In relazione alla presentazione del libro di Carmelo Musumeci a Palazzo S.Macuto, Camera dei Deputati, vi proponiamo un articolo di FRANCESCA DE CAROLIS, Giornalista di Rai Radio 1
di Francesca De Carolis
Tornando, venerdì sera dalla presentazione del libro di Carmelo Musumeci, “Gli uomini ombra”. A Roma, in via del Seminario… Strana sensazione, e non sono stata la sola a provarla. Presentare il libro di qualcuno che non c’è. Un’ombra, appunto, ben custodita nel carcere di Spoleto. Ma ha aleggiato, quest’ombra continuamente evocata da tutti, su tutti noi, nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, una grande stanza rivestita di libri, trafitta dal sole che entrava obliquo dalle finestre, nella trasparenza delle tende… Ed erano tutti, lì, a parlare soprattutto di un amico, con il quale ciascuno dei presenti ha almeno scambiato lettere. A parlare di lui, del suo libro e della pena dell’ergastolo. In un tempo, questo dell’oggi, in cui, come ci ha fatto notare Susanna Marietti, di Antigone, sembra che nessuno più voglia mettere in dubbio la costituzionalità della pena dell’ergastolo. Eppure, ci ha ricordato, un tempo queste cose si potevano ben dire… solo ieri, quando di questi dubbi aveva parlato “persino” Aldo Moro. Solo ieri, il nostro ieri, ma sembrano passati duemila anni, oggi che “non si può più usare la ragione” e solo si urla e si minaccia e si creano paure e spavento. Tutti lì, a parlare “solo” di un amico, reintegrato e migliore di tanta parte della società, dice Russo Spena, a cui piace soprattutto la sua (di Musumeci) sapienza narrativa, testimone della poesia “che si fa largo nella bulimia carceraria”, e chiede, e pretende un impegno per gli ospiti delle nostre galere etniche. Sì, ci avete mai pensato? Il nostro è uno Stato dove la povertà sta diventando, è diventata, reato in quanto tale, basta guardare i numeri e la geografia della popolazione carceraria del nostro bel paese. Un paese dove, l’abbiamo dimenticato? il reato di tortura non esiste… (…) Tutti lì, dunque, a parlare di carcere e di chi vi sta ben sigillato dentro con la condanna al “fine pena mai”. A parlarne nel tempio, ce lo fa notare Vauro, dell’impunità. Che è cosa ben beffarda. Surreale, persino, a pensarci bene. E chissà se un pò ne ride anche l’ombra che aleggia su di noi, quest’ombra che sappiamo quanto sia fatta di carne e sangue, come i suoi racconti sono lì a ben testimoniare. Bello il racconto di Vauro, che parla della lezione avuta dal figlio, che pure ha tessuto con Musumeci una corrispondenza fatta di lettere e disegni. Non ha mai chiesto suo figlio, ha detto Vauro, “Ma cosa ha fatto?”. Perché insomma, quel Musumeci che invia disegni e scrive così bei racconti, è stato condannato ad una pena grave come quella dell’ergastolo. E mi ha fatto sentire a casa sapere di questo bambino, perché, sotto sotto quasi vergognandomi, neanch’io ho mai voluto sapere che cosa ha mai combinato questo Carmelo Musumeci, per essere in carcere. Atteggiamento molto poco “giornalistico”. Ma da ieri, non me ne vergogno più… Perché come ama ripetere Nadia, Nadia Bizzotto, della comunità Papa Giovanni XXIII, “l’uomo non è il suo errore”, e sempre più ne sono convinta anch’io. Di questo ergastolano, oggi, apprezziamo la fantasia, anche, e la fantasia, parola di Vauro, è la molla dell’umanità. Punta diritto al cuore Giuseppe Ferraro, docente di Filosofia, che ci ricorda che l’uomo è un animale che sogna, e se la ragione non persegue il sogno, diventa un incubo. E ben racconta Musumeci, con le sue storie, come il carcere possa uccidere i sogni. Come sia, l’ergastolo, l’Assassino dei sogni. Il grado di civiltà di un paese, ricorda Ferrero, si misura dalle sue scuole e dalle sue carceri. I nostri, dice, sono errori di scrittura… Carmelo Musumeci, alla presentazione del suo libro non c’è, è un uomo ombra, come quelli di cui parla nei suoi racconti. E’ ben chiuso in carcere, per via di quello che ha fatto, anche se noi non vogliamo sapere cosa, ma non per questo, dice Nadia, ci sentiamo tutti più sicuri… Tutti noi, lì dentro, venerdì pomeriggio, legati, me ne sono resa conto andando via, da un lungo filo fatto di parole, corrispondenze, pensieri, che entrano ed escono dal carcere tessendo una rete, dove qualche volta, ancora, si spera possano rimbalzare i sogni…
“Gli uomini ombra” Carmelo Musumeci, ed. Gabrielli
Francesca De Carolis, giornalista Rai Radio 1
http://www.laltrariva.net/
giovedì 5 maggio 2011
mercoledì 4 maggio 2011
Lillino Romanello un artigiano con la passione della Politica e del Sociale
Care compagne e compagni, i Il 15 e 16 Maggio dovremo dare a Nardo’ unamministrazione e un sindaco, come punto centrale di moralità nell’amministrare la cosa pubblica.
Ho accettato di candidarmi al Consiglio comunale con passionee entusiasmo, certo di far parte di un partito e di un gruppo con forti argomenti e ideali, che tingono questa coalizione di rosso (o di sinistra).
Aicompagni e amici che non conoscono vorrei fare un po’ crono-storia tra
ambiente, politica e volontariato nel 1981 nella FGCI , nel 1985 Legambiente Gallipoli, in quel periodo ricordo con piacere di aver fatto parte di gruppo che fece chiudere la distilleria a Gallipoli, nel 1986 nel P C I, poi passato nel PDS e fino al 2008 nei DS, dal 2009 nel movimento per la sinistra poi diventata S E L. Dal 2002 sono volontario di Emergency, antinuclearista dai
tempi della catena umana alla base di Sigonella in Sicilia nel 1984, tutto questo senza mai essere al centro dell’attenzione, facendo le cose per spirito di sacrificio e mettendomi a disposizione della comunità. Le mie idee da mettere in risalto sono: la riqualificazione della zona 167, con parchi, aree attrezzate per bambini, strutture sportive da mettere a disposizione dei ragazzi o alle associazioni sportive (avendo due figli so benissimo quanti sacrifici fanno tutti i genitori di Nardò per fargli fare sport). Un piano per la raccolta differenziata porta a porta, pensando che riciclando le materie (plastica, carta, vetro, alluminio) possano diventare una risorsa. Incentivare
il Centro Storico ad uno sviluppo artigianale e commerciale, un diverso utilizzo delle strutture pubbliche, come il Chiostro dei Carmelitani e la Vecchia Pretura, creare un piano spiagge per tutto il litorale neretino, con la riqualificazione di Santa Maria al Bagno e di S. Isidoro essendoci un urbanizzazione molto latente. Con l’augurio di poter incontrare il vostro consenso, di avere il vostro sostegno per costruire nei prossimi anni una Nardò efficiente, vicina alle donne, ai giovani, agli anziani e ai bambini.
Con amicizia Lillino Romanello.
martedì 3 maggio 2011
Angelo Cleopazzo candidato lista Sinistra Ecologia Libertà amministrative Nardò
Ho studiato presso la facoltà di scienze politiche dell’ Università di Bologna
pur non conseguendo la laurea.
Tuttavia non ho mai smesso di studiare considerando la conoscenza come unalimento: “ il pane quotidiano “ .
Sarò candidato al consiglio comunale nelle prossime elezioni con la lista di
Sinistra ecologia e Libertà a sostegno della candidatura a sindaco di Marcello Risi.
Le motivazioni che mi spingono a fare questo passo sono tutte nella scelta di
vita che ebbi a fare due anni addietro:contro tutto e tutti,sacrificando
affetti ed opportunità personali scelsi di abbracciare la causa di tornare a
Nardò per costruire un partito di sinistra che sia plurale e non minoritario,
che si faccia garante della difesa strenua dei più deboli, degli sfruttati e
dei giovani.
Fondammo assieme a pochi altri compagni prima il “ Movimento per la Sinistra
“e poi Sinistra ecologia e Libertà seguendo tutto l’ iter nazionale fatto di
assemblee costituenti e fasi precongressuali, fino a giungere alla definizione
ultima di partito con il congresso fondativo.
Da sette che eravamo agli albori di questo viaggio ora i tesserati sono quasi
ottanta e la lista di SEL costituisce l ’ unica lista di sinistra presente in
queste consultazioni elettorali.
Mi ha spinto qui l' istinto della ribellione, le ingiustizie e la volgarità,lo
stato di abbandono a logiche perverse del mio paese natio, la determinazione e
la convinzione di proporre un’ alternativa che sia esempio di libertà e da
stimolo per i più piccoli. Ogni mio sforzo è visto nella giusta misura solo se
si considera che operare in politica significa, per me, dare la speranza ai
bambini e ai più giovani.
Convinto assertore del pensiero meridiano mi faccio promotore di un messaggio
di libertà che riguarda tutti i popoli del Sud.
Spero, infatti, che presto il Mediterraneo diventi il cuore di una nuova
stagione di solidarietà e convivenza fra i popoli.
Nardò è già oggi crocevia di migranti in cerca di un mondo migliore e
conoscere il loro passaggio è per me fomite di conquista e riscatto.
Essere per alcuni di loro un riferimento è un segno tangibile che occorre qui
ed ora un nuovo umanesimo.
Angelo Cleopazzo
lunedì 2 maggio 2011
ASSALTI FRONTALI - CATTIVI MAESTRI
ASSALTI FRONTALI - CATTIVI MAESTRI
Stesso cielo, stessa terra, stessa giungla
ma altra vita, altri occhi quando la sai lunga
sempre esami e spese, sempre pesi e corse
aprite casseforti, borse, fuori soldi e risorse
noi siamo geni, lo sappiamo, e diventiamo pazzi
guarda che occhi che capelli e quanti scazzi
pazzi perché vogliamo vincere questo è il fatto
e vivere anche senza un contratto
ricordi Rosarno? Quello sarà l destino
e una casetta di cartone nel campo vicino
il nemico è duro, è muro contro muro
quando cadde Palinuro, Enea prese il futuro
e noi cadiamo in tanti ma avanziamo in centomila
apprendimento e insegnamento insieme, serro le fila
mai a testa china, la comunità si raffina
e come va? Che facciamo stamattina?
la vedo bene oggi, mica stiamo moggi, moggi
facciamo un giro al centro e rimettete gli orologi
pare Bastogi quanta gente alle assemblee
dall'università al senato le migliori idee
lì è ressa, polizia al solto benmessa
pur sempre polizia, per definizione: gente fessa
premiamo sul portone in mezzo alle transenne
ci vogliono i bei gesti oltre che belle penne
E' stato bello? Avoija! E' stato bello? Avoija!
E lo rifamo? Avoija! Avoija!
Andate nelle scuole, formate i collettivi
organizzate la rivolta finché siete vivi
andate nelle scuole, andate nelle scuole
ne ammazzano più 10 penne che 10 pistole
sai dove è l'Akbazia? e dove è la Shriraz?
e perché il petrolio va su e giù e cos'è il solare e il gas?
chi lo sa? Dove sta? Meglio non saperlo
vogliono che lasci scuola e che ragioni come un merlo
il cervello non lo ama chi ha paura che reclama
ma noi siamo Einstein e anche Dalai Lama
e anche Che Guevara e niente ci separa
non c'è tetto alle iscrizioni né alle ambizioni di chi impara
così imparo arabo, cinese e portoghese
così va il mondo, gira il mondo e abbiamo ste pretese
se non c'è scambio non c'è conoscenza
e lo scambio lo vogliamo adesso e non abbiamo più pazienza
abbiamo sete di sapere, vogliamo bere
ce ne faremo un mestiere, perché sapere è potere
noi abbiamo scelto e non molliamo mai
la massa il massimo che sceglie è tra mediaset e sky
E' stato bello? Avoija! E' stato bello? Avoija!
E lo rifamo? Avoija! Avoija!
Andate nelle scuole, formate i collettivi
organizzate la rivolta finché siete vivi
andate nelle scuole, andate nelle scuole
ne ammazzano più 10 penne che 10 pistole
pubblica, laica e solidale
noi la vogliamo pubblica, laica e solidale
a questi gli andrà male, finché ci siamo noi la scuola
sarà sempre pubblica, laica e solidale
e io lo afferro il senso lo afferro pezzo a pezzo
e leva il crocefisso e il minuto di silenzio
finché ci siamo noi a questi gli andrà male
e la scuola sarà sempre ricca, laica e solidale
DALL'ALBUM PROFONDO ROSSO 2011
ROMA 1 MAGGIO - Violenza della polizia a San giovanni
Due poliziotti in borghese arrestano due giovani per uno spinello durante il concerto in piazza San Giovanni, violenza gratuita davanti a tutti giovani e bambini..
Torino 1 maggio. Il PD aggredisce lo spezzone contro la guerra
Il servizio d’ordine del PD ha tentato di fermare lo spezzone contro la guerra e il militarismo, promosso da Federazione Anarchica Torinese, Federazione Anarchica del Monferrato, Perla Nera, Zabriskie Point Novara, Collettivo Anarchico Studentesco Torinese. In piazza Vittorio, alla partenza del corteo, il servizio d’ordine degli squadristi democratici del PD ha assaltato il furgone d’apertura degli anarchici. Hanno frantumato il parabrezza e rubato le chiavi del mezzo. Quando gli antimilitaristi, dopo un lungo scontro con i democratici, sono riusciti a riprendersi le chiavi, le hanno trovate spezzate. Gli stalinisti poi, temendo di essere riconosciuti, hanno aggredito un manifestante che stava fotografando il corteo, spaccandogli a pugni la macchina fotografica.Nonostante la violenza incontrata, nonostante il furgone fuori uso, lo spezzone è partito lo stesso per terminare numeroso in piazza San Carlo. Diffusa la notizia dell’aggressione, lo spezzone del PD è stato duramente contestato, insultato e anche schiaffeggiato dai manifestanti. Poi l’azione intimidatoria e repressiva del PD è continuata fuori dal corteo. Un compagno di Alessandria infatti, tornando alla propria auto, si è ritrovato chiodi e viti intorno alle ruote. Questi sono i mezzi adoperati da un partito ora all’opposizione, ma poco tempo fa al potere, che ha sostenuto e finanziato guerre in Afganistan, Iraq e nella ex Jugoslavia. Metodi già utilizzati a Torino nel 1999, quando era presidente del consiglio Massimo D’Alema, per reprimere il dissenso di chi si opponeva ai bombardamenti. Oggi, 1 maggio 2011, non potendo disporre delle truppe dello Stato, hanno assoldato picchiatori prezzolati in divisa rossa e bianca. Dopo questa giornata, resta solo la miseria politica e morale di chi ha il coraggio di scendere in strada il 1 maggio, quando tutto l’anno difende i profitti dei padroni e le guerre degli stati.
Federazione Anarchica Torinese - FAI, Federazione Anarchica del Monferrato - FAI, laboratorio anarchico Perla Nera di Alessandria, circolo Zabriskie Point Novara, Collettivo Anarchico Studentesco Torinese
da Indymedia
Federazione Anarchica Torinese - FAI, Federazione Anarchica del Monferrato - FAI, laboratorio anarchico Perla Nera di Alessandria, circolo Zabriskie Point Novara, Collettivo Anarchico Studentesco Torinese
da Indymedia
venerdì 29 aprile 2011
ARRIVA GASPARRI E LA POLIZIA FA TOGLIERE LA BANDIERA ROSSA

Scrivo questa nota per rendere pubblica una violazione della libertà
perpetrata dalla polizia di Nardò nei confronti miei, del circolo “ noveaprile“ di Sinistra ecologia e Libertà e di tutti in generale.
Questa mattina, verso mezzogiorno, giungo in piazza Salandra e noto nei pressidel bar della piazza una quarantina di persone. Erano presenti il candidatosindaco Antonella Bruno, Maurizio Gasparri e tutto il seguito di candidati al consiglio comunale della destra.
Le forze dell’ ordine erano lì a tutela del corretto svolgimento della
manifestazione, che poi era un rinfresco con aperitivi, tarallucci e vino.
Come ogni dì entro nel mio circolo ed espongo appena fuori dallo stabile inostri simboli, le nostre bandiere, quelle di Sel e della pace.
Ad un certo punto un ufficiale del locale Commissariato entra nel circolo e miintima di togliere le bandiere senza dare spiegazione di quale diritto stessi violando. Al contempo questo poliziotto esercitava prepotenza nei miei confronti dicendo di essere stato mandato all’ uopo dal dirigente, ossia dal Commissario di Pubblica Sicurezza.
Dopo qualche secondo, vista la mia resistenza questi cominciava a reiterare le sue richieste in tono più minaccioso e ho dovuto introdurre le bandiere all’ interno del circolo.
Il poliziotto chiedeva di entrarle proprio dentro in maniera tale da non
essere visibili. Accogliendo parzialmente le sue richieste mi limitavo a porgerle sull’ uscio.
Mi chiedo che paese è questo: un paese dove mancano le libertà fondamentali; dove la libertà di espressione non esiste, dove la libertà dal bisogno è un’ utopia, dove la libertà di voto è
una bestemmia, dove la libertà al lavoro, sul lavoro è una chimera irraggiungibile.
Certo della definizione del diritto, da cittadino e da dirigente del mio partito posso asserire che sono state violate due libertà fondamentali: la libertà di espressione e quella politica ricevono un colpo brutale proprio da chi è preposto alla salvaguardia dei diritti di tutti i cittadini di Nardò.
Che sia stato Gasparri a dare l’ ordine o che sia stato il dirigente poco importa.
Quello che posso e devo gridare è che questo paese vive un momento profondamente drammatico della salute pubblica: qui non esiste libertà!
Mi sento straniero a casa mia e chiedo a tutte le persone di buon senso di
indignarsi e reagire a questo stato di cose.
Quello che deve essere chiaro a tutti è che Sinistra ecologia e Libertà a Nardò sta mettendo radici e nessuna prepotenza le toglierà l’ ambizione di costituire una frontiera larga di umanità che vuole destrutturate l’ esistente, che vuole cambiare.
In un paese che vive nel sonno della barbarie, noi, ci ostineremo sempre a proporre un presidio di libertà.
ANGELO CLEOPAZZO
CIRCOLO “ NOVEAPRILE “ SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’ NARDO’
LA FONTE: esito sondaggio
ALFREDO RONZINO AVANTI PER UN'INCOLLATURA!
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AVVERTENZA
Questo sondaggio non ha, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di una rilevazione aperta a tutti, non basata su un campione elaborato scientificamente. Ha quindi l’unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione su un tema di attualità. Le percentuali non tengono conto dei valori decimali. In alcuni casi, quindi, la somma può risultare superiore a 100.
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AVVERTENZA
Questo sondaggio non ha, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di una rilevazione aperta a tutti, non basata su un campione elaborato scientificamente. Ha quindi l’unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione su un tema di attualità. Le percentuali non tengono conto dei valori decimali. In alcuni casi, quindi, la somma può risultare superiore a 100.
mercoledì 27 aprile 2011
Quelli che il 25 aprile non festeggiano

di MATTEO TONELLI
Quelli che il 25 aprile non festeggiano "Basta con la mitologia della Liberazione"
ROMA - Chi invoca "la pacificazione". Chi chiede che si faccia luce "sui massacri dei partigiani". Chi tira in ballo le foibe e Togliatti. Chi attacca manifesti con fascio littorio e chi, più sbrigativamente, brucia gli addobbi sistemati sul monumento alla Resistenza. Eccolo il 25 Aprile di chi non festeggia. Di chi puntualizza. Di chi proprio non riesce a vedere nel 25 aprile una festa di tutti. Di chi, nel giorno della liberazione dell'Italia dalla dittatura nazifascista, preferisce invocare una "pacificazione" tra vincitori e vinti che suona tanto come una parificazione tra chi ha lottato per la liberazione del Paese e chi, di quella oppressione, era autore e complice. Il tutto mentre tre parlamentari del Pdl presentano un disegno di legge costituzionale che abolisce la norma della Costituzione che vieta "la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista".
LE FOTO DEI MANIFESTI FASCISTI
1
"Bisogna ribadire come non ci si debba chiudere in rappresentazioni idilliache e mitiche della Resistenza e, in particolare, del movimento partigiano, come non se ne debbano tacere i limiti e le ombre" scrive il presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli, deputato del Pdl, in un manifesto fatto affiggere in occasione del 25 aprile. Dove si fa ricadere sull'allora segretario del Pci Palmiro
Togliatti la sorte "delle centinaia di migliaia di nostri connazionali costretti a fuggire sull'onda della feroce pulizia etnica delle foibe scatenata dai partigiani jugoslavi del dittatore Tito, con la complicità morale del leader dei comunisti italiani".
Cirielli, comunque, non è solo. Con lui si schiera Fabio Garagnani, coordinatore Pdl città di Bologna che parla di "mitologia resistenziale", rivendica la sua non partecipazione alle celebrazioni di lunedì, chiede che si indaghi "sui massacri dei partigiani" e vede nel 18 aprile del 1948 "la vera festa unificante del nostro paese, che con la vittoria elettorale della Dc e dei suoi alleati consenti' all'Italia di consolidare la democrazia liberandola dalla minaccia del comunismo".
Da Bologna al Veneto il passo è breve. E i toni analoghi. Stavolta sono gli ex An Elena Donazzan (assessore regionale), Marco Luciani (assessore provinciale), Vittorio Di Dio (assessore comunale) a lanciare l'invettiva contro i partigiani: "Non sono degli eroi, magari qualcuno di loro avrà fatto degli atti coraggiosi, ma sarebbe un errore pensare che la Liberazione sia merito loro. Senza l'intervento degli alleati probabilmente la storia sarebbe stata diversa". La Donazzan si spinge ancor più avanti: "Dobbiamo capire che a quel tempo non c'era una parte giusta e una sbagliata per la quale combattere". Tutti uguali insomma. Fascisti e antifascisti. "Superando ogni divisione per creare una memoria condivisa" invoca il capogruppo del Pdl di Modena Adolfo Morandi. Magari dedicando una strada ad un milite fascista genovese, come chiede Gianni Plinio responsabile sicurezza del Pdl della Liguria.
Nella lista dei non celebranti c'è anche chi sceglie di disertare la ricorrenza per protestare contro l'arrivo dei nomadi nel comune che amministra. Come Fabio Stefoni, sindaco di Castelnuovo di Porto, un piccolo comune alle porte di Roma.
Non poteva mancare Francesco Storace. L'ex fedelissimo di Fini, adesso leader della Destra chiede che si guardi alla storia d'Italia, Ventennio compreso. "Senza manicheismi" e "con le sue luci e le sue ombre". "130 Anni non sono 150 e ci fa pena chi ne elimina 20. E' storia d'italia. E' illusorio pensare di cancellarla" tuona. Niente feste rivendicano i seguaci storaciani di Lamezia Terme: "Non abbiamo mai festeggiato il 25 aprile e non è nostra intenzione neanche pensarci. Continuiamo a considerare la pseudo 'festa nazionale' come 'misera bugia' con la quale si può ricordare solo la sconfitta nella Guerra Mondiale e la fine sanguinosa di una guerra civile".
Chi, sicuramente, lo sciagurato ventennio fascista non lo dimentica, anzi lo rivendica, è colui che ha incollato a Roma centinaia di manifesti con un'immagine di fascisti in trionfo: "25 aprile, buona Pasquetta!". O chi a Corsico, in provincia di Milano, ha bruciato gli addobbi sistemati sul monumento alla Resistenza e asportato quelli presenti su un altro dedicato agli Alpini.
(23 aprile 2011)
http://www.repubblica.it/politica/2011/04/23/news/liberazione_frasi-15308454/
da Antifa
martedì 26 aprile 2011
.....VOTI SPRECATI O SPRECO DI PAROLE....

..... Ebbene si... da nuovo o quasi alle campagne elettorali, ahimé sono incorso in una singolare esperienza, che provo a parteciparvi...perchè credo sia esperienza comune, sarà accaduto a tanti di voi/noi......senza distinzione di ruoli - candidato o elettore.
Alla dichiarazione di voto di un mio elettore, la risposta di un concorrente candidato - benché, collega di coalizione - è stata, ma no! . E' un voto sprecato..
.... A questo punto ho cercato, pur in assenza di contraddittorio, di capire se tale asserzione fosse riferita alla mia persona o al partito o ad entrambi.. ho fatto una rapida analisi che vi propongo..
Cercando di vagliare le ragioni di tanto spreco
E' sprecato votare Vincenzo Renna.....perchè:
1) E' un libero professionista che opera nel settore della consulenza societaria e del diritto di impresa.
2) Si è perfezionato in diritto Amministrativo Comunitario nell'università del Salento ed ha conseguito altre specializzazioni nel settore del diritto commerciale ed urbanistico e degli appalti
3) Ricopre incarichi in Consigli di Amministrazione ed organismi di vigilanza di società pugliesi e non.... ed anche con il suo modesto contributo professionale fa si che tante persone conservino il proprio posto di lavoro stabile e possano pensare al proprio futuro.
4) si sveglia presto la mattina e torna tardi la sera perchè nel proprio lavoro niente è garantito e c'è una concorrenza tremenda.
5) ha strutturato in alcune regioni italiane - ipotesi di PPP - Partenariato Pubblico Privato - finalizzate allo sviluppo ed alla crescita dei territori col minimo dispendio di risorse finanziarie pubbliche....tessendo importanti relazioni col sistema finanziario nazionale ed internazionale ...
Allora mi sono detto, immodestamente, ha fatto bene l'amico Franco a comunicare al mio collega candidato concorrente pur nella stessa coalizione, che voterà per Vincenzo Renna - e non è sprecato farlo.
Per cui resterebbe la subordinata.
la ragione dello spreco è riferibile al partito Sinistra Ecologia e Libertà con Vendola o ad un mix di valutazioni partito persona... e allora consentitemi la confutazione si fà ancora più severa...
Perchè SEL rappresenta il contrario del settarismo di taluni che interpretano e fanno la campagna elettorale con la calcolatrice - con i logaritmi matematici che assegnano pacchetti di voti ora a quello ora a questo notabile...
la nostra lista, al contrario, è espressione della Nardò di oggi fatta di precari di lavoratori dipendenti di docenti di professionisti e manager abbraccia tante identità in un perimetro di valori che sono sempre quelli e non mutano e non muteranno mai e sono: legalità ed uguaglianza.
Noi abbiamo il coraggio di continuare a sognare ad occhi aperti una società migliore e più giusta aperta al mondo senza barriere e che consenta che chiunque possa esprimere il prorpio diritto di cittadinanza.....
Non chiamateci solo sognatori, perchè tra noi si ci sono anche tecnici raffinati ed il nostro circolo non ha paura di dialogare e confrontarsi con nessuno e su nessun argomento.
Crediamo come Nichi che esiste una Italia migliore e all'interno di essa una Nardò migliore per queste ragioni con le nostre storie ed esperienza chiediamo il voto alle nostre concittadine e ai nostri concittadini..
Abbiamo creduto dall'inizio in Marcello Risi e lui in noi ....abbiamo accettato la sfida e a prescindere da quale sarà il risultato elettorale (che sono convinto ci premierà.....) non ci tireremo indietro dalle nostre responsabilità e dalla promessa di impegno che abbiamo dato al nostro candidato Sindaco ed alla nostra Città.
Anche in questo caso votare me e soprattutto votare SEL non sarà un esercizio sprecato....
Mi piacerebbe concludere che forse chi ha espresso tale giudizio ha sprecato si... una buona occasione per tacere...
Tuttavia, personalmente credo molto nella ISONOMIA, che per dirla come sapientemente ha fatto Hannah Arendt in "Che cos'è la politica" Einaudi, Torino, 2001. pp.30-40 - significa che tutti hanno pari diritto all'attività politica...
Per cui ben vengano i giudizi o i dileggi di chicchesià, i conti si tirano alla fine.....
FORZA SEL - FORZA MARCELLO RISI
lunedì 25 aprile 2011
mercoledì 20 aprile 2011
CAPAREZZA - NON SIETE STATO VOI
CAPAREZZA - NON SIETE STATO VOI
Non siete Stato voi che parlate di libertà
come si parla di una notte brava dentro
i lupanari.
Non siete Stato voi che
trascinate la nazione dentro il buio
ma vi divertite a fare i luminari.
Non
siete Stato voi che siete uomini di
polso forse perché circondati da una
manica di idioti.
Non siete Stato voi
che sventolate il tricolore come in
curva e tanto basta per sentirvi patrioti.
Non
siete Stato voi né il vostro parlamento
di idolatri pronti a tutto per ricevere
un'udienza.
Non siete Stato voi che
comprate voti con la propaganda ma
non ne pagate mai la conseguenza.
Non
siete Stato voi che stringete tra le
dita il rosario dei sondaggi sperando
che vi rinfranchi.
Non siete Stato
voi che risolvete il dramma dei disoccupati
andando nei salotti a fare i saltimbanchi.
Non
siete Stato voi. Non siete Stato, voi.
Non
siete Stato voi, uomini boia con la
divisa che ammazzate di percosse i
detenuti.
Non siete Stato voi con gli
anfibi sulle facce disarmate prese
a calci come sacchi di rifiuti.
Non
siete Stato voi che mandate i vostri
figli al fronte come una carogna da
una iena che la spolpa.
Non siete Stato
voi che rimboccate le bandiere sulle
bare per addormentare ogni senso di
colpa.
Non siete Stato voi maledetti
forcaioli impreparati, sempre in cerca
di un nemico per la lotta.
Non siete
Stato voi che brucereste come streghe
gli immigrati salvo venerare quello
nella grotta.
Non siete Stato voi col
busto del duce sugli scrittoi e la
costituzione sotto i piedi.
Non siete
Stato voi che meritereste d'essere
estripati come la malerba dalle vostre
sedi.
Non siete Stato voi. Non siete
Stato, voi.
Non siete Stato voi che
brindate con il sangue di chi tenta
di far luce sulle vostre vite oscure.
Non
siete Stato voi che vorreste dare voce
a quotidiani di partito muti come sepolture.
Non
siete Stato voi che fate leggi su misura
come un paio di mutande a seconda dei
genitali.
Non siete Stato voi che trattate
chi vi critica come un randagio a cui
tagliare le corde vocali.
Non siete
Stato voi, servi, che avete noleggiato
costumi da sovrani con soldi immeritati,
siete
voi confratelli di una loggia che poggia
sul valore dei privilegiati
come voi
che i mafiosi li chiamate eroi e che
il corrotto lo chiamate pio
e ciascuno
di voi, implicato in ogni sorta di
reato fissa il magistrato e poi giura
su Dio:
"Non sono stato io".
domenica 17 aprile 2011
Lettera di Pasqua a Gesù di un ergastolano ostativo
di Carmelo Musumeci
L’ergastolo ostativo è quella pena che ti impone la scelta di scegliere fra due mali: o stai dentro fino alla morte o metti un altro al posto tuo.
Gesù, ci sono dei giorni che mi sembra che i muri della mia cella mi stritolino il cuore e ci sono dei momenti che non mi ricordo più come si vive da uomo libero.
Gesù, non riesco a capire! A cosa serve e a chi serve che tanti “uomini ombra” dopo venti anni, trenta anni, alcuni molti di più, rimangono chiusi in una cella?
Gesù, un “uomo ombra” ha poco tempo per pensare, perché è occupato tutto il giorno a trovare buoni motivi per sopravvivere ad un giorno dietro l’altro.
Gesù, come sono stupidi gli uomini “buoni”: invece di farci fare qualcosa fuori, ci tengono chiusi nelle celle come belve feroci senza fare nulla.
Gesù, in certe notti non esiste nessun altro luogo dove trovare tanta tristezza come nel cuore degli “uomini ombra”, perché non si può pagare il proprio passato con tutta una vita.
Gesù, non ho mai avuto paura dei cattivi, ci sono nato intorno a loro, piuttosto è da tanto tempo che sono i buoni che mi fanno paura.
Gesù, per tutti il futuro è un mistero, ma non lo è per gli “uomini ombra” perché noi sappiamo già come vivremo, dove vivremo e dove moriremo.
Gesù, le lacrime degli “uomini ombra” non si vedono, perché pure quelle sono di ombra. E non è vero che sperare non costa nulla perché una speranza andata a male è più dolorosa di qualsiasi altro dolore.
Gesù, i sogni vanno e vengono, i ricordi restano: per questo preferisco più ricordare che sognare, perché neppure i cattivi possono vivere senza amore sociale, senza futuro e senza speranza.
Gesù, se tu fossi nato di questi tempi non ti avrebbero messo in croce, ti avrebbero dato l’ergastolo ostativo, perché gli uomini buoni sono diventati molto più cattivi di quelli di una volta.
Gesù, anch’io vorrei morire come te, ma i buoni non vogliono: dicono che sia peccato, loro vogliono far giustizia così, per essere più cattivi di noi.
Gesù, i buoni non fanno come i cattivi, loro le vite preferiscono spegnerle, farle soffrire e distruggerle un po’ tutti i giorni.
Gesù, spero che tu non senta mai tutto il dolore, l’angoscia e la tristezza degli “uomini ombra”, perché noi respiriamo, ma non viviamo.
Gesù, non capirò mai come persone “perbene”, probabilmente “buone”, mettono, dicono non per vendetta ma per giustizia, la gente in prigione con una pena che non finisce mai e in un posto brutto schifoso e illegale come il carcere.
Gesù, te la posso fare una domanda? Valeva la pena farti mettere in croce per gli umani che sono così disumani?
Gesù, valeva la pena che tu morissi per far diventare i “buoni” così cattivi? Non ti conveniva mettere in croce un altro al posto tuo, come stanno chiedendo a me per uscire dal carcere?
Gesù, dopo venti anni di carcere mi hanno chiesto questo, ma se non l’hai fatto tu che sei così buono, perché lo devo fare io che sono così cattivo?
Pasqua aprile 2011
L’ergastolo ostativo è quella pena che ti impone la scelta di scegliere fra due mali: o stai dentro fino alla morte o metti un altro al posto tuo.
Gesù, ci sono dei giorni che mi sembra che i muri della mia cella mi stritolino il cuore e ci sono dei momenti che non mi ricordo più come si vive da uomo libero.
Gesù, non riesco a capire! A cosa serve e a chi serve che tanti “uomini ombra” dopo venti anni, trenta anni, alcuni molti di più, rimangono chiusi in una cella?
Gesù, un “uomo ombra” ha poco tempo per pensare, perché è occupato tutto il giorno a trovare buoni motivi per sopravvivere ad un giorno dietro l’altro.
Gesù, come sono stupidi gli uomini “buoni”: invece di farci fare qualcosa fuori, ci tengono chiusi nelle celle come belve feroci senza fare nulla.
Gesù, in certe notti non esiste nessun altro luogo dove trovare tanta tristezza come nel cuore degli “uomini ombra”, perché non si può pagare il proprio passato con tutta una vita.
Gesù, non ho mai avuto paura dei cattivi, ci sono nato intorno a loro, piuttosto è da tanto tempo che sono i buoni che mi fanno paura.
Gesù, per tutti il futuro è un mistero, ma non lo è per gli “uomini ombra” perché noi sappiamo già come vivremo, dove vivremo e dove moriremo.
Gesù, le lacrime degli “uomini ombra” non si vedono, perché pure quelle sono di ombra. E non è vero che sperare non costa nulla perché una speranza andata a male è più dolorosa di qualsiasi altro dolore.
Gesù, i sogni vanno e vengono, i ricordi restano: per questo preferisco più ricordare che sognare, perché neppure i cattivi possono vivere senza amore sociale, senza futuro e senza speranza.
Gesù, se tu fossi nato di questi tempi non ti avrebbero messo in croce, ti avrebbero dato l’ergastolo ostativo, perché gli uomini buoni sono diventati molto più cattivi di quelli di una volta.
Gesù, anch’io vorrei morire come te, ma i buoni non vogliono: dicono che sia peccato, loro vogliono far giustizia così, per essere più cattivi di noi.
Gesù, i buoni non fanno come i cattivi, loro le vite preferiscono spegnerle, farle soffrire e distruggerle un po’ tutti i giorni.
Gesù, spero che tu non senta mai tutto il dolore, l’angoscia e la tristezza degli “uomini ombra”, perché noi respiriamo, ma non viviamo.
Gesù, non capirò mai come persone “perbene”, probabilmente “buone”, mettono, dicono non per vendetta ma per giustizia, la gente in prigione con una pena che non finisce mai e in un posto brutto schifoso e illegale come il carcere.
Gesù, te la posso fare una domanda? Valeva la pena farti mettere in croce per gli umani che sono così disumani?
Gesù, valeva la pena che tu morissi per far diventare i “buoni” così cattivi? Non ti conveniva mettere in croce un altro al posto tuo, come stanno chiedendo a me per uscire dal carcere?
Gesù, dopo venti anni di carcere mi hanno chiesto questo, ma se non l’hai fatto tu che sei così buono, perché lo devo fare io che sono così cattivo?
Pasqua aprile 2011
venerdì 15 aprile 2011
NARDO': LA POSIZIONE NETTA DI SEL
Due punti fermi: No a nucleare e no a derive neofasciste
Quella del nucleare è certamente una grande sfida democratica, una battaglia di
civiltà.
In queste ore tutto il mondo dovrebbe interrogarsi sulla seria necessità di
interrompere ogni piano di sviluppo energetico basato sulla produzione
nucleare.
La madre Terra comincia a morire sotto i nostri occhi ed il Giappone diviene
il simbolo di una sciagura senza precedenti che lascia i suoi semi di morte
alle generazioni presenti ed a quelle future.
Quello che il circolo “ noveaprile “ di Sinistra ecologia e Libertà di Nardò
può dichiarare è che ogni misura idonea a scongiurare l’ insediamento di una
centrale nucleare a ridosso del territorio neritino sarà perseguita.
Rispondere con le parole del Presidente delle Puglie Vendola mi sembra la cosa
più schietta:“ dovranno venire con i carri armati “ !
Rispondo brevemente alla voglia del “ polo neretino “ di mettere in rilievo le
probabili divergenze fra sensibilità differenti come quella di SEL e delle
altre anime che compongono la coalizione che sostiene Marcello Risi a candidato
sindaco.
Sarebbe più opportuno per il “ polo neretino “ curare i rapporti interni alla
propria coalizione di riferimento.
Mi spiego meglio: l’ adesione di gruppi neofascisti alla coalizione di
Giancarlo De Pascalis si qualifica da sola.
La storia dovrebbe insegnare qualcosa ma il consistente blocco reazionario (
Piazza Pulita-Progetto Nardò-Forza Nuova) presente nella coalizione che compone
il “ polo neretino “ evidenzia la natura di destra di quella coalizione.
Il problema per la nostra comunità è che certe formazioni non solo sono di
destra ma appartengono a quella destra xenofoba e razzista; appartengono a
quella destra nostalgica del fascismo segno che la storia non è stata maestra
per molti neritini.
Mentre alcuni parlano strumentalmente di nucleare che è una tematica aleatoria
voglio porre un quesito reale e contingente: alcuni migranti sono già presenti nel territorio neritino e SEL, con mezzi propri, aiuta questi nostri fratelli quotidianamente.
Quando, a breve, arriverà l’ ondata degli schiavi raccoglitori di angurie e
pomodori quale comportamento avrà questa destra presente nella coalizione di De
Pascalis?
Spero soltanto che la soluzione non sia quella del “ calcio in culo “ .
Angelo Cleopazzo SEL Nardò
Quella del nucleare è certamente una grande sfida democratica, una battaglia di
civiltà.
In queste ore tutto il mondo dovrebbe interrogarsi sulla seria necessità di
interrompere ogni piano di sviluppo energetico basato sulla produzione
nucleare.
La madre Terra comincia a morire sotto i nostri occhi ed il Giappone diviene
il simbolo di una sciagura senza precedenti che lascia i suoi semi di morte
alle generazioni presenti ed a quelle future.
Quello che il circolo “ noveaprile “ di Sinistra ecologia e Libertà di Nardò
può dichiarare è che ogni misura idonea a scongiurare l’ insediamento di una
centrale nucleare a ridosso del territorio neritino sarà perseguita.
Rispondere con le parole del Presidente delle Puglie Vendola mi sembra la cosa
più schietta:“ dovranno venire con i carri armati “ !
Rispondo brevemente alla voglia del “ polo neretino “ di mettere in rilievo le
probabili divergenze fra sensibilità differenti come quella di SEL e delle
altre anime che compongono la coalizione che sostiene Marcello Risi a candidato
sindaco.
Sarebbe più opportuno per il “ polo neretino “ curare i rapporti interni alla
propria coalizione di riferimento.
Mi spiego meglio: l’ adesione di gruppi neofascisti alla coalizione di
Giancarlo De Pascalis si qualifica da sola.
La storia dovrebbe insegnare qualcosa ma il consistente blocco reazionario (
Piazza Pulita-Progetto Nardò-Forza Nuova) presente nella coalizione che compone
il “ polo neretino “ evidenzia la natura di destra di quella coalizione.
Il problema per la nostra comunità è che certe formazioni non solo sono di
destra ma appartengono a quella destra xenofoba e razzista; appartengono a
quella destra nostalgica del fascismo segno che la storia non è stata maestra
per molti neritini.
Mentre alcuni parlano strumentalmente di nucleare che è una tematica aleatoria
voglio porre un quesito reale e contingente: alcuni migranti sono già presenti nel territorio neritino e SEL, con mezzi propri, aiuta questi nostri fratelli quotidianamente.
Quando, a breve, arriverà l’ ondata degli schiavi raccoglitori di angurie e
pomodori quale comportamento avrà questa destra presente nella coalizione di De
Pascalis?
Spero soltanto che la soluzione non sia quella del “ calcio in culo “ .
Angelo Cleopazzo SEL Nardò
Vittorio, l'eroe buono
Forte, coraggioso, generoso. Come nelle favole che si raccontano ai bambini
"Dormite, che domani si va a ballare il rock-and-roll". Assomigliava a Corto Maltese, la prima volta che lo vidi. Aveva la pipa, un berretto blu da marinaio e la voce pacata. Da dieci giorni la pioggia di bombe sulla Striscia era terminata, e assieme ad alcuni cooperanti eravamo riusciti a entrare dall'Egitto per documentare gli effetti di Piombo Fuso, l'operazione militare israeliana che ha massacrato 1.300 palestinesi, 300 dei quali bambini. Siamo rimasti in piedi tutta la notte a chiacchierare di politica.Poi la sveglia, alle sei. "Andiamo a ballare il rock-and-roll". E siamo partiti, prima in macchina, poi su un camioncino scassato. Una decina di attivisti dell'Ism e qualche giornalista, tutti sul cassone del camioncino, con Vittorio che agitava le sue enormi braccia indicando la strada, mentre i bambini lo salutavano strillando 'Vik, habibi', fratello. Nel campo di al-Arahin, nei pressi di Khan Younis, al centro della Striscia di Gaza, i contadini erano pronti. Con l'aiuto degli attivisti potevano sperare di raccogliere almeno qualche chilo di prezzemolo da portare al mercato, senza correre il rischio di venire uccisi. La settimana prima, dal confine con Israele, un cecchino israeliano aveva colpito, ammazzandolo, un ragazzo di 19 anni: stava caricando il prezzemolo sul suo mulo. Forse si era avvicinato troppo alla rete. Quella rete che stringe Gaza come una gabbia. Ma oggi c'erano quelli dell'Ism, gli amici dell'Ism, e il raccolto sarebbe stato più abbondante. Oggi c'era Vik, col suo megafono, che gridava ai militari: "Siamo civili disarmati, non sparate". E invece, poco dopo, il rock-and-roll. Le raffiche facevano sobbalzare, e anche se nessuno si sentiva direttamente preso di mira - salvo i contadini, che per la paura si acquattavano immobili tra le piante - eravamo terrorizzati. Vittorio no, lui stava eretto col suo megafono, a gridare: "Vergogna, siete la vergogna di Israele". Era un rompiscatole, e qualcuno, non solo in Israele, lo avrebbe volentieri fatto fuori.
Vittorio era l'eroe buono che si racconta ai bambini prima di dormire. "... e poi arriva Vik col suo megafono, che caccia via i cattivi coi carri armati". Ha scelto di vivere con i deboli, e di aiutarli senza chiedere nulla in cambio. I proventi del suo libro, 'Restiamo umani', li ha devoluti all'associazione che ha creato per sostenere le vittime di Gaza. La sera che l'ho salutato vestiva una giacca elegante, lui che sembra uscito da un centro sociale. "Quanto ti è costata, Vik?". "Me l'hanno regalata". Come il piccolo portatile che usava per scrivere i resoconti da Gaza per PeaceReporter. Come tante altre cose, oggetti di utilità quotidiana che la popolazione della Striscia gli portava, a testimonianza della gratitudine verso questo ragazzo che viene da fuori, e che - chissà perché - ha scelto di rimanere lì, a lottare con loro contro l'assedio. Un assedio che, a fine 2008, ha portato la distruzione di un terremoto. Abbiamo potuto constatare di persona gli effetti dell'operazione Piombo Fuso. Sulle stesse strade che percorrevano, tra gli edifici ridotti in macerie, solo poche settimane prima correvano le ambulanze. Su una di queste c'era Vittorio. Instancabile, coraggioso, forte. Raccoglieva i corpi rimasti a terra. E non aveva paura. Poi tornava a casa, un goccio di rum di contrabbando e di nuovo a scrivere. Non dormiva mai. A volte rimaneva ostaggio dei suoi incubi, visite notturne di una realtà che viveva quotidianamente, impastata di morte e di dolore. E soffriva per quel popolo, che amava anche nelle sue contraddizioni più crudeli. Averlo visto bendato e ferito, averlo pensato umiliato, impotente, muto, e poi disteso su un materasso, senza vita, è stato qualcosa che ha schiantato il petto. Alla sua morte non si può credere. Forse perché gli eroi non muoiono. Ma se a Gaza oggi qualcuno può trattare un eroe come carne da macello, a questo qualcuno, chiunque egli sia, non si può più chiedere di restare umano. E forse, dopo la morte di Vik, neppure a noi.
Luca Galassi da PeaceReporter
Vittorio Arrigoni è stato strangolato dai rapitori durante un blitz dei miliziani di Hamas nella casa in cui era tenuto ostaggio a Gaza City.
Vittorio Arrigoni è morto. Il suo corpo è stato trovato questa notte intorno alle 1.50 in un'abitazione nella Striscia di Gaza, nel quartiere Qaram, periferia di Gaza City. La notizia è stata dapprima diffusa da fonti di Hamas e poi confermata a PeaceReporter da un'attivista dell'International Solidarity Movement. Hamas, il movimento islamico che controlla il territorio della Striscia, non è riuscito a mediare per la sua liberazione. O forse non ci ha nemmeno provato. Secondo quanto riferito dal portavoce del movimento, dietro indicazione di uno dei membri del gruppo ultra-radicale interrogato nel primo pomeriggio, le forze di sicurezza avrebbero circondato l'area nella quale era detenuto Vittorio, dando luogo a un'irruzione sfociata in uno scontro a fuoco, in seguito al quale alcuni militanti salafiti sarebbero stati feriti, due di loro arrestati, mentre altri ancora sarebbero ricercati.
Non è chiaro come e quando Vittorio sia stato ucciso, anche se il portavoce di Hamas, Yiab Hussein, ha dichiarato in una conferenza stampa tenutasi poco dopo le 3 di stanotte, che Arrigoni era morto circa tre ore prima, senza però spiegare come fosse stato possibile stabilire il decesso con tale esattezza. Una militante dell'Ism si è recata sul luogo del ritrovamento e ha riconosciuto il corpo alle 3.10. "Aveva le mani legate dietro la schiena, e giaceva supino su un materasso". La ragazza ha raccontato a PeaceReporter che la sicurezza di Hamas ha detto anche a lei e agli altri membri dell'International Solidarity Movement giunti nella casa che Vittorio sarebbe morto qualche ora prima del loro arrivo. Il pacifista è stato strangolato, anche se, dal racconto reso a PeaceReporter dalla militante dell'Ism, dietro la nuca presentava contusioni varie. "Aveva ancora la benda intorno agli occhi, e perdeva sangue da dietro la testa. Sui polsi c'era il segno delle manette".
La sera prima del rapimento Arrigoni era andato in palestra. Poi aveva chiamato per prenotare il ristorante dove spesso era solito recarsi a cena. Aveva detto che sarebbe arrivato verso le 22. Alle 22.30, non vedendolo arrivare, lo chiamano dal ristorante. Ma Vittorio non risponde. Nessuno si preoccupa, perchè comunque spegne spesso il cellulare. Dopo la cena avrebbe incontrato un'amica e l'indomani sarebbe andato a Rafah a far visita ad alcune famiglie palestinesi con i compagni dell'Ism, che hanno provato anche loro a contattarlo dopo la palestra. Invano. Vittorio è stato rapito appena uscito dalla palestra.
La sua salma è stata trasferita durante la notte allo Shifa Hospital di Gaza, dove è stato condotto l'esame autoptico e redatto il certificato di morte. Il pacifista italiano era stato rapito ieri da un gruppo islamico salafita che, in un filmato su You Tube, minacciava di ucciderlo se entro 30 ore, a partire dalle 11 locali, il governo di Hamas non avesse liberato alcuni detenuti salafiti. Vittorio è morto dopo che nemmeno metà del tempo concesso dai rapitori si fosse esaurito, ben prima che l'ultimatum scadesse. E' morto senza che neppure l'accenno di un negoziato fosse avviato per la sua liberazione. Purtroppo, a queste domande non sarà facile dare una risposta. Con la sua morte se ne va uno dei più ferventi sostenitori della causa palestinese. Un giornalista di guerra. E un amico. Addio, Vik.
da Indymedia
Non è chiaro come e quando Vittorio sia stato ucciso, anche se il portavoce di Hamas, Yiab Hussein, ha dichiarato in una conferenza stampa tenutasi poco dopo le 3 di stanotte, che Arrigoni era morto circa tre ore prima, senza però spiegare come fosse stato possibile stabilire il decesso con tale esattezza. Una militante dell'Ism si è recata sul luogo del ritrovamento e ha riconosciuto il corpo alle 3.10. "Aveva le mani legate dietro la schiena, e giaceva supino su un materasso". La ragazza ha raccontato a PeaceReporter che la sicurezza di Hamas ha detto anche a lei e agli altri membri dell'International Solidarity Movement giunti nella casa che Vittorio sarebbe morto qualche ora prima del loro arrivo. Il pacifista è stato strangolato, anche se, dal racconto reso a PeaceReporter dalla militante dell'Ism, dietro la nuca presentava contusioni varie. "Aveva ancora la benda intorno agli occhi, e perdeva sangue da dietro la testa. Sui polsi c'era il segno delle manette".
La sera prima del rapimento Arrigoni era andato in palestra. Poi aveva chiamato per prenotare il ristorante dove spesso era solito recarsi a cena. Aveva detto che sarebbe arrivato verso le 22. Alle 22.30, non vedendolo arrivare, lo chiamano dal ristorante. Ma Vittorio non risponde. Nessuno si preoccupa, perchè comunque spegne spesso il cellulare. Dopo la cena avrebbe incontrato un'amica e l'indomani sarebbe andato a Rafah a far visita ad alcune famiglie palestinesi con i compagni dell'Ism, che hanno provato anche loro a contattarlo dopo la palestra. Invano. Vittorio è stato rapito appena uscito dalla palestra.
La sua salma è stata trasferita durante la notte allo Shifa Hospital di Gaza, dove è stato condotto l'esame autoptico e redatto il certificato di morte. Il pacifista italiano era stato rapito ieri da un gruppo islamico salafita che, in un filmato su You Tube, minacciava di ucciderlo se entro 30 ore, a partire dalle 11 locali, il governo di Hamas non avesse liberato alcuni detenuti salafiti. Vittorio è morto dopo che nemmeno metà del tempo concesso dai rapitori si fosse esaurito, ben prima che l'ultimatum scadesse. E' morto senza che neppure l'accenno di un negoziato fosse avviato per la sua liberazione. Purtroppo, a queste domande non sarà facile dare una risposta. Con la sua morte se ne va uno dei più ferventi sostenitori della causa palestinese. Un giornalista di guerra. E un amico. Addio, Vik.
da Indymedia
mercoledì 13 aprile 2011
domenica 10 aprile 2011
venerdì 8 aprile 2011
9 aprile 1920-2011 : il popolo / i diritti

NARDO' - Nell'anniversario dello sciopero del 9 aprile 1920 il circolo neritino di sel,
che da quella data prende il nome, e la locale sezione della cgil organizzano
una conversazione pubblica sul tema : il popolo/ i diritti.Interverranno :
Salvatore Arnesano (Segretario generale CGIL Lecce)
Anna Cordella (Portavoce provinciale SEL)
Dora Raho ( Insegnante e studiosa storia locale)
Gianni Ferraris (Giornalista Paese Nuovo Quotidiano)
Claudia Raho
portavoce circolo sel 'noveaprile' - Nardò
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