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venerdì 12 febbraio 2010

PROCESSO NOTTETEMPO


Ancora una volta il processo viene rimando. Di seguito un intervento dei comagni anarchici salentini con, per chi non conoscesse i fatti, un pò di cronistoria sulle vicende accadute.

Il 10 febbraio era prevista la sentenza d'appello del tribunale di Lecce nei confronti di alcuni compagni accusati di associazione sovversiva, già rinviata il 18 novembre 2009. La Corte però ha deciso di prendere altro tempo e di accogliere la richiesta di integrazione di alcune prove, fatta dal PM all'inizio del processo d'appello. Il 16 febbraio così verrà nominato un perito del tribunale per effettuare la trascrizione di alcune intercettazioni telefoniche riguardanti episodi di qualche anno fa. Verranno in seguito fissate altre udienze. Ciò che è accaduto sembra volto ad appesantire la condanna già inflitta in primo grado, con la quale in quattro sono stati condannati per associazione a delinquere e altri tre per reati specifici, tutto ciò nell'ambito del torbido agire degli apparati repressivi, giudiziari, polizieschi, politici, che in questi anni si sono dimostrati ligi protettori e affiliati dei vari potentati leccesi; Il Cpt di S.Foca infatti, contro il quale vi è stata la lotta degli anarchici e che ha portato alla sua chiusura, era gestito dalla curia di Lecce. Sulla vicenda, e su tutte le violenze che all'interno di quel lager sono accadute per mano anche dei suoi gestori, ora si vuole porre il silenzio. Nei prossimi mesi riporteremo ulteriori aggiornamenti
Anarchici salentini

RICORDARE DIVERSAMENTE
Con un’operazione eclatante nel 2005 alcuni anarchici di Lecce e provincia furono arrestati con l’accusa di associazione sovversiva, perché si erano opposti duramente all’esistenza del lager per immigrati di S.Foca gestito dalla curia leccese. Dopo aver già emesso una condanna nei confronti di alcuni di essi per associazione a delinquere e aver assolto molti altri compagni, il 10 febbraio il Tribunale di Lecce pronuncerà la sentenza d’appello. Nel frattempo quel centro è stato chiuso, i suoi gestori hanno subito a loro volta vari processi per tutte le infamie che in quel luogo hanno commesso. Per rifarsi un’immagine e continuare i propri affari sono riparati all’estero, facendo calare il silenzio su tutta la vicenda. I centri di detenzione per immigrati però esistono ancora in varie parti d’Italia e del mondo, ma
esiste anche la lotta di chi, all’interno e all’esterno di essi, ritiene che l’unico destino di questi posti è quello di essere distrutti, per spazzare via con essi la paura, l’odio, la guerra tra poveri, l’indifferenza, il razzismo, fomentati dal potere per creare terrore.
Il 10 febbraio è anche la giornata del ricordo in cui si commemorano i morti delle foibe, operazione con la quale si vogliono far passare le menzogne dei fascisti e porre un ulteriore tassello per cambiare la storia e giustificare il presente. A questo serve infatti il revisionismo. I fascisti odierni diventano portatori di un ideale come altri, così come i gestori dei centri per immigrati vengono considerati benefattori, mentre chi a quei lager si oppone è considerato terrorista e bandito.
Contro tutto questo siamo ancora in strada e ancora in lotta, ancora con la voglia di opporci a ciò che riteniamo intollerabile.
Anarchici

Bertolaso nelle telefonate c'è chi ride sul terremoto.

Soldi, sesso, appalti, festini, favori... e sciacallaggio. Il terremoto a L'Aquila è, infatti, una tragedia, ma anche un'opportunità di apparire. Chi la pensa così? Sicuramente, chi aveva interesse nelle ricostruzioni, a leggere le intercettazioni.

Il primo riferimento, si afferma nell'ordinanza, è in una telefonata tra Angelo Balducci e Diego Anemone dell'11 aprile in cui si parla del futuro del figlio di Balducci e in cui Anemone «rinfaccia - scrive il gip - a Balducci che la vera ragione per cui ha partecipato alla riunione del pomeriggio per lavori post terremoto» sia proprio l'assunzione del figlio. Balducci a sua volta, prosegue il gip, «vuole far pesare il fatto che si è fatto promotore per l'inserimento delle imprese Anemone per i lavori post terremoto».
Il contenuto della telefonata - «cioè dico tu ti rendi conto...ti rendi conto...cioè oggi...al posto mio chi si sarebbe mosso?...chi?...» - fa sottolineare al gip «il cinismo dei due che, a pochissimi giorni dal tragico sisma dell'Abruzzo, non esitano a programmare speculazioni in sede di ricostruzione».

L'altra riferimento al terremoto è in una telefonata del 6 aprile - il giorno del sisma - tra l'imprenditore Francesco De Vito Piscicelli (coinvolto nell'inchiesta per esser stato il tramite tra una ditta fiorentina e Balducci e De Santis) e suo cognato Gagliardi. «Che il terremoto abbia suscitato gli appetiti di tali personaggi privi di scrupoli - scrive il gip riferendosi agli arrestati - lo si ricava anche da altre conversazioni che danno un quadro veramente inquietante circa la realtà della gestione degli appalti pubblici in Italia».

Ecco il testo della telefonata: Piscicelli: «Sì». Gagliardi:...oh ma alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito...non è che c'è un terremoto al giorno P:..no...lo so (ride) G:...così per dire per carità...poveracci P:..va buò ciao G:...o no? P:...eh certo...io ridevo stamattina alle 3 e mezzo dentro il letto G:...io pure...va buò...ciao». Piscicelli è colui che, scrive il gip, «con le macerie ancora calde» è «già pronto a buttarsi sul denaro per la ricostruzione del martoriato Abruzzo».

Le reazioni
«Sciacalli» che «fanno schifo» è il commento del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente. «Quanto sta emergendo in queste ore è drammatico», dice Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd abruzzese. «Non dimentichiamo certo la rapidità dell'intervento nella fase emergenziale, ma al di là delle eventuali responsabilità penali è raccapricciante assistere a questo cinismo affaristico sulle spalle dei cittadini aquilani. Le istituzioni, le famiglie e le imprese aquilane hanno il diritto di conoscere subito tutta la verità». «È tutto l'Abruzzo a sentirsi ferito e offeso, - dice Paolucci - questa regione ha subito un dramma epocale di fronte al quale il governo Berlusconi e la giunta regionale di centrodestra hanno deciso interventi addirittura ridotti rispetto al trattamento per altri terremoti. Al dramma del sisma peggio trattato degli ultimi trent'anni in Italia, oggi si aggiungono le parole di questi sciacalli che infieriscono sulle sofferenze umane».

La difesa
Bertolaso si difende e il premier lo spalleggia. «L'accusa è infamante, drammatica. Io non c'entro, penso si sia trattato di un grosso equivoco», ha detto Bertolaso. «Da quello che ho letto, dalle carte che ho ricevuto dalla magistratura, si parla di compensi in denaro e anche di favori sessuali. Sono cose che assolutamente non esistono, io non c'entro con questa vicenda». «Il Salaria Sport Village (dove si sarebbero svolti gli incontri) è uno dei centri sportivi più grossi di Roma, al cui interno c'è anche una struttura per fisioterapia e Francesca (la donna di cui si parla in una intercettazione, ndr) è una persona per bene, molto brava, cui ricorrevo per lo stress che ogni tanto mi colpisce», ha aggiunto Bertolaso. «Si tratta di una vicenda dolorosissima per la quale sicuramente saranno stati commessi anche degli illeciti. Ma non è che io ho seguito direttamente e personalmente la vicenda degli appalti. Il mio compito era quello di realizzare un'opera importante, una grande bonifica ambientale, restituire all'arcipelago della Maddalena un territorio che era stato davvero devastato e renderlo fruibile per un grande avvenimento com'era quello del G8», ha detto Bertolaso, intervistato dal tg1.

«Non so se è un disegno vero contro di me. Ma quando ho partecipato a una trasmissione sulla storia d'italia avevo parlato della preoccupazione per questa popolarità, sì che magari qualcuno mi mettesse in tasca una bustina di cocaina, mutatis mutandi è quello che è accaduto», ha aggiunto. «Sono molto avvilito. La mia grande preoccupazione è quella di dimostrare che non ho tradito la fiducia degli italiani. È l'unica cosa che davvero mi preme, oltre ovviamente ad essere creduto dalla mia famiglia per quelli che sono stati i miei comportamenti personali». «Le idee che qualcuno poteva avere per indurmi ad essere condiscendente nei confronti di chi doveva fare i lavori e dei soldi che dovevano essere spesi - ha detto ancora Bertolaso - non mi appartengono. Erano ipotesi che venivano fatte sull'abitudine di altre frequentazioni e vicende del passato. L'importante è che io non abbia mai fatto parte di questo genere di festini».

Bertolaso Bastardo!

da Indymedia

BOB MARLEY - BURNIN AND LOOTIN





BOB MARLEY - BURNIN AND LOOTIN

This morning I woke up in a curfew
Oh God, I was a prisoner too - yeah
Could not recognise the faces standing over me
They were all dressed in uniforms of brutality
How many rivers do we have to cross
Before we can talk to the boss
All that we got seems lost
We must have really paid the cost
(That's why we gonna be)
Burnin' and a-lootin' tonight
(Say we gonna burn and loot)
Burnin' and a-lootin' tonight
(One more thing)
Burning all pollution tonight (Oh yeah, yeah)
Burning all illusion tonight
Oh stop them
Give me the food and let me grow
Let the roots man take a blow
All them drugs gonna make you slow, now
It's not the music of the ghetto
Weeping and a-wailing tonight
(Ooh can't stop the tears)
Weepin' and a-wailin' tonight
(We ve been suffering all these long, long years)
Weeping and a-wailing tonight
(That's why we gonna)
Burnin' and a-lootin' tonight
(Say we gonna burn and loot)
Burnin' and a-lootin' tonight
(One more thing)
Burning all pollution tonight (Oh yeah, yeah)
Burning all illusions tonight
We gonna be burnin' and a-lootin' tonight
(To survive, yeah)
Burnin' and a-lootin' tonight
(Save your babies lives)
Burning all pollution tonight
Burning all illusions tonight
Burnin' and lootin'

BOB MARLEY - BRUCEREMO E SACCHEGGEREMO

Stamani mi sono svegliato con il coprifuoco
Oh Dio, ero anch'io prigioniero - sì
Non riconoscevo le facce che incombevano su
Tutte abbigliate di uniformi di brutalità
Quanti fiumi dobbiamo guadare
Prima di poter parlare al capo
Tutto quel che avevamo sembra perduto
Dobbiamo proprio aver pagato il prezzo
(E' per questo che noi)
Stanotte bruceremo e saccheggeremo
(Dico che bruceremo e saccheggeremo)
Stanotte bruceremo e saccheggeremo
(Ancora una cosa)
Stanotte bruceremo tutta la corruzione (Oh sì;, sì)
Stanotte bruceremo tutte le illusioni
Oh fermateli
Datemi il cibo e lasciatemi crescere
Svaniscano pure le radici dell'uomo
Ora, tutte quelle droghe ti rallenteranno
Non è la musica del ghetto
Stanotte si piange e si geme
(Oh, non riesco a fermare le lacrime)
Stanotte si piange e si geme
(Abbiamo sofferto tutti questi lunghi, lunghi anni
Stanotte si piange e si geme
(Ed è per questo che noi)
Stanotte bruceremo e saccheggeremo
(Dico che bruceremo e saccheggeremo)
Stanotte bruceremo e saccheggeremo
(Ancora una cosa)
Stanotte bruceremo tutta la corruzione (Oh sì, sì;)
Stanotte bruceremo tutte le illusioni
Stanotte bruceremo e saccheggeremo
(Per sopravvivere, sì)
Stanotte bruceremo e saccheggeremo
(Salvate le vite dei vostri bambini)
Stanotte bruceremo tutta la corruzione
Stanotte bruceremo tutte le illusioni
Stanotte bruceremo e saccheggeremo

12 febbraio RED HAND DAY 'Stop all’uso dei bambini soldato'


Tante mani rosse per continuare a dire “STOP ALL’USO DEI BAMBINI SOLDATO”

Secondo il Rapporto Globale sui bambini soldato del 2008 sono più di 250.000 i minori che prendono parte ai combattimenti in 35 Paesi utilizzati sia da parte degli eserciti governativi, sia da parte di gruppi armati di opposizione ai Governi; ben 120.000 solo nel continente africano.
Per affermare pubblicamente la propria contrarietà all'utilizzo di bambini, bambine e adolescenti come soldati, la Coalizione Internazionale "Stop all'Uso dei Bambini Soldato!" ha istituito per il 12 febbraio 2010 il "Red Hand Day", la Giornata della Mano Rossa.
La data non è casuale e coincide con l'entrata in vigore del Protocollo Opzionale alla Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati (Optional Protocol on Children in Armed Conflict - OPAC), già approvato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 25 maggio del 2000.

Varie le iniziative possibili: si possono organizzare piccoli eventi per coinvolgere più persone o solo semplicemente colorarsi la mano di rosso e inviare una fotografia o un video che lo documenti compilando il format al seguente link

http://www.redhandday.org/index.php?L=en&view=participate
da PeaceReporter

Appello di Alex Zanotelli: «Mobilitiamoci! Sull'acqua ci giochiamo tutto»


di Alex Zanotelli
Questo è l’anno dell’acqua, l’anno in cui noi italiani dobbiamo decidere se l’acqua sarà merce o diritto fondamentale umano. Il 19 novembre 2009, il governo Berlusconi ha votato la legge Ronchi, che privatizza i rubinetti d’Italia. E’ la sconfitta della politica, è la vittoria dei potentati economico-finanziari. E’ la vittoria del mercato, la mercificazione della «creatura» più sacra che abbiamo: «sorella acqua». Questo decreto sarà pagato a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese, che, per l’aumento delle tariffe, troveranno sempre più difficile pagare le bollette dell’acqua [avremo così cittadini di serie A e di serie B!]. Ma soprattutto, la privatizzazione dell’acqua sarà pagata dai poveri del Sud del mondo con milioni di morti di sete. Per me è criminale affidare alle multinazionali il bene più prezioso dell’umanità [«l’oro blu»], bene che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici [scioglimento dei ghiacciai e dei nevai] sia per l’incremento demografico.
L’acqua è un diritto fondamentale umano, che deve essere gestito dai Comuni a totale capitale pubblico, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile. Purtroppo il nostro governo, con la legge Ronchi, ha scelto un’altra strada, quella della mercificazione dell’acqua. Ma sono convinto che la vittoria dei potentati economico-finanziari si trasformerà in un boomerang.
E’ già oggi notevole la reazione popolare contro questa decisione immorale. Questi anni di impegno e di sensibilizzazione sull’acqua, mi inducono ad affermare che abbiamo ottenuto in Italia una vittoria culturale, che ora deve diventare politica. Ecco perché il Forum italiano dei Movimenti per l’acqua pubblica lancia ora il Referendum abrogativo della Legge Ronchi, che dovrà raccogliere, fra aprile e luglio 2010, circa seicentomila firme. Non sarà un referendum solo abrogativo, ma una vera e propria consultazione popolare su un tema molto chiaro: o la privatizzazione dell’acqua o il suo affidamento ad un soggetto di diritto pubblico. Le date del referendum verranno annunciate in una grande manifestazione nazionale a Roma il 20 marzo, alla vigilia della Giornata mondiale dell’acqua [22marzo].
Nel frattempo chiediamo a tutti di costituirsi in gruppi e comitati in difesa dell’acqua, che siano poi capaci di coordinarsi a livello provinciale e regionale. E’ la difesa del bene più prezioso che abbiamo [aria e acqua sono i due elementi essenziali per la vita!]. Chiediamo a tutti i gruppi e comitati di fare pressione prima di tutto sui propri Comuni affinché convochino consigli monotematici per dichiarare che l’acqua è un bene di non rilevanza economica. Questo apre la possibilità di affidare la gestione dell’acqua ad un soggetto di diritto pubblico. Abbiamo bisogno che migliaia di Comuni si esprimano. Potrebbe essere questo un altro referendum popolare propositivo. Solo un grande movimento popolare trasversale potrà regalarci una grande vittoria per il bene comune. Sull’acqua ci giochiamo tutto, anche la nostra democrazia. Dobbiamo e possiamo vincere. Ce l’ha fatta Parigi [la patria delle grandi multinazionali dell’acqua, Veolia, Ondeo, Saur che stanno mettendo le mani sull’acqua italiana] a ritornare alla gestione pubblica. Ce la possiamo fare anche noi. Mobilitiamoci! E’ l’anno dell’acqua![da www.misna.org]

da Carta

giovedì 11 febbraio 2010

Chiuse le comunità montane in Puglia, Pisanello d'accordo con Vendola

Il viceresponsabile regionale dell'Italia dei Diritti: "Il mio auspicio è che ora il Parlamento abolisca anche le Province, considerate la massima espressione dell'ente inutile"

Roma, 11 febbraio 2010 - Dopo la notizia che il Consiglio regionale pugliese ha approvato la chiusura definitiva di tutte le comunità montane, predisponendo un fondo di oltre due milioni di euro per il 2010, volto a pagare gli stipendi dei dipendenti in attesa di una ricollocazione presso altre strutture, Luciano Pisanello, viceresponsabile per la Puglia dell'Italia dei Diritti, commenta così:"Si tratta di un primo atto importante che deve essere accompagnato da altri, cercando di ridurre al minimo gli sprechi dell'intero apparato amministrativo. Le comunità montane sono enti farraginosi che si accavallano ai Piccoli Comuni, i quali permettono ai loro amministratori di ricoprire doppie e triple cariche con conseguenti benefici ai loro portafogli. Ovviamente - prosegue l'esponente regionale del movimento creato da Antonello De Pierro -, visto che la legge 3 dicembre 1971, n. 1102, concede la possibilità ai Comuni di costituirsi in comunità montane anche se sono in zona 'parzialmente montana', in alcuni casi è bastata la presenza sul territorio di conformazioni simili ad un cavalcavia per giustificarne l'appartenenza, come è successo a Palagiano, situato a soli 39 metri sul livello del Mar Ionio. È bene ora effettuare per i lavoratori di tali comunità una ricollocazione seria all'interno di altre strutture pubbliche, che forniscano veri servizi alla cittadinanza rendendo la Pubblica amministrazione una macchina più efficiente in grado di dare risposte più celeri al cittadino".

L'iniziativa del Governatore Nichi Vendola di sopprimere le comunità montane pugliesi, in alcuni casi sorte a causa della partitocrazia e della lottizzazione del potere, e spesso fonti di sperpero di denaro pubblico, può fungere da volano per tutta una serie di altri provvedimenti. "Il mio auspicio - chiude Pisanello - è ora quello di vedere l'eliminazione effettiva da parte del Parlamento anche delle Province, considerate la massima espressione dell'ente inutile".


Ufficio Stampa Italia dei Diritti
Addetti Stampa
Silvestro Bellobono - Linda Massari
Capo Ufficio Stampa
Fabio Bucciarelli
Via Virginia Agnelli, 89 - 00151 Roma
Tel. 06-97606564; cell. 347-7463784
e-mail: italiadeidiritti@yahoo.it

Ho l'impressione che sul nucleare i candidati e i Presidenti di destra ci stiano prendendo per stupidi


Come da titolo credo proprio che i candidati di destra e chi è già Presidente di Regione di destra abbia preso la popolazione italiana come una popolazione per lo più idiota. Tutti vogliono il nucleare, tutti si dichiarano FAVOREVOLI (incluso Rocco Palese) ma nessuno la vuole nella propria Regione. Vi incollo un po di dichiarazioni recenti e sfido chiunque a dimostrare il contrario:
20 Gennaio 2010: Lombardo, Presidente Sicilia: "La Sicilia dice NO al Nucleare"

26 Febbraio 2009: Cappellacci, presidente Sardegna: "Niente centrali in Sardegna"

10 Febbraio 2010: Rocco Palese candidato alla Presidenza della Regione Puglia - "Dico sì al nucleare ma non in Puglia"

5 Febbraio 2010: Tondo, Presidente del Friuli Venegia Giulia (destra) - "Si al nucleare in Slovenia ma non in FVG"

29 Settembre 2010: Roberto Formigoni, candidato alla Presidenza della Regione Lombardia - "Si al nucleare ma non in Lombardia"

05 Febbraio 2010: Renata Polverini, candidata della destra alla Presidenza della Regione Lazio - "E' impensabile che si possano realizzare impianti nucleari senza il consenso delle regioni"

Ma ci hanno per caso preso per idioti? E se tutti sono favorevoli ma nelle Regioni degli altri allora dove si dovrebbero fare ste benedette centrali nucleari? Intanto nel dubbio c'è qualche certezza, la cartina sismica dell'Italia (bianco zona anti sismica, rosso zona sismica):



da GrandeSalento.org

Giù la testa !


Uno scandalo si abbatte sulla Protezione Civile. Guido Bertolaso rimette gli incarichi.

di Antonio Musella
Solidarietà a Guido Bertolaso !
Diciamolo subito, in modo da non renderci complici del Ros dei Carabinieri, che questa mattina all’alba hanno bussato a casa del mammasantissima del paese, Guido il commissario, Guido il sottosegretario, Guido il capomissione, per una perquisizione e per notificargli l’avviso di garanzia per corruzione per gli appalti de La Maddalena.

Se sei Bertolaso, un’attivista dei movimenti, un ultras colpito dalla repressione di Maroni, la repressione fa male a tutti….

Ma come non esprimere una certa soddisfazione per quel velo finalmente caduto sulla gestione dei grandi eventi in questo paese che hanno in Guido Bertolaso il regista unico.

L’inchiesta parte da Firenze dagli appalti nell’area di Castello che vedono inquisiti un pezzo consistente dell’ex giunta comunale democratica fiorentina da Domenici a Cioni fino a Biagini, e che vede gli interessi di speculatori ed affaristi su alcuni terreni di Salvatore Ligresti.
Si, state tranquilli, non e’ un dejavu’…
E’ proprio “quel” Salvatore Ligresti, quello che insieme a Citaristi oleava di tangenti Psi e Dc per avere gli appalti d’oro negli anni ottanta per le speculazioni edilizie. Da quel filone di inchiesta la mappa degli affari legati al mattone ed ai soldi pubblici ha portato i magistrati ad attraversare il Tirreno fino a giungere all’isola de La Maddalena dove Guido Bertolaso è stato il regista della realizzazione delle grandi opere che dovevano ospitare il G8 del 2009 poi spostato con un colpo di teatro da Silvio Berlusconi a L’Aquila dopo il terremoto. Centinaia di milioni di euro per realizzare alberghi, strutture recettive, parcheggi, centri congressi, appalti gestiti direttamente dalla Protezione Civile. Opere, realizzate, pagate profumatamente con soldi pubblici, e poi lasciate all’abbandono come in più di un’occasione ha denunciato L’Espresso con delle inchieste a più riprese che mettevano in evidenza il degrado delle opere appena realizzate. Il soggetto attuatore delle opere per conto della Protezione Civile era Angelo Balducci, ex vice di Bertolaso, sostituito qualche anno fa da Fabio De Santis. Balducci gestiva direttamente i rapporti con i costruttori, prendeva prebende, decideva chi costruiva e dove. Cattedrali nel deserto, esattamente come è stato per i mondiali di Nuoto di Roma, 400 milioni di opere pubbliche costruite ed abbandonate per decidere poi di svolgere i mondiali al Foro Italico su una piscina smontabile costruita sui campi di tennis…Una struttura per le gare, realizzata nei 400 milioni di cui sopra, lunga un metro e mezzo più del regolamento. Come non essere vicino all’allenatore della nazionale italiana di nuoto a cui i numeri del cronometro gli raccontavano di una squadra scarsissima. Balducci aveva messo su un vero e proprio sistema di interessi di cui Guido il commissario non poteva non essere a conoscenza. Soldi pubblici agli amici costruttori, personaggi di tangentopoli che ritornano e che rendono assolutamente evidente come la stagione della corruzione così come i suoi sistemi di attuazione e le loro “aree di interesse” non siano mai mutate nel nostro paese.

Certo Guido Bertolaso ha preso una brutta botta.

Forse se n’era andato un po’ di testa negli ultimi tempi, a causa forse dell’emozione precoce per gli affari che la Protezione Civile Servizi S.p.a avrebbe potuto fare con lui a capo. Il decreto 195 che tra le altre questioni vede anche la trasformazione della Protezione Civile in una s.p.a. è passato al Senato e probabilmente la prossima settimana andrà alla Camera per la trasformazione in legge.

Bertolaso cominciava a darsi anche delle arie da leader mondiale , “i grandi paesi non hanno fatto nulla e quello che hanno fatto lo hanno fatto male..” tuonava appena quindici giorni fa da Haiti criticando il governo americano per la gestione degli aiuti ai terremotati.
L’addetto stampa di Hillary Clinton faceva partire un comunicato in cui si parlava di “chiacchiere da bar dello sport..”, ma forse il segretario di Stato americano avrà pensato “ma chi è questo? Berto… che ?”.
Scuse di Berlusconi, autoflaggellazione di Frattini e tutto tornava sereno.
A qualcuno è sembrato di vedere anche Gianni Letta che dava dieci bacchettate sulle mani, come fanno i preti, al suo figliol prodigo.
Era eccitato Bertolaso anche dal primo compito della sua Protezione Civile S.p.a., la Louis Vuitton Cup in Sardegna la prossima estate, proprio per ridare un senso a quelle cattedrali nel deserto costruite dagli amici costruttori con il coordinamento di Balducci. La prima mossa era stata quella di dare in affidamento l’albergo che avrebbe dovuto ospitare gli otto grandi a La Maddalena. Era stato affidato al Gruppo Marcegaglia per la Louis Vuitton Cup. In un recente sopralluogo dopo le inchieste de L’Espresso, Bertolaso aveva sentenziato che le opere erano in perfetto stato, serviva al massimo un’ inbiancata alle pareti.

Emozionato, per il suo nuovo ruolo da regista dei più grandi affari di questo paese nella gestione dei fondi pubblici, le emergenze, le grandi opere, santificato e canonizzato da tutti…

Era emozionato Bertolaso ed ora forse è un po’ impaurito. Rimette tutti gli incarichi (per elencarli ci vorrebbe un papiro egizio…) ha fiducia nella magistratura ed è sereno che chiarirà che lui con quella brutta storia di corruzione a La Maddalena non c’entra nulla. Intanto il decreto 195 dopo il passaggio al Senato si avvia verso la Camera, il prossimo 18 febbraio sotto Palazzo Chigi i comitati campani, i vigili del fuoco, i terremotati dell’Abruzzo, i sindacati, le associazioni, grideranno il loro No alla costruzione della più grandi centrale di interessi speculativi del paese, la Protezione Civile S.p.a., chissà per quel giorno come gli assetti di potere avranno digerito lo scandalo.

Lui comincia a preoccuparsi, suda freddo, gli vogliono far saltare quello per cui tanto aveva lavorato in questi anni.

Giu’ la testa ! …..Coglione !

da GlobalProject

Chi vigila sul controllore?


Sarebbe importante che il luogo carcere diventasse spazio aperto per i giornalisti.
L’appello del giornale “Il Manifesto” e dell’Associazione Antigone per favorire l’accesso ai giornalisti in carcere è di fondamentale importanza.

La prigione è un mondo ignoto per tutti quelli che sono liberi: far conoscere ai cittadini l’inferno che i politici hanno creato e mal governato sarebbe vitale per portare la legalità in carcere.
Sarebbe importante che i giornalisti, e quindi i cittadini, sapessero degli abusi, dei soprusi, delle ingiustizie, dei pestaggi e delle violenze che accadono in carcere.
Sarebbe di grande interesse che i cittadini sapessero che la galera in questi ultimi anni è diventata uno spazio solo per “allontanare, emarginare, isolare e controllare” il disagio sociale.
Sarebbe importante che i cittadini sapessero che in carcere ci sono sempre meno delinquenti e sempre più emarginati, tossicodipendenti, barboni, extracomunitari e “avanzi sociali”.
Un carcere trasparente e aperto alla stampa, come qualsiasi luogo pubblico, ovviamente con delle regole, farebbe bene al carcere, ai detenuti e alla polizia penitenziaria, per affrontare le contraddizioni di questo “non luogo".
Rendere trasparente il luogo carcere farebbe bene alla democrazia.

In questi anni alcuni giornalisti, anche qualcuno della stampa estera, hanno cercato d’intervistarmi per il mio attivismo per l’abolizione dell’ergastolo e, anni fa, per essere stato uno dei promotori di una lettera al precedente Presidente della Repubblica, firmata di 310 ergastolani, per tramutare l’ergastolo ostativo in pena di morte.
Il Dipartimento Amministrativo Penitenziario ha sempre negato l’autorizzazione affinché qualsiasi giornalista mi potesse intervistare, come se non solo il mio corpo ma anche i miei pensieri fossero prigionieri dell’Assassino dei Sogni (come io chiamo il carcere).
Non molto tempo fa “ Tg3 Linea notte” mi aveva chiesto un’intervista, ma non ho saputo più nulla e ne deduco che anche stavolta il DAP non l’abbia autorizzata.
Le uniche interviste che ho potuto rilasciare, finora, sono state solo per iscritto.
Mi viene spontanea una domanda:
-Perché l’Assassino dei Sogni ha paura che si sappia com’è fatto, cosa fa e cosa pensa?
Spero che un giorno non lontano i giornalisti possano entrare in carcere per fare conoscere all’opinione pubblica quello che accade nelle prigioni di stato e per far sapere perché molti detenuti preferiscono suicidarsi che vivere. Ma questo ve lo posso dire anch’io: il carcere in Italia non ti toglie solo la libertà, ti toglie soprattutto la dignità, ti prende a calci l’anima, ti strappa il cuore e ti ruba quel poco d’amore che ti è rimasto dentro.

In questi nostri giorni, innocenti o colpevoli, tutti possono entrare in carcere, ed è meglio per tutti che si sappia quello che si può trovare dentro.

Carmelo Musumeci
Carcere Spoleto Febbraio 2010

Una spirale di violenza sta uccidendo il Messico


Il massacro di 16 adolescenti a Ciudad Juárez, il 30 gennaio, è l’ultima tragedia di una guerra che si sta combattendo in questa città senza legge del Messico, proprio davanti al confine statunitense, scrive Ed Vulliamy.

Il giornalista del Guardian racconta che il mese di gennaio è stato uno dei più violenti degli ultimi anni: “Cinquantanove omicidi durante la prima settimana, 227 alla fine del mese. Nel 2009 gli omicidi sono stati 2.657. Continuando di questo passo, quest’anno potrebbero essere di più”.

Ma no c’è solo Ciudad Juárez. Dallo stato del Sonora è arrivata tempo fa la notizia che dentro un’automobile abbandonata erano stati ritrovati i corpi fatti a pezzi di alcune persone. Teste e arti separati dal corpo e sparsi nel veicolo. Tempo prima, i pezzi del corpo di Hugo Hernández, 36 anni, erano stati trovati a Los Mochis, nello stato del Sinaloa.

“Nei mesi che ho passato al confine tra Messico e Stati Uniti per scrivere il mio libro ho continuato a farmi sempre la stessa domanda: che diavolo sta succedendo? Sono arrivato alla conclusione che non c’è una risposta definitiva. Siamo abituati a pensare che le guerre di oggi vengono combattute per ragioni etniche o ideologiche: huti contro tutsi, israeliani contro palestinesi, serbi contro croati, fascisti contro comunisti. Ma nel caso del Messico non è così. Le parti in causa non combattono per obiettivi di questo tipo. La maggior parte delle mutilazioni, delle decapitazioni, degli assassini e delle torture ruota intorno ai piccoli profitti del mercato della droga”. Se prima era un mezzo, ora la brutalità sembra essersi trasformata in un fine.

Come spiega Cecilia Ballí, non è una questione di soldi. Almeno non solo. “Chi commette queste violenza interpreta i suoi gesti come una performance sociale. Una dimostrazione di potere, di virilità. Per loro si tratta di farsi un nome, guadagnare posizioni nella loro personale graduatoria sociale”.

Mentre tutto questo succede, il resto della società sta a guardare: “Non c’è traccia di un movimento di rivolta contro i cartelli della droga. E i partiti politici non hanno mai contrastato davvero l’ascesa dei narcos. Le uniche speranze risiedono nella religione e nelle donne. Anche se la chiesa continua ad avere un atteggiamento ambiguo, sono tanti i preti che si oppongono alla situazione. Molti di loro sono morti. Lo stesso vale per le donne, che combattono una guerra quotidiana tra le mura domestiche”.

Nel 1988 il fotografo Julián Cardona e lo scrittore Charles Bowden hanno pubblicato un libro intitolato Juárez: The laboratory of our future. Il futuro è arrivato, sotto forma di una violenza di massa che ha come unico obiettivo lo spettacolo.

da Internazionale

Roma, Iqbal masih - La scuola che vogliamo: pubblica, laica e solidale!


Lettera della scuola Iqbal Masih di Roma - Cari genitori, le iscrizioni al prossimo anno scolastico sono aperte e nuovi bambini stanno per entrare all’Iqbal Masih. La Gelmini, con la circolare dell’8 gennaio scorso, ha fissato al 30% la presenza di alunni stranieri. E il comune di Roma, con l’assessore Marsilio, ha rilanciato indicando un tetto massimo di 5 alunni stranieri per ogni classe di scuola dell’infanzia comunale. Queste disposizioni che provengono dall’alto e indicano nei bambini e negli stranieri il problema delle scuole sono avvilenti e inaccettabili. E’ per questo che oggi vogliamo dire “Benvenuti”, “Welcome”, “Bienvenue”, a tutti i bambini che vogliano frequentare la nostra scuola, siano italiani, immigrati, rifugiati, rom.

E ci impegniamo come Consiglio di Circolo e Comitato di genitori ad accoglierli da qualsiasi parte del mondo provengano. Nessuno vuole classi di tutti italiani o di tutti stranieri. I nostri bambini sono già mescolati come lo è la realtà concreta del 2010 e seguendo parametri molto più importanti del colore della pelle: i più abili con chi ha bisogno di sostegno, i maschi con le femmine, quelli che vengono da Parigi con chi viene da Centocelle, chi fa religione con chi è esente, gli alti coi bassi, ecc. Fortunate sono le scuole che parlano più lingue, dall’arabo al cinese, dal somalo al portoghese.

Le dichiarazioni sul tetto del 30%, come quelle sul crocefisso, sul minuto di silenzio, sui grembiulini, sul menu etnico e il menu regionale, servono a nascondere il vero problema delle scuole: siamo vicini alla bancarotta. La sottrazione di risorse, il cuore di tutte le riforme, sta già cambiando in peggio la nostra scuola. Non ci sono più i soldi per gli arretrati delle supplenze, per le future supplenze, per i fornitori. Quando una maestra è assente i bambini vengono distribuiti in altre classi. Molte classi del tempo pieno stanno sparendo per i tagli dell’anno scorso. Avete visto i genitori in fila tutta la notte per l’unica classe di tempo pieno a Vigna Clara? Quello è un futuro che aspetta tutti. Come oscuro è quello che attende i nostri figli, invitati dall’età di 15 anni a uscire dal percorso formativo per entrare in un mondo del lavoro de-qualificato e sottopagato.

Noi lotteremo sempre per una scuola di qualità, pubblica, laica e solidale. Il nostro sentire comune ci fa dire no alle circolari razziste, che sono solo degli spot elettorali. La scuola ha bisogno di risorse economiche per il tempo pieno, per le biblioteche, i libri, per programmi informatici, per realizzare feste, incontri, mostre, favorire visite, gite, viaggi. Perché tutta la comunità sia in grado di capire meglio l’altro e uscirne arricchita. Benvenuti ai nuovi iscritti.

08.02.2010

Il Consiglio di Circolo della scuola Iqbal Masih, 126° Circolo didattico di Roma

Il Comitato dei Genitori

da Uniriot

Prima sentenza in Italia su marijuana a scopo terapeutico, il punto di Caporale

Il responsabile per la Sanità dell'Italia dei Diritti:" Non mi appare così complesso distinguere l'effetto benefico dall' abuso privato"

L'Aquila, 10 febbraio 2010 -Via libera dal tribunale di Avezzano alla somministrazione gratuita della marijuana per la cura della sclerosi multipla. Secondo il giudice Elisabetta Pierazzi, vista l'inefficacia dei farmaci prodotti in Italia proposti dai dottori, e in rispetto all'articolo 32 della Costituzione che sancisce il diritto del cittadino alla salute, è nei diritti del malato assumere senza costi alcuni un farmaco ricavato dalla cannabis e per questo prodotto al di fuori dai confini nazionali, per scopo medico e soprattutto per alleviare i dolori derivanti dalla malattia cronica.A tal proposito il responsabile per la Sanità del'Italia dei Diritti Manlio Caporale commenta: "La marijuana è comunemente considerata una droga, ma più precisamente lo sono anche il valium e la morfina. Quando però da essa è ricavato un farmaco che permette la cura di un degente, allora rientra perfettamente nella tipologia delle erbe medicinali. Lo scopo della scienza medica - prosegue l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - sta nel testare e proporre le sostanze idonee alla salvaguardia della persona nella pienezza della dignità e dei diritti personali. Non mi appare così complesso - conclude - distinguere l'effetto benefico in relazione all'efficacia farmacologica dall'abuso privato, aspetto opinabile che non può essere considerato quale deterrente per il progresso sanitario".


Ufficio Stampa Italia dei Diritti
Addetti Stampa
Gianluca Barletta - Fabrizio Battisti
Capo Ufficio Stampa
Fabio Bucciarelli
Via Virginia Agnelli, 89 - 00151 Roma
Tel. 06-97606564; cell. 347-7463784
e-mail: italiadeidiritti@yahoo.it
sito web www.italiadeidiritti.it

mercoledì 10 febbraio 2010

Puglia: conclusa legislatura Vendola, stabilizzati 8mila precari

Sanità: controlli più severi nei confronti dei privati; stabilizzati a tempo indeterminato quasi 8mila lavoratori

La notte scorsa il Consiglio Regionale della Puglia ha approvato, dopo una lunga maratona durata quasi 48 ore, il pacchetto “Omnibus”, contenente numerose norme riguardanti la sanità della regione.

L’approvazione del pacchetto, decisa dai voti della maggioranza (Partito Democratico, Italia dei Valori, Federazione della Sinistra, SeL), pone fine alla legislatura di Vendola, che il governatore uscente ha concluso stringendo la mano a Rocco Palese, suo avversario, insieme a Adriana Poli Bortone, per le prossime elezioni regionali.

Tra le norme più importanti approvate sono presenti controlli più severi nei confronti dei privati che vogliono entrare nel mondo della sanità, tagli a diverse tariffe, un’azione di monitoraggio sugli innesti di protesi, procedura intorno a cui ruotava lo “scandalo Tarantino” scoppiato in estate dopo l’evoluzione del caso D’Addario-Berlusconi, e, soprattutto, la stabilizzazione a tempo indeterminato di quasi 8mila lavoratori che, fino ad oggi, avevano lavorato nel settore della sanità con contratti a tempo determinato.
Un risultato importante che mette in luce un problema di carattere nazionale, legato all’esistenza della Legge 30 Biagi-Maroni, che coinvolge milioni di giovani precari costretti a lavorare in condizioni di schiavismo o a rimanere per anni nel medesimo posto di lavoro venendo però ogni anno licenziati e subito riassunti (come accade nel mondo della scuola) per evitare di dar loro i diritti propri dei lavoratori a tempo determinato.

“Per noi – ha detto il governatore Vendola, a margine della votazione – la lotta alla precarietà è stata una stella cometa. Ci sono famiglie che vivono con il cappio al collo di un contratto a tempo determinato [...] È stato un piacere condividere questi cinque anni con Palese e con i consiglieri di maggioranza e opposizione. Abbiamo cercato di essere classe dirigente e qualche volta ci siamo riusciti”
“Ora – ha aggiunto, riferendosi alla sanità – possiamo controllare di più e meglio. Non abbiamo avuto la bacchetta magica. Il mio rimpianto? Non essere riuscito ad aiutare chi era caduto e non poteva rialzarsi, stretto tra l’emergenza e la programmazione”.

“Con piacere ho stretto la mano – ha commentato il candidato PdL – e mi auguro di continuare a farlo in campagna elettorale. Ciò non toglie che noi pugliesi tiriamo un sospiro di sollievo per la fine di questa legislatura”.
Spazio, ora, alla campagna elettorale, che vedrà i tre contendenti impegnati fino al 28 marzo. In attesa di capire se il centrodestra arriverà davvero diviso al voto o se, alla fine, il PdL riuscirà a convincere la Poli Bortone e l’Udc a convergere su Palese.

L’ultimo sondaggio (28 gennaio, Crespi Ricerche) vedeva Vendola al 42%, Palese al 39% e la Poli Bortone al 19%.


www.newnotizie.it

GUERRE CLIMATICHE


Ci è stata segnalata una notizia veramente sconvolgente. Non sappiamo quanto sia vera o attendibile ma leggete e commentate. Rimarrete scioccati.

LA COLONIZZAZIONE DI HAITI

E'iniziata la colonizzazione di Haiti,prima è stata distrutta,;hanno provocato un terremoto tramite la tecnologia H.A.A.R.P.,adesso la ricostruiranno,e il fantoccio Obama ha scelto Bush e Clinton per gestire gli aiuti alla popolazione locale.
Avesse scelto Jack lo squartatore gli abitanti erano più al sicuro!
Quindi aspettiamoci ricostruzioni da parte del gruppo Carlyle o associati e prestiti dal FMI e dalla Banca Mondiale,tanto per rendere ancora più schiavi gli Haitiani...

Cos'è HAARP?
Presso Gakona, circa 200 km a Nord-Est del Golfo del Principe Guglielmo, un terreno di proprietà del Dipartimento della Difesa USA fu scelto il 18 ottobre 1993 da funzionari dell’Air Force e a partire dall’anno seguente venne disseminato di piloni d’alluminio alti 22 metri, il cui numero è cresciuto di anno in anno fino ad arrivare a 180. Ognuno di questi piloni porta doppie antenne a dipoli incrociati, una coppia per la «banda bassa» da 2.8 a 7 MegaHerz e l’altra per la «banda alta» da 7 fino 10 MegaHerz.

Tali antenne sono capaci di trasmettere onde ad alta frequenza fino a quote di 350Km, grazie alla loro grande potenza. A pieno regime, l’impianto richiede 3.6 MegaWatt (la potenza di 100 automobili), assicurati da 6 generatori azionati da altrettanti motori diesel da 3600 cavalli l’uno. Scopo ufficiale di queste installazioni è studiare la ionosfera per migliorare le telecomunicazioni. Come si sa, questo strato è composto da materia rarefatta allo stato di plasma, cioè di particelle cariche (ioni), e ha la proprietà di riflettere verso terra le onde hertziane, in particolare nelle ore notturne. (In questo processo sono molto d'aiuto le scie chimiche...)E’ per questo, ad esempio, che di notte ci è possibile ascoltare alla radio le stazioni AM di molti Paesi stranieri, dato che la riflessione ionosferica permette ai segnali di scavalcare la curvatura terrestre.

Secondo lo stesso principio è plausibile che le irradiazioni delle antenne HAARP possano rimbalzare fino a colpire gli strati bassi dell’atmosfera sopra un Paese distante migliaia di chilometri. Ed interferire quindi con i fenomeni meteorologici. Un uso militare dell’HAARP è ammesso dalla Federazione Scienziati Americani. Un uso, tuttavia, non distruttivo, ma solo di ricognizione. Modulando i segnali in frequenze bassissime, cioè onde ELF o VLF, si potrebbe «vedere ciò che succede nel sottosuolo, individuando bunker, silos di missili, e altre installazioni sotterranee di Stati avversi. Al di là di ciò, la «guerra ecologica» appare terribilmente possibile da oltre vent’anni.

Già nel 1976 l’Enciclopedia Militare Sovietica ventilava il rischio che gli Stati Uniti, per via elettromagnetica o per via astronautica, potessero modificare il clima dell’Eurasia lacerando lo strato di ozono sopra l’URSS. L’Unione Sovietica si accordò così con gli USA perché fosse proibito l’uso dei cambiamenti climatici ambientali. A livello ONU, ciò fu ribadito con la convenzione ENMOD (Environmental Modifications), entrata in vigore il 5 ottobre 1978. Ma pochi anni dopo, negli Stati Uniti, lo scienziato considerato il padre dell’HAARP ideava un sistema volto apertamente a controllare i fenomeni meteo. L’11 agosto 1897 il dott. Bernard Eastlund brevettava con numero di «patente» 4,686,605 il suo «Metodo e apparato per l’alterazione di una regione dell’atmosfera, della ionosfera o della magnetosfera».

Si dice che Eastlund, fisico del MIT si sia ispirato ai lavori del grande genio Nikola Tesla (1856-1943), lo scienziato jugoslavo emigrato in America nel 1884. A Tesla dobbiamo molti ritrovati che resero possibile la diffusione dell’elettricità, soprattutto la corrente alternata trifase (mentre Edison era rimasto arroccato sulla corrente continua). Inoltre aveva tentato di sviluppare un sistema di trasmissione dell’energia via etere, il che avrebbe reso inutili i cavi, nonché un apparecchio per ottenere elettricità gratuita per tutti ricavandola dalle oscillazioni naturali del campo elettrico terrestre. Quando Tesla morì, l’8 gennaio 1943, gli agenti dell’FBI diedero la caccia a tutti i suoi progetti, e su questi permane il mistero.Tesla aveva parlato persino di raggi della morte, efficaci fino a 320 km di distanza.

Non sappiamo esattamente quanto vi sia di Tesla nei progetti del dott. Eastlund e nell’HAARP. Fatto sta che negli anni Novanta Eastlund fondò una sua compagnia, la Eastlund Scientific Enterprise, che fra le attività menzionate sul suo sito web comprende tanto la partecipazione al programma HAARP, quanto l’esplicita ricerca nel campo delle modificazioni meteorologiche. Che dire?Nel libro: «Guerra senza limiti», scritto da due colonnelli dell’aeronautica Cinese, Qiao Liang e Wang Xiansui,vi sono cose che fanno rabbrividire,dicono infatti: «Utilizzando metodi che provocano terremoti e modificando le precipitazioni piovose, la temperatura e la composizione atmosferica, il livello del mare e le caratteristiche della luce solare, si danneggia l’ambiente fisico della terra o si crea un’ecologia locale alternativa. Forse, presto, un effetto El Nino creato dall’uomo diverrà una superarma nelle mani di alcune nazioni e/o organizzazioni non-statali».

Non credete sia possibile vero?

Avete mai sentito parlare di Shoichi Nakagawa, 56enne ex ministro delle Finanze giapponese,trovato morto a letto nella sua abitazione a Tokyo?
Gli fu posta una domanda:"Come mai avete passato il controllo del sistema finanziario giapponese a gruppi oligarchici anglo-americani?"
Il ministro rispose che se non l'avessero fatto avrebbero distrutto il Giappone con Terremoti.
Adesso il ministro è morto d'infarto,ma tu guarda le coincidenze......





Bene adesso passiamo ad Haiti.
Da un articolo scritto da Alessio Di Benedetto ed intitolato "Angeli, non suonate quest’arpa". Come è noto, con H.A.A.R.P. si intende un gigantesco sistema di antenne ubicate a Gakona (Alaska), il cui scopo ufficiale è lo studio della ionosfera, ma che in realtà è una potente arma per manipolazioni climatiche e tettoniche. Occorre ricordare che impianti simili, altrettanto potenti, sorgono anche altrove, in Svezia, Russia, Francia, Italia… Lo studio di Alessio Di Benedetto è un contributo fondamentale, poiché dovuto ad un esperto nel campo delle frequenze: l’autore, infatti, è docente di Storia ed estetica musicale presso il conservatorio di Foggia. Ha scritto numerosi libri di argomento musicale, in cui spazia dalla storia antica alla fisica, dalla simbologia alle scienze di frontiera. Le sue numerose pubblicazioni hanno riscosso grande successo di critica e di pubblico. Chi meglio di Di Benedetto dunque, abituato a disquisire di armoniche, frequenze, vibrazioni… può comprendere i veri fini di H.A.A.R.P.? Il testo illumina, con mirabile chiarezza e sulla base di investigazioni scientifiche, la relazione tra risonanza Schumann, la pulsazione naturale della Terra, e l’inquinamento elettromagnetico.E’ doveroso ringraziare ancora una volta il gentilissimo Dottor Gianni Ginatta che ci ha segnalato l’articolo. Validissimo ricercatore, animato dal sincero desiderio di verità, al Dottor Ginatta vanno i nostri attestati di stima per la sua abnegazione e per il suo disinteressato sostegno.

L’uomo materialistico, assetato di potere e di odio per il mondo ed il creato, ha messo a punto un sistema di distruzione del Canto della Terra, la cui voce risuona alla frequenza di 7,83 htz. Ci riferiamo al Progetto H.A.A.R.P., un vero e proprio piano di manipolazione mentale, per controllare il nostro modo di pensare. Esso è stato realizzato dai poteri forti statunitensi attraverso l’emissione nell’atmosfera di segnali sonori molto bassi (infrasuoni) che interferiscono con il flusso di onde analoghe irradiate dal cervello umano. Non dimentichiamo che, dal punto di vista della Fisica vibrazionale, tutti i processi biologici dipendono dalle interazioni dei campi elettromagnetici e gravitazionali. Qualsiasi attività umana organica e vitale pulsa in risonanza con la frequenza Schumann. La nostra stessa salute dipende dall’accordo con siffatto suono. L’alterazione artificiale di cui è fatta oggetto questa frequenza della Terra ci impedisce di sognare, di fantasticare, d’inventare, di stare in pace con noi stessi e con gli altri.

[...] Il cervello emette onde che, nello stato di veglia, funzionano all’incirca tra 13 e 33 hertz (onde Beta) o che durante lo stato di meditazione profonda variano tra 3 e 7 hertz. Le onde Alfa (7-12 hertz) si sprigionano nel dormiveglia o in una condizione meditativa leggera. Infine vi sono le onde Gamma (34-60 hertz) che sono preposte a collegare tempo e spazio a livello neuronale e ad interrelare la realtà in quanto interpretazione complessiva (memoria e coscienza). L’uomo è il prodotto di un’interferenza d’onda generata tra il suo campo elettrodinamico e la risonanza di cavità Schumann. Il cervello umano è un complicatissimo congegno ricetrasmittente. Ne consegue che le turbolenze geomagnetiche causate da H.A.A.R.P. e dall’innalzamento della temperatura terrestre (provocato anche dalle scie chimiche, n.d.r.), provocano disturbi mentali e del comportamento. L’elettrosmog potrebbe oggi causare cambiamenti evolutivi incontrollabili e distruggere alcune specie viventi nonché scatenare attacchi cardiaci, tentativi di suicidio, crimini efferati…

La cassa di risonanza Terra-Ionosfera subisce delle modulazioni naturali derivanti dalle macchie solari, dal ciclo lunare, dalle maree che variano lo spessore risonante della biosfera. Progetti come H.A.A.R.P., che riscaldano o eliminano la ionosfera, costituiscono potenzialmente una minaccia di proporzioni catastrofiche per gli equilibri armonici degli esseri viventi e del pianeta.L’innalzamento della risonanza Schumann deriva da immissioni di reti elettromagnetiche artificiali e di cluorofluorocarburi che stanno distruggendo l’ecosistema vibrazionale terrestre. Nulla a che vedere dunque con la ventilata elevazione della coscienza planetaria.

[...] Già nel 1915 Nikola Tesla rilasciò un’intervista al New York Times in cui affermò che era possibile alterare la ionosfera. Variando le frequenze in gioco ed i tempi di esposizione, si possono ottenere i seguenti risultati:


- influire in maniera drastica sul tempo atmosferico;

- provocare terremoti;

- interferire con le onde cerebrali di uomini ed animali;

- generare esplosioni nucleari senza ricaduta radioattiva;

- eseguire la tomografia della Terra;

- irradiare calore persino in bunker situati a grandi profondità;

- eliminare le comunicazioni su aree specifiche vaste, mantenendo quelle militari.



La ionosfera è simile ad una sottile pelle protettiva contro le particelle ad alta energia che viaggiano verso la Terra dal Sole. Dan Eden ricorda che persino un buco temporaneo o uno strappo in questo campo ionizzato potrebbe produrre delle mutazioni genetiche e persino la morte. Alcuni scienziati temono pure che la ionosfera potrebbe collassare per uno squilibrio elettrico.

[...] Siamo perciò di fronte ad una delle armi geofisiche il cui potere devastante non ha confini e che è in grado di produrre alluvioni o siccità, esplosioni radianti a qualsiasi altitudine e sotto la crosta terrestre, provocando terremoti di qualsiasi entità.

A tal proposito Osservate la risonanza H.A.A.R.P. (evidenziata in fucsia) nei giorni precedenti, durante il sisma (12 gennaio 2010) e dopo il terremoto (artificiale) nello stato di Haiti. Abbiamo unito i sei grafici significativi (dal 9 al 14 gennaio 2010), così da rendere meglio l’idea di che cos’è H.A.A.R.P. e quanto sia reale il suo potere distruttivo. Consigliamo di salvare questo filmato, così da mostrarlo, di volta in volta, allo scettico di turno.
Ecco la foto:





da informatieliberi.blospot.com

Cio' che che si puo' fare


«L'importante è che abbiamo dimostrato che l'impossibile può diventare possibile. Dieci, quindici, venti anni addietro era impensabile che il manicomio potesse essere distrutto. D'altronde, potrà accadere che i manicomi torneranno ad essere chiusi e più chiusi ancora di prima, io non lo so! Ma, in tutti i modi, abbiamo dimostrato che si può assistere il folle in altra maniera, e questa testimonianza è fondamentale. Non credo che essere riusciti a condurre una azione come la nostra sia una vittoria definitiva. L'importante è un'altra cosa, è sapere ciò che si può fare. E' quello che ho già detto mille volte: noi, nella nostra debolezza, in questa minoranza che siamo, non possiamo vincere. E' il potere che vince sempre; noi possiamo al massimo convincere. Nel momento in cui convinciamo, noi vinciamo, cioè determiniamo una situazione di trasformazione difficile da recuperare.»

(Franco Basaglia in Conferenze brasiliane, 1979)
Domenica 7 e lunedì 8 febbraio in prima serata su Rai Uno è andata in onda la fiction su Franco Basaglia, “C'era una volta la città dei matti”. È la prima volta che in maniera così massificata viene proposta questa esperienza, e nonostante le “necessarie” esigenze della fiction, è stato fatto in maniera “storicamente” corretta. Fa una certa impressione, per chi come me lavora all'interno di quello che era il manicomio di Trieste, rivedere quelle immagini. Risentire le storie delle persone recluse all'interno, e ripercorrere quella rivoluzione di cui è stato portatore Basaglia con le proprie teorie tradotte in pratica.
Una storia potente che ha prodotto politica, cultura e trasformazione non solo a Trieste e non solo in Italia. Il rischio latente di questa operazione fiction è che in questo modo ci sia la volontà di chiudere definitivamente i conti con quella esperienza, malinconia dei bei tempi andati, un santino di Franco Basaglia; chiuso il cassetto e non se ne parli più.
Non so se sia effettivamente questa la volontà o la speranza di qualcuno, sicuramente viviamo un ritorno a politiche esclusive, di contrazione dei diritti civili e delle libertà individuali. Si ritorna a parlare di manicomi, mentre le carceri esplodono strapiene delle “maggioranze devianti”, i CIE (ex Cpt) sono i nuovi muri entro cui vengono cancellate storie e vissuti e dove la stessa barbarie, dei manicomi di allora, con nomi e obiettivi diversi vive la propria istituzionalizzazion-e.
In questo momento quindi assume un valore particolare l'incontro internazionale che si svolgerà dal 10 al 13 febbraio a Trieste all'interno dell'ex Ospedale Psichiatrico: “Trieste 2010: che cos'è salute mentale? Per una rete mondiale di salute comunitaria”.
Nella volontà degli organizzatori vuole essere una sorta di forum destinato a riunire e a valorizzare le più diverse reti che in oltre quarant’anni si sono formate – in Italia e nel mondo – attorno alle questioni suscitate dalla chiusura dei manicomi e dalle pratiche di contrasto all’esclusione.
Un migliaio di persone provenienti da tutte le parti del mondo si ritroveranno in diversi workshop che ruotano attorno a quatto macrotematiche:

I SAPERI E I PARADIGMI: il tema dei diritti umani globali – alla salute, alla cittadinanza e alla libera espressione – si pone ancora e sempre all’interno del rapporto con saperi specifici che, direttamente o indirettamente, legittimano o inficiano l’esigibilità del diritto. In una fase segnata dalla frammentazione e dal conflitto tra diversi paradigmi, la coesistenza di pratiche e di modelli eterogenei trova il proprio limite in istituzioni deboli, sconnesse, soffocate da procedure. E’ possibile definire la salute mentale nel suo senso per le persone e per i sistemi di cura marcando la distanza con la psichiatria riduzionista?

LA PRATICA CRITICA ANTI ISTITUZIONALE: nel processo di deospedalizzazione dell’assistenza psichiatrica, verificatosi su scala globale in generale nel mondo, solo parzialmente si è spostato l’asse dalla custodia-controllo alla cura, dall’ospedale al territorio, dalle istituzioni ai servizi, dalla malattia alla persona. È possibile creare un sistema globale per un determinato territorio, che risponda ai bisogni di salute, alla realizzazione personale degli individui e che attivi le risorse umane, economiche, sociali e culturali di una comunità? Quali sono i soggetti, i luoghi e le forme della deistituzionalizzazi-one?

LA “MAGGIORANZA DEVIANTE”: ECONOMIA SOCIALE E INCLUSIONE: il particolare contesto storico-sociale attuale, caratterizzato dalla crisi economica in atto, spinge a ridefinire standard e obiettivi macroeconomici e di coesione sociale. La crisi interroga sulla sicurezza individuale e collettiva, sugli stili di vita, sui valori e sulla possibilità di sopravvivenza. Chi è oggi la “maggioranza deviante” e chi oggi si impegna a garantire cura, diritti e inclusione sociale dei soggetti vulnerabili? Dove va l’economia sociale tra mercatizzazione ed economia pubblica? Qual è il ruolo delle cooperative sociali e cosa accade nel confronto con il mercato? E ancora, dai luoghi di cura alla cura dei luoghi: l’esperienza del lavoro nei luoghi (trasformazione e costruzione di contesti iniziata nel manicomio) costringe a fare i conti con le differenze.

MEMORIA, ARCHIVI IN MOSTRA E COMUNICAZIONE: alla costruzione del presente, della realtà che ci interpella qui e ora, con ineguale tensione, risulta essere contemporanea e coestensiva la definizione della memoria o, più precisamente, di una pluralità di memorie in conflitto. Tale pluralità è rintracciabile nella dimensione dell’archivio, non solo per poter ripensare e ritrovare il passato e il presente senza cancellazioni, manipolazioni ideologiche, falsificazioni, ma anche per renderli immediatamente interpretabili sul piano documentale, per produrre una distanza storica dall’eccessiva prossimità (la “falsa immediatezza”) del “contemporaneo”. Troppo spesso il presente immemore riproduce “istituzionalizzazione” – all’apparenza senza concetto. Dalla memoria all’attualità dei contesti e delle persone: qual è oggi la rappresentazione della salute mentale o più spesso della malattia che i media offrono? Quale può essere il contributo nel contrasto dello stigma e dell’esclusione sociale di radio e televisione, di Internet e web tv?

I temi sono di assoluto interesse e le domande che vengono poste ambiziose ma necessarie, forse queste giornate serviranno per capire se un epoca è proprio finita, se il prodotto finale dell'incontro internazionale sarà una splendida orazione funebre in memoria di Franco Basaglia, oppure se ci sono le capacità e la volontà di attualizzare quanto ci ha consegnato, rilanciando con idee e proposte all'altezza delle necessità del momento.
Probabilmente è uno di quei momenti in cui è giusto esserci, non come semplici spettatori interessati, ma come soggetti che, in tutti questi anni dentro i movimenti, nella cooperazione o nei progetti a bassa soglia, nel lavoro sul campo delle sostanze o nei percorsi di riconoscimento dei diritti per i nuovi cittadini, hanno sperimentato la critica alle istituzioni mantenendo al centro la dignità delle persone e il riconoscimento dei diritti di tutti. Continuando in ciò che si può fare.

Alessandro Metz

http://www.trieste2010.net/
da GlobalProject

Nuova trivella a Susa: bloccata l'autostrada, la polizia carica, i No Tav resistono!



Sembra essersi rotta la tregua non dichiarata per quanto concerne la stagione dei sondaggi... una tregua soprattutto indotta dalla forza e dalla determinazione espressa dal movimento No Tav, nodale il passo del 23/24 gennaio: 40mila No ai sondaggi e al Tav con la marica di Susa vs nemmeno un migliaio di politicanti e impresari al Lingotto...
Ieri sera alle 17 si è tenuta un'assemblea al presidio No Tav all'autoporto di Susa per decidere la risposta da mettere in campo dinnanzi al posizionamento di una nuova trivella, nella notte, a Susa... L'assemblea si è espressa convintamente per contestare la trivellazione, per rimettersi in marcia per ribadire che il movimento No Tav non starà in silenzio dinnanzi al bluff dei sondaggi, farà arrivare la sua protesta in ogni sito!

Dal presidio No Tav 400 persone si sono messe in marcia per bloccare l'autostrada, munite di fiaccole e di bastoni da sbattere contro i guardrail...
Diversamente da altre occasioni l'atteggiamento delle forze dell'ordine, quasi a voler lanciare un segnale intimidatorio, nelle prime battute è stato duro: dinnanzi al procedere dei No Tav diverse camionette si sono schierate lungo l'autostrada per fermare la marcia, i carabinieri in assetto antisommossa si sono schierati ed hanno caricato i No Tav.

Solo dopo le cariche la polizia si mette da parte.. interessata soprattutto a trincerare e difendere la trivella. I No Tav ripartono in corteo e bloccano l'autostrada per 1 ora e 1/2, per dare immediatamente una risposta alla nuova trivella.
Non avranno vita facile in Valle!

Ma se l'obiettivo di parte opposta era quello di intimorire i No Tav, facendoli arretrare e rinunciare alla marcia hanno fatto ancora i conti senza l'oste! I No Tav hanno risposto, hanno resistito alla carica, riposizionandosi lungo l'autostrada e costringendo ad arretrare le forze dell'ordine!

La marcia contro la trivella ha quindi proseguito, spostandosi (quindi bloccando anch'essa) la statale 24, dirigendosi nuovamente verso il presidio di Susa. Il movimento si è fatto trovare nuovamente presente, pronto a ribattere nell'immediato alla provocazione della trivella... No Tav No Sondaggi!

da Infoaut

La “questione morale” ancora al centro del problema italiano


IL “CONSENSO ELETTORALE” PUO’ ESSERE UTILIZZATO COME “PURGA” DI OGNI COLPA?…

L’OPINIONE DI PAOLO BORSELLINO SUL RAPPORTO TRA POLITICA E MAGISTRATURA:

“C’è un equivoco di fondo.

Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto.

No!

La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale.

Le istituzioni, invece, hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali!”

(Paolo Borsellino)

UNA RIFLESSIONE SUL RAPPORTO TRA MORALITA’ PUBBLICA E POTERE:

Quella sopra richiamata è un’opinione:

- chiara ed “inequivocabile”

- autorevole (data la fonte)

- e personalmente pienamente (e “convintamente”) condivisa!

Oggi si ha la tendenza a sovraccaricare la Magistratura di compiti e responsabilità non proprie…

Occorrerebbe, invece, ribadire con forza che:

- alla Magistratura compete solo un “giudizio penale” (in ordine l’accertamento di fatti di reato)

- mentre alla politica dovrebbe spettare un autonomo e trasparente “giudizio morale” sulla condotta della classe dirigente (dalla stessa selezionata, ancor più in virtù dell’attuale sistema elettorale per quanto attiene i parlamentari!).

Posizioni del genere si tacciano normalmente di “inutile moralismo” o “datato “giustizialismo”…

Quanto di più sbagliato, a mio avviso!

Si tratta, semmai, di semplice “garantismo” rivendicato a tutela dei cittadini (detentori originari della sovranità), che hanno diritto a veder affidata l’amministrazione della “Cosa Pubblica” a personalità (politici ed autorità di Stato) di indiscusso valore ed “integrità morale”!

Certamente chi fa politica o gestisce le finanze pubbliche:

- non può essere solo un “brav’uomo”, una persona onesta e corretta (in grado di valutare l’“opportunità” delle proprie azioni)

- bensì deve essere anche una persona capace, competente, d’esperienza…

Credete forse che in Italia (tra circa 50 milioni di cittadini eleggibili) sia davvero impossibile o terribilmente arduo individuare persone disponibili a mettersi al servizio della Collettività e, allo stesso tempo, in grado di fornire adeguate garanzie e di professionalità e di rettitudine?!

La “moralità” (pubblica e privata) di chi rappresenta il Popolo (e, in sua veste, ne esercita la sovranità) resta sempre e comunque una qualità, una dote “irrinunciabile” per chiunque eserciti funzioni pubbliche!

Il semplice “consenso elettorale” (cui spesso ci si aggrappa come “purga delle proprie colpe” o forma di “immunità”!), invece, non può mai, da solo, cancellare:

- i “misfatti” (pubblici e/o privati)

- o le “ambigue frequentazioni” di un personaggio politico!

L’ARTICOLO SEGUE SU:

http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/LA-QUESTIONE-MORALE-ANCORA-AL-CENTRO-DEL-PROBLEMA-ITALIANO-b1-p238.htm

Gaspare Serra

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da Reset-Italia

LECCE - Sentenza processo nottetempo e presidio


Mercoledì 10 febbraio ci sarà la sentenza d'appello del processo contro alcuni anarchici salentini accusati di associazione sovversiva. La sentenza era già prevista per il 18 novembre scorso ed è stata rinviata poi al 10 febbraio.Nel pomeriggio dalle 18 alle 21 ci sarà un presidio in piazza S.Oronzo a Lecce per parlare del processo e di Cie, delle lotte contro questi luoghi infami, ma anche di fascismi, revisionismo, cancellazione e mistificazione del passato e della memoria. Il 10 febbraio infatti è anche il giorno in cui si ricordano le foibe, commemorazione con la quale si cerca di riabilitare i fascisti.
No fascismi No repressione
Anarchici salentini

martedì 9 febbraio 2010

Più trasparenza per la costituzione dei seggi elettorali

Sinistra ecologia e libertà Nardò chiede che si proceda alla nomina degli scrutatori per sorteggio e non per indicazione dei partiti.

In vista delle prossime elezioni amministrative regionali il circolo neritino di ‘sinistra ecologia libertà’ ha inviato una proposta pubblica al sindaco di nardò, a tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale, nonché al presidente della commissione elettorale, affinché per la costituzione dei seggi elettorali si proceda alla nomina degli scrutatori per sorteggio e non per indicazione dei partiti.

Tale proposta ha il fine evidente di evitare che l’assegnazione avvenga in base a spartizioni e possa favorire clientele e favoritismi, ma si basi invece su principi di trasparenza ed equità.

In tal modo anche le operazioni di voto e scrutinio avrebbero maggiori garanzie di correttezza e trasparenza e si assicurerebbe il giusto clima di serenità e obiettività.

‘sinistra ecologia e libertà’ si augura che possa essere questo un primo passo verso un concreto rispetto del diritto dei cittadini di uguaglianza davanti alla legge, contro ogni logica di privilegio e discriminazione.



di seguito il testo della proposta inoltrata in data odierna.



al signor sindaco
ai membri della giunta comunale
ai consiglieri comunali
ai membri della commissione elettorale
a tutti i partiti politici e le associazioni

in vista delle prossime consultazioni elettorali, il circolo

neritino di sinistra ecologia libertà, propone che la

nomina degli scrutatori per la composizione dei seggi

elettorali avvenga per sorteggio fra i nominativi degli

iscritti all’ albo e non per designazione da parte delle

forze politiche.

ciò al fine di garantire criteri di trasparenza ed equità.

Nardò 8 febbraio 2010

Claudia Raho
sinistra ecologia libertà - nardò

SPECULATION - BLOB NO AL PORTO TURISTICO DI FIUMICINO