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mercoledì 3 febbraio 2010

NATURA E CONTRONATURA

Terremoti, uragani, maremoti, tifoni, tornado, tempeste di sabbia, monsoni, smottamenti; nell'immaginario collettivo fanno parte di quella terra violenta e cattiva contro la quale scontrarsi maledicendo qualcuno lassù in cielo e asserendo che la fine del mondo è sempre più vicina.
La Terra, sin dal suo primo respiro, ha subito fasi di continuo cambiamento e gli animali si sono adattati in quei territori dove le condizioni climatiche non erano così avverse.
Noi uomini siamo l'evoluzione del classico scimmione peloso ma la nostra natura molte volte riemerge prepotentemente. L'uomo è il vero e unico artefice di questi repentini e ripeto repentini cambiamenti climatici, perchè, come ho detto in precedenza, la natura e quindi la Terra si rigenera, muta, attraverso però il suo orologio biologico.
Troppi abusi ha subito il nostro pianeta, depredata da uomini avidi che lentamente hanno dimenticato di vivere su qualcosa di vivo, che prova anche del dolore se lacerata e stuprata.
Le foreste o le nostre modeste pinete non servono più: tagliamo gli alberi per fare un pò di legna e costruiamo un bel palazzone con un bel giardino (per poi dire "guardate che noi amiamo la natura").
Le dune, parlo della mia costa ionica da Gallipoli a Porto Cesareo, che fine hanno fatto??? Un tempo erano giganti e io, piccolino, le guardavo così enormi che quasi mi facevano paura. La sabbia serviva, la sabbia se presa in abbondanza fa guadagnare un pò di soldini. Ed ecco che le dune sono scomparse e al loro posto un bel lido con tanto di ombrellone, sedie, bagnino, bar, doccia (ehhh anche la doccia al mare) e per finire delle corde a delimitare il perimetro del lido; sabbia privata che non si può accarezzare con i piedi altrimenti il guardiano di turno ti intima di uscire; possiamo definirla come una zona rossa, se si oltrepassa la corda, la sirena strilla.
Nella nostra S.Caterina (marina di Nardò) c'e' uno sputo di angolo di costa che costituirebbe la spiaggetta della località balneare. Non è altro che il classico lido fatto per creare sempre più ghetti, fatto per la famiglia che ha da spendere per andare a farsi un bagno , disposta a pagare per un pò di ombra e per avere confort vari ed eventuali. Uno sputo quasi tutto occupato da ombrelloni. Ho saputo che sotto quella sabbia si nasconde un porto Messapico del quale non si sa nulla, nessuno si mobilita e nessuno si indigna.
Quando si parla di abuso della natura (a parte quello edilizio), io immagino una cittadina come Nardò senza il parco naturale di Porto Selvaggio. Francamente sarebbe impensabile. La tutela del parco è stata garantita grazie al sacrificio umano di una donna come Renata Fonte (consigliere comunale del Partito Repubblicano). Ho fatto questo esempio per far capire che là dove una figura come quella di Renata Fonte è venuta a mancare, i becchini di turno hanno martoriato la natura per dei profitti meramente economici.
Gli straripamenti dei fiumi con la conseguente morte e distruzione non son imputabili alla natura. Il torrente Asso, per nostra fortuna in piccolo, è un esempio; ora vi riporto un frammento di testo preso da www.geologiaegis.it : "Il torrente Asso è un antico corso fluviale naturale che, nel passato, convogliava le sole acque della zona a Sud di Lecce tra i comuni Nardò, Galatone, Seclì, Noha, Aradeo per condurle a Nord, in contrada “Paduli” in agro di Nardò, dove si accumulavano su una vasta area, leggermente depressa, e stazionavano per un lungo periodo di tempo fino a permeare nel sottosuolo molto lentamente. Nel corso degli anni, un susseguirsi di interventi antropici hanno ridisegnato ed ampliato il reticolo idrografico, spesso con angoli a 90 gradi e per approvvigionare le aree secche e per bonificare le aree perennemente allagate, poste a Nord del centro abitato di Nardò talché, il vecchio torrente Asso, allungato, ridimensionato e rimodellato, ha dovuto trasportare, fino ad oggi, portate di gran lunga superiori a quelle che la natura originariamente gli aveva destinato. Le conseguenze sono state catastrofiche: esondazioni ed alluvioni hanno interessato ed interessano ancora oggi, in occasione di piogge di elevata intensità, anche di breve durata, vaste aree urbane ed agricole dei centri urbani di Nardò, Galatone, Seclì, Aradeo, Neviano, Collepasso, Cutrofiano, Parabita, Matino e Casarano, in provincia di Lecce".
Le frane e gli smottamenti molte volte causano molte vittime fra i civili perché, in barba alla natura, si è voluto costruire alterando quelli che erano gli equilibri. Due esempi molto recenti sono la città di Messina e lo stato di Haiti. Nel primo caso si è alterato il corso di un fiume facendo poi franare un costone della montagna, nel secondo interi quartieri sono stati costruiti sradicando gli alberi e mettendo su edifici fatti con del materiale molto scadente.
La natura è stanca e si ribellerà sempre di più.
Non parlo della fine del mondo, il mondo è già da un pò che è spacciato, ma della possibilità di salvare il salvabile.
Case, macchine, fabbriche, piattaforme petrolifere, centrali nucleari con i conseguenti esperimenti atomici, gigantesche antenne per i cellulari, l'asfalto che ci continua a soffocare, ecc.. ecc.. ecc.., tutto questo è contro natura.
Pensato e progettato dall'uomo per il proprio benessere.
Ed ecco nel nostro sud gli espropri indiscriminati per costruire basi militari americane, come a Foggia, che hanno ricoperto migliaia di ettari e poi abbandonate, oppure per mettere su un villone del riccone di turno, ed ancora palazzinari senza scrupoli con il consenso delle amministrazioni locali fanno soldi a palate fabbricando case.
Non voglio coltivare i miei ortaggi su uno dei tanti palazzi di cemento.
Non rifacciamo l'errore che dal dopoguerra fino ad oggi ha portato alla scomparsa della terra, quella rossa. Quella stessa terra che ha visto il sudore e il sangue di migliaia di contadini grazie ai quali ora giriamo per il mondo con il petto in fuori pavoneggiandoci di fronte ad un Negroamaro doc o ad un Primitivo del salento.
Quella non è altro che il sangue della nostra terra.
Aiutiamola a vivere, non facciamola morire soffocata da colate di cemento.
Se iniziamo ad amare la natura inizieremo ad amare di più sia noi stessi che chi ci circonda.
Ricordiamo che siamo degli ospiti e soprattutto che abbiamo del tempo in prestito perché su questa terra siamo di passaggio.
Ripuliamola per i futuri ospiti che verranno, altrimenti cosa penseranno di noi??????

Nico Musardo

1 commento:

  1. Angelo Cleopazzo3 febbraio 2010 13:37

    Le conversioni della Natura sono una forma di resistenza al moto distruttivo degli uomini e delle donne. Sono solo il sintomo di quali imponenti rivoluzioni dovrà fare adesso il genere umano se vuol fare resistenza e difendersi dal moto distruttivo della Natura...sono in sintonia con ciò che dici Nico, rispettare la Natura corrisponde a rispettare se stessi!

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