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domenica 7 febbraio 2010

«È una battaglia culturale». Nichi acclamato al congresso dell’Idv


«La crisi del berlusconismo obbliga tutti noi a costruire la battaglia culturale prima ancora che politica. Allora ci dobbiamo parlare». È il messaggio che lancia Nichi Vendola che ieri è intervenuto a Roma al congresso dell’Italia dei valori. Vendola che è stato accolto da applausi e da un coro «Nichi-Nichi» ha affermato: «Dobbiamo confrontarci sul vocabolario comune, quello dell’Idv, quello del Pd, quello di Sinistra Ecologia e Libertà». «La parola fondante sia il diritto, punto di partenza sia la Costituzione italiana e gli articoli uno, due e tre».


«Abbiamo un governo bancomat e aziende che sembrano uscite da un film di Woody Allen “Prendi e scappa”», ha detto ancora Vendola riferendosi al governo nazionale. Il presidente pugliese, candidato alla riconferma per il centrosinistra, ha attaccato il governo «per la mancanza di una politica industriale» nell’af frontare la crisi economica. «Tremonti - aggiunge Vendola - dice cose di sinistra ma quello che fa e quello che non fa sono cose diverse. È un ministro “orwelliano”, non c’è conseguenza alle sue parole da no-global».

«Sosteniamo Vendola per battere un modello di governo regionale, quello di Palese e Fitto, schiavo delle visioni di Berlusconi, che vuole sfregiare la nostra regione con l’installazione di centrali nucleari, le trivellazioni petrolifere, l’ampliamento delle centrali a carbone, col proliferare delle centrali a biomasse che sputano diossina. L’Italia dei Valori pugliese» afferma Pierfelice Zazzera coordinatore pugliese dell’Italia dei valori, «accetta, responsabilmente, di diventare una forza per l'alternativa di governo».
«In questi giorni - ha aggiunto Zazzera ricordando anche le critiche mosse negli ultimi cinque anni alla giunta regionale di centrosinistra - abbiamo avuto con Vendola un confronto schietto su questi temi. Abbiamo chiarito che il nostro compito in queste settimane di campagna elettorale sarà quello di lavorare pancia a terra perché sia riconfermato alla presidenza della nostra regione. Ma nella chiarezza dei ruoli e delle storie di ciascuno - ha concluso Zazzera - abbiamo anche tenuto a precisare che continueremo il nostro lavoro, leale e puntuale ad un tempo, di monitoraggio continuo sull'attività politica e di governo, a garanzia dei cittadini e dello stesso presidente».

«Il Pdl da un lato e l’Udc dall’altro non sanno come convincere i propri elettori che questa campagna elettorale ha un esito pressochè scontato. E non potrebbe essere altrimenti considerando l’ottimo lavoro svolto negli ultimi cinque anni dal governo Vendola. Possono provarle tutte, ma i pugliesi non sono stupidi, l’hanno già dimostrato cinque anni fa votando “il diverso, il pericoloso e il sovvertivo Vendola”. Lo dimostreranno anche questa volta, votando il poeta dei fatti», afferma il consigliere regionale dei Socialisti autonomisti Domenico Caputo.

NICHI e la sua campagna elettorale: la poesia è nei fatti




Dalla Fabbrica di Nichi, il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola,
presenta la sua campagna elettorale.


Prossimo appuntamento: sabato 13 febbraio nello Spazio 7 della Fiera del Levante
per la manifestazione di apertura ufficiale con tutta la coalizione !!









Haiti: solidarietà e petrolio


La gara di solidarietà scatenatasi tra le potenze mondiali all’indomani del rovinoso terremoto del 12 gennaio scorso ad Haiti, a stento nasconde una feroce competizione con in palio il controllo di un’area della terra ricca di risorse energetiche e minerarie.

interventismo di Washington nei confronti del paese più povero di tutta l’America Latina e prefigura un’occupazione che potrebbe presto procedere di pari passo con lo sfruttamento del petrolio caraibico.
L’anno successivo alla deposizione del presidente haitiano democraticamente eletto, Jean-Bertrand Aristide, orchestrata dall’amministrazione Bush nel 2004, l’Istituto di Geofisica dell’Università del Texas diede il via ad un ambizioso progetto per giungere ad una mappatura geologica del bacino caraibico. Da ultimarsi entro il 2011, la ricerca ha beneficiato dei generosi finanziamenti di alcune delle maggiori multinazionali petrolifere, tra cui Chevron, ExxonMobil e Shell. L’obiettivo principale dello studio non è altro che quello di stabilire una connessione tra la conformazione geologica dei Caraibi e la possibile presenza di idrocarburi in quantità consistenti.

Come descrive esaustivamente il giornalista e ricercatore tedesco-americano F. William Engdahl sul sito globalresearch.ca, il progetto dei geologi americani si baserebbe su una teoria che identifica le aree terrestri sismicamente più attive come quelle potenzialmente più ricche di petrolio e gas naturale. Ciò deriverebbe dall’intersezione delle placche tettoniche terrestri, il cui movimento è appunto all’origine dei terremoti. Le aree dove convergono diverse placche potrebbero essere caratterizzate, infatti, da movimenti verso la superficie di grandi quantità di petrolio o gas provenienti dal mantello terrestre.

Tale teoria - detta dell’origine abiotica del petrolio - è ancora poco diffusa nella comunità scientifica e sostiene che gli idrocarburi si formino in seguito a processi non biologici che avvengono proprio in profondità nel mantello terrestre. Il petrolio, perciò, non sarebbe un combustibile fossile prodotto da materia organica rimasta sepolta in assenza di ossigeno per milioni di anni (teoria biogenica). Di conseguenza, esso non sarebbe più da considerare una risorsa limitata, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero sul piano geopolitico e dei rapporti tra le potenze mondiali e i paesi produttori.

Haiti, e l’intera isola di Hispaniola che condivide con la Repubblica Dominicana, si trova precisamente all’incrocio delle placche tettoniche nordamericana, sudamericana e caraibica. Una zona dalla conformazione simile ad altre estremamente ricche di riserve petrolifere, come quella che in Medio Oriente va dal Mar Rosso al Golfo di Aden, oppure al largo delle coste della California. Tutto ciò, assieme a resoconti diffusi negli ultimi tre decenni dagli organi di stampa e dai vertici politici haitiani circa la presenza sull’isola di giacimenti inesplorati, sta contribuendo ad inasprire le rivalità tra i tre paesi che più si sono dati da fare nelle operazioni di soccorso: USA, Francia e Canada.

Poco meno di due anni fa, un giornalista haitiano aveva fatto riferimento in un suo articolo ad una importante nota informativa diramata nell’estate del 1979 da un funzionario governativo. In questo documento si citava il sondaggio di cinque pozzi di grandi dimensioni, da cui erano stati estratti dei campioni. Questi ultimi erano poi stati inviati presso un laboratorio di Monaco di Baviera che aveva confermato la presenza di tracce di petrolio. Nello stesso anno era stato inoltre condotto uno studio geologico in alcune aree dell’isola che aveva individuato undici pozzi ritenuti adatti ad un’esplorazione immediata.

Nonostante i risultati promettenti, i potenziali giacimenti di Haiti rimasero inesplorati e non attirarono l’attenzione delle compagnie petrolifere. Le speculazioni sarebbero riprese a circolare all’alba del nuovo secolo. Nel marzo del 2004, a pochi mesi dall’inizio del progetto dell’Università del Texas e subito dopo la rimozione di Aristide, in un altro giornale locale lo scrittore haitiano Georges Michel ricordava come al di sotto delle acque al largo di Hispaniola fossero presenti riserve di idrocarburi ancora intatte e come ciò fosse noto da quasi un secolo.

Recentemente poi, il Direttore del Dipartimento minerario del paese, Dieseul Anglade, ha segnalato la necessità di ampliare ed approfondire le ricerche che confermino la presenza di giacimenti petroliferi. Anglade ha rivelato alla stampa che le 11 perforazioni realizzate dalle compagnie straniere hanno permesso di scoprire “indizi importanti di depositi consistenti di idrocarburi”. Le perforazioni sono state effettuate da tre compagnie europee nelle zone di Plaine du cul-de-Sac, Artibonite, Plateau Central e nel golfo di Gonave. Diversi ricercatori francesi si sono detti certi dell’esistenza zinco e uranio 238 e 235, gli stessi che utilizzano i reattori nucleari per generare energia.

L’interesse crescente per il petrolio di Haiti fu ribadito successivamente in una intervista dell’estate del 2008 al direttore del Dipartimento dell’Energia, il quale rivelava la richiesta pervenuta al governo di concessioni per condurre esplorazioni sotterranee alla ricerca di petrolio da parte di quattro compagnie estere. A confermare gli appetiti nei confronti dei Haiti, soprattutto dopo il terremoto, c’è anche una dichiarazione rilasciata dal responsabile delle esplorazioni per la compagnia texana Zion Oil & Gas Inc., Stephen Pierce, a Bloomberg News lo scorso 26 gennaio, nella quale viene ipotizzato come il sisma avrebbe provocato la risalita del petrolio verso la superficie.

Quella che, secondo l’ex numero uno dell’ente per le raffinazioni dominicano (REFIDOMSA), equivale a una “cospirazione illegale per impossessarsi delle risorse del popolo di Haiti” appare dunque iniziata. La priorità di Haiti e delle ricchezze del sottosuolo caraibico per Washington, nonostante gli impegni già gravosi in altre aree del globo, è testimoniata non solo dall’invio di un foltissimo contingente militare, ma anche dall’impegno assunto in prima persona dagli ex presidenti Bill Clinton e George W. Bush.

Proprio il predecessore di Obama alla Casa Bianca aveva appoggiato la cacciata di un presidente, Aristide, appunto, che aveva tra l’altro prospettato chiaramente un piano d’investimenti in ambito petrolifero basato su capitali pubblici e privati, i cui proventi sarebbero andati in buona parte a beneficio dell’economia dell’isola. Dall’esilio di Aristide, Haiti è diventata invece un paese praticamente occupato, patrocinato dal cosiddetto inviato speciale dell’ONU Bill Clinton, assoggettato ai dettami del Fondo Monetario Internazionale e ora in fase di spartizione tra gli interessi americani, francesi e canadesi.

Il controllo di Haiti è diventato, d’altra parte, sempre più importante per gli Stati Uniti dopo la recente scoperta di un giacimento di petrolio molto consistente al largo di Cuba e alla luce dei progressi fatti segnare in America Latina da Russia e Cina. L’Avana ha infatti siglato un accordo di sfruttamento del nuovo pozzo sotterraneo con la spagnola Repsol, mentre nel corso di un viaggio in Sudamerica nel 2008, Medvedev si era assicurato la possibilità di accedere al nickel e al petrolio cubani. Allo stesso modo, nel novembre dello stesso anno, per la prima volta la Cina aveva annunciato ufficialmente la propria politica nei confronti dell’America Latina e dei paesi caraibici, gettando le basi per futuri accordi bilaterali e cooperazioni economiche.

Dietro la facciata umanitaria dell’intervento americano ad Haiti, insomma, sembra nascondersi ancora una volta il tentativo da parte di Washington di riaffermare il primato dei propri interessi strategici ed economici in un’area del pianeta in grande fermento. Non proprio un "nuovo corso".

Related Link: http://www.altrenotizie.org/esteri/3004-haiti-solidarie....html

da Indymedia

Due euro per la fortuna

Mihai Mircea Butcovan è uno scrittore romeno. Vive in Italia dal 1991.

Questa storia comincia così, con due euro. Ma sono più di due le ragioni per cui i nomi dei protagonisti è meglio tenerli nascosti. È la storia di un uomo e una donna. Lui era rimasto archiviato nella mia memoria come l’Olandese volante.

Lo incontravo a Milano alle presentazioni di libri, alle letture di poesie e ai dibattiti sull’immigrazione. Arrivava, zaino in spalla, da turni di lavori saltuari e precari come la sua condizione. Alzava la mano, si scusava per il ritardo e interveniva nel dibattito con domande pertinenti e stimolanti. Quasi sempre doveva scappare prima di mezzanotte, in tempo per l’ultima corsa dei mezzi pubblici. Poi è scomparso.

L’ho incontrato di recente in metropolitana. Negli ultimi mesi all’Olandese volante sono capitate molte cose, tra cui una donna. Allora mi ha invitato a casa sua per prendere un caffè e per farmela conoscere.

Lungo i navigli
Ora sono qui, con una fetta di torta e una tazza di caffè, davanti a due persone che mi raccontano la loro storia. A cominciare dai due euro. Alcuni mesi fa lui passeggiava in bicicletta lungo uno dei navigli di Milano. Andava a studiare, all’ombra degli alberi, per il corso di operatore sociosanitario. Passava davanti a un campo rom quando lei lo ha fermato chiedendogli due euro.

“Dammi un po’ di fortuna in cambio”, ha detto lui. Ma qualcosa era già successo in quell’incontro di sguardi e di storie. Lui, curioso e avido di sapere, si è fermato altre volte a fare domande: su di lei, sulla sua vita nel campo, sulla sua storia, raccontandole nel frattempo la propria. È nata così la storia d’amore tra un Olandese volante meneghino e una rom albanese.

Lui ha vissuto per un paio di mesi nel campo rom, ma le abitudini e le condizioni di vita del posto erano insostenibili. Le leggi non scritte che regolano la vita nel campo non facevano per lui, e nemmeno più per lei. La famiglia d’adozione della ragazza era impegnata in attività che sconfinavano nell’illegalità, lei era stata minacciata ed era diventata oggetto di tentativi di compravendita.

Per andare a vivere insieme ed emanciparsi da quella situazione, hanno chiesto aiuto ai loro conoscenti. Così si è attivata una piccola rete di solidarietà che ha permesso alla nuova coppia di prendere in affitto un appartamentino. Secondo lui ci sono ancora alcuni lavori da fare. Lei sogna una cucina nuova. Ma le torte che prepara in quella vecchia sono comunque squisite.

Una storia europea
Lui parla cinque lingue: neerlandese, tedesco, francese, italiano e inglese. Vorrebbe imparare anche il romanès. Ha una laurea in sociologia e un dottorato in lettere, ottenuto nei Paesi Bassi. Lei non sa né leggere né scrivere. Ma parla il romanès, il greco, l’albanese e l’italiano. È nata in Albania e ha vissuto tra la Grecia e il Kosovo.

Lui ha scritto un libro, pubblicato nei Paesi Bassi, sui partiti e i movimenti politici italiani dal 1970 al 1990. Quando gli chiedo di parlarmene, lo fa quasi con imbarazzo. “Il mio studio”, dice, “giunge alla conclusione che negli ultimi decenni i partiti politici italiani hanno cancellato ogni capacità di rinnovarsi e di rinnovare il sistema della democrazia parlamentare”.

Gli chiedo perché non cerca un editore italiano. “Il libro tratta della storia italiana recente che è, per forza, anche una storia europea”, dice lui, evitando di rispondermi.
“Come la nostra storia”, interviene lei.
“Oggi la nostra priorità è sistemare casa e trovare un po’ di serenità economica. Ci siamo accorti di poterci ancora innamorare, nonostante esperienze di vita non esattamente stimolanti”, aggiunge lui, al momento dei saluti.

Buona fortuna, Olandese volante. Mihai Mircea Butcovan

da Internazionale

BRUSCO - DE CHE




BRUSCO - DE CHE

Io sono clandestino in questo mondo incomprensibile navigo tra faccie che non riesco più a distinguere vivo circondato da un esercito convinto che
che va bene che va tutto bene
Ogni tentativo di svegliarmi pare inutile mi ritrovoprigioniero della solitudine
Ho paura di iniziare pure io a ripetere
che va bene che va tutto bene
Mà de che non mi metti in mezzo a me
De che non mi metti sotto a me
De che non mi tieni zitto a me
Ogni giorno lotto contro il mondo per emergere
De che non ci sono regole
De che non mi va di perdere
De checerco di difendere quello che mi spetta quello che mi voglio prendere
Questa è la mia vita sta nelle mia dita non si prende mica
Mi dispiace reghà restero alla guida per un altra sfida
Roba da suicida Vada come Vada tanto non c'e' via di uscità non mi metto in riga
sono un parassita odio la fatica il mondo mi schifa cosa vuoi che ti dica
L'importante e pensare che va tutto bene STICA'
Mà de che non mi metti in mezzo a me
De che non mi metti sotto a me
De che non mi tieni zitto a me
Ogni giorno lotto contro il mondo per emergere
De che non ci sono regole
De che non mi va di perdere
De checerco di difendere quello che mi spetta quello che mi voglio prendere
Bum forse non l'hai capito ancora
Bum che di vita ce nè una sola
Bum vivila prima che vola
D'ora in ora prima che peggiora
Bum i primi giorni giù a scuola
Bum poi sei già grande e lavora
Bum con il tempo che ti divora
D'ora in ora fino alla tua ora
Mà de che non mi metti in mezzo a me
De che non mi metti sotto a me
De che non mi tieni zitto a me
Ogni giorno lotto contro il mondo per emergere
De che non ci sono regole
De che non mi va di perdere
De checerco di difendere quello che mi spetta quello che mi voglio prendere
Tutto quello che ti meriti ti meriti è
E quello che ti spetta e il mondo non ti vuole far aver
Ogni giorno lotta e devi vincere perchè se perdi te fai perde anche me
E io de perde non ne voglio sape
Ogniuno nel suo regno deve essere il re
Me sò rotto de dove sta bono e vede lo schifo che c'e' su sto mondo hoyeee!!
Io vorrei una terra meno malata
Io vorrei che la vità fosse più amata
Io vorrei un sorriso ovunque se vada
Io Vorrei... Io Vorrei
Mà resto clandestino in questo mondo incomprensibile navigo tra faccie che non riesco più a distinguere vivo circondato da un esercito convinto che
che va bene che va tutto bene
Ogni tentativo di svegliarmi pare inutile mi ritrovoprigioniero della solitudine
Ho paura di iniziare pure io a ripetere
che va bene che va tutto bene
Mà de che non mi metti in mezzo a me
De che non mi metti sotto a me
De che non mi tieni zitto a me
Ogni giorno lotto contro il mondo per emergere
De che non ci sono regole
De che non mi va di perdere
De checerco di difendere quello che mi spetta quello che mi voglio prendere
Sono clandestino in questo mondo incomprensibile navigo tra faccie che non riesco più a distinguere vivo circondato da un esercito convinto che
che va bene che va tutto bene.... DE che De Cheee

sabato 6 febbraio 2010

IL CALCIO-MERCATO E' CHIUSO, ORA SI APRE IL MERCATO DELLA POLITICA


La sete di potere gioca brutti scherzi. Ed è così che Damiano Cosimo Frasca detto Mino (nel comunicato diffuso alla stampa c'era scritto così) abbandona l'UDC per approdare al più quotato - forse - partito del PDL La Puglia Prima di Tutto che, nelle ultime elezioni provinciali, aveva visto in Francesco Zuccaro il suo candidato neretino.
Di colpo mister 3.000 voti lascia perdere la croce per impugnare lo scettro.
La Politica non è una cosa seria, in questo periodo storico, ma è un mix di opportunismo e interessi. Ed ecco i dannati che traslocano da un partito all'altro senza badare a "spese".
In Italia la situazione politica è veramente disastrosa: senza opposizione da quindici anni e con un sultanato di destra che vuole imporre sempre più uno sfrenato neoliberismo che ci porterà inesorabilmente al collasso. Una politica in cui Capezzone da radicale convinto diventa pidiellino convinto; oppure Bondi da compagno comunista a compagno pidiellino; oppure Bonaiuti, Cicchitto, Frattini, Boniver, Tremonti, Brunetta, Concia, Rutelli, Veltroni, Mastella ecc. ecc. ecc.
In questo clima di confusione totale il popolo pensante ha perso completamente la fiducia nelle figure politiche, lasciando il campo al popolo dormiente facilmente ricattabile - in molti casi per colpa di vere e proprie crisi economiche e quindi sociali - che continuerà sempre a farsi abbagliare dal favore, non capendo che non sono i politicanti a farlo ma è perfettamente il contrario essendo noi elettori i benefattori di turno. I politicanti ci umiliano ulteriormente presentandosi durante il periodo elettorale con tantissimi buoni propositi, sistematicamente smentiti, per poi rinnovarli alla prossima occasione. Ma tra un’ elezione e l'altra cosa facciamo???
I cosiddetti politici hanno perso e continueranno a perdere sempre più il contatto con la realtà. Il traguardo del potere una volta tagliato ti allontana dalle grida di disperazione, facendoti frequentare quei salotti buoni, quella borghesia ricca e fasulla che continua ad affossare inesorabilmente il nostro paese.
La Politica dovrebbe essere una cosa nobile e proprio per questo non tutti sono in grado di farla.
Nel momento in cui uno raggiunge un ruolo politico importante, il potere acquisito non deve far dimenticare quelle che sono le reali esigenze della cittadinanza.
Il politico non dovrebbe essere retribuito. Senza un salario garantito si avvicinerà alla politica solo colui che la sente come una questione di vita, come una passione da espletare (un pò come un pittore, se non sai usare il pennello non ti azzarderai mai a disegnare su una tela). L’Amore per la Politica viene sistematicamente soffocato dalla sete di potere, dal profitto, dal guadagno.
Ritornando alla situazione neretina, l’UDC perde il suo uomo di punta e il PD, già da un pò, la sua donna “mille bandiere” Mirella Bianco (un salto di qualità, direi, di male in peggio!).
Frasca non mi ha mai dato l’idea del politico. Almeno dai suoi discorsi non sono mai rimasto impressionato positivamente.
Non è una questione di dialettica, un tempo i più grandi capipopolo erano contadini e muratori che da autodidatti riuscivano a smuovere intere masse di invisibili cercando di restituire loro un pò di dignità, semplicemente non ha il fare dell'Uomo Politico.
Forse il consigliere Frasca non ha degli ideali ben saldi riscontrabili pienamente in un simbolo, in un partito. Le tessere ad un partito ormai si fanno e si disfanno come niente.
Se faccio parte di un partito, vuol dire che credo il quel progetto e nel momento in cui le cose vanno in una direzione contraria a quella che è la mia visione della politica, due sono le cose da fare; o si fanno delle battaglie interne affinchè si cambi la linea politica oppure si abbandona il partito ritornando sulla terra ferma fra i comuni mortali.
La parola trasformismo è lo stile predominante della politica italiana nonché di quella neretina, dagli Zuccaro (non mi riferisco a Francesco Zuccaro) ai Frasca passando dai Vaglio ai Fracella.
Quale credibilità ha la classe dirigente della nostra Nardò??? Nessuna.
Riscopriamo il sentimento nobile della politica.
Basta opportunismo.

Benvenuti a Riace

“Domenico Lucano, 51 anni, è il sindaco di Riace, una paesino con tre chiese, due santi patroni, greggi di pecore che pascolano sulle colline circostanti e filari di alberi di agrumi nella vallata. Fino a poco tempo fa, Riace stava diventando una città fantasma. I suoi abitanti emigravano verso il nord (Milano, Torino, Genova) o all’estero (Germania, Stati Uniti). La popolazione si era ridotta così drasticamente che non c’era più un bar, un ristorante o un macellaio.. Né c’erano abbastanza bambini per formare una classe. Tutto questo prima che Lucano decidesse di ripopolare il paese: con gli immigrati provenienti da Somalia, Eritrea, Afghanistan, Bosnia, Iraq e Libano”, racconta il settimanale tedesco Der Spiegel. Il primo barcone è arrivato nel 1998, pieno di rifugiati curdi. Lucano, che ai tempi faceva il maestro, li ha accolti subito in paese.

Il quotidiano spagnolo El País invece parla della possibile fusione tra Telecom e la spagnola Telefónica. “Il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi ha dichiarato che il suo governo non bloccherà un’eventuale fusione tra Telecom Italia e la società di telecomunicazioni spagnola Telefónica. Secondo un diplomatico romano, le parole di Berlusconi sono insolite e probabilmente significano che l’operazione è matura e imminente. Anche in Spagna c’è grande attesa per una fusione che, secondo fonti bancarie, dovrebbe concludersi ‘a giorni, se non addirittura in poche ore’”.

da Internazionale

Permesso di soggiorno a punti

Le elezioni regionali sono alle porte e il governo emana i primi provvedimenti sulla sicurezza

Dopo la patente, arriva il permesso di soggiorno a punti. Gli immigrati avranno a disposizione due anni per totalizzare i trenta punti necessari per ottenere l'anelato documento. In questo lasso di tempo dovranno imparare la lingua italiana, iscrivere i figli a scuola, mettersi in regola col fisco e studiare la Costituzione.
Invito quest'ultimo che potrebbe anche essere esteso ai cittadini italiani o agli stessi politici, che, in diverse circostanze, hanno dimostrato una totale ignoranza sul tema. Ma questo è superfluo, le elezioni regionali sono alle porte e bisogna dare agli italiani la sensazione che il governo, oltre ad occuparsi del processo breve o del legittimo impedimento, pensa a proteggere i cittadini.

“E' la legge sulla sicurezza – ha detto il ministro degli Interni, Roberto Maroni – che parla di specifici obiettivi da raggiungere nel giro di due anni. E saranno gli Sportelli unici per l'immigrazione a valutare l'immigrato. Se gli obiettivi sono stati raggiunti verrà concesso il permesso di soggiorno, altrimenti ci sarà l'espulsione”. Ma l'esecutivo è clemente e il nuovo decreto legge, che presto verrà discusso in Consiglio dei ministri, concede all'immigrato che nei due anni non avrà raggiunto tutte le competenze, la possibilità di una deroga di dodici mesi per ottenere il permesso. Se in tre anni non si totalizzano i trenta punti necessari, scatta l'espulsione. Attenzione, inoltre, al codice penale. La sua violazione comporta una perdita del punteggio. “Questo sistema – ha affermato sempre Maroni – serve a garantire l'integrazione: io ti suggerisco le cose da fare per integrarti nella comunità. Se lo fai ti do il permesso di restare, se non le fai significa che non vuoi integrarti. Lo applicheremo solo ai nuovi permessi con durata di due anni. Ma non chiederemo soldi agli immigrati per i corsi di lingua, faremo tutto noi, per garantire standard uniformi in tutte le province”.

Ecco, quindi, dopo i fatti di Rosarno, la risposta del governo al problema dell'immigrazione: il permesso di soggiorno a punti, una panacea per risolvere l'annoso problema dell'integrazione. Le critiche alla proposta governativa non si sono fatte attendere. Livia Turco, responsabile per l'Immigrazione del Pd, ha parlato di un provvedimento che favorirà l'irregolarità, non l'integrazione.

di Benedetta Guerriero da PeaceReporter

venerdì 5 febbraio 2010

Nardò, colpo di mercato. Al fotofinish preso Mino Frasca

Colpo di Raffaele Fitto; rafforzata la "NOI prima di tutto"

La lunga rincorsa della “NOI prima di tutto” a Mino Frasca (ex punta di diamante dell’ UDC, unione dilettantistica calcio, si conclude con l’acquisto del giocatore proprio negli ultimi giorni di mercato.
Le smentite degli ultimi giorni da parte dei dirigenti della società servivano probabilmente solo a mettere pressione all’ UDC che in fondo della sua punta voleva liberarsi, basti pensare che era stato escluso dalla lista champions.
Ed infatti queste le dichiarazioni del prof. Luigi De Leo, portavoce dell’on. Totò Ruggeri:
“L’approdo di Mino Frasca nella terra promessa di Raffaele Fitto, di cui abbiamo appreso la notizia dagli organi di informazione, non ci coglie di sorpresa anche perché del suo perenne travaglio interiore, proprio di un’anima in pena alla ricerca continua di bere alla fonte del potere, ne avevamo colto i segni da tempo”.
Siamo più che convinti, ha continuato, che il suo passaggio non determinerà alcun sconvolgimento di tipo tecnico tattico, non fosse altro perché di tali esempi ne abbiamo già avuti e si sono sempre tramutati in aumento di consensi per l'UDC.”
Come non dare ragione al prof, oggi nel mondo del calcio si sa non esistono più le bandiere e neppure le bandierine da quando cassano le prende a calci, esistono solo i soldi e gli interessi personali; vedi le carriere di grandi giocatori come Ronaldo, Vieri, ecc.
L’accordo è quindi ormai ufficiale e salvo sorprese dell’ultima ora dovrebbero rientrare nei dettagli dell’operazione anche l’intero staff tecnico che ruota attorno al giocatore, composto da ben 5 elementi: De Bitonti Maurizio, Negro Gino, Muci Adriano, Sabato Antonio e Mirella Bianco (per gli amici detta “senza bandiera”).
In casa “NOI prima di tutto” c’è grande soddisfazione per l’arricchimento della rosa con una punta del calibro del neretino, bravo sia in fase offensiva che in fase difensiva e di sicuro secondo fonti molto vicine alla società, il suo apporto di pubblico sarà ossigeno per tutti i compagni, soprattutto in vista delle convocazioni per i prossimi mondiali del 28 e 29 marzo 2010.
Non è tutto rose e fiori però.
La festa a Fitto e Frasca rischia di essere rovinata da alcuni malumori che serpeggiano in casa granata per una frangia ristretta di tifosi che lamenta il fatto di non essere stata interpellata e di dover subire un’imposizione dall’alto che vista la popolarità del soggetto rischia di vedere i riflettori puntati tutti su di se, oscurando il lavoro di altri compagni, ops! AMICI.

La Redazione

La destra finge di essere ambientalista a Bari e diventa ferocemente nemica dell’ambiente a Roma



«La destra che finge di essere ambientalista a Bari diventa ferocemente nemica dell’ambiente a Roma», afferma il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola (Sel). Vendola ribadisce che la Puglia «sarà la regione più disobbediente d’Italia e continuerà a dire "no" al nucleare». «Siamo davvero alla caduta della maschera: la destra - afferma Vendola - in Consiglio regionale vota a favore della legge che io ho voluto fortemente per la denuclearizzazione della Puglia, e oggi la destra, il governo di destra impugna dinanzi alla Corte costituzionale la nostra legge».

«Noi cioè, questo ci viene detto, dobbiamo obbedienza, e se il governo vuole fare i propri affari nucleari e radioattivi in Puglia noi - ha aggiunto Vendola - dobbiamo tacere e obbedire. Noi saremo la Regione più disobbediente d’Italia e continueremo a dire no al nucleare». «In Puglia - ha detto Vendola - non vogliamo centrali nucleari, non vogliamo depositi di scorie nucleari, non vogliamo il transito di materiale a ’cavallò tra usi civili e usi militari. E voglio ricordare a tutti che abbiamo condiviso una legge molto forte, molto innovativa che era la nostra risposta a quella terribile legge che il governo aveva fortemente voluto con un decreto poi convertito dal Parlamento, che espropria le Regioni e i territori del potere decisionale sul proprio destino».

Bufera sul Carnevale romano per le scuole con Hitler e il Duce testimonial


Protagonisti del “Carnevale in love”, previsto per il prossimo 14 febbraio, giorno di San Valentino, Hitler ed Eva Braun, Benito Mussolini e Claretta Petacci.
Volantini di invito sono stati distribuiti in tutte le scuole elementari e medie del IX Municipio, e la rivolta, a pochi giorni di distanza dalla giornata della Memoria, non si è fatta attendere: “Come è possibile sdoganare Hitler e Mussolini agli occhi dei bambini?”.
“Il nostro Municipio, informato dai direttori e dai presidi – afferma Fantino – è da sempre impegnato a divulgare una qualità della cultura che ha come obiettivi la crescita sociale, culturale ed etica dei nostri cittadini e non può certamente accettare, neanche per ironia, maschere-modello come Hitler e Mussolini, padri delle leggi razziali e di anni bui della nostra recente storia”.
“A pochi giorni di distanza dalla giornata della Memoria – osserva la Fantino – crediamo di essere davanti ad un’offesa anche nei confronti della comunità ebraica romana. Come è possibile sdoganare Hitler e Mussolini, soprattutto agli occhi dei bambini? Mi sembra evidente che si vogliano normalizzare queste figure, circoscrivendole all’amore e alla relazione che hanno avuto. Ma la loro fama è legata a ben altri fatti”.

da Reset-Italia

Matto da (s)legare


Il caso Morgan dimostra quanto stonato sia il paese del belcanto. Un divo pop che è spesso in tv, presunto drogato, racconta con straordinaria lucidità momenti delicati della sua esistenza. Un intero sistema, presunto nemico della droga, gli rovescia addosso con allucinata ferocia tutto il suo biasimo.
Poche ore dopo il putiferio sull'uso anti-depressivo che il cantante avrebbe fatto della cocaina, con una solerzia che il consiglio di sicurezza dell'Onu se la sogna, la Rai ha deciso di escluderlo dall'imminente Festival di Sanremo.

Inchiodato nel ruolo di cattivo maestro e sciupagiovani da autorevoli membri del governo, il reo-confesso viene invitato a stare a casa o a entrare in comunità. Perché puoi fare tutto, persino concederti una pipa di crack ogni tanto, basta che poi non vai a sbandierarlo in giro. Vabbè, se succede si può ritrattare. Ma se poi non funziona gridi al mondo il tuo pentimento. Così ha fatto in sequenza anche Morgan, come Bertolaso dopo la sparata di Haiti. Solo che lì la mossa frutterà forse una poltrona da ministro, mentre qui Morgan potrà al massimo tornare sul palco di Sanremo per cantare la sua canzone. Dopo beninteso aver letto un breve testo del ministro Meloni in cui si intima ai «milioni di giovani in ascolto» di non farlo, per carità. Gioverà di certo allo share e il festival apparirà per quel che è o può essere: un ottimo programma di recupero.
Pazienza. Era molto meglio il Morgan incasinato e sognatore, come nel film Morgan - Matto da legare, rispetto all'eterno sconfitto Henry Morgan, il pirata ridotto a dare la caccia ai pirati. Chi si droga è complice della mafia, gli ricorda Castelli, perché il problema è l'outing e non l'ideologica ipocrisia delle politiche proibizioniste. Torneremo a fare gran titoli sulla stupefacente percentuale di cocaina che circola nelle nostre reti fognarie. Ma se arriva uno che dice sì, un po' di quella pipì era mia, anziché essere usato per andare oltre il dato che il laboratorio offre al dibattito, chiedersi i come e i perché, viene messo in croce. Persino il Codacons, protettore di ben altri consumatori abituali, plaude alla Rai e aggiunge consigli procedurali: sostituitelo con uno dei cantanti esclusi. Verrebbe da chiedersi e con chi, sennò?, se non fosse che Don Gelmini ha pronta la risposta: mandiamoci uno dei «miei» ragazzi. A quel punto tanto varrà dargli la vittoria a tavolino.
Nel silenzio vigliacco del suo mondo - salvo rare eccezioni - e della presunta sinistra, Morgan arretra, ritratta. Ma l'aveva detta giusta almeno da un punto di vista farmacologico, denunciando i pericoli derivanti dall'abuso degli psicofarmaci...
In un contesto così dissonante, anche la battuta che ieri andava per la maggiore nei bar - facciamo il test anti-doping a tutti i cantanti del festival - è diventata subito imperiosa proposta politica. E al fianco della solita Alessandra Mussolini stavolta c'è Dj Aniceto, celebre non tanto come mischiadischi quanto come membro - squillino le trombe e si aprano le virgolette - della Consulta nazionale degli operatori ed esperti per il Dipartimento per le politiche antidroga che come mischiadischi. «Sono contento per la sua esclusione», ha ghignato, da operatore o esperto, chissà. E sia. Facciamolo questo test, ai cantanti, agli orchestrali, ai giornalisti in sala stampa. Sono categorie sensibili e arischio, come i camionisti e i piloti. Facciamolo agli scrittori prima del Campiello e agli stilisti prima delle sfilate. E pure ai modelli, che modelli lo sono almeno due volte. Facciamolo a tutti. Magari non ai politici, per evidente oltreché legittimo impedimento. Ma non dimentichiamo i bambini delle favelas, dove il crack uccide molto più che nei salotti.

da Il Manifesto

Berlusconi: leggi razziali un’infamia. Analisi di una contraddizione.


Dopo la dichiarazione circa il desiderio che Israele entri nell’Unione europea, a Gerusalemme Silvio Berlusconi si esprime sulle leggi razziali varate durante il ventennio. “Le leggi razziali del 1938 sono un’infamia che ha macchiato l’Italia, dalle quali il popolo italiano è riuscito a riscattarsi grazie alla lotta di liberazione dal nazi-fascismo”, si esprime così il presidente del Consiglio durante il suo intervento alla Knesset, il Parlamento israeliano, alla presenza del presidente dello Stato di Israele Shimon Peres, il presidente della Knesset Reuven Rivlin, del premier Benjamin Netanyahu, del capo dell’opposizione Zipi Livni e dei membri della Knesset.

Berlusconi aggiunge che “nel 1938 l’Italia si macchiò dell’infamia delle leggi razziali, che contraddissero secoli di civiltà cosmopolìta e di rispetto umanistico della persona e della sua dignità” precisando, però, che il popolo italiano riuscì a riscattarsi da questa pesante offesa grazie alla lotta al nazi-fascismo che portò alla nascita della Repubblica italiana.

Tutto giusto, tutto perfettamente ponderato, forse troppo. Berlusconi, infatti, guarda alla storia come a un materiale malleabile e discrezionale, cui attingere in diversi modi a seconda dell’occasione e dell’interlocutore. Se si trova a parlare con il presidente degli Stati uniti, allora l’Italia è stata completamente liberata dagli alleati – verso i quali il debito di riconoscenza risulta inesorabilmente impagabile – glissando totalmente sull’apporto fondamentale della Resistenza italiana. Al Parlamento israeliano, invece, dopo l’ammissione di colpevolezza rispetto alle leggi del 1938, è necessario dire che l’Italia è riuscita attraverso il suo popolo a liberarsi dal giogo fascista, per testimoniarne il coraggio e la volontà di riscatto morale, civile e politico. Inoltre, parlare delle leggi razziali all’interno del Parlamento israeliano – ma questo non è un problema ascrivibile soltanto a Berlusconi – porta a un connubio (ebrei-Stato di Israele) fuorviante. Infatti, quelle leggi non riguardavano lo Stato di Israele, non ancora nato, ma diversi popoli, etnie, culture, tra cui gli ebrei rappresentavano la compagine più numerosa. La mancata elaborazione di questa “sottigliezza” determina un senso di solidarietà con una Nazione che con quelle orrende leggi non aveva nulla a che fare; solidarietà dietro alla quale si costruiscono politiche di sostegno a uno Stato invasore.

Altra nota che stona pesantemente con le ultime dichiarazioni risulta essere, in generale, tutta la politica messa in campo dal Governo italiano in materia di immigrazione. Dalla legge Bossi-Fini agli accordi con la Libia per i respingimenti in mare – che hanno portato l’Unione europea e diverse organizzazioni umanitarie a parlare per l’Italia di violazione dei diritti umani – l’esecutivo dimostra di avere un forte attaccamento alla pagina più cupa della storia italiana. Durante il Fascismo, quelle leggi vennero chiamate razziali per motivi di propaganda, un suggello alla nostra presunta superiorità naturale. Ora la propaganda è cambiata, sostituita da quella che si suole definire “informazione” e che assume la fisionomia del politicamente corretto, ma la sostanza appare la stessa.

Per il Fascismo era questione di sopravvivenza e lotta contro colui che, inferiore, minava il progresso del migliore; per il Nazismo era lo spazio vitale. Al giorno d’oggi la parola d’ordine è “sicurezza”, contro lo straniero non più ricco invasore degli spazi politici ed economici, bensì esclusivamente capro espiatorio degli insuccessi della politica e dei malumori di un popolo, quello italiano, che ora può democraticamente scegliere la sua pochezza politica, specchio inesorabile del suo malanno morale e della sua storia.

da Indymedia

Studiare meno, studiare meglio

di Rita Pani
Ho assistito a gran parte dello spettacolino di varietà della ministra per l’istruzione, accompagnata dal tizio inopportuno del consiglio.

Presentavano lo show “Il miracolo della riforma della scuola” dalla sala del Tiepolo, il quadro famoso per l’impudica tetta fatta coprire dal maniaco sessuale del consiglio. Due o tre gag, devo ammetterlo, sono state davvero degne di ammirazione.
La prima raccontava di un' Europa molto risentita per il fatto che in Italia le ore di studio sono troppe, e quindi lo slogan: “Studiare meno, studiare meglio.”

La seconda è stata quella in cui, la ministra più intelligente degli ultimi 150 anni ha assicurato il favore delle famiglie italiane e degli insegnanti tutti, verso questa storica riforma.

La terza, l’immancabile battuta del buffone del consiglio, che interrompendo in modo brusco e cafone – così come è uso fare – la ministro intenta a presentare l’innovativo liceo musicale, che dovrà tutelare la tradizione dell’Italia, famosa nel mondo non solo per la pizza, la mafia e il baffo nero ma anche il mandolino, rassicurava che non si sarebbero studiate le canzoni del presente del consiglio e del suo parcheggiatore abusivo.

Per orecchie disattente, insomma, poteva sembrare tracciata la strada per il raggiungimento dell’eldorado per tutti i giovani studenti italiani, anche coloro che d’ora in poi a 15 anni, grazie alla fattiva collaborazione di Confindustria, potranno scegliere se andare a lavorare gratis sotto padrone, fino al compimento del diciottesimo anno di età; data in cui, ovviamente, per le logiche del mercato, saranno licenziati per essere sostituiti da altra manovalanza a costo zero.

La ministra ci ha tenuto parecchio a sottolineare che la riforma non era ideologica, ma addirittura memore delle indicazioni dei governi precedenti e non solo dalla nefasta epoca della moratti. È andata ancora più indietro fino ai governi di sinistra, ai quali facilmente si potranno imputare le colpe di questa ennesima devastazione. Certo non è una riforma ideologica, perché per esempio con la mia ideologia sarei portata a rifarmi a ben altri esempi, tipo: “Studiare, studiare, studiare e dopo ancora studiare.” E soprattutto, il fatto di tagliare le ore di lezione non doveva significare che il governo “vuol fare cassa”.

Non essendomi mai fatta fregare dalle telepromozioni, io ho capito un poco quello che accadrà: in Italia a partire da quest’anno scolastico, si avranno due tipi di scuole. Quella per chi può pagare e quella per i poveri. Il tessuto sociale, soprattutto dei piccoli centri, verrà ulteriormente disgregato, creando la ghettizzazione nelle scuole pubbliche per i meno abbienti e gli extracomunitari, destinati a diventare carne da macello per il futuro sfruttamento imprenditoriale. Il resto si dividerà tra scuole private e paritarie, e la strada è già stata tracciata nel quasi totale silenzio, quando a queste sono stati aumentati i contributi di stato, mentre i figli dei comuni mortali, sono costretti a portarsi da casa non solo la carta igienica, ma addirittura il materiale didattico.

Insomma, in parole semplici, l’ennesima riforma della scuola trova un unico motivo d’applicazione: i poveri devono soccombere e sparire

da Indymedia

giovedì 4 febbraio 2010

Al grido di dolore dei lavoratori Adelchi risponde con «capannoni vuoti»

La notizia è di due giorni fa ma la situazione dei lavoratori Adelchi di Tricase è veramente al limite.
PIENA SOLIDARIETA' AI LAVORATORI ADELCHI

TRICASE DELUSIONE DOPO LA LETTURA DELLA MISSIVA DELL’IMPRENDITORE. I CANDIDATI ALLA REGIONE DISERTANO L’ASSISE E UN OPERAIO BRUCIA LA TESSERA ELETTORALE

ANTONIO ANDREA CIARDO
•TRICASE .Le operaie Adelchi in cassa integrazione protagoniste della lotta di rivendicazione del lavoro nel consiglio comunale aperto, ieri sera nella Sala del Trono, con all’ordine del giorno la vertenza Adelchi.
Da lunedì scorso sono state le operaie, donne e madri di famiglia, ad avere impresso un salto di qualità alla vertenza. Ed è il segnale del profondo malessere, del disagio assoluto che le oltre 700 famiglie di cassintegrati stanno vivendo.Con il lavoro che non c’è, stanno crollando definitivamente tutte le speranze per il futuro. Emozione nella Sala del Trono quando da un gruppo di queste operaie si è alzato forte il grido: «Adelchi ha distrutto le nostre famiglie, ma noi non ci suicidiamo. Adelchi deve pagare per quanto male ci ha fat to riducendoci in povertà».
Non c’erano i tre candidati alla presidenza della Regione, Adriana Poli Bortone, Rocco Palese e Nichi Vendola. Ad ascoltare il rabbioso grido di dolore la vice presidente della Regione, Loredana Cap o n e, il consigliere regionale Mario Vadrucci, il consigliere provinciale Anto - nio Del Vino, i sindaci ed amministratori comunali di Tricase, Corsano, Gagliano del Capo, Specchia, Alessano, Super sano, Ruffano, Andrano, Casarano, Diso, Acquarica del Capo e Montesano Salentino, il presidente del Gal Capo S.Maria di Leuca, Antonio Lia.
E quando, in apertura di seduta, il sindaco di Tricase Antonio Musarò ha dato lettura di una lettera di Adelchi Sergio, recapitata al comune alle 13 di ieri, in cui l’imprenditore dava la disponibilità a consentire l’uso di parte dei propri opifici, la reazione dei rappresentanti stituzionali e degli operai è stata durissima: «Avrebbe potuto evitarci questo colpo di teatro, quando da mesi non risponde alle istituzioni, non consentendo l’attivazione di percorsi alternativi», ha commentato Loredana Capone, illustrando poi possibili strategie per salvare il salvabile.
E Mario Vadrucci ha aggiunto che «finalmente, ora, sappiamo con certezza che l’imprenditore Adelchi Sergio non ha null’altro da offrire che i suoi capannoni vuoti». Ma la risposta più forte è stata proprio degli operai che, per bocca del loro legale Maurizio Cafiero, si sono detti «pronti a percorrere la richiesta di fallimento per tutte le aziende del gruppo. Noi chiederemo il fallimento di Adelchi». E tutti hanno trattenuto il fiato quando l’operaio Daniele Bitonti,avvicinatosi al tavolo della presidenza, ha dato fuoco al proprio certificato elettorale, mentre dal gruppo delle operaie si levava alto il grido «Noi non voteremo più. Lo sappiano Vendola, Poli Bortone e Palese che, invitati, non sono venuti qui stasera».
E se il presidente del Gal, Antonio Lia, ha proposto di creare una cooperativa fra gli operai, il sindaco di Alessano, Luigi N i c o l a rd i ha stupito con la sua provocazione: «Non costringiamo gli operai ad occupare i nostri comuni; decidiamo noi sindaci di chiudere i nostri municipi perché non c’è lavoro».
Open the Magazine

La gazzetta del mezzogiorno

Nucleare: Governo all'attacco delle Regioni del no.


Il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Basilicata e Campania che impediscono di costruire centrali nucleari sul loro territorio.

Una scelta fatta dall'esecutivo su proposta del ministro dello Sviluppo Claudio Scajola d'accordo con il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto.

"L'impugnativa delle tre leggi è necessaria per questioni di diritto e di merito - afferma Scajola - In punto di diritto le tre leggi intervengono autonomamente in una materia concorrente con lo Stato (produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica) e non riconoscono l'esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela dell'ambiente della sicurezza interna e della concorrenza (art. 117 comma 2 della Costituzione)". "Non impugnare le tre leggi - continua il ministro dello Sviluppo economico - avrebbe costituito un precedente pericoloso perché si potrebbe indurre le Regioni ad adottare altre decisioni negative sulla localizzazione diinfrastrutture necessarie per il Paese".

"Nel merito - prosegue Scajola - il ritorno al nucleare è un punto fondamentale del programma del governo Berlusconi, indispensabile per garantire la sicurezza energetica, ridurre i costi dell'energia per le famiglie e per le imprese, combattere il cambiamento climatico riducendo le emissioni di gas serra secondo gli impegni presi in ambito europeo".

Dopo aver chiarito che l'esecutivo "impugnerà tutte le eventuali leggi regionali che dovessero strumentalmente legiferare su questa materia strategica per il Paese", il ministro conferma che "al prossimo Consiglio dei Ministri del 10 febbraio ci sarà l'approvazione definitiva del decreto legislativo recante tra l'altro misure sulla definizione dei criteri per la localizzazione delle centrali nucleari".

da Indymedia

Bufera su Raffaele Fitto e Rocco Palese, la Merrill Lynch sotto inchiesta


La Guardia di Finanza sequestra la rata che la Regione Puglia versa alla Merrill Lynch International per l'operazione di ristrutturazione del debito da 870 milioni di euro, effettuata nel 2003-2004 (NDR: Fitto Presidente, Rocco Palese assessore al Bilancio), per far fronte al «profondo rosso» della sanità pugliese. Il sequestro è stato eseguito dal nucleo di polizia tributaria nell’imminenza della scadenza del versamento semestrale della rata (6 febbraio) in esecuzione del provvedimento del gip di Bari.

TRUFFA - A carico dei rappresentanti degli istituti bancari che hanno partecipato all’operazione viene contestato il reato di truffa aggravata ai danni di un ente pubblico «per violazione degli obblighi di comportarsi con diligenza, correttezza e professionalità nonché‚ di informare compiutamente il cliente sulle operazioni finanziarie proposte».

Secondo la procura, in particolare sarebbe «stata attestata una falsa convenienza economica dell’operazione finanziaria che ad oggi ha prodotto un danno alla Regione, rispetto ad un analogo finanziamento della Cassa depositi e prestiti, di circa 70 milioni euro».

COSTI OCCULTI - Sarebbero stati, inoltre «taciuti i costi occulti dell’operazione, in particolare sullo swap il cui mispricing ha comportato un danno per l’ente di circa 24 milioni di euro». Secondo l’accusa, le informazioni che Merrill Lynch avrebbe dovuto offrire ai funzionari della Regione e all’assessore al bilancio pro-tempore assumevano particolare rilevanza in quanto i contratti erano redatti in inglese (lingua non conosciuta dai rappresentanti regionali) e senza che fosse allegata una traduzione italiana giurata». Merryll Lynch avrebbe inoltre consigliato alla Regione Puglia di farsi assistere da studi legali di comprovata fama internazionale omettendo però di comunicare che gli stessi avevano con essa rapporti professionali duraturi.

INTERDIZIONI - Per il rappresentante della Merrill Lynch Daniele Borrega è stata disposta la misura interdittiva del divieto di esercitare l’attività di promotore finanziario e del divieto di ricoprire uffici direttivi e di rappresentanza di istituti bancari e/o di imprese di promozione finanziaria per due mesi. Per Merrill Lynch, inoltre, è stata richiesta la misura interdittiva del divieto di stipulare contratti con la pubblica amministrazione per due anni. Agli istituti bancari Merrill Lynch International, con sede a Londra e a Milano, e Dexia-Crediop spa, con sede a Roma, sono stati contestati come persone giuridiche illeciti amministrativi per non aver, prima della commissione dei fatti ascritti alle persone fisiche, adottato e attuato modelli organizzativi idonei a prevenire il verificarsi dei reati. Sugli esiti delle indagini, riferisce la Procura di Bari, è stata preventivamente informata la Banca d’Italia che ha fornito la collaborazione sul piano tecnico richiesta dall’autorità giudiziaria. In ogni caso, la Regione Puglia continuerà a pagare gli interessi ai bondisti e il provvedimento di sequestro non incider… sulla restituzione del capitale alla scadenza ai sottoscrittori.

BOND PER 870 MILIONI - La Regione Puglia (guidata da Raffaele Fitto, con Rocco Palese assessore del bilancio) aveva concordato con la Merrill Lynch International di ristrutturare il debito tramite il collocamento negli anni 2003-2004 sul mercato internazionale di bond per 870 milioni di euro. L’operazione finanziaria prevedeva la stipula di uno «interest rate swap» con il duplice effetto di trasformare le emissioni obbligazionarie della Regione Puglia da tasso variabile a tasso fisso, e il rimborso del capitale da modalità « bullet» (ovvero rimborso in unica soluzione a scadenza) ad «amortizing» (restituzione della quota capitale a quote costanti). Le quote capitale vengono versate in un conto indisponibile per la Regione Puglia (sinking fund) detenuto all’estero e il capitale viene investito a discrezione di Merrill Lynch in un paniere di titoli concordato.

(C) Corriere della Sera

di GrandeSalento.org

Di Pietro a cena con Contrada, Craxi chiede chiarimenti. D'Ambrosio: "Macché scoop.."

"Soltanto menti malate possono pensare che ho fatto quel che ho fatto nella mia vita per una spy story e non invece come umile manovale dello Stato che quando faceva il muro cercava di farlo dritto". Così Antonio Di Pietro, in un' intervista al Corriere della Sera commenta la pubblicazione della sua foto ad una cena con Bruno Contrada scattata prima dell'arresto dell'ex funzionario del Sisde accusato dai pentiti di aver passato informazioni a Cosa nostra e di aver consentito la fuga di pericolosi latitanti, come Totò Riina.
La versione di Di Pietro
"Se i carabinieri ti invitano alla loro cena natalizia non ci vai? Che male c'è? Non sono forse gli uomini con i quali un magistrato lavora tutti i giorni?" ribatte l'ex magistrato. E alle illazioni che circolano in queste ore secondo cui quelle foto sarebbero state fatte sparire dagli stessi commensali, anche perché vi erano presenti uomini dei Servizi, il leader dell'Idv ribatte: "Ma nemmeno sapevo che esistevano delle fotografie. Quali Servizi? Io fui inviato dal comandante operativo dei carabinieri, Vitagliano, e c'erano gli ufficiali con i quali operavamo tutti i giorni sul fronte storia di Mani pulite".

I sospetti di Craxi jr.
"Le notizie corredate da fotografie riportate dal 'Corriere della Sera' intorno al vertice
dell'allora 'magistrato - eroe' di 'Mani Pulite' con agenti dei nostri e altrui servizi segreti nel corso della fase cruciale dell'inchiesta sull'allora Segretario Nazionale del Psi, forza di Governo del Paese, appaiono inquietanti ed esprimono, molti
più di ricostruzioni e congetture storiche, un quadro limpido dei torbidi intrecci che segnarono questa vicenda", sostiene in una nota Bobo Craxi.

"Penso che il paese", aggiunge Craxi, "abbia il dovere di conoscere e approfondire certi dettagli storico - politici e credo che l'on. Di Pietro debba delle spiegazioni".
"Penso anche", prosegue il leader socialista, "che il parlamento dovrebbe dar vita a una commissione di inchiesta per conoscere la verita' dei fatti, quale fosse il ruolo dei nostri servizi nella vicenda 'Mani Pulite', quali gli agganci internazionali, se di determinati intrecci fosse informato l'esecutivo dell'epoca o se una parte delle nostre
istituzioni", conclude Craxi, "abbiano lavorato per il sovvertimento democratico dello Stato, gettando le basi per un 'golpe' post moderno".

In difesa dell'ex collega oggi alleato
Anche l'ex capo della Procura di Milano, oggi senatore del Pd, Gerardo D'Ambrosio, esclude rapporti tra Antonio Di Pietro e l'ex funzionario del Sisde Bruno Contrada. "Ma che c'entra questa cena - spiega al quotidiano Affaritaliani.it - Ma si figuri... è del '92! Eravamo nel pieno di Mani Pulite e Di Pietro era osannato dai Carabinieri. Lo invitano a cena e ci va. C'è anche Contrada? Boh... Non lo so. Io non sapevo assolutamente niente di questa cena e non conoscevo allora Contrada, come non credo che lo conoscesse neanche Di Pietro. Comunque non mi interessa".

La foto
La foto - pubblicata oggi dal Corriere della Sera - ritrae l'allora pm milanese Di Pietro a cena con Contrada, in una delle immagini scattate il 15 dicembre del 1992, nove giorni prima dell`arresto dell'ex funzionario del Sisde e all'indomani dell'avviso di garanzia a Bettino Craxi.

Serra: finto scoop
"Foto di Di Pietro e Contrada a Palermo? Un finto scoop, frutto, come ha detto lo stesso leader dell'Italia dei Valori, di menti malate, anzi, di menti in malafede", commenta il senatore Achille Serra, senatore del Pd. "Si tratta di una cena - spiega Serra - organizzata in una Caserma dei carabinieri da un uomo di indubbia moralità come il generale Vitagliano, in un momento storico (il 1992) in cui Di Pietro era il primo punto di riferimento del Paese e partecipava quotidianamente a cene ed eventi nei contesti più disparati. Bruno Contrada d'altro canto non era ancora il personaggio noto che diventerà qualche tempo dopo. Quanto all'esistenza di rapporti equivoci tra l'allora magistrato Di Pietro e la Cia, l'ipotesi suscita solo ilarità e non merita alcun commento".

da RaiNews24

La sindrome di Rosarno

Il quotidiano francese Le Monde torna a Rosarno settimane dopo la rivolta degli immigrati nella cittadina calabrese. “Due auto carbonizzate vicino a un mucchio di pneumatici. All’uscita da Rosarno, lungo la strada che attraversa la pianura in direzione di Gioia Tauro, sono gli unici segni rimasti degli scontri del 9 e 10 gennaio tra gli immigrati africani e gli abitanti della cittadina calabrese. Poco lontano, due poliziotti sorvegliano un capannone dove centinaia di africani dormivano la notte durante la stagione della raccolta degli agrumi.Oggi non c’è più nessuno che cerca rifugio in quello stabile”, racconta Le Monde. “‘È strano vedere Rosarno senza gli africani’, dice Damiano, 16 anni, che studia al liceo Piria. È uno degli organizzatori di un corso di italiano per immigrati e di uno spettacolo natalizio. ‘Gli stranieri si trovavano bene qui. Quelli che li hanno mandati via sono solo una minoranza’, assicura”.
Il quotidiano spagnolo La Vanguardia, invece, annuncia i risultati di un sondaggio su Silvio Berlusconi. “Silvio Berlusconi vincerebbe con facilità le elezioni se si svolgessero ora. Lo rivela un sondaggio pubblicato dal Sole 24 Ore. I risultati del sondaggio – che attribuisce al Popolo della libertà il 38,1 per cento delle preferenze – sono una dimostrazione delle difficoltà del centrosinistra a presentarsi come alternativa alla coalizione guidata da Berlusconi. Il presidente del consiglio italiano sembra immune a tutto. Non l’hanno danneggiato gli scandali sulla sua vita privata né i processi in corso”.

da Internazionale

LAVORATORI ALCOA - Cronaca di una giornata qualsiasi


di Pietro Ancona
I lavoratori dell'Alcoa manifestano, in difesa del posto di lavoro, sotto il Parlamento che è riunito e discute animatamente non dei loro problemi ma di una legge per assicurare l'impunità al Capo del Governo ed all'intero Governo... La TV rimanda immagini di un grande falò acceso in piazza Montecitorio...
Ma,poco dopo, rimanda l'immagine oramai insopportabile del salotto di Ballarò...


I lavoratori dell' Alcoa, la multinazionale USA che vuole scroccare quanto più è possibile con il ricatto, sono accampati, nel gelo della notte, davanti al Parlamento che è riunito e discute animatamente non dei loro problemi ma di una legge per assicurare l'impunità al Capo del Governo ed all'intero Governo che dovrebbero essere esentati "per legittimo impedimento" dal presentarsi alla Giustizia.
La TV rimanda immagini di un grande falò acceso in piazza Montecitorio attorno al quale appaiono le facce serie, dure, preoccupate di lavoratori costretti a difendere l'unica possibilità che hanno nel Sud della Sardegna di lavorare. Non c'è altro.

Sempre la TV, poco dopo, rimanda l'immagine oramai insopportabile del salotto di Ballarò che si apre con un pezzo d'opera di Crozza il quale si rivolge agli ospiti presenti e li insolentisce alla stessa maniera con cui era concesso a Rigoletto di dare del cornuto al conte di Ceprano, naturalmente con il tacito consenso del Duca di Mantova suo padrone. Ieri sera uno dei presenti non ha accolto ridacchiando come generalmente fanno tutti le "arguzie" del guitto ed ha risposto con pesante scortesia. Imbarazzo e gelo. Iniziato il dibattito che riguardava in gran parte la questione "lavoro",il casino era tale che non si capiva assolutamente niente. Ogni tanto il saltellante Floris interrompeva per la proiezione di un filmato o per intervistare qualcuno dei collegati.

Ieri è accaduto che il Prof. Boeri che denunziava la gravità della condizione dei lavoratori italiani è stato villanamente interrotto dal portavoce del Pdl Maurizio Lupi il quale gli ha impedito di proseguire intimandogli di fornire informazioni diverse e del genere che il governo magari gradisce. E meno male che il Professor Boeri è del gruppo de "La Voce" che certamente non è marxista-leninista!
Il dibattito, se così si può definire il rumore che veniva ogni tanto sovrastato da una voce più stridula o baritonale delle altre, andava avanti con la strana sensazione di un finto rapporto di malaeducazione dei presenti ad uso di una platea di telespettatori brutalizzati e intontiti dalla violenza verbale.
Uno scambio di battute tra il Ministro La Russa e la senatrice Finocchiaro ha appunto disvelato questa sorta di gioco tra compari che vendono la fontana di Trevi al grullone malcapitato.

Poco prima, su rai tre, non so come, era arrivato il rapporto di Medici senza Frontiere sui CIE, allucinante descrizione di condizioni estreme di crudeltà verso persone che hanno avuto la disgrazia di giungere nel nostro Paese un tempo (ma è veramente esistito) culla della civiltà e del Diritto!
Intanto giungono notizie della missione in Israele di Berlusconi ed altri otto ministri tutta in chiave antipalestinese e antiiraniana.Il nostro Presidente del Consiglio stigmatizza e promette durissime punizioni l'Iran per il suo proposito di dotarsi di un'arma atomica e naturalmente trova normalissimo il fatto che Israele ne possiede un migliaio.
Proclama praticamente santo Israele come Stato degli ebrei magari in attesa di proclamare l'Italia Stato degli italiani e così chiudere la partita della multiculturalità e dell'immigrazione. Se immigrati ci saranno dovranno essere soltanto schiavi come lo sono i palestinesi degli israeliani!

Leggo che ha anche approvato i bombardamenti di Gaza definiti "reazione giusta". Duemila morti, città distrutta e avvelenamento che comincia a produrre le prime nascite di bambini deformi. Il Capo del Partito dell'Amore elogia la violenza nelle sue forme più estreme di sterminio.
L'Italia parteciperà anche alla costruzione del muro di acciaio studiato in modo tale che chi tentasse di scappare morirebbe annegato a cinquanta metri sotto terra!

Oggi un suo Ministro, il reduce da Hammamet Brunetta, è tornato ad attaccare i bamboccioni e pensa di snidarli da casa togliendo ai genitori la protezione dal licenziamento senza giusta causa ancora garantita dall'art.18. Se i genitori perdono il lavoro e diventano precari non potranno più mantenerli e dovranno cacciarli via!

La destra non dà tregua nè al mondo nè in casa nostra. Gli attacchi si susseguono agli attacchi e la disgregazione sociale sta raggiungendo tutti. Molta gente sta per essere messa con le spalle al muro.
Accettare condizioni sempre più pesanti per guadagnarsi la sopravvivenza o prendere atto della avvenuta rottura della coesione ed agire per una fuoriuscita anche violenta dal liberismo. Qualcuno si dovrà fare carica dei lavoratori che, dopo tante lotte, dovranno tornare a casa dalle loro famiglie a capo chino disperati e piangenti. Non avevo mai visto in vita mia tante lacrime quante ne ho visto in questi ultimi mesi.

E' la crisi? No, non è la crisi .
E' una parte dell'Italia che sprofonda nella disperazione. L'altra parte si diverte a Ballarò o piazza all'estero centinaia di miliardi di euro sottratti ai biagizzati pagati a cinquecento euro al mese (anche se hanno due lauree!). Un milione di persone ricava dalla politica lauti stipendi e privilegi. Ma, presto si rinnoveranno molte regioni italiane e nei progetti dei partiti non esiste traccia della questione del costo oramai scandaloso della politica.

da Indymedia