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giovedì 9 luglio 2009

G8: proteste creative contro il pugno di ferro

Tante le realtà che hanno aderito all'appello «L’Aquila e le altre, oltre il G8», con l'obiettivo di dislocare su tutto il territorio italiano le contestazioni anti G8.

Il G8 de L’Aquila si è aperto tra le proteste. I comitati aquilani sulla collina di Roio hanno srotolato degli enormi striscioni che hanno composto la scritta «Yes we camp», per dare il benvenuto ai presidenti arrivati oggi in Abruzzo.

L’agenda delle contestazioni è molto fitta e le iniziative dell’appello «L’Aquila e le altre, oltre il G8» si rincorrono. Una mappa dislocata della crisi e dei temi dell’anti G8.
Questa mattina oltre cento attivisti di Greenpeace hanno occupato quattro centrali elettriche a carbone sparse sul territorio italiano, per denunciare il rischio dei cambiamenti climatici e della gestione energetica globale. Gli attivisti – provenienti da quindici differenti nazioni – hanno occupato i nastri di trasporto e scalato le ciminiere e le gru delle centrali a carbone di Brindisi, di Fusina a Marghera [Venezia], Vado Ligure [Savona] e dell’impianto che il governo italiano vuole riconvertire a carbone, a Porto Tolle, nel Parco regionale del Delta del Po. Alcuni problemi solo nella centrale di Brindisi, dove i responsabili della centrale Enel hanno più volte riacceso il nastro, nonostante la presenza degli attivisti di Greenpeace, mettendo a rischio la loro sicurezza.

A Roma, dove oggi sono sbarcati molti capi di stato, la rete NoG8 ha dato vita a diverse azioni. Alle 12 i Blocchi precari metropolitani e il centro sociale Strike si sono ritrovati in via XX settembre, davanti al Credito artigiano e alla Banca di Roma, proprio di fronte al ministero delle finanze. Un’ottantina di persone hanno manifestato con i caschetti gialli, simbolo della lotta degli aquilani contro le speculazioni e la ricostruzione dall’alto che impone il governo. Esposti due striscioni: «il G8 è un terremoto, siamo tutti aquilani», e «G8, Fmi e Banca mondiale: chi devasta e saccheggia siete voi». Tra i tanti slogan anche diversi cartelloni: «Indebitati di tutto il mondo unitevi», e «Più piazza, meno affari».
Sempre a Roma, Action ha occupato uno stabile di proprietà della Cassa Forense in via Antonio Malfante: «La nostra soluzione alla crisi, case vuote ad affitto sociale – spiega Action quale motivazione del blitz – A Roma esistono 270 mila case vuote che, da sole, sarebbero sufficienti per risolvere il problema abitativo. Stabili come questo, dove è iniziata una ristrutturazione mai completata, rimangono abbandonati [per anni]».
Stamattina, in piazza di Spagna, cinque nuovi fermi per altrettanti attivisti ambientalisti, quattro francesi ed un greco, che questa mattina hanno esposto striscioni e improvvisato uno spogliarello contro l’immobilmo del G8sui cambiamenti climatici.
Stamattina, davanti alla Bocca della verità, Oxfam International e Ucodep hanno manifestato contro le «promesse non mantenute» degli otto big, impersonati in versione chef che cucinano a fuoco lento la Terra. La richiesta: «una ricetta per fermare i cambiamenti climatici».

Oggi pomeriggio alle 17 ancora a Roma c’è stato un presidio davanti al carcere di Regina Coeli per protestare contro gli 8 arresti di ieri, che vanno a sommarsi ai 21 arresti eseguiti in tutta Italia per le manifestazioni contro il G8 di Torino.
Altre iniziative contro il G8 e contro gli arresti di questi giorni si sono svolte a Padova, Torino, Milano, Bologna.

Alle azioni di protesta si aggiungono i dati e le richieste delle Ong. All’apertura del vertice, Save the children ha diffuso il dossier «L’agenda del G8 per i bambini del mondo» e denuncia: più di 75 mila ragazzini perderanno la vita durante il summit, per cause facilmente prevenibili e affrontabili. Una situazione sempre più preoccupante, in cui la crisi economica globale sta peggiorando le condizioni di oltre nove milioni di bambini nei paesi poveri e degli oltre 40 milioni costretti ad abbandonare la scuola a causa dei conflitti.
Direttamente all’agenda del summit si rivolgono anche la Campagna del millennio delle Nazioni unite, che chiede al G8 di mettere a disposizione sufficienti risorse finanziarie, facendo qualche conto su come vengono spesi i soldi: «I leader dei paesi ricchi, negli ultimi anni, hanno versato 18 miliardi di dollari per salvare le istituzioni finanziarie, nove volte più di quanto abbiano dato in aiuti negli ultimi 49 anni, siamo convinti che trovare le risorse economiche necessarie sia solo una questione di volontà politica». ActionAid ha denunciato che i 15miliardi di dollari annunciati come impegno del G8 alla sicurezza alimentare sono «largamente insufficienti per dare una risposta concreta al problema della crescita esponenziale della fame – ha detto l’ong -. «Si può stimare che, nei soli tre giorni del vertice, più di mezzo milione di persone si aggiungeranno a quelle che già soffrono di fame cronica».

Lucia Alessi da Carta

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