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venerdì 9 aprile 2010

Donne in marcia verso la Puglia; pioggia di richieste per la pillola Ru486

La Puglia e più niente. La sanità italiana è spezzata in due anche in fatto di Ru486: al centro nord è già arrivata o è stata ordinata quasi ovunque, al sud ad oggi è disponibile solo nella Regione del governatore Nichi Vendola. Ieri i centralini del policlinico di Bari hanno ricevuto decine di chiamate da donne calabresi, campane, lucane, che chiedevano informazioni o appuntamenti per prendere la pillola abortiva, così si è deciso di attivare una linea telefonica dedicata a queste persone. Si profilano emigrazioni sanitarie, almeno fino a quando le altre Regioni del sud non saranno pronte. Ovunque si stanno preparando le linee guida ma si prevedono tempi molto diversi tra una realtà e l'altra per l'avvio della somministrazione.


Al nord la situazione è diversa. La Ru486 è già nei magazzini degli ospedali della maggior parte delle Regioni ma ci sono un paio di sorprese. La prima è che il Piemonte non ha ancora fatto l'ordine. Fino a pochi giorni fa si riteneva che sarebbe partito subito con la somministrazione, anche per la presenza a Torino del ginecologo Radicale Silvio Viale che per primo ha sperimentato il farmaco nel nostro paese. Le aziende sanitarie e ospedaliere evidentemente non se la sono sentita di mettersi nei magazzini la pillola dopo l'uscita del neogovernatore Roberto Cota. Aspettano le linee guida regionali. Altra sorpresa arriva dal Veneto, dove anche l'altro presidente leghista Luca Zaia aveva usato parole durissime contro la Ru486: qui l'ordine c'è stato, da parte dell'ospedale di Mestre. "Il farmaco arriverà in tutti gli ospedali di Milano", ha detto ieri mattina Mauro Buscaglia, primario del San Carlo. In serata in effetti le prime confezioni sono entrate nel magazzino della Mangiagalli. La Lombardia di Formigoni sarà dunque una delle prime Regioni a somministrare, in regime di ricovero ordinario, la pillola abortiva, cosa che ha sorpreso positivamente molti dei non obiettori che lavorano nelle ginecologie.


Con le Regioni già in fermento, ieri si è mosso anche il ministero alla Salute. E' stata nominata la commissione incaricata di fare le linee guida sulla somministrazione, dalle quali non arriveranno molte sorprese vista la recente presa di posizione del Consiglio superiore di sanità secondo cui la strada da percorrere è quella del ricovero ordinario dal momento dell'assunzione della Ru486 a quello dell'espulsione dell'embrione. Lo stesso ministro Ferruccio Fazio ha sottolineato che "verranno date indicazioni alle Regioni soprattutto sulla necessaria informazione da dare ai pazienti, in modo che il ricovero possa essere garantito". La commissione si occuperà soprattutto di monitorare l'impiego della pillola. Probabilmente si controllerà che gli ospedali abbiano a disposizione abbastanza letti per ospitare le pazienti tre giorni e si vedrà in quante firmano per tornare a casa. Dovranno essere raccolti anche i dati su eventuali effetti avversi del medicinale. Il presidente della commissione è Fabrizio Oleari, capo Dipartimento della qualità e tra i membri c'è anche il comandante dei carabinieri del Nas Cosimo Piccinno.

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