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martedì 24 novembre 2009

Chiapas tra "rumores" e realtà


Il 17 novembre l'Ezln ha compiuto 26 anni dall'inizio del suo cammino e sono passati circa 16 anni da quando ha fatto la sua apparizione pubblica.

Una storia lunga e complessa, una realtà che oggi costituisce, con il laboratorio quotidiano delle comunità zapatiste, una delle esperienze più significative di conflitto e costruzione di indipendenza.

In queste settimane in Chiapas hanno iniziato a circolare "voci", "rumores" come si dice in messicano, che si sono trasformate in verità raccontate attraverso i mezzi di comunicazione ufficiale su un "attacco", "iniziativa esplosiva", "azione concertata" che "gruppi vari, zapatisti, etc .. con l'appoggio di strutture cattoliche e dei diritti umani" avrebbero avuto intenzione di effettuare nei giorni dell'inizio dei festeggiamenti per il centenario della rivoluzione messicana.
Questa opera di disinformazione è stata immediatamente segnalata da il quotidiano La Jornada attraverso una serie di articoli di Hermann Bellinghausen.

Contemporaneamente dalle Giunte del Buongoverno zapatista giungono precise denunce della costante provocazione contro le comunità autonome e in resistenza.

In un momento in cui ufficialmente l'EZLN è in silenzio da un lato, come è successo tante volte, gli apparati di potere messicano mestano nel torbido per legittimare un generale clima di sostegno alla militarizzazione generale del Chiapas dall'altro come confermano le denunce delle Giunte zapatiste episodi concreti e reali materializzano una sorte di "guerra costante" nell'intera zona.

Da tempo è questo insieme di fatti concreti e voci infondate che non solo in Chiapas caratterizzano la scena messicana.

Ma in Chiapas una cosa è certa: gli zapatisti continuano il loro cammino.


Rumori in Chiapas

di Gloria Munoz Ramirez
Nelle settimane recenti una ondata di “rumori” ha invaso lo stato del sud est messicano, nel quale 26 anni fa si impiantò la prima cellula di quello che un decennio seguente è stato conosciuto come EZLN.

Nei circa 16 anni di lotta pubblica, altri hanno approfittato dei momenti di silenzio della comandancia general zapatista per propagandare versioni di ogni tipo, come comunicati apocrifi, manifesti con firme collettive che li includevano, annunci di un prossimo attacco zapatista o piani militari mirati a decapitarli.

La politica dei “rumori” non è stata inaugurata ora in Chiapas, si è vista prima ed anche ora: a chi giovano i “rumori” di una possibile iniziativa militare in Chiapas? chi ne trae beneficio? dove iniziano i “rumori”? Chi li prepara e perchè?

Quando i “rumori” si riferiscono a possibili sollevamenti di gruppi armtai, anche con sigle differenti dall'EZLN, la pressione militare si intensifica sulle comunità zapatiste, si rafforzano i pattugliamenti e si creano nuovi posti di controllo. In questo contesto si potrebbe pensare che le versioni che circolano sono propaganda di alcune sfere del potere per giustificare la pressione che di fatto si esercita sulle comunità zapatiste.

Da che parte possono venire? Dall'Esercito? Dal governo statale? Dal'Esecutivo? Sono gli stessi, rappresentano gli stessi interessi o ognuno ha i suoi scopi?

La cosa certa è che al di là dei “rumori” in Chiapas c'è una guerra che dura da oltre tre lustri e che di questa situazione, in momenti differenti, hanno cercato di trarre profitto i governi di turno, l'Esercito, le multinazionali, la Chiesa e alcune ONG.

Quando la parola dell'EZLN è assente, il vuoto si riempe non solo di “rumori” ma anche di iniziative e strategie di ogni tipo che seminano confusione nei settori che realmente sono interessanti a sapere quello che sta succedendo.

Lo scorso 17 novembre l'EZLN ha compiuto 26 anni senza festeggiamenti pubblici e, a quanto pare, neanche privati.

Intanto ci sono cose che stanno avvenendo: nei giorni scorsi le Giunte del Buongoverno di La Garrucha, Roberto Barrios e Oventic hanno denunciato le diverse provocazioni che provengono da gruppi paramilitari coordinati con le forze armate e i governi locali.

Da parte loro il gruppo civile Las Abejas, de Acteal, ha denunciato che continuano ad essere operanti gruppi paramiliatri nella zona Los Altos così come organismi dei diritti umani hanno denunciato le provocazioni che subiscono.

Nonostante la tensione e la mancanza di festeggiamenti, nelle comunità il lavoro autonomo non si ferma.

Sembra che si vivano due tempi.


Messico - Chiapas Infondata la voce di un "estallido" in Chiapas

Un grande operativo di controllo è stato messo in atto dopo le voci messe in circolazione di un azione durante l'anniversario della Rivoluzione Messicana

di Hermann Bellinghauser
E' risultato infondato il nervosismo del governo attorno al 99 anniversario della Revolución Mexicana, che attraverso informazioni sulla stampa ufficiale e notiziari radio aveva generato nei giorni scorsi il timore di una iniziativa di gruppi non controllati.

Tanto erano ufficiali le voci che hanno dato il via a fermi, perquisizioni, interrogatori e accuse pubbliche contro dirigenti contadini, comunità, religiosi di zone indigene e difensori dei diritti umani. Voci filtrate, dichiarazioni di funzionari e note – che risultavano alimentate da un documento confidenziale della procura statale (vedi La Jornada 14 novembre) coincidevano nel fatto che la data probabile di questa azione, denominata 20 e 10, sarebbe stata questo venerdì.

In coincidenza con questa previsione la Secretaría de Seguridad y Protección Ciudadana (SSPC) ha stabilito a partire da una certa ora di oggi un ampio ed inusuale “operativo de seguridad nella geografía chiapaneca per proteggere la pace sociale e l'armonia tra la popolazione durante la commemorazione della Rivoluzione Messicana”.

Il piano aveva come obiettivo quello di proteggere le persone che dovevano assistere alla celebrazione nei municipi, salavguardare l'integrità fisica e la proprietà delle persone, evitare fatti spiacevoli.

La SSPC è entrata nei dettagli. Le strategie comprenono patugliaenti, vigilanza, presenza ni luoghi pubblici degli atti. Il tutto alludendo agli atti pubblici e alle mobilitazioni annunciate da organizzazioni come MOCRI e OCEZ-CNPA, che non si capisce perchè avrebbero dovuto essere violenti. ue no tenían por qué ser violentas.

Aql dispositivo di controllo organizzato hanno pèartecipato 4.700 agenti della Policías estatales Preventiva, Fronteriza, de Caminos, Auxiliar y de Tránsito, e gruppi speciali della SSPC.

Adirittura alcuni lavoratori del Municipio di San Cristóbal hanno riferito che nei giorni scorsi è stato loro ordinato di salvare i dati dei computer perchè c'era la possibilità che gruppi sovversivi prendessero il palazzo municipale.

Con questi ingredienti di base non è difficile capire come le voci incontrollate abbiano iniziato a giirare tra la popolazione.

Molta gente si diceva convinta che qualcosa sarebbe successo. All'inizio della giornata una fonte del governo ha iniziato a dire che si erano avvistati degli incappucciati nella zona nord della città, un organizzazione legata ad ambienti ufficiali ha assicurato che “gli zapatisti prenderanno le installazioni di Carranza, Aric e Abejas prenderanno le strade a San Cristóbal, Comitán, Ocosingo, Altamirano, Polhó e Oventic, e dopo Tuxtla”.

Iente di questo è successo, però la premonizione era nell'aria e scritta nei giornali stampati.

Tratto da:
La Jornada 22 novembre

da GlobalPoject

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