricordare di rendicontare, come non fa, con responsabilità anche del funzionario del settore Urbanistico, i contributi ricevuti annualmente, principalmente il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria, riscossi dal Comune per il rilascio ai cittadini delle concessioni edilizie, 7% poi versati alle diocesi per la costruzione e riparazioni di chiese ed immobili per il culto, come previsto dalla legge n.4/1994.

Giacomo Grippa UAAR, circolo di Lecce

OCCORRE UNA LOTTA UNITARIA DEI LAVORATORI CONTRO LA FIAT

Giusto per essere corretti, chiari e trasparenti. vi dico come sono andate le cose alla manifestazione di torino contro la fiat e non contro rinaldini.
Nessuna aggressione a Rinaldini!
Provocatori tra i confederali innescano il parapiglia

Senza nemmeno contattare lo Slai-Cobas per confrontare la versione dei fatti, si è costruita ad arte la falsa notizia di un attacco preordinato e organizzato per gettare dal palco della manifestazione operaia di Torino il segretario della Fiom Rinaldini.
Lo Slai Cobas è sceso in piazza contro la Fiat e per una lotta unitaria dei lavoratori contro la ristrutturazione e i licenziamenti programmati da Marchionne.
Al termine del corteo contro la Fiat si chiedeva a gran voce, con l´approvazione degli operai presenti in piazza, che potessero parlare anche lo Slai Cobas e i lavoratori delle fabbriche Fiat colpite dalla ristruttu-razione e dalla minaccia di chiusura, in primo luogo gli operai di Pomigliano deportati da oltre un anno allo stabilimento confino di Nola (anche grazie a un accordo siglato dai confederali).
Stabilimento confino di Nola che ripete l´esperienza vergognosa dei reparti confino fatti dalla Fiat di Valletta negli anni ´50 a Mirafiori, dove venivano rinchiusi tutti gli operai non disposti a subire passivamente lo sfruttamento padronale.
Quando con i dirigenti confederali presenti sul palco era stato concordato che avrebbero potuto par-lare anche lo Slai Cobas e gli operai di Nola, qualcuno dei confederali, che evidentemente non condivide-va questa decisione, ha innescato una violenta provocazione per impedirlo. Nel parapiglia che ne se-guiva Rinaldini cadeva e veniva aiutato a rialzarsi da lavoratori dello Slai Cobas.
Nessuna aggressione preordinata contro Rinaldini, quindi. Quanto accaduto è stata una scelta de-liberata di chi tra i confederali, innescando la violenta provocazione sul palco, vuole continuare ad impedire che i lavoratori possono prendere direttamente la parola e continuino a rimanere succubi di accordi concerta-tivi, a perdere e calati dall´alto.
Lo Slai Cobas ribadisce la necessità di una lotta ampia e unitaria degli operai, dei lavoratori, contro la Fiat e il piano di ristrutturazione e licenziamenti delineato da Marchionne.
Una lotta che deve articolarsi sul netto rifiuto della chiusura di qualsiasi stabilimento, sulla redistri-buzione del lavoro tra le fabbriche Fiat, sulla riduzione dell´orario di lavoro a parità di salario, sul salario ga-rantito ai disoccupati, sul blocco degli straordinari negli stabilimenti.
Misure che potrebbero essere realizzate utilizzando i profitti fatti dai padroni in questi anni.

Questa la realtà dei fatti, che ovviamente può essere confrontata con chi ritiene di conoscere altre realtà

Maurizio MACCAGNANO

martedì 19 maggio 2009

UN PENSIERO PER LOREDANA..............

Cara Loredana,
capiamo i tempi ristretti della campagna elettorale, ma secndo noi incontrare le candidate donne non significa fare una frettolosa fotografia di gruppo ma almeno avere la curiosità di conoscerle ed ascoltarle per poter vedere poi in ognuna di loro la ricchezza del contributo che possono apprtare!!!!!!
Al prossimo incontro.E questo è il
resto.

EPISODIO DI MALASANITA’ A NARDO’

Il giorno 11 maggio una persona con fortissimi dolori allo stomaco e ad un braccio, si presenta al Pronto Soccorso nel presidio ospedaliero di Nardò chiedendo chiedendo un elettrocardiogramma e di essere visitato ma gli viene detto che dovrà attendere dei giorni per l’esame.Viene mandato così al piano superiore dove sale con le sue gambe e con un medico anziano francamente poco competente ed umano, inizia a visitarlo senza riscontrare alcunché.
Il malcapitato, sempre con le sue gambe, dato che i dolori erano sempre più lancinanti, si reca dal medico di fiducia riferendoli che era stato mandato via dall’ospedale perché non gli era stata rilevata l’urgenza dell’intervento.
A questo punto, il medico di fiducia, interviene ritornando nel Presidio di Nardò e dicendo agli infermieri presenti di dare assistenza immediatamente al suo paziente e quando ancora una volta il malcapitato torna indietro sempre con le sue gambe, l’elettrocardiogramma mette in evidenza un infarto acuto in corso per cui si chiede immediatamente il trasferimento in una struttura ospedaliera come quella di Lecce.
Per fortuna dopo una settimana tutto si è risolto positivamente.
Dobbiamo dire grazie alla caparbietà di quella persona, al suo medico curante e soprattutto alla tenacia del suo cuore.
A quei medici del Pronto Soccorso e soprattutto al medico (Dottor P.) del piano in questione, diciamo non soltanto di andare a fare per lo meno un corso di aggiornamento ma anche di fare un corso accelerato di empatia, di umanità e di sensibilità.
Nel caso contrario auguriamo a tutti di non avere mai bisogno di cure mediche altrimenti……………………………

SPRECHI.............

Tutto questo spreco di pubblicità in campagna elettorale un'offesa, un'ulterire beffa nei confronti della gente pù bisognosa, della gente che ha perso il posto di lavoro e che ogni giorno si chiede come riuscire a fare la spesa. Tutto ciò è emblematico, rappresenta il potere conquistato (comprato) con i soldi.
E' questo l'esempio che si uò dae in piena crisi ???
Le più svariate pose, l'affito dei locali per cerimonie, quando alcuni hanno perso la casa, gigantografie, i più svariati slogan privi di senso.
Fare politica è questo ???
Ma perchè di autocelebrarvi non trovate il modo di aiutare le persone ???
In fondo per voi sarebbe un sacrificio minimo al cospetto del vostro potere di spesa!......
RIFLETTETE

VIGILIAMO SULLA REGOLARITA' DELLE ELEZIONI



TITOLO IV

RAPPORTI POLITICI

Art. 48.

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tal fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.
Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.

La democrazia non è uno spazio vuoto.
Ciò che la avvalora, se è rappresentativa, è il contributo di partecipazione che ne danno i cittadini in svariate forme. La più importante è l' esercizio del DIRITTO-DOVERE DI VOTO ma non bisogna disconoscere che l' opera di vigilanza sulla regolarità delle elezioni è un dovere civico di tutti i cittadini, se tali sono.
Invitiamo la cittadinanza a richiamare l' attenzione della FONTE su tutte le eventuali irregolarità di questa tornata elettorale.
La VERITA' è l' unica strada che questa acqua liberatrice vorrebbe inondare;
per questo informiamo gli utenti cittadini che il voto del 6 e 7 di gigno per le elezini europee e provinciali,a Nardò, potrebbe rivelarsi l'ennesima farsa.
Vogliamo rendere nota l' ordinanza prefettizia che disciplina fra l' altro l' impossibilità di esibire le faccione dei candidati delle vetrine dei comitati elettorali. *(1)*
Ciò non avviene di certo a Nardò e si può verificare.
Basta fare un giro per la città e si può constatare quante belle facce sono sovraesposte.
Richiamare l' attenzione sulla " sacralità " dell' esercizio del diritto di voto è a questo punto, nel pieno decadimento delle istituzioni nazionali, un appello accorato di umano rispetto delle regole fondanti la democrazia.
IL VOTO NON E' SCAMBIABILE CON ALCUNA COMPRAVENDITA:
DOV' E' LA DIGNITA' DI UNA CIVILTA' SE QUESTA BARATTA I SUOI DIRITTI COL POTENTE DI TURNO?
Claudia Raho, candidata al consiglio della provincia con la lista sinistra per il Salento ed il Movimentoperlasinistra di Nardò chiedono a gran voce di risolvere un problema:

" SE PAGA IL TUO VOTO, LUI, QUANTO CI GUADAGNA" ?

*(1)* PREFETTURA DI LECCE
UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO

Il giorno 14 maggio 2009 alle ore 10:30, presso la Prefettura di Lecce U.T.G. si è svolta la consueta riunione per la determinazione dei criteri di autodisciplina della propaganda elettorale.
TERZO ARTICOLO
L'uso di installare in luoghi pubblici, sulle vetrine dei negozi o nei locali trasformati in improvvise sedi di movimenti politici o dei singoli candidati, tabelloni(anche mostre fotografiche o documentarie) e manifesti di contenuto propagandistico concernente direttamente o indirettamente temi di discussione elettorale è CONTRARIO ALLE DISPOSIZIONI DI LEGGE IN MATERIA in quanto è da ravvisarvi una forma di affissione di materiale elettorale fuori dagli appositi spazi; sono fatti salvi i casi in cui la propaganda figurativa venga svolta in luoghi pubblici espressamente destinati e di volta in volta concessi dal sindaco per lo svolgimento della campagna elettorale e limitatamente ai periodi di ogni singola concessione
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