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giovedì 19 gennaio 2012

Venerdì 20 gennaio corteo antifascista a Lecce


Nella notte tra il 2 e il 3 Gennaio, un militante del collettivo C.A.O.S. è stato pedinato e successivamente aggredito in pieno centro da quattro militanti dell'associazione pseudoculturale Casapound Italia, riportando una frattura composta alla mascella. Questa escalation di violenze nei confronti di compagni e più in generale di coloro che la nostra società etichetta come diversi si inserisce in un contesto socio-politico instabile, in cui, cavalcando gli effetti concreti della crisi, le destre reazionarie cercano di sdoganare i loro ideali attraverso iniziative culturali e sociali, salvo poi mostrare la loro vera identità attraverso la violenza squadrista.

Rapidamente la realtà antagonista leccese risponde a questa intolleranza convocando un'assemblea pubblica in piazzetta Carducci, già al centro di polemiche nei mesi passati e che rappresenta uno spazio di aggregazione e socialità che la giunta Perrone ha più volte minacciato di chiudere salvo poi installare una telecamera di sorveglianza. L'assemblea è stata molto sentita e partecipata, abbiamo potuto apprezzare i molteplici interventi di solidarietà verso il compagno aggredito e tutti con una matrice e un pensiero comune: l’esigenza di DEBELLARE IL FASCISMO. Stanchi di queste vicende di intolleranza tutti i partecipanti sono partiti in corteo spontaneo per le vie del centro cittadino, cercando di sensibilizzare anche quella fetta della cittadinanza indifferente alle tematiche sociale, spesso troppo impegnata sperperare denaro, attraverso un volantinaggio scandito da chiari cori e sentiti slogan. Sarà attraverso la denuncia sociale e la rivendicazione delle nostre strade che faremo sentire la nostra rabbia. Crediamo che la risposta debba venire dalla cittadinanza tutta, crediamo che la denuncia non debba essere quella dei Tribunali ma una denuncia dal basso che risponda alle aspettative di chiudere i covi dell’odio, di chiudere quelle sedi dove i neofascisti si aggregano e dalle quali escono teste rasate pronte a picchiare tutt* coloro che vogliono creare una socialità altra.

Non crediamo nelle istituzioni e nella loro "giustizia", quelle stesse istituzioni che detengono ancora agli arresti domiciliari il nostro compagno e amico Valerio, senza tra l' altro aver ancora fornito una valida motivazione. E non crediamo nella loro concezione di legalità, perchè sono sempre pronti e volenterosi di spalleggiare e patrocinare le
iniziative di questi gruppi neofascisti.

Ci riappropriamo autonomamente dei nostri spazi organizzando un corteo Venerdì 20 Gennaio, che partirà dal cuore della città per terminare presso i campetti delle Zone Magno, delegati in gestione a Casapound dal comune di Lecce. Solidali con il nostro compagno picchiato, forti dello spirito antifascista che lega tutti e tutte, incazzati ancor di più contro chi spalleggia le iniziative dei fascisti del terzo millennio, chiediamo la chiusura immediata di Casapound Italia nella nostra città.

NESSUN QUARTIERE FASCISTA, NESSUN FASCISTA PER QUARTIERE!

NESSUNA AGIBILITA’ A CASAPOUND!

C.A.O.S.

da Infoaut.org

lunedì 5 dicembre 2011

CIRCOLO ANARCHICO LECCE - CENA SOCIALE

Mercoledì 7 dicembre ore 21 (puntuali)!!!
Cena sociale di autofinanziamento
Circolo anarchico via Massaglia 62b Lecce
All'interno diffusione di stampa anarchica e di critica radicale
Menù della serata
Antipasti
Orecchiette alle cime di rapa
Riso al forno con verdure
Parmigiana di melanzane (nell'orto ci sono ancora)
Verdure al forno
Crema di zucca
Vino
Dolce
Quota 7 euro

mercoledì 30 novembre 2011

AGRICOLTURA BENE COMUNE!


L’agricoltura è un bene comune, così come l’acqua e l’aria. Un’ecologia sociale deve partire dall’agricoltura contadina che valorizza la biodiversità, che racchiude dentro ai propri obiettivi anche il paesaggio e la sua preservazione. Lo sviluppo equilibrato di agricoltura contadina, turismo, cultura, è la chiave di volta per la valorizzazione del territorio, contro monocolture, turismo irresponsabile, svendita del territorio.

INVITO

Ecologia, terra, Terra, Territorio, Paesaggio, Guerrilla gardening,
Distretti di economia solidale, Gruppi di acquisto solidale, Biodiversità, Critical wine, Sangu ti la terra!, pianta grane/pianta grano, Genuino clandestino, Nocività, Immaginario, Lavoro/Produzione/Consumo critico, Sensibilità planetarie ribelli, General intellect, Tracciabilità dei prodotti e dei prezzi, Orti comunitari, San Precario, Agricoltura contadina, NO-OGM, Multinazionali, biologico,mutuo appoggio,
Acqua bene comune, Permacoltura, Neurogreen,
Subvertising/rivoltiamolaterra, MayDay, Critical mass…

Giovedì 1 Dicembre, h.18.00
Aula SP2, Ex-Sperimentale Tabacchi, via F. Calasso 3/a
Università di Lecce


AGRICOLTURA BENE COMUNE!
Conferenza + Assemblea Aperta

A partire da questi temi, costruiamo insieme un progetto di alternative concrete

Bonus track: proiezione del documentario “Genuino Clandestino” realizzato dal collettivo InsuTV, Campi Aperti, terra terra, Ragnatela Autoproduzioni… su esperienze di lavoro e resistenza di giovani contadini, allevatori, produttori e artigiani.
info: angela greco 3385962404
ivano gioffreda 3890861680
marc tibaldi 3393667470

agricolturabenecomune@gmail.com

L’agricoltura è un bene comune, così come l’acqua e l’aria. Un’ecologia sociale deve partire dall’agricoltura contadina che valorizza la biodiversità, che racchiude dentro ai propri obiettivi anche il paesaggio e la sua preservazione. Lo sviluppo equilibrato di agricoltura contadina, turismo, cultura, è la chiave di volta per la valorizzazione del territorio, contro monocolture, turismo irresponsabile, svendita del territorio. Per difendere la terra, e chi ci lavora e ci abita, dallo sfruttamento, per cercare soluzioni alternative alle contraddizioni che viviamo e per impollinare nuove pratiche sociali e ambientali rizomatiche, Agricoltura Bene Comune si propone di coinvolgere studenti, disoccupati, ricercatori, migranti, professionisti, attivisti, mediattivisti, creativi, consumatori critici, attori che possono creare un circuito virtuoso di relazioni e sensibilità, di lotte e di pratiche comunitarie.
Nato nel 2011, il progetto in progress Agricoltura Bene Comune ha organizzato la “Festa dei contadini/Festa di tutti!”, il 5 agosto a Sannicola; l’assemblea “Giustizia in agricoltura, giustizia per l’agricoltura”, e più 20 incontri/assemblee sul territorio salentino, dedicati alla sensibilizzazione sui temi trattati.

venerdì 5 agosto 2011

APPELLO ALLA MASSIMA PARTECIPAZIONE E DIFFUSIONE DELL'IMPORTANTE INIZIATIVA VITALE PER TUTTO IL NOSTRO FUTURO E PER LA SALVEZZA DEL NOSTRO TERRITORIO


Carpignano Salentino (Lecce)
atrio Palazzo Ducale Ghezzi
Venerdì 5 agosto 2011
ore 21.00


Sarà l'evento politico e cultural-ambientalista più importante dell'estate salentina, venerdì 5 agosto 2011 a Carpignano Salentino, nella atrio palazzo Ducale Ghezzi, alle ore 21.00, attesissima la lectio magistralis del sindaco che ha rivoluzionato tutto il futuro della politica e della amministrazione territoriale italiana, Domenico Finiguerra, sindaco del comune lombardo diCassinetta di Lugagnano, fondatore del movimento nazionale Stop al Consumo di Territorio.
Il comune di Carpignano Salentino inizia così un percorso urgente e vitale nella direzione del virtuosismo amministrativo, che passa in tutti i comuni che possano dirsi virtuosi proprio dalla adozione della stessa, ormai storica e memorabile, delibera che ha esaltato Finiguerra nella rosa dei pochi giusti della politica italiana; si tratta della “Delibera di Stop al Consumo di Territorio” e azzeramento dell'abuso sconsiderato in edilizia e in urbanistica del cemento, avviando, ove possibile, processi di 'DECEMENTIFICAZIONE' bonifica di siti degradati e loro 'RINATURALIZZAZIONE'. Ecco perché anche in un Salento preda della speculazione del cemento l'organizzazione da parte del Comune di Carpignano Salentino di questa iniziativa, agognata dai cittadini salentini, associazioni civiche e comitati, assume uno spessore particolare e fa guardare a tutti gli abitanti della nostra terra, il Grande Salento, con ritrovata speranza al loro futuro in questo momento che dal punto di vista ambientale rappresenta indubbiamente il periodo più nero della millenaria storia della civiltà salentina, come anche della stessa pluri-millenaria storia geologica del territorio salentino e del suo mare.L'eccesso di infrastrutture ridondanti che erodono territorio, le speculazioni edilizie in nome di una falsa modernità e sotto la bandiera del “Demone Bafometto del Cemento”, la pazzia dei tentativi da parte delle multinazionali del petrolio di trivellare ed avvelenare il mare e la terraferma salentina, lo stupro della terra con selvagge attività di cava volte proprio alla produzione, sempre e soltanto, del solito cemento, fino al flagello delle energie rinnovabili industriali, il mega e medio eolico in mare e sulla terraferma e il fotovoltaico che devasta campi, pascoli, zone naturali e, perfino, superfici lacustri, per arrivare allebiomasse industriali nocive e distruttive per l'ambiente locale e per le foreste tropicali fatte a brandelli per produrre biomassa, e per liberare campi per la produzione di altre biomasse da organismi geneticamente modificati, coadiuvati da pesticidi ediserbanti altamente tossici, ed ancora inceneritori di rifiuti, e ovunque discariche di immondizie che avvelenano nel Salento carsico le potabili acque di falda e appestano l'aria coi loro miasmi; tutto questo non è lo scenario di disastri ambientali di un intero continente, ma la descrizione sintetizzata, e incompleta, di tutto quello che sta avvenendo e rischia di avvenire nei prossimi giorni, nelle prossime ore, in quel fazzoletto di terra che è ilSalento e nel suo mare, terra di vita, di bellezza struggente, di civiltà, ma oggi soltanto, se tutto questo sfacelo non sarà fermato, solo e soltanto terra di Mafia. Vi è infatti un teorema che nel Salento, e ovunque in Italia, sta sempre più trovando continue conferme, che giungono anche dalla stessaCommissione Bicamerale Antimafia ( che ha definito “mafia borghese” quella che sta sviluppando il fotovoltaico industriale nei campi del Salento ) e dalle varie Procure della Repubblica, il teorema, che è anche ormai uno slogan ambientalista nazionale, è: « Dove si Devasta il Paesaggio, lì c'è Mafia » e non può essere altrimenti essendo il paesaggio il sostrato della vita di ognuno di noi, il libro aperto al cielo della nostra memoria lo spazio comune e quotidiano delle nostra esistenze.
Finiguerra è stato, anche, tra i primi a lanciare, infatti, la campagna “Stop all'eolico e al fotovoltaico nelle aree verdi”. Domenico Finiguerra, di origini lucane e profondamente innamorato della terra salentina e del suo mare che ci ha sempre esortato a difendere con il massimo slancio e coraggio, è già stato nel Salento l'anno scorso dove non mancò di manifestare insieme ai comitati locali tutta la sua profonda indignazione contro l'annunciato scempio eolico sulla mitologica “Collina dei Fanciulli e delle Ninfe” nell'entroterra otrantino (nei feudi diGiuggianello, Palmariggi e Minervino di Lecce), uno scandalo nazionale che ancora tiene con il fiato sospeso l'Italia intera.
Dalla lectio magistralis di Finiguerra il Salento deve ripartire seguendone il preziosissimo esempio!
Non una ruspa viola il sacro suolo della terra nella città di Cassinetta e in tutto il suo feudo; i campi sono stati tutti recuperati all'agricoltura biologica; gli antichi canali e navigli sono stati ripristinati e recuperati con i materiali originali rispettando le tecniche di un tempo, lo stesso principio è stato scrupolosamente rispettato nel recupero dei centri storici e di tutti gli altri edifici preesistenti nel centro abitato come nella ruralità, creando così forti sbocchi occupazionali e vera economia che, generando bellezza, porta valore aggiunto al territorio e conseguentemente altra economia quale quella del turismo culturale, e/o gastronomico seguendo la filosofia slow food.
Il contributo dato dagli abitanti di Cassinetta e dai suoi amministratori al clima, al pianeta, e alla sua salubrità si manifesta attraverso la piantumazione di alberi, il rimboschimento, nessuno è riuscito ad ubriacare i locali amministratori ed ad ingannare e stordire i cittadini con le malìe della mala dellaGreen Economy Industriale di eolico, fotovoltaico e biomasse.
… E l'energia allora, come produrla? Innanzitutto risparmiandola come perseguito nel virtuoso comune di Cassinetta di Lugagnano in scrupolosa ottemperanza delle prescrizioni della Comunità Europea, con scelte intelligenti e oculate e senza sacrificare la ricerca della piacevolezza nelle soluzioni estetiche ed illuminotecniche più adeguate al benessere dell'uomo. I rifiuti? “Non li chiamiamo così a Cassinetta tutto viene recuperato, riciclato, e dai residui organici produciamo fertile e sano compost, humus con cui fertilizziamo i nostri campi e i giardini, senza bisogno certo di ricorrere a fertilizzanti chimici, sintetici di molto dubbiosa salubrità.”; il paesaggio e soprattutto la sua cura nel rispetto massimo delle sue suggestioni naturali e storiche stratificate è la principale medicina per la prevenzione dei mali della modernità. E Cassinetta è solo a pochi chilometri dal rumore, dallo smog, dallo stress, dalla frenesia cementizia e dalle malattie della megalopoli di Milano! Così anche Carpignano e il Salento sono a pochi chilometri dalla follia delle zone industriali che fagocitano l'uomo a Taranto e a Brindisi, perciò all'indomani di questo incontro di anime virtuose con il sindaco Domenico Finiguerra tutti i salentini si preparano per festeggiare l'adozione da parte dell'attuale amministrazione di Carpignano della medesima delibera di Stop al Consumo di Territorio che ha reso Cassinetta faro di civiltà oggi emulato da tantissimi altri comuni in tutta la Penisola Italiana, e quindi per festeggiare poi nei prossimi mesi con gioia crescente l'adozione della medesima “delibera della felicità” da parte di tutti gli altri comuni del Grande Salento, delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, perché possano così liberarsi eliberare i propri cittadini dal giogo del malaffare politico-imprenditoriale, della speculazione e della sotto-cultura strisciante secondo cui non può esistere “nuovo” senza distruggere il “Bello”. Solo così strette in un abbraccio di virtuosismo, anche le città di Brindisi e Taranto, anche in quei luoghi, dove oggi regna il grigio e il “dolore industriale” tutti potremo salutare quelSalento migliore che agogniamo e che meritiamo.

Forum Salento

sabato 30 luglio 2011

Santa Cesarea Terme, la bella del Canale d'Otranto, preda degli “Orchi” del cemento



Sabato 30 luglio 2011 ore 18.30

Sit-in in località Porto Miggiano

Santa Cesarea Terme – Lecce


“Le ingiustizie vanno perseguitate e represse non cementificate!”

APPELLO ALLA MASSIMA PARTECIPAZIONERegione Puglia e Soprintendenza facciano appello al Consiglio di Stato, vincolino e includano tutte le aree a rischio cemento nel Parco Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase





Magistratura e Forze dell'Ordine indaghino sugli scempi già in corso lungo la costa ordinandone le demolizioni!




"Apriti monte e ingoia Cesarea" ("aprite munte e gnutti Cisarea") è la frase che, le anziane donne del Salento raccontano, pronunciò una spaventata giovinetta Santa Cesarea, quando inseguita dal padre orco, giunse fuggendo dal villaggio di Francavilla (ubicato nell'entroterra tra Maglie e Cutrofiano), in prossimità delle rupi costiere della località oggi a lei omonima!

E la Madre Terra amorosa, intenerita dalla sua purezza, le aprì un varco tra le rocce dove l'antica Santa d'epoca romana trovò rifugio per l'eternità, conservandovi così intatta tutta la sua virginale purezza, la stessa del paesaggio naturale ancora integro in quei luoghi, dominio esclusivo della Natura!

Oggi quelle stesse sacre rupi rischiano terribilmente d'essere inghiottite dal cemento, rischiano d'essere stuprate dal più terribile degli orchi, quello della speculazione che tutto divora in nome del demone della cementificazione selvaggia, del "Dio Bafometto del Denaro"!

Son rupi magnifiche, aspre e verdi, che si tuffano e si specchiano nel più azzurro dei mari, quello profondo del Canale d'Otranto; sono scogli nelle cui profondità, scrisse il filosofo greco Aristotele, (mentore di Alessandro Magno il Macedone), l'eroe Ercole, sconfitti i giganti, li costrinse ad un'eterna mortifera prigionia, liberando la terra dalla loro furia devastatrice; così i marinai greci spiegavano gli odori delle correnti sulfuree termali dai poteri curativi, che dalle grotte marine lì fuoriescono ancor oggi a Santa Cesarea non a caso detta Terme, dicendole essere il sangue putrido di quegli esseri ancestrali dagli immensi corpi!



Ma gli orchi di oggi non hanno nulla di mitologico, nulla di poetico, nessun legame con la madre terra, e pur se di piccoli uomini oggi si tratta, e non di giganti, essi hanno una potenza distruttiva senza pari e il malefico potere di modificare e alienare per sempre tutto il nostro antico atavico "paesaggio quotidiano", grazie ad una tecnologica non asservita al Bene, ma corrotta alla speculazione!



Non sarà più solo Ercole nella lotta a difesa di Santa Cesarea e di tutto il territorio Salentino, contro gli orchi del cemento, in ogni parte del Salento, ed in tutt'Italia un'eco è risuonata di intensità crescente; il richiamo di un moderno potentissimo roboante corno d'allarme lanciato sulla rete: "Ritroviamoci tutti a Santa Cesarea nella località di Porto Miggiano sabato pomeriggio, 30 luglio 2011, alle ore 18.30, e rivendichiamo, con la nostra gandhiana presenza, manifestando pacificatamente, tutta la nostra indignazione, che questo paesaggio è di tutti coloro che lo amano, in ogni parte d'Italia e del mondo, di tutti coloro che amano il Bello e la Natura incontaminata e "pura", prima ancora che delle amministrazioni che lo governano, e che oggi lo stanno vergognosamente svendendo e disumanamente "assassinando", mercificando, stuprando, per costringerlo in catene a questa vile prostituzione dell'affarismo selvaggio!



E' la più grande e vasta operazione di cementificazione della storia del Salento, decine e decine di ettari incontaminati che avrebbero dovuto, devono, a diritto entrare a fare parte del "Parco naturale costiero Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase", e che invece scientemente, strumentalmente, vi son stati mantenuti fuori, per permettere questa operazione di maxi-lucro erosivo delle ricchezza ambientali di ogni salentino di oggi e delle future generazioni, rivendicando, riesumando, oggi che una certa congiuntura politica lo ha reso proponibile, ormai improponibili e scandalosi piani "regolatori" degli anni '80; della stessa epoca in cui per combattere identiche e comunque minori speculazioni edilizie, Renata Fonte, consigliere Repubblicana di Nardò fu assassinata da una mafia lì istituzionalizzatasi per essersi opposta al danneggiamento della costa neretina di Porto Selvaggio sul Golfo di Taranto, costa di rupi e natura che tanto ricorda proprio quelle di Santa Cesarea oggi in pericolo.



E così oggi due donne dagli scranni del Parlamento hanno levato la loro voce a difesa di Santa Cesarea, presentando delle interrogazioni parlamentari al Governo perché si indaghi sulla catena delle assurde anomalie, che dalla Regione Puglia, alla Provincia di Lecce, al Comune di Santa Cesarea Terme, passando dagli enti di tutela, quali la Soprintendenza, hanno permesso tutto questo paradossale scandaloso stato di cose, per poi chiedere anche di far luce sulla superficialità inaccettabile dello stesso Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Lecce che ha consentito con una sua iniqua sentenza che oggi si giungesse sull'orlo della esecuzione di questa "condanna a morte" della bella e casta Santa Cesarea!



Sono Elisabetta Zamparutti deputata del gruppo dei Radicali Italiani nel PD, membro della Commissione Ambiente della Camera, e Luciana Sbarbati senatrice del Partito Repubblicano Italiano, lo stesso partito dell'eroina salentina Renata Fonte, assassinata brutalmente proprio per aver difeso dal cemento il Salento e le sue amate coste!



Due donne coraggiose ed esemplari unite nel giusto al di là dei colori politici e degli schieramenti, due parlamentari totalmente estranee per origini al Salento ... e nessun parlamentare salentino, o pugliese, ha invece mosso un sol dito contro questo vilipendio di inermi ed innocenti bellezze naturali della loro terra natìa, per non disturbare gli interessi degli "orchi", per cibarsi forse anche loro di succulenti briciole! Vergogna!



Il Comparto 13, sopra Porto Miggiano, decine di ettari di natura selvaggia sbloccati dal TAR Lecce recentemente, pronti per l'edificazione che potrebbero essere sventrati da un momento all'altro, ma l'associazione Save Salento-Salviamo il Salento ha diffidato il Comune di Santa Cesarea e l'Ufficio Tecnico dal rilasciare autorizzazioni per l'avanzata delle ruspe!

L' onorevole Elisabetta Zamparutti è dovuta intervenire personalmente sul Comune, con la sua autorità di ispettorato sindacale, per far sì che i comitati civici avessero accesso alle carte che con vari cavilli, legittimi o meno che fossero, si rischiava di non avere a disposizione in tempo!

Il Comparto 14, area anch'essa integra, che l'attuale amministrazione del Comune di Santa Cesarea sta sbloccando al cemento, inspiegabilmente, e contro cui, nei tempi ufficiali, Save Salento ha presentato dettagliate osservazioni perché la speculazione sia fermata in tempo!

Villagio Paradiso a nord di Santa Cesarea dove si progetta di cementificare, nel panorama selvaggio dalle mille suggestioni preistoriche, patrimonio dell' umanità, di Torre Minervino e di Porto Badisco e della Grotta dei Cervi suo importantissimo santuario neolitico; e poi le estese cementificazioni già in corso a pochi metri dalla linea di costa, in barba alla Legge Galasso, e a numerose normative, a Porto Miggiano, su una falesia in evidente costante erosione, pur a rischio dell' incolumità di persone e cose!

E infine un primo inizio di questa ecatombe annunciata in nome del cemento, un'assurda orrifica paratia a linea spezzata in cemento, che definire aliena è dir poco, istallata, poche settimane fa, lungo la litoranea panoramica a nord del centro abitato di Santa Cesarea, in direzione Porto Badisco, lungo curve mozzafiato, tra i più belli scorci d'Italia, che attraversano pinete e coste quasi a strapiombo; set di tante pellicole e pubblicità, che avrebbe richiesto da parte del Comune e della Soprintendenza un'attenzione che, ahinoi, è totalmente venuta meno in nome del "fare e fare subito, dell'appaltare, e senza alcun gusto, saggezza, rispetto, attenzione"! Un intervento quest'ultimo che ha fatto sollevare tantissimi cittadini pieni di sdegno e di indignazione, che sulle pagine di facebook hanno gridato allo scandalo richiedendo il suo smantellamento urgente, con bonifica e ripristino dello stato dei luoghi. Ma quella orrenda paratia è ancora lì, e nessun ente di controllo, tra i tanti alle dipendenze dello Stato, è ancora intervenuto per ordinarne la demolizione! Una bandiera quella paratia in cemento di una devastazione in nome di una "falsa modernità" che si annuncia catastrofica, e che è un dovere della stessa Soprintendenza fare subito preventivamente ammainare!



Spontaneamente su facebook dei cittadini hanno costituito un comitato, una pagina contro tutta questa imminente devastazione, a cui le adesioni in breve tempo sono cresciute, esplose, in un tam tam che continua a crescere inarrestabilmente, vertiginosamente, e si carica di una indignazione ormai incontenibile, straripante!

Tra le prime iniziative sorte d'impulso quella dell'appello ad inviare delle mail agli indirizzi ufficiali del Comune della Santa, per chiedere al Sindaco ed ai suoi amministratori l'intervento immediato a fermare ogni scempio in progetto e già incorso, legittimato in questo dal suo essere il "dominus", la massima autorità preposta alla tutela del territorio da lui amministrato! E già dopo pochi minuti i terminali internet del Comune sono stati subissati di mail tanto da intasarli! E l'iniziativa dell'invio mail-appello è solo all'inizio!



Santa Cesarea, col suo assurdo "Caso cemento" di oggi è la goccia che fa traboccare un vaso strapieno di devastazioni di ogni sorta di tutto il Salento, ma tutte legate alla speculazione, dell'edilizia, dell'infrastrutturazione ridondante e superflua, dell'industrializzazione facile e deregolamentata, dell'energia, fin anco delle energie rinnovabili di eolico, fotovoltaico e biomasse divenute da "pulite" che dovevano essere flagelli calamitosi da doversi ora fermare a tutti i costi!



Da questo primo sit-in di sabato alcune semplici categoriche richieste si sollevano alla Regione Puglia e alla Soprintendeza affinché fermino tutto lo scempio annunciato, iniziando a costituirsi al Consiglio di Stato contro la sentenza inquietante del TAR Lecce, che ha sbloccato, mesi or sono, il Comparto 13, e al fine di fare rientrare tutte le aree del Comparto 13, del Comparto 14 della costa di Porto Miggiano, di villaggio Paradiso, (dove anche vecchi ruderi abusivi aspettano da anni una demolizione e bonifica dell'area, e che oggi i cittadini pretendono siano finalmente compiuti), ecc, all' interno del "Parco naturale Otranto-Santa Maria di Leuca" loro adiacente, a cui per valori paesaggistici, ambientali, naturalistici e storici, hanno pieno diritto di rientrare!

Un appello alle Forze di Controllo e Vigilanza, e alla Magistratura, perché facciano luce su come sia stato possibile giungere nel 2011 a tutto ciò; tanta inciviltà lontanissima dal sentire comune della gente, che grida: "Natura, Salute e Paesaggio, Rispetto per la Terra!", ma anche "Moralità e Legalità!"

Perché da questi primi iniziali controlli ne seguano, già nelle prossime settimane, effetti concreti e visibili: gli abbattimenti delle tante "Punta Perotti", dei tanti eco-mostri che oggi già offendono Santa Cesarea: le costruzioni realizzate in questi mesi a Porto Miggiano, la paratia stradale in cemento a linea spezzata sulla litoranea per Porto Badisco, i ruderi abusivi di cemento di località Paradiso, perché Santa Cesarea conservi la sua "sacra purezza", insita nel suo nome, insita nei nomi delle sue contrade che rievocano paesaggi paradisiaci che abbiamo il dovere di trasmettere tali e migliori ai nostri figli e alle future generazioni!


Gruppo facebook per la Difesa di Santa Cesarea dal Cemento, che conta ad oggi, dopo pochi giorni di apertura, già circa 1200 iscritti: http://www.facebook.com/groups/205671776123860?ref=ts

Forum Salento







giovedì 28 luglio 2011

AGRICOLTURA BENE COMUNE Festa dei contadini, festa di tutti!

Venerdì 5 agosto, a Sannicola (Le), presso gli spazi della Cooperativa olearia sannicolese (via Provinciale per Alezio), si svolgerà l’evento Agricoltura bene comune. Festa dei contadini, festa di tutti!

Si inizia alle 18.30 con l’apertura del Mercato dei contadini e piccoli artigiani del gusto della provincia, che presenteranno i prodotti della terra e del proprio lavoro: frutta e ortaggi di stagione, formaggi, salumi, pane, friselle, taralli, miele, vino, olio, marmellate, conserve e altre buone cose che celebrano colori e sapori dell’agricoltura genuina.
Alle 20.00: presentazione e proiezione del documentario “Genuino Clandestino” realizzato dal collettivo InsuTV in collaborazione con Campi Aperti, terra terra, Ragnatela Autoproduzioni, Etain e il mercatino itinerante, su esperienze di lavoro e resistenza di giovani contadini, allevatori, produttori e artigiani.
Alle 21.00: incontro-dibattito aperto per riflettere sulla situazione dell’agricoltura contadina locale e per definire le progettualità e le pratiche concrete dell’Agricoltura bene comune. Assieme a Giordano Sivini e Ada Cavazzani dell’università della Calabria (che da anni si occupano di queste tematiche), Michela Polito, portavoce di Campi Aperti (rete italiana di piccoli contadini), a Michela Cusano, di Movimento Terre (rete di cooperazione tra produttori, gruppi d’acquisto solidale e attivisti), e ai portavoce delle Brigate di Solidarietà Attiva (che hanno accompagnato l’esperienza dei braccianti-migranti contro lo sfruttamento e il lavoro nero).
La serata continuerà con degustazioni di molte buonezze, reading di poesie (Gianluigi Lazzari), musica live (Le Scatole di Legno) e dj-set (Tupak).

L’iniziativa fa parte del percorso che il gruppo “Agricoltura Bene Comune” ha intrapreso per difendere e valorizzare l’agricoltura contadina, con la consapevolezza che la terra è una risorsa economica, sociale e ambientale, e in quanto tale una fonte di impiego, di relazioni e di biodiversità. L’agricoltura è un bene comune, così come l’acqua e l’aria. Un’ecologia sociale deve partire dall’agricoltura contadina che valorizza la biodiversità, che racchiude dentro ai propri obiettivi anche il paesaggio naturale e la sua preservazione. Lo sviluppo equilibrato di agricoltura contadina, turismo, cultura, è la chiave di volta per la valorizzazione del territorio e non la sua depauperazione, causata invece da monocolture, turismo irresponsabile, svendita del territorio. Per difendere il lavoro dei piccoli contadini, per cercare soluzioni alternative alle contraddizioni che viviamo e per impollinare nuove pratiche economiche, sociali e ambientali, Agricoltura Bene Comune si propone di coinvolgere studenti, disoccupati, ricercatori, migranti, professionisti, attivisti, mediattivisti, creativi e non ultimi i consumatori critici, attori che possono chiudere un circuito virtuoso tra produzione e consumo.

Per maggiori info

Angela 338 5962404

giovedì 21 luglio 2011

Non tutti sono disposti a salire su quel trenoSerata in solidarietà alla lotta contro il progetto «Alta Velocità» in Val Susa

Venerdì 22 Luglioore 20.30
Via Libertini (angolo Porta Rudiae)
Lecce


- Proiezione video
- Mostra
- Diffusione stampa
- Discussione: «Le ragioni di una lotta che riguarda tutti»

venerdì 6 maggio 2011

LECCE - TRA L'INDIFFERENZA E LA GUERRA

CIRCOLO ANARCHICO LECCE

Sabato 7 maggio dalle ore 17.30 alle ore 21 presidio e mostra contro la guerra e in solidarietà ai compagni arrestati di Bologna Corte dei Cicala, via V.Emanuele Lecce

GIOVEDÌ 12 MAGGIO, ORE 17 PIANO SEMINTERRATO - ATENEO PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO “DELTA OIL’S DIRTY BUSINESS”, SULL’OPPOSIZIONE ALLO SFRUTTAMENTO DELLE MULTINAZIONALI PETROLIFERE; A SEGUIRE DISCUSSIONE SU GUERRA E REPRESSIONE.
MOSTRA SUI RAPPORTI ITALIA-LIBIA: COLONIALISMO PASSATO E PRESENTE DIFFUSIONE DI STAMPA E MATERIALE INFORMATIVO

TRA L'INDIFFERENZA E LA GUERRA
Oggi come ieri, le potenzialità omicide del terrorismo sono poca cosa rispetto a quelle dei poteri statali; […] nessuna organizzazione definita “terroristica” può competere con i governi, quando si tratta di sequestrare, torturare, far sparire persone.
H.M. Enzensberger

È solo di qualche settimana fa la notizia dell’ennesima strage compiuta nel Mediterraneo, al largo delle coste di Malta.
Oltre 250 esseri umani sono morti, andati a picco assieme al barcone su cui erano stipati. Non si è verificato un incidente, ma si è compiuta una vera e propria strage, deliberatamente, scegliendo di non farli entrare nelle “proprie” acque nazionali e di non soccorrerli mentre morivano. E quando accade una cosa del genere bisogna risalire alle responsabilità, rintracciare mandanti ed esecutori. Non è difficile. Quella strage è il risultato finale di un vero e proprio atto terroristico perpetrato dagli Stati – non solo da quello maltese, su cui il governo italiano ha provato a far ricadere l’intera responsabilità.
Quella strage non è stata la prima e, purtroppo, non sarà l’ultima. Si calcola che dal 1988 siano stati oltre 16000 i morti attorno alle frontiere della Fortezza Europa. Genti in fuga da povertà, carestie, persecuzioni, guerre. Tutte condizioni create da governi ed economie – eccoli, mandanti ed esecutori delle stragi – in nome del profitto più alto ad ogni costo. Basta pensare alla guerra in Libia, una guerra a cui – ad un secolo esatto dal primo tentativo coloniale – partecipa anche l’Italia. Ma in realtà in questo secolo il colonialismo italiano in Libia non è mai terminato, e tra una guerra e l’altra si è imposto con la penetrazione economica di aziende italiane e con accordi bilaterali tra i governi italiano e libico. Imprese come Impregilo, Eni, Finmeccanica e Unicredit sono tra i principali sfruttatori delle popolazioni e delle risorse libiche, così come lo sono dei proletari italiani.
Alcuni hanno riconosciuto queste responsabilità – questo essere mandanti di stragi, questo essere terroristi – ed hanno deciso di non tacere. Hanno scelto di denunciare pubblicamente queste responsabilità e complicità nello sfruttamento e nelle stragi, di contrastarle e attaccarle, come unico mezzo di buon senso per non rendersi complici, come atto fattivo di solidarietà. Tra questi ci sono anche alcuni anarchici del circolo “Fuoriluogo” di Bologna, che proprio per essersi interposti tra l’indifferenza e la guerra, tra i mandanti e le stragi, sono stati oggetto di attenzione della Procura di Bologna, che ne ha arrestati cinque e sottoposto altri sette a minori restrizioni, oltre a sequestrare la loro sede, con l’accusa di associazione a delinquere.
Ma se opporsi alle guerre e ai governi che le compiono, se riconoscere le loro responsabilità terroristiche e quelle stragiste di colossi dello sfruttamento mondiale significa essere delinquenti, allora lo siamo anche noi. Se sono le leggi a perpetrare e riprodurre lo sfruttamento e la morte di milioni di disperati – al di qua e al di là del mare – allora è solo facendosi fuorilegge che ci si può sottrarre a questa responsabilità. Contrattaccare non può che essere un’ovvia conseguenza.

Anarchici
Via Massaglia, 62/b – Lecce peggio2008@yahoo.it

venerdì 8 aprile 2011

9 aprile 1920-2011 : il popolo / i diritti


NARDO' - Nell'anniversario dello sciopero del 9 aprile 1920 il circolo neritino di sel,

che da quella data prende il nome, e la locale sezione della cgil organizzano

una conversazione pubblica sul tema : il popolo/ i diritti.Interverranno :
Salvatore Arnesano (Segretario generale CGIL Lecce)
Anna Cordella (Portavoce provinciale SEL)
Dora Raho ( Insegnante e studiosa storia locale)
Gianni Ferraris (Giornalista Paese Nuovo Quotidiano)

Claudia Raho
portavoce circolo sel 'noveaprile' - Nardò

sabato 12 marzo 2011

L’ Unità d’Italia vista da un olandese al 12 marzo 2011



E che c’entra ora un Forestiero Straniero nel nostro Paese, residente dal 1956 che parla di noi? A me piace l’ Amico Peter Boom e ve lo passo. Ricordo sempre a tutti , L’INESISTENTE LAICITA’ DELLO STATO ITALIANO a fumetti, la Disattenzione applicata agli Articoli della Costituzione Italiana, e una certa Musica di Giorgio Gaber, lo stesso che diceva che Io non mi sento italiano…e siccome anch’io per fortuna o purtroppo lo sono, metto in chiaro. Oggi 12 marzo 2011, a Roma per la Costituzione, lo stato di diritto e la scuola pubblica, l’Italia scende in piazza. Forestieri compresi anche se non vi aggrada. Chiamatelo pure Intervallo.

Doriana Goracci

L’UNITA’ D’ITALIA VISTA DA UN OLANDESE
di Peter Boom


Quanto entusiasmo riscosse in noi ragazzini olandesi quando la maestra alle elementari ci raccontò le eroiche gesta di Garibaldi che con soli mille uomini rivoluzionò la storia d’Italia. A noi sembrava uno straordinario ed incredibile miracolo. L’Olanda ha più o meno la stessa superficie della Sicilia e l’Italia con la sua grande storia, l’antica Roma, il Rinascimento, l’arte, il Vaticano, tutto in quello stivale lunghissimo trasformato in poco tempo da questi Mille che disponevano solo di qualche imbarcazione e cavalli, ma evidentemente armati, più che dalle poche e povere armi di allora, di grande determinazione, coraggio ed uno spirito che già allora alludeva idealmente ad una futura Europa Unita che poté nascere dopo diverse e tragiche vicissitudini circa cento anni dopo. Noi avevamo dovuto combattere una guerra contro l’inquisizione spagnola (re Filippo II) dal 1568 al 1648, ben ottanta anni, per liberarci dallo opprimente giogo e diventare uno stato autonomo. Non è per caso che nel nostro sangue scorre una buona dose di testardaggine forse ancora più determinata dalla nostra eterna lotta contro le acque.
L’unione fa la forza e garantisce proprio con la pluralità, le differenze culturali, etniche e anche logistiche, una maggiore democrazia. Questo lo abbiamo potuto constatare anche in altre nazioni come per esempio gli Stati Uniti d’America, la piccola Svizzera nella quale convivono pacificamente e con grande stabilità le popolazioni di lingua tedesca, italiana e francese. Dopo la seconda guerra mondiale nasce l’Europa Unita, con la Francia, la Germania, il Belgio, l’Olanda, il Lussemburgo e naturalmente l’Italia, sei paesi con quattro lingue principali diverse, che dopo il 1945 non ha più conosciuto guerre interne e che costantemente si sta ampliando.
Non è solo un’unificazione dei mercati, ma anche un’importante realizzazione volta al benessere e la felicità delle genti attraverso il rispetto di diritti umani e civili. I problemi certamente non mancano ma col tempo, la buona volontà e senza violenza questi si risolvono. L’Unità d’Italia ha significato un importante passo in questa direzione malgrado le critiche della Lega Nord, un partito di una mentalità poco lungimirante, spesso razzista e con tendenza alla emarginazione. Gente che vuole sentirsi superiore a chi abita più a sud dove, è vero, l’organizzazione statale ha sempre lasciata molto a desiderare. La cultura, la bellezza, le risorse umane, le risorse energetiche e la vicinanza con le aree mediterranee, il Medio Oriente, negli anni a venire saranno decisive per una rinascita con grande vantaggio per l’Europa tutta.
A proposito del razzismo vorrei dire che non bisogna mai discriminare nessuno, neanche i popoli più primitivi dell’Africa o della Papuasia. Le differenze tra noi esseri umani dipendono soltanto dalle diverse condizioni ambientali, dalle diverse culture, dalla storia. Attraverso lo strumento dei diritti umani dobbiamo darci una mano per superare il pensiero che vuole dividere ed escludere.
Per tornare all’Italia ritengo che la realizzazione della sua unità sia nata da una lotta tra titani, cioè tra quelli che traggono le loro azioni dal pensiero fisso, dogmatico, che personalmente chiamerei “non pensiero”, e coloro che si ispirano al “pensiero libero”, da un eroe come Garibaldi che era anche il Gran Maestro della Massoneria.
I cambiamenti importanti vengono sempre iniziati da poche, talvolta pochissime persone, che disinteressatamente mettono a disposizione di tutti le loro idee e le loro energie.
I veri liberi pensatori la pensano in modo diverso anche fra loro e difficilmente si coalizzano in grandi o potenti organizzazioni, bensì ispirano con le loro idee, con i loro diversi liberi pensieri anche le grandi masse che in Italia si organizzarono nella carboneria. Gli eventi storici che si stanno susseguendo con grande rapidità sul nostro globo oramai “globalizzato” dovranno portarci non solo ad una maggiore unificazione europea ma ad un mondo più solidale che, nel rispetto dei diritti umani e civili, del benessere e la felicità, dovrà diventare un “Mondo Unito”.
http://www.pansexuality.it
http://digilander.libero.it/pboom



da Reset-Italia

mercoledì 2 marzo 2011

DI TUTTI I COLORI - 3/13 marzo 2011 – Nardò


Centro di Servizi culturali e bibliotecari del Comune di Nardò
ex Convento dei Carmelitani C.so V. Emanuele II

giovedì 3 marzo h. 19:00
inaugurazione e presentazione di “Attila e Adalberta”(Lupo Editore)
libro per bambini scritto da Chiara Lorenzoni e illustrato da Chiara Criniti.

Giovedì 10 marzo h. 16:30
Laboratorio per bambini e ragazzi
A cura della Compagnia Terrammare Teatro e degli operatori della Biblioteca del Centro
con la partecipazione dell’illustratrice Daniela Cecere.

Il laboratorio, gestito da Silvia Civilla e Daniela Cecere, consisterà nel far inventare ai bambini una storia fantastica e a rappresentarla attraverso lo strumento magico della lavagna luminosa: il risultato sarà la costruzione di un piccolo mondo interattivo, in cui fondere fantasia, recitazione e manualità.

Partecipazione gratuita
info. 0833.572235

DI TUTTI I COLORI è un’iniziativa organizzata dalla Cooperativa Fluxus
nell’ambito del Laboratorio Urbano Koinè di Melendugno.
(Bollenti Spiriti /Regione Puglia - Assessorato alle Politiche Giovanili/
Unione dei Comuni delle Terre di Acaya e di Roca – Melendugno e Vernole).

L’appuntamento a Nardò nasce dalla collaborazione con il Centro di Servizi Culturali
e con la Compagnia Terrammare Teatro nell’ambito della rassegna di incontri
ed iniziative parallele alla stagione di prosa del Teatro comunale di Nardò
“Lo spettatore incantato”.
(Teatri Abitati/Unione Europea/Regione Puglia – Ass. al Mediterraneo, Cultura e Turismo/
Teatro Pubblico Pugliese/Città di Nardò).

venerdì 25 febbraio 2011

Sabato 26 febbraio dalle 18 alle 21, presidio contro la peste religiosa

Mostra, volantini e chi più ne ha più ne metta. ogni autorità e ogni morale sono un divieto alla libertà

Corte dei cicala, lecce
Anarchici

Cattiva coscienza

La prigione per vilipendio ha le sue radici in una sorta di feroce tassazione del turpiloquio,e da solo questo reato dimostra come la musa della società italiana, dell’establishment,della classe dirigente sia la purulenta, incarognita, inciprignita cattiva coscienza.
Giorgio Manganelli

Vilipendere, in sé, è cosa gradevole. Non tanto perché significa «offendere, disprezzare in modo grave e manifesto», quanto perché esso è atto rivolto esclusivamente «verso persone, istituzioni o cose espressamente tutelate dalla legge». Se la legge, o per meglio dire chi la emana, ha sentito il bisogno di tutelarsi in questo modo, è evidente che si rende benissimo conto di essere detestato, disprezzato, odiato… e l’odio è sentimento nobile, quando indirizzato contro coloro che riteniamo nemici della libertà e, in quanto tali, nostri nemici.
Tra le persone tutelate per legge dal reato di vilipendio c’è il Papa. Non un Papa preciso, bensì IL Papa, qualunque esso sia, il che significa che i legislatori ritengono la figura del Pontefice come ispiratrice di disprezzo e odio. Non a torto.
Tra coloro che hanno manifestato pubblicamente questo disprezzo nei confronti del Papa – di Joseph Ratzinger, nel caso specifico – ci sono anche cinque anarchici, irriducibili nemici di qualunque autorità, compresa quella religiosa, che per tale motivo sono finiti sotto processo proprio in questi giorni, appunto con la contestazione del reato di “vilipendio a ministro di culo”. Pardon, “di culto”. Tutto è accaduto per l’invito a lanciare freccette su una foto di Ratzinger, invito rivolto ai passanti nel corso di una iniziativa antireligiosa tenuta per le strade di Lecce alcuni mesi or sono. E già qui si pone un dubbio di non poco conto: il Papa è tutelato solo in quanto persona fisica o anche nella sua immagine incorporea? Faccenda evidentemente giuridica, che non mette conto trattare in questa sede… Altri potrebbero sollevare dubbi di incostituzionalità: è possibile impedire ad alcuni individui di esprimere la propria idea su chicchessia, in una democrazia che garantisce la libertà di pensiero e di parola? Faccenda, questa, che riguarda ogni sincero democratico, ma che ancora una volta a noi interessa poco.
A nostro avviso qui si tratta di una questione di libertà, e affinché questa possa esprimersi compiutamente e totalmente bisognerebbe farla finita con ogni autorità: da quella religiosa che vuole affermare i suoi dogmi e la sua morale, imponendo cosa fare della nostra vita, della nostra morte e della nostra sessualità, a quella statale che interviene tramite la polizia ad impedire l’espressione di odio nei confronti del Papa e tramite la magistratura a perseguire coloro che quell’odio hanno espresso.
Di fronte a tutto ciò, ne siamo certi, chiunque abbia a cuore la libertà vorrebbe urlare che il Papa, la polizia che lo difende e la magistratura che intenta i processi sono tutto una merda. Ma, evidentemente, la legge che ci governa non permette simili affermazioni quindi no, noi non lo diremo… Diremo anzi che il Papa è un sant’uomo, la polizia tutela i deboli e la magistratura è giusta ed equa, e tutti costoro non si devono vilipendere: per ragioni, ovviamente, che il reato di vilipendio ci vieta di spiegare minutamente…

Alcuni devoti del Porcus Domini

giovedì 27 gennaio 2011

INVECE - mensile anarchico -


VENERDÌ 28 GENNAIO
dalle 21.30

Diffusione del primo numero di
INVECE - mensile anarchico -

Bar e selezione musicale

Circolo Anarchico via Massaglia 62, Lecce

lunedì 24 gennaio 2011

DONNE CHE SI RIBELLANO


Sinistra Ecologia Libertà Nardò aderisce alla mobilitazione nazionale contro le offese alla dignità della donna e alla sua riduzione ad oggetto.
Assemblea aperta il 25 Gennaio a partire dalle 17 in Piazza Salandra a Nardò

sabato 4 dicembre 2010

CENA SOCIALE - LUNEDI' 6 DICEMBRE ORE 21:00


Cena sociale, chiacchere, musica, materiale informativo sul processo d'appello agli anarchici salentini.
Circolo Anarchico via Messaglia 62 Lecce

Quota cena 5 euro, se non ce l'hai viene lo stesso.

I centri di detenzione per stranieri sono luoghi di internamento per immigrati irregolari senza permesso di soggiorno: essi rappresentano una infamia inaccettabile. Per questo motivo dentro e fuori quelle mura, in Italia e nel mondo, vi sono lotte condotte da chi ritiene che l'unico destino di questi posti sia quello di essere distrutti, per spazzare via con essi la paura, l'odio, la guerra fra poveri, l'indifferenza, il razzismo.
NOI SIAMO AL LORO FIANCO

venerdì 17 settembre 2010

SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA' - CIRCOLO DI NARDO' - ORGANIZZA UN'ASSEMBLEA PUBBLICA SABATO 18 SETTEMBRE IN PIAZZA SALANDRA


Il 1° Congresso fondativo nazionale di SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ è convocato dal 22 al 24
ottobre 2010, con all’ordine del giorno la discussione e l’approvazione del documento politico, dello statuto e degli organismi dirigenti e di garanzia.
Il 1° Congresso di SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ si svolgerà su un documento politico , il“Manifesto Fondativo”.

Per illustrare e commentare le linee guida di tale documento il circolo Sel di Nardò invita la cittadinanza all’assemblea pubblica che si terrà sabato 18 settembre alle ore 18.00 in P.za Salandra.
‘Sentiamo l’esigenza di costruire una proposta politica che sia innanzitutto un nuovo patto di popolo e un discorso di futuro rivolto alle giovani generazioni. Ci rivolgiamo all’intelligenza e alla passione dei tanti e delle tante che non si rassegnano…siamo in campo perché possa rinascere nel cuore dell’Europa e dell’Italia una nuova grande speranza, una nuova grande sinistra.’ (dal manifesto per sinistra ecologia libertà)

Claudia Raho
circolo Sel - Nardò

lunedì 6 settembre 2010

Don't nuke me


Le risposte giuste alle domande sbagliate sono perlomeno inutili ma, spesso, anche pericolose. E il nucleare è una pericolosa risposta ad una pessima domanda.

4/9/2010: A Venezia più di mille persone partecipano alla prima manifestazione per il no al nucleare, portando sul red carpet tutto un altro film di questo paese e della voglia di ribellarsi che lo attraversa. Applausi a scena aperta.

5 / 9 / 2010

Mostra del Cinema, Venezia. Applausi. “Don't nuke me”: finalmente un film diverso, un newrealismo italiano con bravissimi attori tutti non professionisti. Presa diretta, camera a mano e tutto in esterni, perché non parla – o solo indirettamente – dei palazzi e delle stanze del potere, delle decisioni prese su un canovaccio scritto da mediocri cricche di affaristi che cricche di attori professionisti della compagnia politicienne inscenano poi nel teatro della democrazia, per convincere un pubblico il cui unico potere, del resto, coincide con il suo obbligo: pagare il biglietto.
“Don't nuke me” è un film virale. Chi lo vede ne è protagonista e lo può replicare, ampliare, diffondere, radicalizzare, perché il soggetto del film è, in fondo, semplice e lineare: “ribellarsi è giusto” (che è anche il sottotitolo), di fronte alla violenza che viene scaricata sulle vite di tutti, sulle comunità locali, sulla nostra terra e sull'ecosistema, reclamare indietro la sovranità è giusto, costruire un'autodifesa è giusto.


Il primo ciack l'hanno girato il 4 settembre oltre 1000 persone che, partendo da Venezia, Padova, Chioggia e Vicenza, si sono ritrovate al Lido di Venezia, dando vita ad un corteo colorato, vivace, determinato a testimoniare che non c'è spazio né per il nucleare né per altri veleni in questa terra già martoriata dalla chimica, dai rifiuti e dalla generazione di energia sporca.


La prima autodifesa è riprendersi il potere delle parole, del linguaggio:


Le parole per sempre conterranno il loro potere.

Le parole offrono la via al significato

e per quelli che ascoltano mostrano la verità.

E la verità è che c'è qualcosa di orribilmente sbagliato in questo mondo.

Giustizia, libertà, dignità sono più che solo parole: sono prospettive.


(liberamente ascoltato da V per Vendetta)


Il potere delle parole ci dice che se il nucleare è la risposta giusta, allora il problema è la domanda. Che è evidentemente sbagliata.

Una domanda che si chiede come mettere ancora una volta, e ancora di più, tutto un pianeta a disposizione del profitto e dell'accumulazione. Una domanda che si chiede come esercitare controllo, come ingabbiare la vita di tutti e di ciascuno nelle forme e nei modi che siano utili a mantenere in piedi un sistema di nessi sociali e produttivi che ha portato a ciò che abbiamo di fronte: società allo sfascio, ingiustizie insopportabili, predazioni indegne di beni comuni, disastri ambientali e l'esaurimento delle risorse necessarie alla vita.

Una domanda che non si chiede come restituire giustizia e dignità ovunque, ora e subito, che non si chiede come consegnare ai nostri figli un mondo in cui vivere sia più bello di ora.

Una domanda ricca di bilanci ma non di prospettive, di interessi miserabili ma non di slanci e di entusiasmi.

Una domanda che non è nemmeno intelligente quel poco sufficiente a comprendere che l'accumulazione infinita non può avere un futuro in un mondo finito. Una domanda che in realtà non può essere diversa da sé stessa perché parte dai presupposti sbagliati: che la legge zero della dinamica sia il mercato.


Poiché le risposte giuste alle domande sbagliate non servono a nulla – e sono spesso molto pericolose – mostrare un altro film, veramente newreal, significa rigettare non solo la riposta irricevibile, ma anche la domanda. Significa sparigliare, portare sconcerto al concerto ordinato dei fiati e dei tromboni, cambiando la chiave e le regole degli s-partiti.

Ora le domande le fanno i ladri di biciclette, partendo dalla vita reale di tutti e di ciascuno, che parla di terre avvelenate, di clima che cambia, di beni comuni, di cura e preservazione, di reddito insufficiente e di bios che proprio si è scocciato di essere ritenuto e messo a servizio in tutto il suo tempo, le sue attitudini, la sua potenza, financo nel suo dna.

Non ci dispiace affatto per il disappunto dei vari partiti democratici che non riescono più a condurre i dibattiti autistici sui loro palcoscenici: non solo non siamo più disposti a pagare il biglietto, né a rimanere in platea, ma addirittura smontiamo e rimontiamo i palchi, i copioni, gli spartiti. Presa diretta.


La produzione di energia oggi è come il portare acqua con un secchio pieno di buchi. La risposta giusta alla domanda sbagliata consiste nel continuare ad aggiungere secchi pieni di buchi. È ovvio che la risposta giusta è pericolosa e la domanda è sbagliata, per chiunque abbia una prospettiva diversa dal vendere sempre più acqua senza curarsi di quante ce n'è, arraffare il malloppo e poi.. ah già. E poi?

Noi tutte e tutti, che subiamo il comando, paghiamo l'acqua e siamo quelli che lavorano portando i secchi e svuotandoli dove ci viene detto, abbiamo deciso che vogliamo vedere un altro film. Che vogliamo scrivere un altro film. A partire dalla domande giuste, che si chiedono come si costruisce indipendenza per tutte le comunità ovunque, come si costruisce la possibilità di godere e condividere invece che di consumare e arraffare, come si garantiscono giustizia e dignità invece che comando e precarietà. Chiedono che la vita si autodetermini come più le aggrada invece che come è utile alla produzione. Si chiedono come si garantisce il reddito a tutte e a tutti – in ogni forma a partire dall'energia e dai beni comuni necessari e utili ad una buona vita – invece che un salario di indubbia indecenza.


In definitiva, prima di recepire le risposte – e pagarle di tasca nostra – vogliamo ridiscutere le domande. A cosa serve l'energia? Quanta ne serve? Chi la comanda e chi decide cosa serve e a chi serve? Per il momento a rispondere è il mercato che non è conosciuto per dare risposte oneste nemmeno alle domande che lo interessano.

Non è vero che l'uranio durerà per millenni, per lo meno non avendo lo stesso prezzo di ora e non richiedendo la stessa energia di ora per essere estratto e lavorato.

Non è vero che il nucleare non produce anidride carbonica e in generale non incide sui cambiamenti climatici; e lo farà in misura esponenzialmente crescente mano a mano che l'uranio disponibile richiederà sempre più energia per essere reso utile. E ciò avverrà tanto più velocemente quanto maggior uso se ne farà.


Non è vero che il nucleare è più conveniente di altre fonti energetiche. Non lo è energeticamente, quanto meno considerando che il 30-40% dell'energia che produce serve solo ad esistere, ovvero a costruire e smantellare fisicamente le centrali. Non lo è economicamente, almeno se si mettono a bilancio tutti i costi nescosti nella fiscalità generale.

Del resto, la maggiore convenienza consiste nelle spese che non si fanno. Incrociando i dati di un rilancio nucleare in italia con le previsioni prudenti dell'energy outlook dell'unione europea si scopre che le centrali che potremmo avere nel 2030 produrrebbero circa un terzo dell'energia che potremmo semplicemente non usare investendo nella ricerca sull'efficienza energetica. Ovvero, potremmo, con investimenti molto minori, non dover usare almeno tre volte tanta energia quanta ne produrremmo con la quantità di centrali nucleari che possiamo pensare di costruire (senza contare i costi energetici di costruzione, smantellamento e quelli senzafine di gestione dello stoccaggio).

Quanta intelligenza serve per trarne una conclusione?


Non è vero che le centrali sono “sicure”: riprendiamoci il potere delle parole e della conoscenza. La statistica ed il rischio tecnologico non spariscono per compiacere al mercato. Con sviariati trilioni di dollari in sviluppo e ricerca nell'ar co di 30 anni è ragionevole aspettarsi che con una prospettiva di crescita che arrivi al 30% di produzione mondiale di energia elettrica con il nucleare ci si attenda un incidente grave quanto Cernobyl ogni 50 anni. E a scalare si aggiungono proporzionalmente gli incidenti “meno gravi”, in numero crescente e maggiormente diffusi quanto “minore” ne è la gravità.

Non è vero che il confinamento delle scorie è un problema risolto: non esiste un solo deposito al mondo ritenuto sicuro, a meno che con “sicuro” non si intenda “sicuro di non essere svelato per quello che è”. Per restituire la cifra (anche umoristica) della sfida basta considerare che una commissione del governo USA incaricata di trovare un sistema simbolico efficace per segnalare un pericolo mortale a qualsiasi essere umano nel futuro, ha fallito. Non è sorprendente, considerando che si tratta di trasmettere un messaggio lungo un arco temporale 100 volte più lungo di tutta la storia del linguaggio umano.


Se allora esisteranno ancora gli insulti, certamente riguarderanno in buona misura noi, i cari antenati che con molto poca eleganza lasciarono allegramente in eredità milioni di tonnellate di scorie radioattive per centinaia di migliaia di anni a venire.

Ma ciò per molti potrebbe anche essere un trascurabile dettaglio di folklore.

Ciò che non è trascurabile è invece il fatto che l'organizzazione della rete energetica è connessa e isomorfa alla gerarchia delle leve di comando, ovvero alla rete complessa di nessi e dispositivi che determina, configura, costringe l'accesso ai mezzi per la soddisfazione dei nostri bisogni ed i mezzi stessi, e perimetrano le nostra attività, incanalandoci nelle pipelines utili alla produzione e, in generale, all'estrazione di ricchezza da ogni istante della vita, a partire dai deisideri.

Sorgenti e produzioni centralizzate e militarizzabili, e militarizzate, come gli idrocarburi ed il nucleare, escludono a priori ogni democraticità nell'organizzarne l'utilizzo e la distribuzione, e quindi nel definire e governare le forme e i modi del vivere, contemporaneamente riversando sui popoli la doppia nemesi degli sconvolgimenti ambientali, che rendono inospitali frazioni sempre più ampie del pianeta, e dei conflitti che necessariamente sono innescati dal drenaggio delle risorse, energetiche e non, verso i nodi centrali dell'accumulazione di ricchezza.

Come mantenere tutto ciò il più a lungo possibile è esattamente la pessima domanda per cui il nucleare è una delle ottime risposte, poiché contribuisce per un breve periodo di tempo a vestire il re.

Luca Tornatore da GlobalProject

giovedì 24 giugno 2010

Sciopero Generale contro la manovra del Governo- Nardò 25 giugno

La CGIL ha scelto Nardò come sede salentina per la manifestazione del 25 giugno contro la manovra finanziaria del Governo Berlusconi. Venerdi prossimo in provincia di Lecce ci saranno 8 ore di sciopero nelle aziende e negli uffici.

A Nardò è stato organizzato un corteo e poi un comizio.

Il corteo partirà alle 9,30-10,00 da via XX Settembre (Nardò) per proseguire fino a a P.zza Cesare Battisti dove si terrà il comizio

Salvatore Arnesano, segretario provinciale della Cgil, lancia un appello a tutti i sindaci del Salento.

Dice: “ Ci aspettiamo la presenza di tanti sindaci alla manifestazione perché sono i primi ad essere danneggiati dalla manovra finanziaria del Governo.
Abbiamo scelto Nardò perché in questo momento è un simbolo positivo e negativo dell’economia a salentina. Da una parte c’è il successo delle aziende dell’alta moda legate al gruppo Barbetta con oltre mille occupati, dall’altra la storia dei braccianti agricoli africani che lavorano nei campi per la raccolta delle angurie”.

I cittadini sono invitati a partecipare.

martedì 25 maggio 2010

NARDO' - DIRITTO AL CUORE - ARTISTI PER EMERGENCY


Questa sera intorno alle 21:00 nello stadio comunale neretino si gioca insieme per una giusta causa: scende in campo la solidarietà. Una partita di calcio fra artisti e musicisti, insieme col solo scopo di raccogliere fondi da devolvere in aiuto al centro “SALAM” di cardiochirurgia creato in Africa da Gino Strada responsabile EMERGENCY, più precisamente nel Sudan.

SALAM, che significa letteralmente “pace” in arabo, è la prima struttura di eccellenza, totalmente gratuita nel continente africano. Pertanto, si tratta di un centro altamente tecnologico, costruito con tecniche innovative e rispettose per l’ambiente interamente gestito da EMERGENCY, sia dal punto di vista clinico che amministrativo.

In questi anni sono stati operati migliaia e migliaia di pazienti provenienti da: Ciad, Eritrea, Etiopia,Gibuti,Giordania, Iraq, Kenia, Nigeria, Congo, Ruanda, Sierra leone,Zambia etc.
Il Gruppo Emergency Nardò sarà presente con un banchetto informativo e di raccolta fondi.
Alcuni artisti che scenderanno al campo “Papa Giovanni Paolo” a Nardò in veste di calciatori per EMERGENCY oggi 25 maggio sono:
ROY PACI
TERRON FABIO (SUD SOUND SYSTEM)
APRèS LA CLASSE
MINGO (STRISCIA LA NOTIZIA)
DANILO TASCO (NEGRAMARO)
MAX BRIGANTE (RADIO 105-HIP HOP TV)
ROMEUS (SANREMO 2010)
RAFFAELE CASARANO(JAZZ ARTIST)
UCCIO DE SANTIS (MUDù)
STEELA
ALDO la “MARA MAIONCHI”del CHIAMBRETTI NIGHT
FOLKABBESTIA
MODAXì
CHOP CHOP BAND
CARLO CHICCO (CONTRORADIO)
MARCO GUACCI (RADIONORBA)

venerdì 21 maggio 2010

CONTRO IL NUCLEARE


Venerdì 21 maggio dalle 17 alle 21.30, via trinchese Lecce
presidio, mostra, proiezioni, banchetto informativo contro il nucleare.
DaL 20 AL 23 maggio si terrà a Lecce il festival dell'energia che quest'anno cercherà di incentivare il ritorno al nucleare con dibattiti, presentazioni di libri.
un'ulteriore occasione per ribadire la nostra contrarietà al nucleare e a tutte le nocività, qui come altrove
Anarchici


Il ritorno all’energia atomica in Italia sembra ormai una tragica realtà in via di realizzazione, voluta dal governo e dalle lobby industriali. Fra pochi mesi le autorità renderanno note le aree dove impiantare i nuovi mostri e stoccarne le scorie.Nel Salento, si ipotizza una centrale nella zona tra Nardò e Avetrana, sito già previsto nel 1981. Per il momento i politici locali e nazionali si sono dichiarati contrari, per fini elettorali, a tale possibilità. Resta il fatto che dovunque verranno realizzerate, queste centrali rappresenteranno degli impianti di morte. Eppure nonostante le evidenze di un inquinamento radiottivo irreversibile, in molti propagandano la loro necessità e non pericolosità, come si cercherà di fare anche durante il Festival dell’Energia che si terrà a Lecce dal 20 al 23 maggio. Cosa farne e dove mettere le scorie? Come proteggersi in caso di incidenti? Domande volutamente eluse dai nuclearisti che puntano a fare in modo che la popolazione possa solo subire le conseguenze di questa politica energetica. Senza dimenticare che la produzione civile è indissolubilmente legata al nucleare militare e che la tecnologia usata è alla portata esclusiva di una restrittissima cerchia di specialisti da cui dipenderemo tutti. Fondamentale allora chiedersi a Chi serve tutta questa energia. fip 17/5/2010 via massaglia 62/b Lecce