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venerdì 27 gennaio 2012

SALVIAMO LA "SARPAREA"


Il circolo SEL "noveaprile" di Nardò chiede alla Regione Puglia e al Corpo Forestale dello Stato il riconoscimento monumentalità uliveto sito in località Sarparea, S.Isidoro, Nardò.

Il circolo SEL di Nardò informa che nella zona Sarparea di Nardò è in atto un progetto di lottizzazione per un villaggio turistico all’interno di un’area su cui insiste un uliveto monumentale risalente al 1400 e di cui sono rintracciabili riferimenti bibliografici e storici dell’epoca presso la biblioteca della Curia di Nardò.
Il progetto è stato sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica dall’ufficio Ambiente della Regione Puglia.
Ci risulta anche, che sia stata chiesta dalla Regione al Corpo Forestale dello Stato una mappatura delle piante monumentali nella zona.
Considerata l’attenzione della cittadinanza e anche la sensibilità di questo circolo sull’argomento, ci siamo recati personalmente in loco e abbiamo potuto constatare la bellezza e la unicità della zona per la presenza di numerosissimi esemplari di ulivo centenari e dalle forme singolari.
Abbiamo anche rilevato che alcuni esemplari erano stati già censiti come monumentali e recavano l’etichetta identificativa; la maggior parte degli alberi, però, pur avendo le caratteristiche necessarie al riconoscimento della “monumentalità” , non presentavano alcuna targhetta di riconoscimento.
La circostanza ci sorprende. Vogliamo sperare che il lavoro di censimento del Corpo Forestale non sia stato ancora ultimato e che in tempi ragionevoli si possa avere la mappatura completa dell’intera zona.
A questo proposito chiediamo ai nostri rappresentanti di reperire tutte le informazioni utili sull’argomento, anche perché la “strana” mappatura non è passata inosservata alla parte più sensibile e avvertita della cittadinanza.
Certi di un vostro solerte intervento attendiamo fiduciosi notizie in merito.

giovedì 15 dicembre 2011

IL CIRCOLO SEL "noveaprile" PRENDE POSIZIONE SULLA LOTTIZZAZIONE DEI CAFARI

Alla segreteria regionale SEL Bari
Alla segreteria provinciale SEL Lecce
Ai consiglieri regionali SEL Bari

e.p.c. All’assessore regionale Urbanistica
Dott.ssa A. Barbanente
BARI

Al dirigente Settore Ambiente
Dott. Antonicelli
Bari

OGGETTO: Piano Urbanistico Esecutivo “Costa dei Cafari” Comune di Nardò

Premesso che gli oltre 23 Km di costa ricadenti nel Comune di Nardò sono già –allo stato attuale- oltremodo urbanizzati e compressi dal punto di vista ambientale, che l’unica zona salvaguardata è quella del Parco di Portoselvaggio che riveste una particolare importanza per i cittadini di Nardò che per molti anni si sono battuti per la sua realizzazione; ora siamo fortemente preoccupati per l’evoluzione del progetto di lottizzazione della zona denominata “Cafari”.
Questo perché:
1. Il progetto interessa una zona costiera particolarmente delicata dal punto di vista ambientale e che ricade completamente nella perimetrazione del Parco, è vicina alla zona SIC di “Torre Uluzzo” ed è parzialmente coperta da macchia mediterranea.
2. Il progetto ricade parzialmente in zona interessata da vari incendi, anche dolosi, come si evince dalla cartografia ufficiale della Regione Puglia 2006.
3. L’area interessata alla lottizzazione è vicina al sito archeologico “Serra Cicora”, oggetto di studi e scavi archeologici di interesse.
4. L’intero territorio è di origine carsica e quindi particolarmente delicato.

Riteniamo che il PRG di Nardò, che prevede la lottizzazione nell’area così descritta, sia ormai obsoleto, considerato il mutato orientamento di tutta la politica regionale che pone la tutela paesaggistica in primo piano rispetto alle altre politiche di sviluppo agricolo, economico, edilizio e turistico.
Si segnala inoltre che l’esperienza derivante dalla limitrofa lottizzazione di “Torre Inserraglio” ha insegnato alla collettività locale che spesso, dietro la dichiarata finalità turistico ricettiva, come richiesto dalla tipizzazione C8 dell’area, si nascone in realtà la costruzione di villette a vendere utilizzate come seconde case.
Questo tipo di pseudo sviluppo turisti ha avuto finora come unica conseguenza la svendita di zone di pregio ambientale e paesaggistico con un ritorno economico effimero ed esiguo alla counità. La recente vicenda del villaggio di “Punta Grossa” di Porto Cesareo ne è un esempio eclatante.

A nulla può valere il fatto che nel 2003 il progetto sia stato escluso dalla V.I.A. in quanto il provvedimento di esclusione ha perso effiacia essendo trascorsi i tre anni previsti dalla L/R 11/2001, decorsi i quali, se i lavori nonj sono ancora stati iniziati, la procedura deve essere rinnovata. Al pari deve essere rinnovata la procedura di incidenza che no può certo ritenersi esaustiva, essendo stata effettuata ben otto anni fa!!!

Per ultimo riteniamo che il progetto non possa beneficiare della deroga prevista dal comma 8 Art. 5 della legge istitutiva del Parco di Portoselvaggio che così recita: all’interno del perimetro del Parco sonofatte salve le previsioni del PRG vigente del comune di Narò, relativamente ai comparti individuati come zone omogenee C8 di sviluppo turistico, alberghiero i cui piani urbanistici esecutivi siano stati approvati alla dta del 31/01/2005, ovvero alla stessa data abbiano concluso le procedure di valutazione previste dalla L/R 11 2001”.
Infatti il PUE in questione non è stato approvato e non lo è ancora oggi, né possono dirsi concluse le procedure di valutazione in quanto decadute.

Per tutto quanto sopra detto il circolo SEL “Noveaprile” di Nardò chiede ai compagni in indirizzo di attivarsi ed agire tutto il possibile per sostenere le nostre ragioni e soprattutto per aiutarci a salvaguardare quanto è rimasto ancora intatto del nostro territorio che è la nostra vera ricchezza e che non vogliamo diventi preda di speculazione.

lunedì 12 dicembre 2011

IL CIRCOLO SEL "noveaprile" RICORDA LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA -chi E’ STATO ?


Il pomeriggio del 12 dicembre 1969, intorno alle 16:30 a Milano nella Banca dell’Agricoltura, una bomba esplode tra la gente seminando morte.
I cadaveri sono maciullati; brandelli anche consistenti di corpi verranno in seguito staccati dalle pareti della banca tanto devastante è l’entità dell’esplosione.
Alla fine il bilancio sarà di 17 morti e 80 feriti.
Le conseguenze furono terribili, non solo per i morti bruciati a brandelli, ma anche per le evidenti implicazioni di carattere politico che ne scaturirono.
La strage di Piazza Fontana è solo uno dei tanti attentati accuratamente tenuti nascosti e protetti.
Si può ben dire che questa data segni l’inizio della storia del terrorismo politico moderno in Italia: nessun’altra inchiesta giudiziaria ha affrontato nel nostro Paese, le pressioni, le torsioni, le intromissioni, le deviazioni, le “cattiverie” subite da quella di Piazza Fontana.
Ovviamente le reali responsabilità non sono mai state opportunamente accertate e chiarite e non potranno mai essere tali.
La pista anarchica era quella più facilmente percorribile, perchè priva di adeguate coperture politiche, ma come la storia ci insegna, le verità sono altre; un intreccio pauroso tra vecchi fascisti, neofascisti e democristiani, SID e CIA disposti a tutto pur di preservare il potere politico-economico del Paese.
Norberto Bobbio chiama questo intruglio infernale “criptogoverno”, ovvero “l’insieme delle azioni compiute da forze politiche eversive che agiscono nell’ombra in collegamento con i servizi segreti, con parte di essi, o per lo meno da questi non ostacolate”.
Basterebbe questa lucida definizione a spazzare via lo sproloquio negazionista di taluni analisti che vorrebbero negare quella che è stata definita “strategia della tensione”.
Vorrei sottolineare un’ultima cosa: in quegli anni in Europa circolava un manuale in francese intitolato Missions Speciales (Missioni Speciali). Vi era scritto: “il terrorismo spezza la resistenza della popolazione, ottiene la sua sottomissione, e provoca una frattura fra la popolazione e le autorità. Ci si impadronisce del potere sulla testa delle masse tramite la creazione di un clima di ansia, di insicurezza, pericolo; il terrorismo selettivo (…) distrugge l’apparato politico e amministrativo eliminandone i quadri; il terrorismo indiscriminato (…) distrugge la fiducia del popolo disorganizzando la masse, onde manipolarle in maniera più efficace”.
Queste parole appartengono ad un ex-ufficiale dei servizi segreti francesi del quale non si è mai conosciuto con esattezza il nome anagrafico; si pensa si chiamasse Yves Guillou oppure Ralph Guerin Serac. L’uomo era specializzato in operazioni poco trasparenti. Aveva lavorato nell’intelligence francese, a stretto contatto con la CIA. Approdato all’Oas (formazione paramilitare fondata da Gen Salan per impedire l’indipendenza algerina)s’era poi trasferito in Portogallo. Qui nel 1966, tre anni prima di Piazza Fontana, aveva fondato, con i soldi dei regimi fascisti portoghese, spagnolo, greco, sudafricano e l’aiuto statunitense l’Aginter Press, una centrale dedita a “missioni speciali” un po’ in tutto il mondo, specializzata in Europa soprattutto nell’intossicare e infiltrare movimenti di sinistra, inducendoli a compiere sotto “bandiere di sinistra” tutti quegli atti terroristici che hanno poi caratterizzato quel periodo della storia italiana, ma non solo.
Chi E’ STATO, il titolo dell’articolo non è casuale; non posso dire con esattezza che lo Stato possa essere il responsabile di tutto quello che è successo, ma sicuramente si può affermare che una sua colpa sia quella di non essere stato in grado di colpirne almeno gli esecutori.
Ancora una volta tutto tace e la polvere aumenta.
Spetta a noi quindi non dimenticare e ricordare tutti gli innocenti che sono stati ammazzati per sordidi giochi di potere.
Ora e sempre resistenza.

Circolo "noveaprile" Nardò

lunedì 21 novembre 2011

LA SFIDA DELLA SINISTRA

Per provare a tracciare le linee guida di ciò che deve rappresentare la sinistra del terzo millennio occorre prima rintracciare i vincoli ed i malanni che incalzano le umane società.
Esiste una crisi globale determinata dallo strapotere di alcuni gruppi finanziari, rapaci e divoratori di economie in crescita ed emergenti e stati imperialisti che cingono d’assedio popoli poveri di sviluppo ma pieni di materie prime, perciò usurpati di esse. Grazie alla persistente azione di governi ed agenzie segrete straniere questi poveri stati non riescono a darsi piena autodeterminazione ed il collasso delle proprie istituzioni pare legittimare l’intrusione di ingerenze di interessi di stati stranieri e
multinazionali che spolpano il midollo di quelle economie fino a configurare veri e propri protettorati che però si fingono all’esterno, sulla mappa geopolitica, come entità statuali indipendenti. Fondamentalmente ciò avviene sotto gli occhi di tutti e con l’unica esigenza di rimpinguare i lauti introiti di organismi sovranazionali (NATO, UE, ONU…). Questi organismi altro non sono che soggetti politici che legittimano l’uso della forza da parte dei paesi ricchi, opulenti e sviluppati ma con grande richiesta di fabbisogno alimentare ed energetico a scapito dei paesi più poveri.
In questa fase è appropriato parlare di un Nord del mondo che muove guerra, addestra ed insedia governi fantoccio in quei Sud del mondo che devono essere
deprivati di quelle ricchezze utili alla propria emancipazione per garantire porzioni di approvvigionamento alimentare ed energetico consoni a quei consumi
senza freno che costituiscono il vero primo comandamento delle società occidentali, cosiddette sviluppate. Occorre precisare che tutto è in ottica di sfruttamento dei Sud del mondo: si pensi che le imprese che non possono più produrre per gli alti costi della manodopera preferiscono delocalizzare i propri impianti per vessare maggiormente il capitale umano meno garantito e questo spesso è quello dei Balcani, del Sud dell’Asia, del Sud America, del Nord Africa…
Riemerge in questo nostro medioevo lo schiavismo con le sue tratte e le sue rotte: flussi migratori dal Sud risalgono per prestare le braccia all’agricoltura di altri stati situati più a Nord rispetto ai luoghi di provenienza. La grande mamma Africa è la mammella da spremere per dare il suo latte a popoli di un Nord straniero, ricco, arrogante, xenofobo, razzista e predone, padrone e ingordo.
Se fisso lo sguardo sulla società italiana mi accorgo che crisi globale e crisi democratica corrono all’unisono per disegnare uno scenario prossimo alla
disintegrazione sociale.
La pace sociale è garantita da processi che promettono lavoro stabile, occupazione, contribuzione, previdenza sociale, rappresentanza, cittadinanza e armonia dell’impianto politico-istituzionale. Tutti questi caratteri sono sconvolti se si osserva la loro effettività (senza parlare del debito pubblico, secondo al mondo dopo lo Zimbabwe). La iperbole degli ultimi governi in carica delinea una mancanza di volontà politica di innovare. Anzi si sperimenta un conflitto generazionale che porterà a delle conseguenze disastrose per gli assetti odierni: i giovani possono aspirare ad avere un lavoro tuttalpiù precario (la disoccupazione giovanile nel Sud d’Italia è la più alta d’Europa); sulla pelle dei bambini e dei giovani si predispone dal governo centrale una propaganda costante, fatta da campagne permanenti instillate con programmi tv, con internet, con modelli mediocri che determinano nei piccoli un processo di alienazione dalle arti, dai mestieri, dalla cultura, dalla religione. Con la
fiction si predispone dal governo centrale una politica di abbrutimento dei processi di formazione dei più piccoli per ritardare o ostacolare in loro quei traguardi di consapevolezza che da grandi li spingeranno alla riscossione più o meno dura dei propri diritti elementari.
A ciò si aggiungono i tagli alla spesa pubblica, alla ricerca, alla scuola, ai teatri, ai cinema…, si taglia tutto quello che potrebbe spronare la natura sensibile dei bambini, per trattenerli in un alone ovattato di fiction fatto di televisione che non è vita reale; ma oltre al conflitto generazionale, vero detonatore sociale che scardinerà la
cultura italiana (più che nel ’68), un altro fattore risulta costante nella pratica dei governi in carica che si succedono.
La matrice confindustriale nordista ed antimeridionalista di questi governi attua politiche di intrusione ed esproprio di risorse proprie del Mezzogiorno d’Italia per trasferirle al Nord, violando sistematicamente il “patto dell’unità d’Italia”, quello che garantiva sussidi adeguati per portare le aree sottosviluppate del Sud a livello delle aree industrializzate del Nord.
La solidarietà nazionale non esiste più, anzi: con i fondi FAS (i fondi per le aree sottoutilizzate) si pagano i disastri provocati da terremoti (vedi L’Aquila), i G8, la delocalizzazione delle imprese del Nord oltrechè la cassa integrazione. Addirittura le multe degli allevatori padani delle quote latte.
Nel Sud dove maggiore è il risparmio le banche, tutte di proprietà del Nord, asfissiano il sistema creditizio. Così nel Nord per dar vita ad una attività basta una firma il più delle volte. Mentre nel Sud per vedersi elargito un prestito occorre prestare, a volte, la firma di un mafioso.
Alto risparmio, bassissimo credito al Sud; basso risparmio, alto credito al Nord.
Antinomia e paradosso sono la normalità nel sistema bancario italiano. Tutti gli indicatori economici pongono la democrazia italiana dinanzi ad un dilemma: l’Italia è unita perché Nord e Sud del paese sono costituzionalmente legate da un vincolo ideale e dallo sforzo dei nostri nobili padri o perché il Nord ricco ed industriale sfrutta le risorse materiali ed umane del Sud per la propria produttività lasciando il Sud colonia delle mafie?
Per declinare l’alfabeto di una vera sinistra e redigere un vocabolario occorre un’opera mastodontica di promozione culturale che parta dai pargoli e miri ad una più equa redistribuzione del reddito. Se si guarda al mondo del lavoro, la sinistra deve anzitutto porsi come strumento di emancipazione per le classi di lavoratori più martoriate. Se nel ‘900 la difesa era per il salario e per l’orario di lavoro dell’operaio nelle fabbriche, qui ed oggi la difesa nasce dal tema della cittadinanza e dei diritti del, per il e sul lavoro degli schiavi neri braccianti agricoli del Mezzogiorno. Se il mar Mediterraneo è il maggior sito di transito di merci della nuova economia occorre potenziare le infrastrutture ed i porti oltre a difendere il Mediterraneo intenso come bene comune. Oggi il Mediterraneo è invece il cimitero più grande al mondo.
Se la sinistra vuole porsi come soggetto politico moderno deve trovare i modi per aprire processi di istruzione legati alla vera storia d’Italia: la storia non è solo quella dei Cavour e dei Cattaneo, di Carlo Alberto e Vittorio Emanuele e Garibaldi e Mazzini come cinghia di giunzione…la nostra storia è fatta anche da “vespri siciliani”, da Repubblica Partenopea e Masaniello, dalla Repubblica Romana, da Borboni, Svevi e Normanni, da Briganti e da eroi senza gloria; da servizi segreti americani, da stragi di stato e Gladio, da destra eversiva e mafie lottizzatrici già ai tempi della Liberazione. Se la sinistra non elabora una strategia per condurre una guerra
di liberazione dalle mafie, la sinistra non è strumento di emancipazione di quei popoli che ne subiscono da schiavi i soprusi e le angherie; quei popoli vivono a Sud, un Sud che deve trovare la forza di accogliere e implementare la dignità della vita di altri popoli che da altri Sud risalgono per risorgere.

Angelo Cleopazzo coordinatore del circolo di Sel 9 Aprile

giovedì 20 ottobre 2011

INDIGNARSI NON BASTA

Non fate il gioco del " gran Leviatano " ,
se vi indignate solamente non andrete lontano .
Il tempo della rabbia è già passato
questo è il tempo dell ' organizzazione di un popolo sfasato .

Guardando nel profondo il nostro Stato dirigente
ben presto si capisce chi comanda :
" la legge di Cossiga " , infiltrati mercenari e non la gente .
E poi governi criminali , leggi speciali e piazza Alimonda ...


Se alziamo un pò lo sguardo tutto si tocca veramente :
Maroni tende i fili come Mangiafuoco
e chiunque gli si opponga dura poco ...

Nel cuore della gente alberga tanta confusione
si dicono diversi ma ancor non hanno un' opinione .

Movimenti e associazioni che gridan " alla forca "
ma poi dentro di loro, guidando quella barca
mica sanno se porta a Maiorca od a Minorca ...


Anarchie di facciata , movimenti di vulgata
ma a tutta questa gente chi l ' ha mai rappresentata ?

I figli di nessuno , campioni nel puntare il dito
si azzuffano , si affannano a condannare
ma se parli di responsabilità , se parli di partito
quelli ti guardano e ti mandano a cacare .

Sono i figli della televisione , i figli del populismo
quelli che l ' alternativa è nella maglietta ,
non sanno ancor che simile al fascismo
è chi lancia sampietrini e incendia quella camionetta !

Lasciatevelo dire , indignati dell' ora
sognate un mondo nuovo , un mondo di colori
prendetevi le vite e abbiate un pò di cura ,
al centro la politica e i partiti e nulla fuori !

Smettete di delegare il vostro credo
credete, poi lottate e con animo ardito
gettate il vostro cuore in mezzo al guado
così poi si conquista l' infinito .

Un mondo senza padri
è un mondo senza quadri .

Se poi non v ' è l ' esempio
occore darlo noi che siamo ancora puri
sperando che non sia opera di un empio
ma che fronteggi l ' ora e che perduri .

Ci aspetta la " riforma dello Stato " ,
la lotta all ' ingiustizia ,
il reddito perequato ;
a morte la vanità e la pigrizia
di chi non crede ad un progresso strutturato ,
con la mamma che ti vizia
e poi ti domina la smania del dito puntato .

Questa è l ' ora del partito ,
questa è l ' ora di partire
rimuovere il vecchiume incallito
e ristorare l ' amore per l 'agire .

Insieme e solidali , con coscienza e conoscenza
esplorar la società e i suoi malanni
portare l ' aria nuova e la speranza
prima che nella tormenta si contino i suoi danni .

Angelo Cleopazzo

SCUSATE L’ASSENZA

Scusateci cari lettori ma l’assenza è del tutto giustificata.
L’età avanza, i trent’anni bussano alla porta e la vita diventa sempre più travagliata.
Tra studio e lavoro “tiramme a campà” e in questo periodo abbiamo staccato la spina e il blog è stato seriamente trascurato.
Ripartiamo e facciamolo insieme.
Il nostro intento è quello di creare una vera e propria comunità di scrittori che puntualmente denunciano tutto quello che le lobby, monopolizzatrici dell’informazione, tengono scientemente nascosto.
Dobbiamo essere una voce fuori dal coro.
Dobbiamo sfruttare l’opportunità di dire la nostra contro ogni querela o denuncia.
Dobbiamo colmare tutti quegli spazi che altrimenti resteranno inesorabilmente vuoti.
Dobbiamo farlo perché il futuro sarà nostro e quindi cerchiamo di costruircelo.
Saremo sempre disposti al dialogo ma mai pronti ad accuse o offese personali.
Ci interesseremo solamente delle cose che riguardano la nostra comunità, il nostro paese.
Ad oggi le notizie pubblicate sul blog hanno riguardato eventi di carattere nazionale; cercheremo di invertire la tendenza dando risalto a quello che succede soprattutto nella nostra infausta terra.
Facciamo crescere il nostro territorio!!!!!!!!!!!

venerdì 8 luglio 2011

La green guerrilla di Critical Garden


Guerrilla Garden o Critical Garden è un tipo incruento di guerriglia urbana finalizzata a fare spuntare un po' di verde e colore ovunque ci sia un'aiuola abbandonata a se stessa, una fioriera non curata, una zona di verde pubblico incolto. Insomma, invece di lamentarci che il nostro Comune non rende strade e parchi cittadini abbastanza belli, i promotori di Critical Garden invitano ognuno di noi ad adottare un qualsivoglia angolo di città dove possa essere piantato qualcosa, e provvedere... cum grano salis ovvio!

COME COSTRUIRE UN CRITICAL GARDEN

MANUALE DEL GIARDINO ABUSIVO
Qui di seguito ci sono un po’ di consigli su come dedicarsi aiCritical Gardens, riassunti in un elenco di undici punti base su cui meditare. Non sono regole, sono solo alcuni suggerimenti di giardinaggio urbano.

1. Individuate un terreno abbandonato nella vostra zona.
Vi sorprenderà scoprire quanti piccoli appezzamenti di suolo abbandonato e pubblico ci siano. Aiuole trascurate, fioriere di cemento piene di rifiuti nelle quali le piante crescono senza controllo, zone abbandonate… Sceglietene uno vicino a casa, che magari vedete tutti i giorni andando a lavorare o a fare la spesa, e adottatelo. Sarà molto più facile prendersene cura.

2. Pianificate la vostra missione.
Scegliete un giorno e segnatelo sulla vostra agenda come come la giornata giusta per partire all’attacco con il vostro Critical Garden. Invitate amici che vi sostengono oppure arruolate degli sconosciuti con condividono le vostre idee annunciando l’attacco sul sito www.criticalgarden.com

3. Trovate un fornitore locale di piante.
Più a buon mercato, meglio è. Per chi abita in città, rivolgetevi a negozi di fai da te, supermercati e grossisti locali. Le piante che costano meno sono quelle gratis. Capita che dei vivai abbiano delle piante in più da donarvi per la causa. O fatevi amico qualcuno con un giardino. Pensate a questi luoghi come a dei campi di addestramento per raccogliere sementi, talee e piante adatte alla grande avventura del crescere nel selvaggio suolo pubblico. Se vi avanza del materiale, rendetelo disponibile ad altri Critical Gardeners della vostra zona mettendo un avviso nella pagina web.

4. Scegliete le piante per la battaglia in prima linea.
Pensate a piante robuste – in grado di resistere alla mancanza di acqua e al freddo e, in alcune zone, di essere calpestate dai passanti! Per buona parte del tempo queste piante devono saper badare a se stesse. Pensate ad un impatto visivo – colori, fogliame da sempreverdi, dimensioni. Queste piante devono poter creare un’area verde per buona parte dell’anno. Visitate la pagina web per per condividere le vostre conoscenze di orticultura.

5. Procuratevi dei sacchi.
Sacchetti di plastica e sacchi della spazzatura non solo vi aiutano a non sporcarvi le scarpe, ma sono essenziali per eliminare i detriti. Rifiuti, vasi da fiore e sassolini vanno portati via. Per i detriti più piccoli riutilizzate sacchetti trasportati dal vento; per quelli più consistenti riutilizzate sacchi da compostaggio o da materiali edili. La loro spessa plastica non si strappa e potete usarli per trasportare un bel po’ di materiali al più vicino contenitore per rifiuti.

6. Innaffiate regolarmente.
Una delle responsabilità del Critical Gardener è quella di continuare a prendersi cura dei propri interventi. Il Critical Gardener di solito si porta dietro l’acqua per innaffiare (a New York si possono utilizzare idranti dei vigili del fuoco della starda); si possono usare le taniche per la benzina, ideali per trasportare liquidi. L’unico problema è che a volte dei passanti possano scambiarvi per piromani notturni.

7. Bombe di semi.
Per le aree ad accesso difficile o dove non è possibile scavare, utilizzate una “bomba di semi”, costituita da semi e terreno avvolti in una capsula “esplosiva”. Le istruzioni sono state scritte nel 1973 dal New York’s Green Guerrillas e sono state gentilmente fornite daDonald Loggins.

8. Passate parola.
Fate sapere cosa avete fatto infilando dei volantini informativi sotto le porte dei residenti della zona di guerra del Critical Gardens, affiggeteli sulle cabine telefoniche od alle fermate degli autobus, conficcate un cartello nel terreno. Cercate di parlarne con i passanti, portatevi dietro degli attrezzi da giardinaggio di scorta. Accogliete con favore stampa e media locali, in particolare se contribuiranno ai costi dell’iniziativa, cosa che spesso fanno.











mercoledì 25 maggio 2011

LETTERA APERTA A GIANCARLO DE PASCALIS

di Salvatore Calabrese

Eg. Architetto De Pascalis
In questa campagna elettorale con passione e tanto entusiasmo vi ho votato e sostenuto, in voi avevo posto tutta la mia stima e la mia fiducia, in voi mi ero illuso di aver trovato il sindaco che avrebbe affrontato e risolto i problemi della nostra città. Avete sempre affermato che la vostra candidatura doveva essere al centro delle polarità che la vostra matrice politica è stata sempre negli ambienti di centrosinistra e che mai avreste preso accordi con schieramenti estremisti. Mi avete illuso e deluso, sono rimasto sconcertato per il modo di intavolare accordi con i due candidati promossi al ballottaggio, all'esterno fingevate di dialogare con gli uni, mentre il subacqueo Natalizio, di nascosto e in comune accordo con voi, tramava con l'estrema destra berlusconiana. Vi siete fatto intrappolare nelle maglie della ragnatela tessuta ad arte dalla tarantola fraschiana, vi siete fatto ammaliare dalle sirene forestiere che nel vostro comitato elettorale sino a pochi giorni fa erano definiti LI MINDULARI. Mi sento e mi considero un tradito da chi mi ispirava simpatia e fiducia.


Altro che Moschettiere o D'Artagnan (quelli erano personaggi eroici che per essere coerenti con i loro nobili ideali combattevano all'arma bianca con moschetti e sciabole onde poter difendere con coraggio e dignità il popolo bisognoso, i moschettieri mai facevano accordi sottobanco con i MINDULARI dell'epoca e mai tradivano le aspirazioni di chi li appoggiavano, li sostenevano, li difendevano e in loro confidavano), ora mi rendo conto perchè il sindaco Vaglio con una sola mossa sostituì voi e Mino Natalizio, di quella manovra rimasi sconcertato, pensavo in una meschina trappola politica che qualcuno vi aveva teso, ora vedendo e notando che a distanza di qualche anno, gli stessi personaggi, Voi e Natalizio, avevte fatto celati accordi con un'area politica estremista che la consideravo distinta e distante da me e soprattutto da voi due. Si, ora mi rendo conto che Vaglio forse aveva ragione, forse si era accorto di strani comportamenti che ora stanno venendo a galla. Insomma il Berlusconismo con le sue arroganti persuasioni a Nardò sta cercando di applicare quel che ha fatto alla Camera qualche mese fa, quando vedendo la sua compagine governativa che si dissanguava ha condizionato dei parlamentari senza spina dorsale convincendolia farli fare il salto della quaglia facendoli diventare all'improvviso dei RESPONSABILI promettendoli in cambio della loro...responsabilità ministeri, sottosegretariati e poltrone varie. Ora pure voi e l'ex socialista Natalizio siete diventati RESPONSABILI, forse in cambio della promessa di qualche assessorato (salvo poi essere successivamente scaricati così come fece all'epoca il Sindaco Vaglio), abbandonando e tradendo chi della onestà morale, civica e politica vi considerava un simbolo.
A questo punto mi rendo conto di aver sbagliato a preferire la vostra candidatura, mi pento e al ballottaggio sosterrò e voterò il nostro concittadino Avv. Risi, scelto democraticamente e liberamente da liste e movimenti di Nardò e non imposto arrogantemente da presunti potentati forestieri.
Per carattere non sono un vendettoso, mi considero un buono disposto al perdono e spero che dopo questa infelice esperienza che state vivendo un giorno possiate rendervi conto degli errori che state effettuando e che pubblicamente ( non di nascosto come gli accordi che avete fatto nelle ultime ore) possiate riconoscere i disastri politici che state commettendo.


Che il buon dio possa perdonarvi.

SALVATORE CALABRESE

lunedì 23 maggio 2011

GIU' LA MASCHERA, DE PASCALIS - FRASCA - BRUNO

NARDO' (Lecce) - "Con incredulità e sconcerto apprendiamo la notizia dell’accordo fra De Pascalis e la coalizione Frasca-Bruno e siamo sinceramente dispiaciuti per lo sciupio di entusiasmo e fiducia, evidentemente mal riposti a questo punto, di quanti avevano creduto in buona fede che lo scilipoti neritino potesse rappresentare le loro legittime istanze di novità e rinnovamento."

E' quanto si legge in una nota del Circolo SEL "noveaprile" di Nardò, che così prosegue: "La gravità del momento ha portato anche il Pd e la federazione delle sinistre, che pure avevano assunto diversa posizione al primo turno, a convergere sulle linee programmatiche delle forze politiche che sostengono la candidatura di Risi.

Il ballottaggio fra Risi e De Pascalis diventa a questo punto una contrapposizione netta e radicale fra chi vuole un governo della città che rappresenti i bisogni e le necessità dei cittadini e chi invece vuole occupare poltrone e gestire indisturbato il potere per i propri interessi: in questa contrapposizione ogni equidistanza o astensione è moralmente colpevole e assume un sapore di connivenza.

Votare Risi è una questione di decenza oltre che di opportunità politica, perché è in ballo il destino di Nardò e delle persone che qui vivono.

Per questo noi di SEL - conclude la nota - chiamiamo tutti al voto per Marcello Risi, l’unica arma che abbiamo per fermare la deriva affarista autoritaria antimeridionalista rappresentata dalla destra di De Pascalis/Frasca/Bruno."

circolo noveaprile SEL Nardo'

venerdì 20 maggio 2011

LA CASERMA

Dipingo il quadro con mano ferma,
questo è il mondo che ora vedo:
Nardò e la libertà al voto di una " caserma " ;
mi muovo inquieto e infine siedo.

Se guardo bene vedo il fondo
ed anche fossi il solo non abbocco:
la dignità è un dovere e non confondo
come chi vende la sua libertà come un allocco.

Votare è un atto di libertà
dietro compenso è povertà.


Se mi muovo verso il bene, se lo faccio per servizio è umiltà,
se lo faccio per me stesso è vanità.

Se il popolo si vende
non indosserà mai l' abito del cittadino,
servi e schiavi rende
allora sì che è ancora lungo il mio cammino.


Angelo Cleopazzo

martedì 17 maggio 2011

NARDO' : RISULTATI ELEZIONI COMUNALI -


E' BALLOTTAGGIO BRUNO - RISI


Clicca per ingrandire










seguono i risultati delle liste e dei consiglieri


LISTE & CONSIGLIERI


giovedì 12 maggio 2011

Alessandro Miccoli candidato lista SEL amministrative Nardò

C'E' UNA NARDO' MIGLIORE, VOTALA!

Mi chiamo Alessandro Miccoli, ho 27 anni, sono candidato come consigliere al comune di Nardò nella lista di SEL-Sinistra Ecologia Libertà, per contribuire a realizzare nella mia città un progetto politico, basato sui valori della solidarietà, della partecipazione, della priorità del lavoro, dell'occupazione e dello sviluppo eco-sostenibile.

Ma anche e soprattutto perchè credo che ci sia una Nardò migliore di quella
attualmente rappresentata, una Nardò consapevole, che se vuole cambiare il
volto della politica di questo paese, non deve sempre votare per le solite
persone, ma deve credere di più nei suoi giovani, specie in quelli, che credono
ancora nei veri valori della politica di Sinistra.

Perchè essere di Sinistra significa volgere lo sguardo verso i più deboli ed
indifesi, perchè la civiltà di un paese si misura dal livello di elevazione
sociale e culturale che riesce a raggiungere;

verso il territorio e più in generale verso l'ambiente;

verso i giovani, che sono la vera ed imprescindibile linfa dell'umanità.

Sentire di Sinistra significa rispettare le diversità;

Essere di Sinistra vuol dire rivolgere particolare attenzione al mondo degli
anziani, generazione che ci ha consentito di poter vivere oggi in un sistema di
democrazia.

Ma SEL, il movimento al quale ho aderito vuol dire anche Ecologia, perchè oggi
non ci possiamo più permettere di non adeguare il nostro operare e il nostro
modo di vivere al rispetto di ciò che ci circonda, ovvero il territorio e
l'ambiente; e anche Libertà, che significa garantire a tutti nei limiti della
legalità e della rettitudine morale, di esprimere il proprio pensiero, le
proprie idee, senza paure, senza ritorsioni.

Consapevole comunque, della precaria situazione finanziaria in cui versa il
nostro comune, avanzerò proposte che mirino soprattutto a risolvere il problema
degli sprechi.

RIDUCENDO GLI SPRECHI negli edifici pubblici, MIGLIORANDO L'EFFICENZA con
l'utilizzo di tecnologie economicamente mature si otterrà non soltanto la
massima riduzione di emissioni di CO2, ma si realizzeranno risparmi che
CONSENTIRANNO INVESTIMENTI IN ENERGIA PULITA, come ad esempio:

– l'INSTALLAZIONE DI PANNELLI FOTOVOLTAICI su tutti gli edifici pubblici:
municipio, asl, scuole, pretura...;

– la stipulazione di CONTRATTI DI RISTRUTTURAZIONI ENERGETICHE COL METODO
"ESCO" (energy service company), le Energy Service Company sono società che
effettuano interventi finalizzati a migliorare l'efficienza energetica,
assumendo su di se' il rischio dell'iniziativa e liberando il cliente finale da
ogni onere organizzativo e di investimento. I risparmi economici ottenuti
vengono condivisi fra la ESCO ed il Cliente finale con diverse tipologie di
accordo commerciale.

Anche i RIFIUTI SONO UNA RISORSA, dalla raccolta differenziata può nascere
qualunque cosa, dalle sedie, ai materiali edili, alla pavimentazione per
interni e prefabbricati.

Se le discariche sono ormai un problema, sature al punto da esplodere, e se
gli inceneritori producono malattie, IL RICICLO DEI RIFIUTI PRODUCE
OCCUPAZIONE.

Prendendo come riferimento una delle splendide realtà imprenditoriali che
crede nella green-economy come il “Centro Riciclo Vedelago” nel trevigiano,
un'amministrazione comunale può ricavare degli introiti e posti occupazionali
dai suoi rifiuti.

Valore di mercato del materiale riciclato:

carta-cartone conferiti alle cartiere (prezzo di mercato 86 €/ton)

nylon (prezzo mercato 240 €/ton)

alluminio /acciaio ( prezzo medio 422 €/ton)

PET ( 445 €/ton)

vetro (42 €/ton)

legno (110 €/ton)

materiale di “secco riciclabile” (160 €/ton).

– A tale scopo bisogna istituire un servizio di RACCOLTA DIFFERENZIATA
OBBLIGATORIA PORTA A PORTA,

– creare un programma di sensibilizzazione e coordinamento per la cittadinanza
con politiche rigorose di informazione e di incentivazione sui temi ambientali
e il rispetto del paesaggio;

– NEL PRINCIPIO DI CHI PIU' DIFFERENZIA MENO PAGA, ARRIVANDO ANCHE A DIMEZZARE
LA TASSA DELLA SPAZZATURA, "LA PIU' ALTA NEL SALENTO";

RIQUALIFICAZIONE DEGLI SPAZI ED EDIFICI PUBBLICI COMUNALI in stato di
abbandono e di degrado, aprendoli e affittandoli, con relative gare di appalto
“trasparenti”, a gestori privati.

Si dà così possibilità occupazionali certe, introiti per le casse comunali e
si valorizzano le aree di loro pertinenza. Esempio:

– Campetti Polivalente, zona 167

– Campi da tennis, zona ospedale

FAR RIVIVERE IL CENTRO STORICO DI NARDO' con politiche d'incentivazione e di
riqualificazione come ad esempio:

– la DEFISCALIZZAZIONE a chi intraprende una attività commerciale o attiva un
centro ricreativo o di ristoro...;

– la PROMOZIONE di eventi culturali, mostre, spettacoli...;

– l'OFFRIRE alle scuole, ai ragazzi il nostro “splendido centro storico
Barocco” come “banco di lavoro” per le loro attività di formazione, culturali,
professionali, ricreative;

– INDIRE GIORNATE DI SENSIBILITAZIONE sui temi Ambientali, sul valore del
Nostro

Territorio e sulle Tradizioni popolari, rendendo attiva la cittadinanza
coinvolgendola nelle varie iniziative, favorendo scambi di idee ed esperienze,
accrescendo il nostro SENSO CIVICO...

Un ruolo importante riveste:

– la RIORGANIZZAZIONE DEI PUBBLICI UFFICI per costruire un più efficiente
modello di controllo interno, un monitoraggio delle attività e dei risultati
dei nostri dirigenti, funzionari e impiegati, nella convinzione che l'assenza
di un qualsivoglia controllo favorisce il proliferare del malaffare;

– creare un diverso sistema di incentivazione del personale, ma anche di
sanzione (vedi caso Emiliano a Bari), che coinvolga tutti i dipendenti, forse
oggi piuttosto demotivati;

– VIGILARE SUGLI SPRECHI, RENDERE PUBBLICHE E TRASPARENTI ogni riunione del
consiglio comunale, ogni discussione e decisione, mettendole “on-line” e in
“diretta streaming” dal portale internet del comune a disposizione della
cittadinanza, responsabilizzandola e rendendola partecipe della vita politica
della propria città;

– Indire referendum consultivi relativamente ad opere di notevole importanza.

Questi sono alcuni temi che reputo essenziali per rendere Nardò una città
virtuosa, solidale in cui ogni cittadino si senta partecipe ed orgoglioso di
essere Neretino.

Alessandro MICCOLI

Luca Falconieri candidato lista SEL amministrative Nardò

Mi chiamo Luca Falconieri, ho 23 anni ed ho deciso di candidarmi alle elezioni amministrative per il Consiglio Comunale del Comune di Nardò. Le motiva zioni che mi hanno spinto a farlo sono molte, per prima cosa penso che sia necessario smuovere qualcosa nella politica dei giorni nostri, far sì che le cose cambino, e penso che noi giovani possiamo e dobbiamo intervenire su questo sistema che non funziona, portando un vento nuovo nella politica, scardinando i suoi meccanismi di potere e spesso di corruzione. Ma le ragioni della mia candidatura derivano anche dalle condizioni oramai disperate in cui versa la nostra Città in ogni settore della vita:

la pochezza morale ed intellettuale oramai dominante anche in persone che ricoprono ruoli istituzionali, il disimpegno, la mancanza di responsabilità, gli interessi di pochi in contrasto con quello di tanti e così via.
Per questo mi candido con Sinistra Ecologia e Libertà, una lista che non è espressione di un partito ma di un insieme di esperienze e culture diverse: ambientalismo ed ecosostenibilità, lotta al lavoro precario, pacifismo, diritti umani ed integrazione di popoli e culture,
lotta al razzismo, al fascismo, alle discriminazioni omofobe, sessiste, di ogni
colore o religione. Mi candido con questa lista perché rispecchia i valori in
cui credo e penso possa aiutare a diffonderli e salvaguardarli. Quello che
stiamo vivendo è un periodo storico difficile, per la nostra Città e non solo,
in cui i giovani mostrano un profondo disinteresse per la politica e per la
vita associativa, forse perché la politica locale negli ultimi anni ha creato
una barriera generazionale, che i giovani, nonostante le enormi potenzialità e
capacità non pensano nemmeno di abbattere perché ormai prigionieri della
rassegnazione. E da giovane, mi candido per dimostrare che i giovani hanno la
voglia e le capacità di proporre e soprattutto di aggregarsi per fare massa
critica. La mia candidatura vuole essere anche una rottura con quella parte
politica del territorio che ha gestito la nostra città come pura garanzia per
raggiungere i propri scopi personali ed accrescere il proprio potere. Vorrei
che i giovani riacquistassero l’orgoglio dell’appartenenza, l’appartenenza a
questa Città, vorrei che provassero il gusto della politica, che rinascesse la
voglia di fare e di cambiare. Vorrei che fossero loro protagonisti del proprio
destino e non utili sciocchi da sfruttare in occasione delle varie tornate
elettorali. Vorrei, insomma, che fossero i giovani a parlare ai giovani e non
gli anziani a parlare dei giovani! Vorrei potermi battere in prima linea per la
vera politica al servizio del cittadino in termini di migliore vivibilità,
spaziando dal campo sociale a quello delle opere di utilità pubblica. Vorrei
valorizzare il nostro territorio e l’ambiente attraverso il turismo e la
cultura, focalizzando la situazione attuale e le prospettive future nella
tutela del nostro patrimonio artistico e culturale che identifica la nostra
storia e la nostra identità. Vorrei che i temi della laicità e dell’uguaglianza
siano affermati in ogni istanza o decisione coinvolgendo ogni singolo
cittadino. Laicità vuol dire rifiutare il controllo della religione e della
Chiesa sulla vita delle persone, significa libertà di pensiero, di
orientamento, di comportamento e di scelta, perché ciascuno deve essere libero
di decidere per se stesso, rispettando sempre e comunque la volontà degli
altri. Tutto questo e molto altro ancora si può fare, io ho deciso di
rimboccarmi le maniche e provarci! … e Tu?!

mercoledì 11 maggio 2011

Tiziana De Mitri candidata lista SEL amministrative Nardò

Mi chiamo Tiziana De Mitri, ho 37 anni, ho scelto di candidarmi alle prossime
amministrative con Sinistra Ecologia e Libertà perché abbiamo un lessico in
comune, la condivisione di un sogno, quello di un nuovo progetto di società

Sono convinta che per perseguire politiche virtuose non basta mettere in campo
singole azioni amministrative, è necessario avere il senso dello scenario in
cui queste misure si inseriscono e una visione di prospettiva su come si
immagina la propria comunità nel futuro; insieme ai miei compagni di SEL ho
immaginato il Paese che vogliamo. Una Nardò in cui si radicalizzino valori
nuovi, alternativi a quelli dominanti, l’autonomia al posto della dipendenza ,
il senso del limite al posto dell’arroganza, la reciprocità al posto dell’
egoismo, il ben-essere e la sobrietà al posto del ben-avere.
Ho scelto di candidarmi perché credo nell’importanza della dimensione politica
del cambiamento, da anni mi occupo, negli studi e nella prassi, di politiche di
decrescita che valorizzano l’autosostenibilità dei territori, la difesa dei
beni comuni, e la diffusione di reti di economia sociale e se fossi eletta
consigliere mi piacerebbe portare questa comunità attraverso il coinvolgimento
dal basso, ad una maggiore resilienza, ossia prepararla ad un futuro in cui ,
viste la scarsità delle risorse ambientali, possa essere energeticamente
autosufficiente e felice.

Luigi Re candidato lista SEL amministrative Nardò

Sono Luigi Re, laureato in Scienze Biologiche presso l'Università Politecniche delle Marche ho 38 anni e svolgo il lavoro di Informatore scientifico del farmaco.

Perchè ho scelto di candidarmi con SEL?

Perchè sono CERTO che oggi sia l'unica forza politica che abbia ancora
primariamente a cuore la condizione dei LAVORATORI, perchè crede nei principi di trasparenza dell'attività politica, perchè, ed è evidenziato nel suo nome, l'ecologia è un tema che bene si lega con i miei valori e la mia preparazione in quanto la salvaguardia della nostra terra sarà un obiettivo necessariamente primario, insieme con i punti presenti nel programma di SEL e Marcello Risi Sindaco.

martedì 10 maggio 2011

Non un minuto in più, SEL Nardò risponde a Piazza Pulita

Non ci lasceremo trascinare nell'arena politica voluta da Piazza Pulita/Azione Giovani per dare visibilità a personaggi in cerca di notorietà che dell'insulto e della denigrazione politica dell'avversario ne hanno fatto il punto principale del loro programma. Che la coerenza non appartenga a costoro basta ricordare le camaleontiche trasformazioni di un gruppo Azione Giovani, ma anche Fli, generazione italia ora Piazza Pulita.


Nel 2008 sostegno al PDL premier Berlusconi...



Nel 2009 provinciali, candidatura espressa nella Puglia prima di tutto di Fitto

Nel 2010 regionali, sostegno al candidato Aloisi , non eletto,PDL e Rocco Palese Presidente

Abbiamo la memoria lunga per ricordare la partecipazione in massa al Congresso di Nuovocorso con tanto di filmati e foto.

Tutte esperienze politiche finite con il lancio degli stracci.

La critica all'ultima amministrazione Vaglio, con manifesti multicolori, si traduce nel sostegno ai due vicesindaco di quella giunta, uno, per 2 anni su 3, come candidato sindaco e l'altro, per la restante parte, come aspirante assessore.

Prendiamo atto della indisponibilità di accettare la proposta di una manifestazione comune contro il caro rifiuti, senza bandiere, per l'evidente tentativo di darsi una visibilità elettorale piuttosto che la tutela dell'utente. A tal proposito, vorremmo ricordare che l'unico rappresentante neritino nell'amministrazione dell'ATO, il luogo idoneo per porre il tema del caro-rifiuti, è un ex assessore, che sostiene, con una propria lista civica, la vostra coalizione.

I paladini della salvaguardia dell'ospedale dimenticano, volutamente, che il piano di rientro sanitario è stato imposto dal governo Berlusconi, da AG votato, sotto la minaccia di revoca dei fondi alla Regione Puglia per 500 milioni di euro. Le stesse proteste si verificano, infatti, in altre regioni come il Lazio, la Campania e la Calabria tutte governate dal centro destra. L'ex Assessore regionale alla sanità, defenestrato da Vendola, ora Senatore PD (del simbolo come direbbe la Giannuzzi), le cui responsabilità penali saranno giudicate dalla magistratura, ma con forti responsabilità politiche, è uno dei maggiori sponsor del cosidetto Polo Neretino. Non in una delle migliaia di intercettazioni risultano parole spese a difesa del nostro ospedale. Per ultimo troviamo singolare l'attacco verso uno dei nostri candidati, per aver leso la maestà delle competenze giuridiche in forza alla vostra lista. Il "tizio " è uno dei maggiori esperti della" Green Economy" che il nostro territorio possa esprimere come riconosciuto da aziende di livello internazionale. Agli aspiranti avvocati, esperti in ricorsi per le multe stradali, auguriamo una carriera che sia il più vicino possibile alla sua.

Non spenderemo un minuto in più del nostro tempo a rispondere a logorroici comunicati, privi di proposte politiche, utili forse a conquistare uno spazio sui media locali, ma totalmete inutili a risolvere e a progettare i problemi e il fututo della nostra comunità.



Sinistra Ecologia Libertà Nardò

Antonio Pagliula candidato indipendente lista SEL amministrative Nardò

E' stato molto doloroso per me sceglere di sostenere la candidatura a Sindaco della città di Marcello Risi : mi è costato un partito e la probabile rottura dei rapporti con persone che ritengo, nonostante tutto, speciali. E' il prezzo di una scelta della quale non mi pento e che, per una sinistra degna di questo nome, non si poteva più rimandare: essere disposti ad accettare una sfida vera, da vincere a muso duro e a viso aperto; una sinistra che esce dall' angolo e
propone prassi e metodi di buona politica per il miglioramento della vita ditutte e tutti.

Ringrazio per questo tutti i Compagni/e del SEL di Nardò, che mi hanno accolto come indipendente nella loro lista e con i quali condivido il progetto di una Città aperta, solidale, di respiro europeo e sprovincializzata.

L'impegno che mi assumo, in caso di elezione, lo riassumo in questo breve programma personale:

- riduzioni (15 20%)di tutte le indennità elettive e nominali;

- conseguente creazione di un fondo di solidarietà cittadino gestito SOLO dal
Sindaco, da utilizzare per le emergenze socio-familiari del territorio;

- adeguamento dei servizi scolastici alle necessità delle famiglie e degli
studenti (assurdo avere una mensa scolastica per la scuola dell' infanzia che
inizia l'attività in dicembre e la conclude a fine aprile, assurdo non avere un
mezzo comunale attrezzato di base mobile per il trasporto di ragazzi disabili)
a cominciare dall' istituzione, già dal prossimo anno scolastico, di un ciclo
in via sperimentale di scuola primaria a tempo pieno;

- individuazione e collaborazione con il volontariato "produttivo" laico e
cattolico nell'ambito delle violenze familiari, le tossicodipendenze, il
disagio giovanile;

- incentivare la filiera agricola territoriale, concedendo l'uso gratuito di
terreni a famiglie, associazioni di consumatori e pensionati per la pratica
degli orti sociali e la realizzazione di una vera e propria "didattica"
agricola.

Mi occupo professionalmente di Programmi Comunitari, lavorando all' attuazione
dei PSL (piani di sviluppo locali) con alcuni GAL (Gruppi azione locali)
regionali. Ho collaborato, in particolare con il GAL Terra d'Arneo, di cui il
Comune di Nardò è principale partner istituzionale. I fondi comunitari
rappresenteranno una risorsa imprescindibile per l'attività di tutti i Comuni
d'Italia, sotto tutti gli aspetti (dall'economia alla riqualificazione urbana,
passando per le questioni sociali) e quindi anche per la città di Nardò: sarei
onorato di contribuire al progresso della mia Comunità mettendo a disposizione
la mia modesta competenza.

Ho per Marcello affetto e stima, condivido con lui le radici di una formazione
politica iniziata per entrambi 15enni, quando si era iscritti di una gloriosa
FGCI, quella di Marco Fumagalli; ma non è solo questo, ovviamente, il motivo
per il quale ho deciso di impegnarmi al suo fianco. Il motivo politico per il
quale mi auguro che Marcello diventi Sindaco di Nardò è la sua capacità di
essere sintesi e tramite di diverse sensibilità; ha, inoltre, chiarito da
subito, la sua volontà di sbattere la porta in faccia agli speculatori del
territorio e ai potentati monopolisti della Città: l'ho apprezzato molto per
questo.

Coraggio e forza a tutti noi: abolire l'indifferenza deve essere l'obiettivo
finale del nostro impegno; se ci proviamo con forza e convinzione, un po' di
percorso verso la Città della partecipazione e della solidarietà, l'abbiamo già
fatto.

lunedì 9 maggio 2011

Paola Maritati candidata lista SEL amministrarive Nardò

Sono Paola Maritati,laureata in Scenografia teatrale presso l'Accademia di Belle arti di Lecce ho 26 anni e ho scelto di candidarmi alle prossime amministrative con Sinistra Ecologia e Libertà perchè e il mio partito, come è il partito delle donne con semplici sogni ,ma urgenti e che parlano di vita,
come è il partito degli uomini, quelli onesti, umili, di passione, di spirito e di azione ( come tutti i miei compagni), e il partito delle minoranze rese mute dalla burocrazia e dall'indifferenza e che in noi trovano un'pò di voce, è il partito dei pansionati tenaci e testardi ricchi di storia e tradizione.
Il mio è il partito della comunicazione, delle idee libere,
il mio parito è come vorrei il mio mondo.

Mi è stato chiesto il perchè della mia candidatura, posso solo rispondere con
un'altra domanda: perchè non avrei dovuto?

Amo la mia città,penso a quello che potrebbe dare a livello artistico e
culturale la valorizzazione del nostro centro storico, penso ai giovani, alla
possibilità Mai avuta di spazi pubblici a loro disposizione che potrebbero
generare cultura confronto crescita personale e professionale, penso a tutti i
disabili di nardò che non hanno la possibilità di essere assistiti
adeguatamente solo perchè abitano nei Pagani! penso al degrado in cui vivono
molte famiglie "invisibili" aiutate molto spesso solo da carità cristiana....

Quindi perchè non avrei dovuto! ho molto da dare, molti sogni per la mia città
da realizzare!

voglio lasciarvi con dei versi di Neruda, perchè la poesia trova spazio solo
nella VERA POLItica:

Patria mia: voglio cambiare d'ombra.

Patria mia: voglio mutre di rosa.

Voglio allacciare il braccio alla tua esile vita

e sedermi sulle tue pietre calcinate dal mare,

per fermare il grano e osservarlo all'interno.

Io sceglierò la sottile flora del nitrato,

filerò lo stame glaciale della campana,

e guardando alla tua illustre e solitaria spuma

un ramo litorale tesserò alla tua bellezza

Buona strada compagni!