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venerdì 26 giugno 2009

Il Sud visto dal Nord - Assemblea Annuale Pubblica Confindustria Lecce

LECCE - CONFINDUSTRIA LECCE - Associazione degli Industriali della Provincia di Lecce
“Il Sud visto dal Nord” è il tema dell’Assemblea Pubblica di Confindustria Lecce che si svolgerà il 25 giugno P.V. presso il Teatro Paisiello dalle ore 17.30.
Nel corso della stessa, si inserisce il gemellaggio tra Confindustria Lecce e Confindustria Verona: “Un’intesa – spiega il presidente di Confindustria Lecce Piero Montinari - che si prefigge l’obiettivo di far conoscere la nostra realtà imprenditoriale ed il nostro territorio, favorire l’attrazione di investimenti e costruire sviluppo, attraverso il confronto con una realtà dinamica e fortemente competitiva come quella veronese. Una collaborazione sinergica, che, partendo da una reciproca conoscenza, punta a creare un circolo virtuoso che coinvolga non solo le imprese, ma anche quelle strutture come l’Università, le banche e le istituzioni tutte, interessate allo sviluppo”.
Dopo i saluti istituzionali di Paolo Perrone, Sindaco Comune di Lecce; Enrico Corsi, Assessore Attività Economiche Comune di Verona; Presidente della Provincia di Lecce; Giovanni Miozzi, Presidente Provincia Verona; Sandro Frisullo, Vice Presidente Regione Puglia; interverrà Andrea Bolla, Presidente Confindustria Verona.

La Relazione è di Piero Montinari, Presidente Confindustria Lecce.

Poi la tavola rotonda “I perché dell’Economia”:
Alessandro Bianchi, Presidente Camera di Commercio Verona; Domenico Laforgia, Rettore Università del Salento; Gian Luca Rana, Past President Confindustria Verona; Giuseppe Maria Ricchiuto, Presidente Gruppo Specchiasol.

Indi quella su “I perché della Politica”:
Rosario Giorgio Costa, Senatore; Paolo De Castro, Parlamentare Europeo; Adriana Poli Bortone, Senatore; Mariapia Garavaglia, Senatore; Gian Pietro Dal Moro, Onorevole; Pieralfonso Fratta Pasini, Onorevole e Presidente del Consiglio Comunale di Verona.

Modera: Marcello Favale, Giornalista RAI.

Le conclusioni sono state affidate alla vicepresidente di Confindustria Cristiana Coppola.

Ricchissimo il parterre degli ospiti che, oltre ai prestigiosi relatori ed ai rappresentanti istituzionali del Salento, vede la partecipazione di: Luciano Barana - Barana Engineering Srl; Alessandro Bianchi - Presidente CCIAA Verona; Barbara Bianconi - Dr. Reniero e Associati Srl; Fabio Bortolazzi – Presidente Aeroporto Catullo Verona; Marco Cappelletti – Confindustria Verona; Rita Carisano – Direttore Confindustria Verona; Antonio Casati - Colorificio A & B Casati S.p.A.; Cinzia La Rosa - La Rosa Isolamenti Termici Srl (Vicepresidente Giovani Imprenditori); Alessio Melloni - Multiutility SpA; Francesca Milani – Confindustria Verona. Giulio Pedrollo - Linz Electric (Presidente Giovani Imprenditori Confindustria Verona); Giovanni Rana - Pastificio Rana SpA ; Franco Ruffo – Confindustria Verona.


Per informazioni rivolgersi a:
Ufficio Comunicazione | Riferimento: Maria Rosaria Polo
Telefono: 0832457837 | E-mail: relazioniesterne@confindustrialecce.it

Ma cosa si è deciso??????

L’ALTRO CHE'


Paradossale. Da poche settimane è uscito in libreria un libro fantastico, anche se per lo scrittore il genere è scienza politica, su uno dei più grandi rivoluzionari della storia del novecento, che combattendo portava avanti l’utopia comunista; ovviamente sto parlando dell’argentino Ernesto Che Guevara.
Non ho letto il libro e forse mai lo leggerò. La mia coscienza non riesce ad accettare una cosa del genere. Il titolo è una miscela di pazzia e ignoranza “L’altro Che – mito e simbolo della destra militante”.
Eravate nascosti nelle fogne e volete uscire fuori appropriandovi di miti, cantanti, fumetti, simboli e chi più ne ha più ne metta, solo per non apparire i fanatici fascisti.
Mi sembra un revisionismo revisionato dalla pochezza culturale che si respira nell’aria. Non avendo capisaldi, idee (perché fallite miseramente) per apparire rassicuranti, e non potendo più intonare i vostri inni, avete cambiato look per propagandare meglio nella società.
Voi fascisti vi siete appropriati del simbolo dell’antifascismo (creando con lo stesso simbolo uno “slogan” diverso anti-antifa), vi siete appropriati di Lucio Battisti (asserendo che l’album “Il mio canto libero”, che ha in copertina tante mani alzate verso il cielo, è una testimonianza della militanza politica di destra dell’artista), state cercando di appropriarvi della figura di Rino Gaetano (perché fuori da ogni schema e servo di nessun partito politico), anche del film “Il signore degli anelli” e di tutto il mondo fantasy in generale (ma di questo ignoro le motivazioni) e ora siete arrivati al paradossale, il CHE.
La mia lotta allora sarà sempre più forte.
Non parlo di una lotta armata ma di quella della coscienza, della cultura, della socialità. Sono convinto che una buona parte dei ragazzi accecati dai fumi di una destra sempre più presente, vengano attratti solo perché vivono nel più completo abbandono culturale. Bambini che non sono diventati adulti.
Il bambino, proprio perché tale, è spinto soprattutto dall’istinto, la sua ragionevolezza (ragione) non è talmente sviluppata da permettergli di distinguere il bene dal male, il buono dal cattivo.
E’ un pò quello che succede ai ragazzi oggi.
Inglobati nel tubo catodico non sono in grado di sviluppare un pensiero critico. E’ un’idea del tutto personale: essere di destra vuol dire essere in preda agli istinti (negativi ovviamente) relegando la ragione in un angolino.

ORA E SEMPRE RESISTENZA

Nico Musardo


Ora riporto una lettera del Che ad un giornalista Pablo Diaz Gonzalez

L’Avana, 28 ottobre 1963
Pablo,
ho letto il tuo articolo. Ti ringrazio di trattarmi tanto bene; troppo, credo. Mi sembra inoltre che anche tu ti tratti abbastanza bene.

La prima cosa che deve fare un rivoluzionario che scrive la storia è aderire alla verità come una mano in un guanto. Tu l’hai fatto, ma era un guanto da boxe e così non funziona.

Il mio consiglio: rileggiti l’articolo, togli tutto ciò che sai non corrispondere a verità e fai attenzione a quello che non ti risulta vero.
Saluti rivoluzionari da

Patria o Muerte. Venceremos
Comandante Ernesto Che Guevara

Manifesto boicottaggio coca e pepsi

BOICOTTA ISRAELE! BOICOTTA COCA E PEPSI-COLA!

Lo Stato d’Israele da decenni opprime il popolo palestinese con violenze e uccisioni di uomini, donne e bambini: più di 1300 morti e 6000 feriti nella Striscia di Gaza soltanto durante l’ultima operazione militare.
Ciascuno di noi può fare qualcosa per accelerare la sconfitta del sanguinario regime israeliano e favorire la nascita in Palestina di un nuovo paese, nel quale arabi ed ebrei possano vivere in pace con eguali diritti.

Invitiamo consumatori e gestori di locali a boicottare le bibite della Coca-Cola Company e della PepsiCo. La Coca-Cola, già tristemente famosa per le uccisioni dei sindacalisti nei suoi stabilimenti in Sudamerica e altre violazioni della salute e dei diritti umani, è una delle multinazionali americane che maggiormente sostengono Israele, e vendendo bibite in tutto il mondo alimenta le disuguaglianze economiche tra l’Occidente e gli altri paesi.

Invitiamo a segnalare e frequentare quei locali che NON distribuiscono Coca e Pepsi-Cola ma propongono altre bibite, prodotte secondo una logica di attenzione ai diritti umani.

Campagna internazionale per il boicottaggio di Israele


Il codice a barre dei prodotti made in Israel inizia con le cifre 729. Non comprare prodotti con quel codice!
Maggiori informazioni sulla campagna internazionale di boicottaggio di Israele si possono trovare sul sito www.forumpalestina.org


boycottisrael__coca_e_pepsi.pdf

Spagna: terra d'oro per le mafie (e come al solito per i fasci)

Madrid. Cosa Nostra, Camorra e 'Ndrangheta legate tra loro in un nuovo patto per il controllo del traffico in Europa della droga, proveniente dall'America Latina. E' questa la teoria che il quotidiano spagnolo El Pais ha riportato nelle proprie pagine qualche giorno addietro.

Citando il procuratore antimafia di Napoli Luigi Cannavale e il generale dei carabinieri Gaetano Maruccia, il giornale iberico ha affermato che il 70% dei 249 capi delle tre organizzazioni criminali vive in Spagna, la cui costa mediterranea è diventata «Costa Nostra».

L'infiltrazione dei capi delle cosche italiane in Spagna negli ultimi 20 anni sarebbe stata «tollerata o ignorata dalle autorità» locali che «hanno preferito applicare la dottrina Mitterrand: se non c'è crimine di sangue, li si lascia tranquilli».
El Pais quindi ha fornito i dati sull'attività di contrasto alle organizzazioni criminali, rilevando che l'intensificazione della cooperazione fra polizia italiana e spagnola ha portato negli ultimi mesi all'arresto di una mezza dozzina di capi e di diversi soldati.
I boss, con l'intento di riciclare denaro, hanno anche contribuito «ad alimentare la bolla immobiliare in Spagna» investendo pesantemente nel mattone.
Portato come esempio il boss arrestato di recente a Marbella, Raffaele Amato, che, ricorda El Pais, aveva da poco investito diversi milioni di euro in terreni del litorale di Malaga, sui quali voleva costruire un complesso turistico.
Molti hanno ristoranti o pizzerie, girano senza armi. «Lì vivono più tranquilli, non hanno paura che gli sparino, cercano di passare per imprenditori normali», spiega il generale Maruccia.
Sulla costa spagnola da Barcellona a Estepona i boss «vivono come onesti cittadini», «abitano in ville di lusso, si spostano in auto da 160mila euro, fanno investimenti milionari per riciclare danaro sporco» e ora «comprano insieme la droga ai fornitori latinoamericani per abbassare il prezzo e ridurre i rischi di cattura».
E proprio l'alleanza nell'affare droga che viene sottolineata dal procuratore Cannavale nell'articolo di El Pais: «Abbiamo individuato contatti con i marsigliesi, gli olandesi, i tedeschi, alcuni con le mani sporche di sangue, è preoccupante. Una delle conseguenze più preoccupanti dell'alleanza fra le mafie è che comprando uniti il prezzo si abbassa, il beneficio si moltiplica e i rischi di controllo e intercettazione si riducono: non è lo stesso che la droga arrivi in Europa su una barca o su tre».

da Indymedia

LA MAFIA ARRIVA SU FACEBOOK

Il tesoriere di Riina si iscrive a Facebook
Il superlatitante Vito Roberto Palazzolo, il manager che già il giudice Falcone voleva arrestare negli anni Ottanta, vive in Sudafrica, dove si fa chiamare Von Palace. La Procura di Palermo torna a chiederne l’estradizione. E intanto, lui continua a fare il top manager e apre delle pagine su Facebook e Plaxo
di Salvo Palazzolo
Nei primi anni Ottanta il giudice Giovanni Falcone aveva iniziato a seguire le sue gesta finanziarie per mezza Europa: Vito Roberto Palazzolo è stato condannato definitivamente per associazione mafiosa solo nel marzo 2009. La Corte di Cassazione lo indica come il tesoriere di Cosa nostra, il detentore dei segreti finanziari dei capimafia Riina e Provenzano. Ma lui resta latitante in Sudafrica, nonostante le reiterate richieste di estradizione avanzate dalla Procura di Palermo. Tutte negate, ufficialmente perché in Sudafrica non esiste il reato di associazione mafiosa. L'ultima istanza, che prende spunto dalla condanna definitiva a nove anni, è partita nei giorni scorsi.

Vito Roberto Palazzolo è uno stimato manager nel paese di Nelson Mandela, frequenta i migliori salotti della buona borghesia e può contare sull'amicizia di importanti esponenti delle istituzioni. Si fa chiamare Robert Von Palace. Adesso ha anche aperto due pagine sui social network. Niente foto, per carità, Palazzolo resta un latitante per mafia. Sul profilo pubblico di Plaxo, c’è la sua data di nascita, 31 luglio, e un messaggio di qualche mese fa: “Robert Von Palace è molto impegnato…”. Fra i suoi amici connessi in Rete figurano il fratello Pietro e i manager di alcune società internazionali. Su Facebook, il profilo pubblico offre solo il nome, Roberto Von Palace, e il ritratto di un navigatore di altri tempi. Fra gli utenti del social network è possibile contattare anche il fratello di Palazzolo, Pietro, e uno dei figli, Christian, che da tempo ormai ha preso in mano la gestione di una delle creature imprenditoriali del padre (ufficialmente ceduta a un gruppo africano), ovvero l’azienda che produce l’acqua minerale “La vie”, servita, dicono con buon gradimento, persino ai viaggiatori della compagnia aerea nazionale.

Durante il processo per mafia, i sostituti procuratori di Palermo Domenico Gozzo e Gaetano Paci hanno raccolto le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, che indicano Palazzolo come uomo d'onore. In aula hanno deposto anche alcuni degli investigatori del servizio centrale operativo della polizia che a lungo hanno indagato sul manager siciliano. L’Italia torna così a chiedere l’e stradizione del tesoriere dei boss, ma il legale di Palazzolo, l’a vvocato Roberto Tricoli, ha già annunciato che farà ricorso alla corte europea per i diritti dell'uomo, perché, sostiene, sarebbe stato violato il diritto di difesa.

Adesso Internet non è che l’ultima trovata per curare un’immagine scalfita dalle inchieste giudiziarie e dalle condanne. Mesi fa, Robert Von Palace aveva persino provato a ingaggiare in Italia un esperto di comunicazione. Anche perché, intanto, pure in Sudafrica alcuni giornali hanno cominciato a porre il caso a livello politico. Lui non ha mai smesso di difendersi, sostenendo anche di essere stato un benefattore della causa anti-apartheid. Trovata geniale: ecco, probabilmente, cos’erano quei movimenti di denaro fra la Svizzera e il Sudafrica. Altro che riciclaggio del traffico internazionale di droga, altro che Pizza Connection, come hanno sempre sostenuto i magistrati italiani. Città, palazzi e persone del Sudafrica di Vito Roberto Palazzolo ricordano tanto la Palermo degli anni d’oro dei padrini.

da Indymedia

RICOMINCIAMO DA TRE

In preparazione della prima Assemblea nazionale, avrà luogo il Seminario nazionale di Sinistra e Libertà, che si terrà il 3 luglio, presso l’hotel Quirinale e si svolgerà dalle ore 10.30 alle ore 17.30 in via Nazionale 7, a Roma.

Al seminario parteciperanno i candidati e le candidate alle elezioni europee, i testimonial che hanno sostenuto la lista, i consiglieri regionali, i segretari o coordinatori regionali e le delegazioni delle forze politiche dei partiti e dei movimenti di Sinistra e Libertà.

Pubblichiamo la lettera di convocazione del seminario di Claudio Fava, Grazia Francescato, Umberto Guidoni, Riccardo Nencini e Nichi Vendola:

Care, cari,
avvertiamo l’esigenza di compiere una attenta analisi del voto europeo ed amministrativo appena svolto e di aprire una comune ed utile riflessione sulla prospettiva politica che ora si apre. Sin dal primo momento è risultata a noi evidente la potenzialità di un esito che, pur tenendoci al di sotto del quorum previsto dalla nuova legge, ha messo tuttavia in risalto l’esistenza di uno spazio politico reale, insieme alla domanda che avvertiamo forte di non disperdere ora quest’esperienza ma di dare ad essa una base politica ed organizzativa per le sfide che abbiamo dinanzi. E’ una discussione impegnativa, quella che ora ci attende, che non può rinchiudersi dentro ristretti gruppi dirigenti. Per questo riteniamo che il modo più produttivo sia quello di compierla insieme a quanti - candidati, testimoni, eletti nelle amministrazioni locali - sono stati con il loro impegno protagonisti diretti della nostra campagna elettorale. Proponiamo a questa platea rappresentativa di riunirsi per un’intera giornata venerdì 3 luglio, dalle ore 10 alle ore 18 a Roma, presso l’Hotel Quirinale di via Nazionale n. 7, per compiere un esame del voto, riflettere sulle prospettive della nostra esperienza, indicare alcuni primi obiettivi di lavoro. Ricominciamo dal Tre, questo il titolo emblematico dell’appuntamento. Sarà quella anche l’occasione per fornire un contributo di merito alle numerose realtà territoriali che in questi giorni ci sollecitano nel proseguire un’esperienza che ha visto dovunque la partecipazione di donne e di uomini che guardano con ragionevole speranza alla costruzione di Sinistra e Libertà.
Per questo siamo fiduciosi che ognuno di voi voglia accogliere questo nostro invito e considerarlo come l’inizio, dopo il voto, di un comune cammino.
Nei prossimi giorni vi faremo avere un documento che sarà alla base della nostra discussione del 3 luglio.

REVISIONISMO STORICO E POLITICO!


"L' altro Che. Ernesto Guevara mito e simbolo della destra militante"Autore: La Ferla Mario
Editore: Nuovi Equilibri
Genere: scienza politica
Argomento: guevara, ernesto, destra politica.
Vi sembrerà assurdo, ma siamo arrivati a questo:il Che è diventato un gadget da esibire insieme a Tex Willer e Corto Maltese sul paginone del Secolo d'Italia. Un eroe di carta. Anzi una miniatura in plastica di un improbabile "Subbuteo" delle idee, con cui divertirsi e far divertire, qualche ragazzotto incravattato e in rigato che studia da parlamentare o da ministro del PdL.
....P.S.il mondo delle fiabe :in una calda mattina di Maggio due vecchietti passeggiano dentro il ronco sul quale si affacciano i miei balconi; ad un tratto uno di loro scorge alla finestra il poster del Che che un noto personaggio del mio quartiere, ormai ergastolano, ha deciso di sfruttare tentando di coprire un vetro mancante.
Il vecchietto, perplesso, domanda: “Cu è chiddu na fotu?”, l'altro con tanto di dito puntato sul naso risponde: “Comu cu è? Che Guevara! Altrimenti detto Mussolini”.
POVERO CHE

CASARANO E RUFFANO:STOCCAGGIO RIFIUTI E SCARICO DI REFLUI ILLECITI, 2 DENUNCE

Continua l’attività di controllo tesa alla tutela dell’ambiente e dunque alla salvaguardia della salute del cittadino. I militari del noe e quelli delle fiamme gialle battono a tappeto il salento e in due distinte operazioni agiscono su altrettanti siti. A Casarano i carabinieri al comando del capitano Nicola candido con il supporto dei colleghi della locale compagnia hanno sequestrato nella zona industriale del comune 16 cassoni da 30 metri cubi ciascuno, contenenti rifiuti ingombranti(come elettrodomestici), materassi... , plastica, legno, carta, ma anche solidi urbani, stipati in maniera non adeguata con tutte le conseguenze che ne derivano. Cattivo odore innanzitutto e percolato sparso in parte all'interno dell'area in uso ad una delle societa' di raccolta di rifiuti del posto ed in parte all'esterno della stessa, dunque su suolo pubblico. per gestione non autorizzata di rifiuti e getto pericoloso di cose in quanto i rifiuti, tutti provenienti dalla raccolta nel comune di Casarano, erano stati stoccati senza le previste autorizzazioni, il legale rappresentante della societa' e' stato segnalato alla procura della repubblica di Lecce Nell’altro intervento di natura ambientale, questa volta come detto ad opera dei militari delle fiamme gialle della tenenza di casarano e della sezione operativa di gallipoli, a finire nel mirino è stata un’azienda di Ruffano, un impianto di scarico di acque reflue industriali: i sigilli sono scattati per scarico illecito delle acque frutto dei processi di lavorazione dei metalli riversati direttamente nel terreno attraverso un canaletto che collegava una delle due vasche adibite allo smaltimento. Il titolare dell’azienda è stato denucniato.

G8 TRIESTE: KOUCHNER, LAVORIAMO A SOLUZIONE SU TEHERAN

TRIESTE - Sull'Iran "lavoriamo" per raggiungere una posizione comune ai membri del G8 perché "é chiaro che le posizioni non sono le stesse". Lo ha detto all'ANSA il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, in merito alla prudenza della Russia nei confronti del documento che la ministeriale di Trieste potrebbe adottare oggi per chiedere alle autorità iraniane di fermare la violenta repressione delle proteste post-elettorali a Teheran.

"E' difficile" dire se l'assenza dell'Iran dalla riunione di Trieste sia un fatto positivo o negativo, ha affermato Kouchner, perché "non so se siano stati gli iraniani ad aver rifiutato l'invito o gli italiani ad aver smesso di invitarli". E' evidente che, se il governo di Ahmadinejad avesse partecipato al G8, "la situazione sarebbe stata tesa", ma allo stesso tempo, ha concluso il ministro francese, "se si vuole parlare, è meglio parlare direttamente con gli interlocutori".

ENTRANO NEL VIVO I LAVORI DELLA SECONDA GIORNATA
Al via la seconda giornata della ministeriale Esteri del G8 di Trieste. In primo piano l'Iran: è attesa una dichiarazione forte degli otto grandi (ma la Russia frena) sulla violenta repressione delle proteste post-elettorali a Teheran. Al centro dei colloqui resta però la stabilizzazione dell'Afghanistan, tema principale dell'agenda, con riunioni allargate anche ai ministri di Afghanistan e Pakistan, dei Paesi confinanti e di quelli contributori. A margine del G8 nel pomeriggio si terrà inoltre una riunione del Quartetto per il Medio Oriente (Usa, Ue, Russia e Onu).

"IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO" -10 domande al "papi"-



In un commento ad un articolo il nostro amico Vincenzo Renna ci suggerisce che sarebbe interessante che il BLOG contenesse le 10 nuove domande di REPUBBLICA al PAPI nazionale, anche se sappiamo che difficilmente avremo una risposta visti i precedenti:
1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo d'incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?
2. Qual è la ragione che l'ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi prima di fare due tardive ammissioni?
3. Non trova grave, per la democrazia italiana e per la sua leadership, che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità politiche le ragazze che la chiamano "papi"?
4. Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008 e sono decine le "squillo" che, secondo le indagini della magistratura, sono state condotte nelle sue residenze. Sapeva che fossero prostitute? Se non lo sapeva, è in grado di assicurare che quegli incontri non l'abbiano reso vulnerabile, cioè ricattabile - come le registrazioni di Patrizia D'Addario e le foto di Barbara Montereale dimostrano?
5. E' capitato che "voli di Stato", senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?
6. Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiamo compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese e i nostri alleati che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto che ridimensionano la sua autonomia politica, interna e internazionale?
7. Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?
8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica? E, se lo esclude, ritiene che una persona che l'opinione comune considera inadatto al Quirinale, possa adempiere alla funzione di presidente del consiglio?
9. Lei ha parlato di un "progetto eversivo" che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?
10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?

giovedì 25 giugno 2009

MOVIMENTO PER LA SINISTRA NARDO': LETTERA PER UNA SINISTRA UNITA

PUNTO E A CAPO
Urne chiuse. e finalmente, verrebbe da aggiungere, dal momento che i tempi della campagna elettorale non sempre coincidono con quelli dei bisogni dei cittadini, il cui voto dovrebbe decretare la scelta di rappresentanti e linee politiche.
I risultati delle elezioni europee delineano uno scenario reazionario e conservatore, che neanche il pur apprezzabile successo del soggetto politico nuovo e "rivoluzionario" di Vendola con "Sinistra e Libertà" sembra poter arginare.
Pienamente consolatorie appaiono le analisi di chi esageratamente sottolinea un rallentamento nella crescita in Italia del P.D.L. e del centro-destra, che continuano ad ottenere comunque il consenso della maggioranza almeno di chi si reca alle urne.
Il centro-sinistra è visto con diffidenza e scetticismo sia dai moderati che dalle fasce più radicali, a causa del cinismo e delle "alchimie" oscure con cui cerca alleanze e apparentamenti; mentre la sinistra non riesce ancora a invertire la tendenza e a riguadagnare la fiducia del suo elettorato "storico".
Il sud soprattutto non riesce ad affrancarsi dal modello di sviluppo di un nord che risulta egemonico e totalizzante, se non totalitario.

Le amministrative, che pure si sono concluse con un risultato in qualche modo più soddisfacente per lo schieramento progressista, non hanno però indicato in modo deciso una volontà di cambiamento netta.
Soprattutto la scarsa risposta dei cittadini al secondo turno, l'aumento di astensionismo, schede bianche e nulle vanno letti come segni di un malessere sociale profondo, di delusione amara, di sconfitta di una classe politica periferica che, evidentemente, risulta poco credibile.
Soprattutto bocciate risultano ipotesi di accordi e apparentamenti innaturali, tanto più se conclusi in modo verticistico (Lecce) e non per esigenze dichiarate di questione morale (Taranto), che invece la gente sa distinguere e premiare.

Chiarezza di schieramento e convinzioni forti sembrano essere le caratteristiche che gli elettori, se in condizioni di piena libertà da condizionamenti estranei al confronto politico, cercano, riconoscono e premiano.
Per questo noi M.P.S. di Nardò proponiamo a tutte le forze della sinistra un tavolo politico, cittadino intanto, che elabori una piattaforma programmatica di azione comune; come pure chiediamo al più presto una costituente provinciale del movimento in vista del seminario nazionale di "Sinistra e Libertà" del 3 luglio, in preparazione della prima assemblea nazionale.

E' evidente, infatti, che lo "stile nuovo" delineato e proposto da Vendola nel documento di Chianciano e che è alla base dell'attività del "Movimento per la Sinistra", deve ispirare ogni processo di azione politica, ogni programma, ogni pratica, ogni trattativa, ogni relazione se vogliamo che "una" sinistra, senza aggettivi di alcun tipo, recuperi fiducia e credibilità e possa presentarsi come vera alternativa di progresso e ben-essere, coniugando legalità e diritti con una pratica di democrazia e condivisione di scelte e programmi, ricordando che, per citare il nostro "capitano", potere è solo un verbo.

Claudia Raho
Movimento Per Sinistra Nardò

NARDO' - 27 GIUGNO 2009 - UNIAMO LE NOSTRE IDEE

Urne chiuse, finalmente: possiamo tornare a parlare di politica e progettare insieme percorsi comuni per un'azione incisiva a Nardò sui problemi e le questioni della nostra città.

Noi Movimento Per La Sinistra proponiamo a tutte le forze di sinistra del nostro paese l'apertura di un tavolo politico comune che elabori una piattaforma programmatica di azione condivisa.
Vediamoci per un primo incontro sabato 27 giugno alle ore 18.30 presso la sede M.P.S. al n. 6 di via Nicola Ingusci.

A presto.

Claudia Raho
Movimento Per La Sinistra Nardò

Usa/ Il Senato di Washington dichiara guerra alle sigarette con una legge di una severità senza precedenti

Il Senato di Washingon ha sferrato un drastico e storico attacco contro il vizio del fumo negli Stati Uniti votando a grande maggioranza di dare alla Federal Drugs Administration (FDA) nuovi poteri per limitare il contenuto di nicotina nelle sigarette, modificare il modo in cui viene loro fatta pubblicità e bandire le sigarette insaporite con vari gusti, come il mentolo, che sono popolari soprattutto tra i giovani, a quanto riferisce il New York Times.

Il presidente Barack Obama si è detto pronto a firmare la legge non appena sarà stata approvata, forse oggi stesso, anche dalla Camera dei Rappresentanti.
Gli attivisti anti-fumo sostengono che la legge non soltanto ridurrà il numero delle morti dovute al vizio, 400 mila l’anno nei soli Stati Uniti, ma farà anche risparmiare alle casse federali 100 miliardi di dollari l’anno in spese mediche dovute al consumo di sigarette. Secondo le statistiche, un americano su cinque fuma.

La legge è stata finalmente approvata 40 anni dopo che il Surgeon General stabilì che il fumo è dannoso per la salute. Il ritardo è sato dovuto alla capillare campagna contro ogni restrizione portata avanti dalle lobbies delle multinazionali del tabacco. Inoltre, durante gli otto anni della sua amministrazione, l’ex-presidente George Bush aveva minacciato di usare il suo potere di veto se legge anti-fumo fosse stata approvata dal Congresso.

Questa volta l’iniziativa senatoriale è stata appoggiata anche dalla principale azienda produttrice di sigarette, l’Altria Group, proprietaria del marchio Philip Morris che produce le Marlboro, tra le più vendute al mondo. Non è però stata appoggiata da nessun altro produttore.

”La legge approvata dal Senato rappresenta la più incisiva azione mai intrapresa per ridurre l’uso del tabacco, il principale responsabile di decessi negli Stati Uniti”, ha dichiarato Matthew Myers, presidente della Campagna per i Ragazzi Liberi dal Tabacco. L’Ufficio Congressuale per il Bilancio stima che la nuova legge, tempo dieci anni, ridurrà nella misura del 12 per cento il vizio del fumo tra i giovani e del 2 per cento tra gli adulti.

Per quanto riguarda la pubblicità ai prodotti del tabacco, la nuova legge prevede che i cartelloni multicolori e raffiguranti paesaggi, situazioni o individui suscettibili di attirare verso il fumo andranno sostituiti con semplici scritte in bianco e nero. Sarà poi illegale fare pubblicità a meno di 300 metri da scuole e parchi gioco, ed inoltre ai produttori sarà fatto divieto di scrivere sui pacchetti di sigarette termini come ”light” o ”low tar”.

Nel campo della pubblicità, però la nuova legge potrebbe incontrare difficoltà. L’Associazione Nazionale dei Pubblicitari ha fatto sapere che le restrizioni, definite ‘’senza precedenti”, violano il Primo Emendamento della costituzione che tutela la libertà di parola nel settore del commercio. Esperti legali hanno dichiarato che in merito ci sarà sicuramente battaglia legale.

12 giugno 2009

Bologna - L'Onda non si sanziona! Presidio di Bartleby al Rettorato contro i provvedimenti disciplinari

Alcuni giorni fa quattro studenti di Bartleby, spazio occupato in via Capo di Lucca 30, hanno ricevuto una lettera da parte del Rettore dell'Università, con avviso di provvedimenti disciplinari che prevedono la sospensione fino ad un anno dalle attività universitarie.
E' l'ennesimo tentativo di giustificare, attraverso misure tecnico-amministrative, un ricatto verso gli studenti e le studentesse di Bartleby, evitando di rispondere a questioni esclusivamente politiche.

Questa mattina un presidio davanti alle porte del Rettorato ha espresso lo sdegno verso chi tenta di disciplinare il dissenso.

L'onda non si sanziona
I provvedimenti disciplinari emanati dal Rettore dell'Università Pier Ugo Calzolari, con la complice regia della prorettrice agli studenti Paola Monari, nei confronti di quattro studenti di Bartleby aprono uno spiraglio preoccupante per tutto il movimento dell'Onda.
Se queste misure disciplinari, comminate da un tribunale medievale in cui l'Università figura al contempo come accusa, parte lesa e giudice, andassero in porto (con la sospensione fino ad un anno dagli studi) si aprirebbe un precedente gravissimo per il nostro Paese e un attacco senza precedenti da parte della governance universitaria al movimento.

I quattro studenti dell'esperienza di Bartleby devono rispondere di occupazione di uno stabile dell'Università di Bologna. Uno spazio liberato dopo otto anni di abbandono. Uno spazio bellissimo, nel cuore della città universitaria, in cui gli studenti e le studentesse di Bartleby hanno messo in campo quelle tensioni costituenti nate nei lunghi mesi di lotte dell'Onda Anomala. Uno spazio che parla di produzione di sapere libero e di creazione artistica indipendente. Un luogo dove si incrociano e vengono alla luce i fermenti creativi metropolitani. Un progetto in grado di connettere i bisogni e i desideri di studenti, artisti cittadini e precari. Uno spazio in cui praticare autonomia come alternativa di società, per continuare a lottare e a creare quel comune che vogliamo diventi nuova norma.

Corrispondenza Uniriot Flash Audio con Andrea di Bologna - L'Onda non si sanziona

da Uniriot

Teheran, scontri tra polizia e manifestanti davanti il parlamento

Ancora scontri in Iran, ancora Teheran il teatro degli scontri più duri e diffusi. In una dimensione nella quale sembrava essere scesa un'irreale calma sulla capitale iraniana, rotta negli ultimi giorni da focolai sparsi per i quartieri con i giovani impegnati a confrontarsi sporadicamente con le forze dell'ordine, oggi vi è una nuova discesa in piazza, notevole numericamente e conflittuale nelle pratiche.
Sono infatti in corso scontri durissimi nei pressi del parlamento iraniano. I manifestanti stanno attaccando massicciamente le forze dell'ordine e le milizie basij presenti alle spalle dei cordoni dei poliziotti. Barricate lungo le vie adiacenti a piazza Baharestan, sassaiole contro gli schieramenti. Sono almeno 4mila le persone in piazza.

Vi sono non poche difficoltà a capire l'attendibilità delle notizie (anche alla luce del furore interessato e decontestualizzato dei media mainstream) che nelle ultime 2 ore si stanno rincorrendo, sembrano però confermati un paio di morti fra i manifestanti dell'Onda verde, diversi sarebbero i feriti da arma da fuoco. Nell'azione repressiva sono le milizie basij a farla da protagonista, la polizia lancia lacrimogeni. I paramilitari in motocicletta sembra stiano utilizzando la mano pesante contro le proteste di quest'oggi, diverse fonti dicono ancor di più di quel che si è assistito nelle precedenti settimane. Al Arabiya riporta di una donna uccisa, di "sanguinosi scontri" in piazza.

Teheran si presenta comunque come militarizzata: elicotteri militari sorvolano piazza Enghelab, teatro degli scontri di sabato, furgoni blindati scorrono lungo via Azadi, il contorno è un continuo presidiare delle strade. Intanto per domani era stata proclamata una manifestazione di lutto in memoria delle vittime da parte dell'ala riformista, ma dinnanzi alla negazione dell'autorizzazione Moussavi ha comunicato il suo annullamento.

Il quadro resta complesso viste le contraddizioni e anomalie presenti: il fronte verde della protesta, schieramento che vede migliaia di persone in piazza a prescindere di ogni autorizzazione o placet politico riformista e che travalica la contestazione del voto, resta (molto implicitamente) al cospetto di un leader come Moussavi che quest'oggi, probabilmente per la prima volta, ha preso pubblicamente le distanze dagli scontri al parlamento, "La riunione non ha legami, di nessun tipo, con Moussavi e il suo campo ed è stata organizzata in modo indipendente" ha dichiarato.

da Infoaut

Uomini o animali

ROMA - Maxi operazione dei carabinieri del Ros contro la tratta di esseri umani: 30 le ordinanze di custodia cautelare in corso di esecuzione in queste ore in Italia, Nigeria ed altri Paesi europei. Smantellata un'organizzazione a delinquere che reclutava ragazze nel Paese africano e le costringeva a prostituirsi in Italia, riducendole in stato di schiavitù, con minacce di vario genere. Tra gli indagati anche due medici italiani che avrebbero fatto abortire alcune delle giovani.

A coordinare le indagini è la Procura distrettuale antimafia di Ancona, che ha chiesto ed ottenuto provvedimenti restrittivi nei confronti 30 persone, tutte accusate di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
Al centro degli accertamenti del Raggruppamento operativo speciale dell'Arma un sodalizio transnazionale, di matrice prevalentemente nigeriana, dedito allo sfruttamento di connazionali, fatte giungere illegalmente in Italia e ridotte in schiavitù con il ricorso a violenza, riti esoterici e minacce ai familiari nel paese di origine. Documentate anche numerose interruzioni di gravidanza delle vittime da parte di due medici italiani e di due nigeriani, considerati dagli investigatori "referenti del sodalizio nella capitale", che sono stati raggiunti da un'ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta della Procura della Repubblica di Roma.

Tra le persone arrestate anche un cittadino nigeriano ricercato in Italia per traffico di esseri umani finalizzato all'immigrazione clandestina e allo sfruttamento della prostituzione. L''uomo è stato arrestato ad Atene dalla divisione contro il crimine organizzato della polizia greca in collaborazione con l'ufficiale di collegamento dell'Interpol in territorio ellenico Giovanni Accardo. La cattura di Steve Baker di 39 anni, che era ricercato su mandato di cattura della magistratura di Ancona, fa parte, secondo quanto si apprende, di un'operazione denominata 'foglie nere' che ha portato ad altri arresti in altri paesi europei, grazie ad un alto grado di collaborazione tra tutte le forze di polizia dei paesi coinvolti. Baker, che sarà posto a disposizione della magistratura greca per valutare la richiesta di estradizione, era il referente di un'organizzazione criminale che introduceva giovani nigeriane attraverso la Grecia destinate allo sfruttamento sessuale in Italia ed altri paesi europei,

BOOK FOTOGRAFICI E RITI VOODOO
Venivano selezionate e reclutate in Nigeria anche attraverso book fotografici le ragazze africane avviate alla prostituzione in Italia e in altri paesi europei dall'organizzazione internazionale scoperta dal Ros e dalla Dda di Ancona. Per il viaggio le vittime dovevano versare al gruppo criminale somme comprese tra i 40.000 ed i 60.000 euro, e il contratto era sancito da riti voodoo. Munite di documenti contraffatti, le ragazze venivano imbarcate su aerei diretti in Olanda o in Francia, dove altri referenti dell'organizzazione provvedevano ad accompagnarle in Italia via terra e a consegnarle a cellule capeggiate da 'madame' che le avviavano allo sfruttamento sessuale. In altri casi le giovani venivano mandate in Turchia e poi fatte proseguire per la Grecia.

Da qui venivano accompagnate in Italia a bordo di traghetti di linea o in aereo, via Parigi. Un'altra rotta consisteva invece in viaggi via terra fino alle coste del Marocco o della Libia, e il trasbordo in Spagna o in Italia su imbarcazioni di fortuna. Dell'organizzazione facevano parte soggetti attivi in Nigeria, Spagna, Francia, Olanda, Germania, Grecia e nella Repubblica di San Marino. In Italia controlli e perquisizioni hanno interessato le Marche, il Lazio, l'Emilia Romagna e la Lombardia. L'indagine si è intrecciata con un'inchiesta della Direzione distrettuale di Ancona su un traffico internazionale di stupefacenti, che nell'aprile del 2008 aveva già portato in carcere 15 indagati. Da Madrid la droga veniva consegnata a referenti in Piemonte e nelle Marche, con il sistema dei corrieri a pioggia: spesso proprio giovani donne nigeriane, poi avviate alla prostituzione lungo il litorale marchigiano.

ABORTI CLANDESTINI PER 300-2 MILA EURO
Poteva contare su due medici italiani residenti a Roma pronti a praticare aborti clandestini nel loro studio medico, l'organizzazione criminale che sfruttava giovani prostitute nigeriane sgominata dalla Dda di Ancona e dal Ros.

I due professionisti finiti in carcere, insieme ad una coppia di nigeriani residenti nella capitale, eseguivano aborti anche su ragazze in stato di gravidanza avanzatissimo, con un tariffario che oscillava fra i 300 e i 2.500 euro. Una giovane ormai vicina al parto è stata sottratta all'interruzione di gravidanza dai carabinieri, che l'hanno inserita nel programma di assistenza previsto dalla legge 228 del 2003 per chi collabora alle indagini sullo sfruttamento e la tratta. La ragazza ha partorito e sta bene. Di questa tranche dell'inchiesta si occupa la procura di Roma, cui la Distrettuale di Ancona ha trasmesso gli atti di indagine
Ansa 24/06/2009

Mafia Pulita, holding del crimine e alta finanza

Roma. La mafia sporca, che uccideva senza problemi e in modi clamorosi, ha lasciato il campo a una affermata multinazionale del crimine dagli obiettivi molto più ambiziosi: la conquista dei mercati finanziari.

Cosa Nostra non punta più a eliminare degli avversari ma a comprare ed è diventata la più grande azienda italiana per fatturato. Su questo scenario concentrano l' attenzione il parlamentare Elio Veltri e il magistrato Antonio Laudati con il libro "Mafia Pulita" in uscita nei prossimi giorni. Il volume sarà presentato a Roma il 24 giugno in Campidoglio in un incontro al quale parteciperanno il ministro della Giustizia Angelino Alfano, il procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso, il Capo della Polizia Antonio Manganelli,e il ministro per le Politiche Europee Andrea Ronchi.
Come un "golpe strisciante" la mafia si è infiltrata nelle banche, in ampi settori della vita pubblica e reinveste in economia legale l' enorme volume di denaro proveniente dalle attività illegali. Il patrimonio della Mafia potrebbe colmare da solo il debito pubblico italiano. Nel 2003 - scrivono gli autori - il fatturato globale messo insieme dai gruppi criminali ha toccato quota 85 miliardi di euro, l'equivalente al 7 per cento del prodotto interno lordo nazionale. Le mafie italiane "costituiscono una grande holding con un fatturato complessivo di 130 miliardi di euro e un utile che sfiora i 70 miliardi". Stando ad un documento della Direzione Investigativa Antimafia, l' industria del crimine da lavoro il 27 per cento degli abitanti della Calabria, il 12% dei campani il 10 dei siciliani e il 2 dei pugliesi. "Dati Istat alla mano, si tratta di quasi un milione e 800 mila italiani. Un cittadino su dieci residente nel Sud". La conquista dell' alta finanza e dei settori imprenditoriali più redditizi (edilizia, smaltimento rifiuti, commercio, immobiliare, sanità, filiera agroalimentare...) è l' ultimo dei territori su cui Cosa Nostra ha messo gli occhi e vuole mettere le mani, dopo aver il controllo degli stupefacenti, della prostituzione, dell' usura e delle estorsioni, dell' immigrazione clandestina. "Una enorme massa di denaro posseduta dai gruppi criminali - rilevano Veltri e Laudati - è presente sui nostri mercati ed è in grado di condizionare lo sviluppo delle nostre economie. La situazione è tale che è difficile distinguere le attività economicamente pulite rispetto a quelle illecite, perché molto spesso gli stessi soggetti le gestiscono contemporaneamente e si mimetizzano come veri imprenditori".

da Indymedia

Maturità: ecco le tracce


(AGI) - Roma, 24 giu. - Sono circa 500mila gli studenti che partecipano da questa mattina agli esami di Stato della scuola superiore. Prima prova lo scritto di italiano. Al lavoro 13mila commissioni e 42mila i commissari esterni. Diverse poi sono le novita' che interessano l'esame di maturita'. Da quest'anno - sottolinea il ministero dell'Istruzione - sara' dato maggior peso al curricolo scolastico degli studenti. Saranno percio' valorizzati i risultati positivi ottenuti negli ultimi tre anni di scuola e verra' premiato il merito. Da quest'anno, poi, la valutazione del comportamento concorre alla determinazione della media dei voti necessaria per l'ammissione all'esame.

A pochi minuti dall'inizio della maturita' e il toto-esame impazza sul web. Non si capisce, infatti, se siano i ragazzi sul banco di scuola ad essere piu' tesi o quelli che da casa cercano disperatamente su internet le possibili tracce, forse per aiutare gli amici maturandi via cellulare. Le piu' quotate nei forum del sito 'Studenti.it' e nel sito 'Cnrmedia.com', che le ha pubblicate prima delle 9, sembrano essere la Coscienza di Zeno. L'Innamoramento e l'amore-Catullo e altri. Il 2009, l'anno dell'innovazione-il boom dei social network. A 20 anni dal muro di Berlino. 2011-I 150 anni dall'Unita' d'Italia.

ECCO LE TRACCE

- La coscienza di Zeno di Italo Svevo.
- L'innamoramento e l'amore con testi di Dante, Alberoni, ecc.
- Le origini e lo sviluppo delle culture giovanili (con
immagini allegate tipo 'la Vespa').
- I socialnetwork, internet e newmedia.
- 2011, 150 anni dall'Unita' d'Italia: monarchica, fascista e
repubblicana.
- Venti anni dalla caduta del muro di Berlino: liberta' e
democrazia.

mercoledì 24 giugno 2009

La P2 e il delitto Pasolini

dal blog beppegrillo.it

Un campagna elettorale e Nardò e io e Claudia e Imma e la notte che carezza


La mia vecchia “fiesta” che un tempo fu rossa borbotta e sfumacchia ma a Nardò ci arriva.
Cerco la piazza e a senso seguo la strada fin quando non rimango bloccato dai gonfaloni di una processione, inverto il senso di marcia e guidato dall’istinto m’imbuco per viuzze dal selciato scosceso, d’un tratto uno slargo. Decido e stabilisco d’essere arrivato, la mia macchina mi ringrazia vivamente.
Mi avvio lento guardando cornicioni barocchi sfregiati dal tempo e dall’incuria, se non fosse per il colore chiaro, così diverso dalle cariatidi di lava delle mie parti, mi sembrerebbe quasi d’esser tornato bambino nella mia isola.
D’un tratto sento la musica, svolto l’angolo e riconosco ormai i gesti rapidi di Claudia, il sole cala e spalma ombre lunghe sulla scalinata del palazzo, l’abbraccio e così le altre compagne, gli altri compagni. Mi sembra di conoscerli da sempre, ci sono tutti, mi sembra, forse di più, c’è l’orecchino penzolante seminascosto dai capelli lunghi, ci sono i ricci brizzolati e pure i capelli tirati su con una matita, qualcuno non zoppica più, non vedo i riccioloni giovani e biondi. Si comincia, mi siedo sugli scalini e l’oscurità che cala mi fa sentire in una bolla irreale sfiorato dalla neve lieve e carezzante delle parole che si diffondono nella piazza, parole calme ma così forti, parlano di sentimenti, quasi chiedendo scusa, quasi fosse sbagliato parlare di ciò che si sente, dei ricordi, dell’amore per le persone care e per gli esempi che segnano la vita.
Per un attimo mi ritrovo a pensare a quant’è imponderabile ciò che ci accade, ricordo due settimane prima quando mi stupì di vedere montato il palco per i comizi in una piccola piazza seminascosta, quasi che qualcuno volesse che la gente non andasse. Avevo saputo per caso che avrebbe parlato Imma Battaglia e volevo andare a sentirla. Ero arrivato in anticipo e avevo cominciato a girare per Nardò da piazza Delle Erbe fino ad un centro sventrato dai lavori in corso. Si intuiva una bellezza antica, quasi persa nel tempo, sfiorita ma ancora lì, evidente. Poi, tornato alla piazzetta avevo visto montare un tavolino, esporre manifesti, m’ero avvicinato e avevo conosciuto i primi compagni, la candidata alle provinciali, mi chiedevo cosa stavano pensando di questo strano tipo che s’era fatto 60 Km per andare a Nardò, poi era arrivata Imma dall’abbraccio candido, dalle parole semplici e fluenti come se un cannello di una fontana fosse stato aperto.
Lascio i ricordi e guardo Claudia, il buio ci accarezza alle spalle ormai, lei ci scuote senza variare il tono della voce, non la alza mai, è composta tanto quanto prima era il solito moto perpetuo sotto i corti capelli lisci, lei ricorda e ci regala la sua emozione pura, bella nel nominare “la sua Renata” e rivediamo quella forza ostinata delle donne del sud che rimangono, che lottano, che non si arrendono. Mi chiedono di parlare, li guardo, sento questo silenzio incuriosito e carico d’affetto, racconto di me, della mia campagna elettorale, del valore delle nostre diversità, dell’importanza di mantenere vivi i contatti e mi sento a casa.
Il tempo concesso scade, nell’aria va “One” mentre il moto perpetuo si rimette in moto e mi accompagna alla macchina e il raccontare diventa normale, quasi ovvio, incastonato tra la pietra chiara dei palazzi barocchi e il sorriso aperto dei “miei” neretini.


Natty Patanè